Lampedusa _Morire cercando la vita

27 settembre 2016 ore 15:49 segnala
"Morire cercando la vita. Questa l'idea più dolorosa che sorge di fronte alle scene delle tragedie di Lampedusa.
Abbandonando ogni "prudenza", cercando con ostinazione l'umano, queste donne e questi uomini avevano fuggito l'odio, e dimenticato chel'ipocrisia può essere persino più letale.
Gli spettatori del naufragio, al sicuro, ancora una volta osservano, enumerano, promettono.
Per questo disturba ascoltare l'unanime commozione di queste ore.
Lo strep-tease del nostro umanismo, scriveva Sartre cinquant'anni fa… Quanti corpi
ancora, accasciati su una spiaggia, o per sempre perduti nel Mediterraneo o nel Sahara, dovremo osservare prima di riconoscere che quelle donne e quegli uomini non sono stati uccisi dalle onde o dalla sete ma dalle leggi sulla migrazione? Quante menzogne dovremo ancora tollerare prima di sentirli ammettere che è la nostra "legalità" ad alimentare un'economia di morte che nei passeurs, negli scafisti ha solo
il prestanome per ministri, legislatori e governanti?
Vivere in un paese dove il razzismo trova le sue più rozze espressioni nelle fauci di
questo o quel senatore, accresce ancor più l'amarezza e la rabbia, soprattutto in chi, come noi, ogni giorno ascolta il dolore e la confusione di tanti immigrati.
Perseguitati, trattenuti in ghetti o prigioni, dimenticati da una burocrazia indifferente, essi si chiedono perché il diritto dei deboli, dei giusti, debba ancora attendere.
Un sistema di leggi inique, in Europa, ma non solo, trasforma gli immigrati senza permesso di soggiorno in criminali, in "infiltrati" (così recita una legge del 1954, la "Prevention Infiltration Law" che, in Israele, consente di deportare, o trattenere nei centri di detenzione senza limiti di tempo, gli stranieri privi di documenti).
È bene ricordarlo: questa economia di morte, che ossessiona la difesa dei confini nazionali e dei privelegi di pochi, nutre un'economia dell'emergenza e della coercizione, e viceversa ne viene alimentata.
Questa stessa economia di morte giunge a punire persino chi soccorre e protegge i clandestini. Una legge provò del resto, solo qualche anno fa, a imporre l'obbligo ai medici di denunciare alle autorità giudiziarie i cittadini stranieri senza
permesso di soggiorno: a imporne l'obbligo pure a chi aveva come unico dovere solo quello della cura... Quando una legge è ingiusta, disumana, razzista, noi disobbediamo: noi intendiamo essere "complici" di questi clandestini.
I morti di Lampedusa ce lo impongono. Ora chiedono silenzio.
Lo ingiungono a chi osa fingere commozione. Noi rimaniamo, come sempre, accanto a loro, accanto a questi corpi perduti, morti di una guerra condotta contro un nemico inesistente, uccisi da armi invisibili (circolari, decreti,commissioni). È il momento di abrogare immediatamente una legge perversa, in Italia e in Europa.
Quella nuova non dovrà avere il nome di nessuno. Ne ha già troppi: i nomi di tutti coloro che sono morti cercando la vita.
Siamo vicini agli abitanti di Lampedusa e al coraggio del suo sindaco Giusi Nicolini, al loro restare umani. Siamo vicini al muto ripiegarsi dei sopravvissuti. La cura del
presente, delle loro (e delle nostre) incertezze, è anche la necessità di curare questi morti."
Associazione Fanon

Già, Restiamo umani, diceva Vittorio
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"Morire cercando la vita. Questa l'idea più dolorosa che sorge di fronte alle scene delle tragedie di Lampedusa. Abbandonando ogni "prudenza", cercando con ostinazione l'umano, queste donne e questi uomini avevano fuggito l'odio, e dimenticato chel'ipocrisia può essere persino più letale. Gli...
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27/09/2016 15:49:17
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Commenti

  1. Njlo 27 settembre 2016 ore 16:02
    L'analisi è perfetta e così crudele nella sua veridicità. Siamo vicini anche ai soccorritori che senza tregua, dimenticando la fatica, salvano molte vite dall'orrore di una morte annunciata. E i morti gridano dal fondo del mare. Penso che gli unici esseri umani a non essere umani sono proprio quelli che dovrebbero trovare soluzioni e invece dopo aver speso le solite lacrime di coccodrillo, se ne vanno beatamente a fare i summit con relativi banchetti.
  2. semplicemente.1965 27 settembre 2016 ore 16:24
    Njlo, ho trascritto questo pezzo perchè io non ho più parole davanti a questo delirio, le ho spese tutte, qui, con amici, al bar, al lavoro.....e intanto sorgono nuovi muri, quello di Calais è il più recente. Questa Europa è nazista, soffoca, ammazza i deboli, non solo i migranti. Non vuole trovare soluzioni, il peggio del peggio che la razza umana possa generare, nessuna empatia, solo ipocrisia e interessi egoistici nazionali. Grazie per il tuo commento, di solito questi blog non vengono frequentati.
  3. Njlo 27 settembre 2016 ore 16:51
    :rosa Purtroppo non ci resta molto da fare, esercitare pressioni continue, forse. Restando inascoltati. Grazie a te.
  4. VirPaucisVerbo 28 settembre 2016 ore 08:56
    No, non vi sono più parole per esprimere l'orrore di fronte al cinismo con cui affrontiamo questa enorme, infinita emergenza. Si può solo convogliare la nostra rabbia e cercare di scuotere più anime possibile. E probabilmente non basterà, ma dobbiamo provarci.
    Grazie. :rosa
  5. semplicemente.1965 04 ottobre 2016 ore 10:45
    Grazie a te, Vir.....ento la tua presenza anche se silenziosa
  6. VirPaucisVerbo 04 ottobre 2016 ore 10:57
    @semplicemente.1965: Grazie a te. Spesso non riesco a commentare e partecipare come vorrei ma... ci sono :rosa

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