Muri e filo spinato, la nuova Europa

18 aprile 2016 ore 13:26 segnala
Qualunque cosa si pensi di papa Bergoglio, e io ne penso bene, la sua visita nella Guantanamo di Lesbo ha un valore e un impatto simbolico, assai rilevante. Mette in luce, per contrasto, fino a qual punto quella che chiamano «crisi dei rifugiati» sia, in realtà, una grave crisi morale dell’Europa.
I meschini egoismi nazionali, le pulsioni nazionaliste, la crescita delle formazioni di estrema destra, la tendenza dei politici a compiacere gli umori più intolleranti del proprio elettorato non solo conduranno alla fine dell’unità europea, ma potrebbero aprire scenari ancor più inquietanti, quale quello di un altra guerra.
La costruzione di muri e barriere di filo spinato, controllati in molti casi dal'sercito, che sono sorti in Francia, Germania, Austria, Inghilterra e nei Paesi della rotta balcanica ne sono secondo me il prodromo. Non vorrei essere una Cassandra e spero che il tempo mi smentisca,.

Di fronte alla «crisi dei rifugiati», le misure adottate dall’Ue e da singoli Stati sono ciniche, lesive dei diritti umani più basilari, guidate da «un’indifferenza di natura criminosa verso la sorte dei rifugiati», quanto inutili spesso controproducenti.
Sono il frutto di una mente collettiva delirante, perhè il delirio è un disturbo della percezione e dell’interpretazione della realtà. A sua volta, il delirio ha a che fare con la rimozione del "cattivo passato" europeo e delle gravi responsabilità politiche odierne: sarebbe banale ricordare ( ma non lo è perchè molti ignorano o rimuovono appunto) che la fase attuale di esodi forzati, tali anche nel caso dei migranti detti economici, è effetto secondario del neocolonialismo occidentale e del suo interventismo armato, dell’opera di destabilizzazione di vaste aree, dall’Africa al Medio Oriente, nonché della predazione economica e della devastazione anche ambientale operate dal capitalismo globale.

Delirante, illegale e immorale, è l’accordo siglato, in forma di Statement, tra l’Ue e la Turchia il 18 marzo scorso, in violazione del diritto internazionale e perfino del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, in particolare dell’art. 218 che regola gli accordi tra l’Unione e i paesi terzi. Condannato dalla massima parte delle organizzazioni umanitarie e dallo stesso Unhcr, esso legittima e dà avvio alla deportazione di massa dei «migranti irregolari», bambini compresi, che dal 20 marzo sono approdati nelle isole greche partendo dalla Turchia. Paese terzo tutt’altro che sicuro, dominato da un regime a dir poco autoritario, la Turchia, che primeggia per violazioni del diritto internazionale e della stessa Convenzione europea dei diritti umani, non garantisce alcuna protezione ai richiedenti.

L’insensatezza di questo accordo è del tutto evidente: non servirà affatto, come si pretende, a scoraggiare gli esodi verso l’Europa e a smantellare «il business dei trafficanti», bensì a costringere le persone in fuga a intraprendere rotte e viaggi sempre più rischiosi ed alimentare la creazione di altri muri e barriere tra stati.

Ricordo che tra il 2015 e il 2016 a ripristinare i controlli alle frontiere sono stati, tra i paesi membri dell’Unione europea, l’Austria, la Danimarca, la Germania, la Svezia, l’Ungheria; tra i non membri, la Norvegia e la Macedonia, che pure è candidata all’ingresso nell’Ue. Dunque, per quanto scandalosa, perfino autolesionista – destinata com’è a provocare anche danni economici, non solo all’Italia -, la più recente trovata austriaca della barriera anti-profughi al Brennero non è che un’ulteriore tappa della dilagante pulsione nazionalista, nel senso peggiore, che attraversa l’Europa.
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Qualunque cosa si pensi di papa Bergoglio, e io ne penso bene, la sua visita nella Guantanamo di Lesbo ha un valore e un impatto simbolico, assai rilevante. Mette in luce, per contrasto, fino a qual punto quella che chiamano «crisi dei rifugiati» sia, in realtà, una grave crisi morale dell’Europa....
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18/04/2016 13:26:04
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Commenti

  1. poitispiego 19 aprile 2016 ore 16:21
    Questo è il miglior Papa che io conosca. Spero che resti Papa ancora per tanto tempo.
  2. semplicemente.1965 19 aprile 2016 ore 16:24
    Concordo, è l'unico Papa di cui mi piace ascoltare le parole, sarà per i suo accento latino americano, sarà per la sua semplicità.....strano, mi fa tenerezza

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