Pasqua a Gaza , i palestinesi massacrati

03 aprile 2018 ore 14:52 segnala


Non una manifestazione di Hamas, come ipocritamente sostiene Israele, ma della gente comune di Gaza, dei suoi giovani, dei contadini; i palestinesi hanno sempre manifestato in occasione del “giorno della terra”, rivendicando il diritto di tornare alle loro terre, di coltivarla, di accedervi. Ogni anno, in questa occasione, qualcuno si inventa qualche mezzo creativo per qualche azione di protesta: tipicamente piantare nuovi ulivi nella “buffer zone” o provare ad accedere – per un giorno – ai campi loro sottratti con la forza militare, per coltivarli in una sorta di intervento lampo. Quest’anno, per il settantesimo anniversario della Nakba (la tragedia palestinese che coincide con il giorno dell’indipendenza di Israele nel 1948) erano state annunciate manifestazioni di protesta per 45 giorni, che sarebbero dovute culminare appunto il 15 maggio nelle celebrazioni della Nakba.

Già giorni prima della manifestazione di Gaza gli ufficiali israeliani avevano ripetutamente minacciato di ricorrere alla forza letale. Distorcendo le proteste per farle apparire immensi rischi per la sicurezza di Israele, evocando presunti scopi terroristici, e riferendosi a Gaza come “combat zone”, gli ufficiali israeliani hanno consapevolmente spianato la strada per l’uso della violenza sproporzionata e indiscriminata da parte dei militari.

Già da giorni si era capito che sarebbe stato un massacro , nonostante gli organizzatori a Gaza avessero assicurato da parte loro che la protesta non sarebbe degenerata in violenza ; Israele aveva preventivamente alzato la tensione ai massimi livelli dando ai soldati, inclusi un centinaio di cecchini schierati al confine, l’ordine di uccidere chiunque si avvicinasse, anche disarmato, anche senza alcun pericolo, come ben mostrano alcuni video.

Gli eventi di venerdì scorso sono particolarmente scioccanti ma è da molto che Israele ha adottato una policy illegittima e criminale di “shoot to kill” chiunque si avvicini al muro. Solo lo scorso dicembre ben otto palestinesi sono stati uccisi così a Gaza senza che rappresentassero una minaccia, solo perché protestavano vicino al confine.

Nel denunciare a caldo l’uccisione di manifestanti disarmati Ayman Odeh, membro del Parlamento israeliano e presidente della coalizione per la minoranza araba in Israele, ha detto: “Nel giorno della festa ebraica della libertà, gli abitanti della più grande prigione al mondo stanno chiedendo di vivere. Uomini donne e bambini, residenti di Gaza, stanno marciando per chiedere la loro libertà, sfidando indifferenza e crudeltà. Dalla prospettiva di Israele non esiste alcuna forma legittima di protesta palestinese. Persino un tale modello di lotta popolare non violenta è repressa da soldati che non esitano a sparare contro manifestanti disarmati. Israele deve immediatamente cessare la sparatoria e permettere ai residenti di Gaza si portare avanti la loro giusta e legittima protesta.”

Il diritto al ritorno. Un’utopia ormai. Il diritto alla vita e alla dignità umana. Cancellati, calpestati. Neanche il diritto di manifestare e protestare è concesso ai Palestinesi. Israele è ben consapevole che la lotta per la liberazione di un popolo oppresso passa anche da questi momenti di protesta. Ma la domanda è: il resto del mondo che intenzioni ha? Dove sono i bei principi di cui ci siamo, proprio nel 1948, fregiati?

Da Ilfattoquotidiano del 3 aprile 2018
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03/04/2018 14:52:43
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Commenti

  1. Il.Gonzo 03 aprile 2018 ore 15:13
    Israele è ben protetta dagli USA e gli USA si sa bene sono al di sopra di ogni legge e non si fanno scrupoli a calpestare qualunque cosa che dia loro fastidio.
    Gli ebrei dal canto loro, sono bravissimi ad attirarsi l'odio per cui poi sono stati, in malo modo trucidati.
    Anche dietro le tragedie in Serbia ci sono loro.
    I mussulmani, dal canto loro non fanno nulla per attirarsi simpatie, con le loro guerre sante e l'aspirazione di creare un mondo islamico. Indubbiamente però, molto dell'odio attuale verso i mussulmani è stato instillato da coloro che detengono il potere, tipo Mardok (proprietario di tutta l'informazione in america), Soros, Rotshild (come diavolo si scrive?) etc...tutti ebrei, ovviamente.
  2. leggendolamano 03 aprile 2018 ore 15:18
    Ecco perchè non sopporto Israele....
  3. semplicemente.1965 05 aprile 2018 ore 23:56
    Quello che più di tutto mi sconvolge è l'assoluta indifferenza del mondo occidentale di fronte alla tragedia che si consuma da settant'anni. Sevizi, grida di sdegno, assolutamente condivisibili, per la Siria ed il suo popolo martoriato,
    nulla sui 400 bambini uccisi da bombe al fosforo sganciate dall'aviazione israeliana durante l'operazione Piombo fuso e poi tanti altri durante Margine Protettivo. Israeele è forte del silenzio di tutto il mondo più che delle sue bombe nucleari. Grazie ragazzi per i vostri commenti.
  4. Il.Gonzo 06 aprile 2018 ore 12:05
    Potrebbe essere che la Serbia è cristiana e i Palestinesi sono mussulmani e,come ho scritto sopra, i mussulmani non sono bravi a farsi voler bene.
    Potrebbe essere soprattutto che sebbene la Serbia sia scomoda per gli israeliani, i palestinesi lo sono molto di più, stanno sulla loro terra santa e vorrebbero vederli sublimare, quindi il loro impegno mediatico nel nascondere e manipolare le notizie sulla palestina è molto maggiore di quello che hanno verso la Serbia (su cui però non è che si sappia poi così tanto eh, io stesso ho appreso poche settimane fa, per caso in internet, che gli italiani sono lì in Serbia a uccidere innocenti a braccetto con gli americani, per esempio). Il mondo occidentale non si sconvolge perchè non sa nulla, mentre il 9/11, che è indubbiamente stata una tragedia, ma non delle peggiori che la storia abbia mai visto, è stata gonfiata in modo inverosimile. Come sempre dipende dai media.
  5. semplicemente.1965 06 aprile 2018 ore 14:12
    Forse intendevi la Siria, non la Serbia. Certo il mondo non ne sa nulla perchè i media non ne parlano o se ne parlano, pochissimo, lo fanno mettendo l'accento sulla sicurezza di Israele. Non mi risulta che la Siria sia cristiana, la Siria è stata aggredita dall'ISIS creatura nata dagli interessi USA e Arabia Saudita , che vogliono rovesciara Assad e anche qui i media mentono spudoratamente, dipingendolo come dittatore sanguinario. Hanno fatto lo stesso con Gheddafi. Il discorso sarebbe lungo e troppo complesso, l'ho solo semplificato.
  6. Il.Gonzo 06 aprile 2018 ore 14:19
    Si la Siria intendevo :testata . Si la siria è stata attaccata prima dall'ISIS, assoldati dagli USA e poi dalla stessa USA in maniera ufficiale e sempre per motivi economici e di supporto a israele. La palestina però 100 volte peggio, quello intendevo. Stanno fisicamente sul loro territorio e se ne devono andare o essere annichiliti. Il resto del mondo è necessario che rimanga all'oscuro e non è così difficile visto che la potenza militare degli USA, i suoi servizi segreti sparsi per il mondo e il monopolio ebreo sui media, soprattutto USA, ma anche italiani.
  7. 85viking 12 aprile 2018 ore 21:39
    In casi tragici come questi..e' semplice capire chi siano assassini:i sionisti
  8. semplicemente.1965 12 aprile 2018 ore 21:54
    @85viking: sì qui è più semplice da capire eppure i nostri media non vogliono capire, c'è di mezzo Israele e la solita America
  9. 85viking 13 aprile 2018 ore 10:46
    L'America e' una lobby ebraica con un pazzo come Trump che appoggia senza se o ma Israele sta diventando molto pericoloso.I media si adeguano con la scusa che i terroristi sono quelli di Hamas..chi li massacra i Palestinesi?Il sionismo insito negli ebrei.

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