il cavallo di Nietzsche

02 maggio 2018 ore 19:09 segnala





“Ho sempre davanti agli occhi Tereza seduta sul ceppo che accarezza la testa di Karenin e pensa al fal­limento dell'umanità. E nello stesso istante mi appare davanti agli occhi un'altra immagine: Nietzsche esce dal suo albergo a Torino. Vede davanti a sé un cavallo e un cocchiere che lo colpisce con la frusta. Nietzsche si avvicina al cavallo e, sotto gli occhi del cocchiere, gli abbraccia il collo e scoppia in pianto.
Ciò avveniva nel 1889 e a quel tempo anche Nietz­sche era già lontano dagli uomini. In altri termini, proprio allora era esplosa la sua malattia mentale. Ma appunto per questo mi sembra che il suo gesto ab­bia un significato profondo. Nietzsche era andato a chiedere perdono al cavallo per Descartes. La sua paz­zia (e quindi la sua separazione dall'umanità) inizia nell'istante in cui piange sul cavallo.
È questo il Nietzsche che amo, così come amo Tereza sulle cui ginocchia riposa la testa di un cane mor­talmente malato. Li vedo l'uno accanto all'altra: en­trambi si allontanano dalla strada sulla quale l'uma­nità, «signora e padrona della natura», prosegue la sua marcia in avanti.”
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« immagine » “Ho sempre davanti agli occhi Tereza seduta sul ceppo che accarezza la testa di Karenin e pensa al fal­limento dell'umanità. E nello stesso istante mi appare davanti agli occhi un'altra immagine: Nietzsche esce dal suo albergo a Torino. Vede davanti a sé un cavallo e un cocchiere ...
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02/05/2018 19:09:06
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Commenti

  1. leggendolamano 03 maggio 2018 ore 07:09
    Un Nietzsche che non conoscevo mille miglia lontano dal mito del superuomo ...

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