il giovane favoloso

10 febbraio 2018 ore 00:04 segnala


Mentre impazza il museale festival di Sanremo, mi guardo il Giovane favoloso , film che vidi a cinema e che nonostante la grande tristezza mi riportò vivo al cuore il poeta che più amai al Liceo.
Belissima la scena della morte di Silvia cui è dedicata una delle più tenere e struggenti poesie, poesia di odio amore contro la vita, Giacomo vuole amarla nonostante la bruttezza e la malattia sue e della stessa vita. E la poesia è così struggente perchè oscilla tra dolcezza e crudeltà. Eccola

A Silvia
Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,

e tu, lieta e pensosa, il limitare
di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
stanze, e le vie d’intorno,
al tuo perpetuo canto,
allor che all’opre femminili intenta
sedevi, assai contenta
di quel vago avvenir che in mente avevi.

Era il maggio odoroso: e tu solevi
così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri
talor lasciando e le sudate carte,
ove il tempo mio primo
e di me si spendea la miglior parte,
d’in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.

Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
quel ch’io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,
che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
la vita umana e il fato!

Quando sovviemmi di cotanta speme,
un affetto mi preme
acerbo e sconsolato,
e tornami a doler di mia sventura.

O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor?
perché di tanto inganni i figli tuoi?

Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
da chiuso morbo combattuta e vinta,
perivi, o tenerella. E non vedevi
il fior degli anni tuoi;

non ti molceva il core
la dolce lode or delle negre chiome,
or degli sguardi innamorati e schivi;
né teco le compagne ai dì festivi
ragionavan d’amore.

Anche perìa fra poco
la speranza mia dolce: agli anni miei
anche negaro i fati
la giovinezza.

Ahi come,
come passata sei,
cara compagna dell’età mia nova,
mia lacrimata speme!

Questo è il mondo? questi
i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi,
onde cotanto ragionammo insieme?
questa la sorte delle umane genti?

All’apparir del vero
tu, misera, cadesti: e con la mano
la fredda morte ed una tomba ignuda
mostravi di lontano.
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10/02/2018 00:04:28
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Commenti

  1. ubaldo77 10 febbraio 2018 ore 09:48
    Il film l'ho visto al cinema e l'ho trovato molto gradevole e ben interpretato.
    In TV rende meno!
  2. gandalf3 11 febbraio 2018 ore 14:34

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