Percezioni E Strane Coincidenze

11 aprile 2017 ore 17:08 segnala


Questa mattina ho fatto un post sulla mia malattia e sull'intervento subito, mi sono alzata dal letto già con questo pensiero che mi frullava per la mente e così mi sono raccontata. Erano proprio questi i giorni in cui ne ebbi notizia e non ho potuto fare a meno di ricordare quello che invece dovrei dimenticare anche se non credo sia possibile.
Torno su questo argomento per un semplice motivo. Un'ora fa mi ha telefonato una signora figlia di un'altra paziente che venne operata insieme a me ed eravamo nella stessa stanza. Tra noi vi erano solo due mesi di differenza di età. Prima di uscire dall'Ospedale ci scambiammo i numeri telefonici. Ci sentivamo ogni tanto per un saluto e per sapere di noi. Ci trovammo poi nella stessa mattina dall'oncologa, a me venne data la notizia della chemio e del resto, mentre a lei fu prescritta solo la pillola per 5 anni e solo dieci sedute di radioterapia. Mi dispiace mi disse ma devi farti coraggio vedrai che andrà tutto bene anche per te. E così continuammo con le telefonate fino a quando lei non rispose più. Pensai avesse cambiato numero oppure che non desiderasse più parlare con me. In seguito ho smesso di insistere nel chiamarla e non avevo più avuto notizie di lei fino a quando alcuni mesi fa mia figlia portò al pronto soccorso la mia nipote più piccola che si era rotta un braccino cadendo mentre pattinava. Passarono alcuni giorni e poi mia figlia mi raccontò che aveva visto quella signora su di una barella con la maschera dell'ossigeno e una flebo inserita nel braccio. Provai ancora a richiamarla ma il telefono risultava sempre spento.
Ora sua figlia mi ha telefonato dicendomi che il 15 di Marzo sua madre ha lasciato questo mondo e che probabilmente avrebbe avuto bisogno come me della chemio. Ma visto che suoi recettori erano alti decisero solo per una decina di sedute di radioterapia non necessitando di chemio.

Ora mi sorge un dubbio, forse fondato o forse no. Dopo circa un anno e mezzo dall'intervento un Maresciallo dei NAS contattò mio figlio chiedendo notizie di me, se potevo camminare e se fossi stata in grado di recarmi nella loro caserma. Mio figlio che in quel momento era al lavoro rispose che la mattina mi aveva lasciata in buone condizioni e solo allora gli venne chiesto il mio numero di telefono per potermi contattare. Cosa che questo maresciallo fece dopo un paio di giorni chiedendomi se fossi stata in grado di andare a parlare con lui. Certo che si riposi ed il giorno dopo ero davanti alla sua scrivania. Mi fece un sacco di domande e poi aprì un fascicolo con la raccolta di tutti i documenti che riguardavano il mio intervento e le cure che avevo fatto.
A questo punto mi sembrò logico chiedere il motivo di quella convocazione. Non si preoccupi mi disse, è normale routine, ogni tanto convochiamo persone che sono state degenti per sapere se sono state trattate bene durante e dopo alcuni interventi chirurgici. Ma fu molto evasivo. Non bastava la mia parola per sapere se ero stata trattata bene? Che c'entrava raccogliere tutta la documentazione in Ospedale? Risposi solo che...potevo far finta di credere a quello che mi aveva detto ma che non ero affatto convinta della spiegazione avuta. Non mi rispose e molto gentilmente mi accompagnò alla porta.
A questo punto chi è che mi impedisce di pensare che forse era lei ad aver bisogno di tutto quello che ho fatto io? Non potrebbe esserci stato uno scambio di reperti considerando che il suo intervento venne fatto subito dopo il mio? Tra l'altro la figlia che mi ha telefonato oltre a darmi la notizia della madre ha insistito nel sapere come stavo e visto che è infermiera forse sa qualcosa che io non so ma, mi ha anche detto che i reperti devono essere conservati almeno per dieci anni a disposizione dei pazienti nel caso in cui vogliano portarli ad analizzare in altri laboratori. Ora non so che fare, tanto quel che è fatto è fatto, se c'è una denuncia in corso nei confronti dell'Ospedale da parte della figlia prima o poi verrò a saperlo. Però sono rimasta sconvolta e non poco.

Per il momento scendo qui, non ho più voglia di fare blog, non per il momento.
Buona Pasqua a chi leggerà!


Dedicata a Marcella R.I.P.

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« immagine » Questa mattina ho fatto un post sulla mia malattia e sull'intervento subito, mi sono alzata dal letto già con questo pensiero che mi frullava per la mente e così mi sono raccontata. Erano proprio questi i giorni in cui ne ebbi notizia e non ho potuto fare a meno di ricordare quello c...
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Aprile 2013

11 aprile 2017 ore 10:24 segnala
Sono passati 4 anni da allora
Ecografia dopo 5 ore da quando
durante la doccia mi accorsi di qualcosa
che nemmeno il giorno prima
ne avevo notato la presenza
era grande quanto una piccola mandorla
lo faccia togliere immediatamente
non si faccia fare ago aspirato
niente biopsia
deve essere estirpato subito

E' un cancro chiesi?
Signora Le ho detto che è un nodulo solido
quello che sarà ce lo potrà confermare
soltanto l'esame istologico di quanto asporteranno
dopo che avrà subito l'intervento
Di lui dicono sia un medico molto bravo
ma burbero, senza un sorriso si siede
alla scrivania, compila la fattura
120 Euro più IVA.
Mi tende la mano, mi saluta, mi fa gli auguri.

Non chiedo altro, esco da quell'ambulatorio
lussuoso posto al primo piano di un antico palazzo
scendo le scale, esco fuori, l'aria è tiepida
giungo all'auto dove mi aspetta mio marito
mi chiede l'esito della visita. Non rispondo subito
poi tiro fuori la lastra dove si vede benissimo
quel coso bianco. Probabilmente è un cancro gli dico.

Allora che facciamo mi dice, torniamo a casa
o andiamo sul porto e ci buttiamo in mare.
Tu sei scemo gli rispondo, andiamo a casa.
Mi aspetta mia nuora, mi corre incontro e
anche lei mi chiede con occhi dilatati dalla paura
l'esito della visita. Le dico la verità, inizia a piangere.
Ehi, mica sono ancora morta, non piangere che porta male.

Mi viene consigliato di rivolgermi all'Ospedale di Pisa
dove c'è un centro di chirurgia senologica, il primario
è una donna allieva di Veronesi dove le pazienti arrivano
un po' da tutta Italia. Vado lì e parlo con quel medico
che è al bancone per ricevere informazioni sia sui tempi
che sulle analisi da fare prima dell'intervento.
Mi risponde che i tempi sono piuttosto lunghi dai 3 ai 4 mesi
prima che possa essere effettuato l'intervento.
Mi prescrive tutte le analisi della preospedalizzazione.
Ringrazio e me ne vado.

Quel dottore ecografo ha detto subito, e subito non sono
3 o 4 mesi. Allora vado a Livorno al centro di
chirurgia generale. Il primario è un tipo piuttosto
scontroso e mi dice che non può intervenire senza
avere avuto prima l'esito della biopsia e così dopo due giorni
biopsia, dopo altri giorni esame per cercare
il linfonodo sentinella, dopo alcuni giorni radiografia
polmonare, dopo una settimana ecografia di tutto l'addome,
per ultimo radio iniettato in vena per cercare eventuali
metastasi ossee.
Risultati : tutto negativo, non ci sono metastasi da nessuna
parte, beh è già qualcosa di positivo mi dico.
Il 24 Maggio intervento, mi ricoverano al mattino alle 7.00

Discutono i miei figli, più di una persona non può accompagnarmi
in camera, la spunta mio figlio. Giungiamo in una piccola camera
linda, letti nuovi, silenzio e sul letto un camice verde ed una cuffia
dello stesso colore. Mi spoglio completamente e mio figlio mi aiuta
ad indossare quell'abbigliamento. Dopo un'ora circa vengo trasportata
direttamente con il letto al blocco operatorio. Mi mettono in attesa,
l'immenso locale diviso da paraventi è freddo, inizio a tremare,
un'infermiera mi copre con una coperta di lana.

Finalmente mi portano nella postazione che mi è stata assegnata.
Una dottoressa completamente vestita di verde e la benda sulla bocca
mi guarda con due occhi verdi splendidi e mentre lei guarda me
io guardo lei, alla fine mi chiede il perchè di quello sguardo impaurito,
si avvicina al mio orecchio e mi dice: Sa cosa la salva? L'età!

Dopo alcuni minuti entrano 5 mediici tra cui il burbero primario
ed altro non fa che avvicinarsi per farmi una carezza sulla guancia
insieme ad un sorriso. Bel seno dice, peccato doverne togliere una
parte, ma vedrai che non sarà necessario nemmeno il riempimento.
Intanto si avvicina l'anestesista e dopo poco entro nel buio.

Mi svegliano dicendomi subito che il linfonodo sentinella è negativo
e anche altri tre linfonodi analizzati sul momento risultano negativi.
Mi rilasso e continuo nel dormiveglia fin quando mi riportano in camera.
Nel pomeriggio tornano i medici e vogliono che mi alzi dal letto. Mio
figlio mi sostiene e inizio a passeggiare per il corridoio. Come va
mi chiede un medico, benissimo rispondo, bene allora si vesta e torni a casa.

Mi prescrivono i giorni per le medicazioni, alcuni medicinali e via, la sera
ero già qui al PC. In seguito è subentrata l'oncologa e alla prima visita
mi dice che purtroppo dall'analisi istologica del pezzo asportato risultano
negativi i recettori ormonali e quindi per prevenzione dovrò fare la chemio
e 30 sedute di radio. Mi crolla il mondo addosso e prima di sottopormi
a quelle cure i miei figli prendono un appuntamento allo IEO di Milano e,
dopo aver pagato 300 Euro di visita altro non fanno che confermare diagnosi
e cure di Livorno.
Si mi dice, non è un tumore ormonale ma genetico quindi più aggressivo
ed è meglio che si sottoponga alla chemio ed alla radio terapia.

E così a Luglio iniziai i 4 cicli di chemio, uno ogni 21 giorni
finita la chemio dopo circa un mese le 30 sedute di radio terapia
Alla fine di tutto l'oncologa mi suggerì di prendere comunque
una pillolina al giorno per 5 anni, quella che a regola prendono
coloro, e gli basta questa, quelle donne che hanno un tumore
ormonale. Sembra che in America stiano appunto sperimentando
nonostante i recettori negativi, se questi non sono proprio zero,
possa aiutare e coadiuvare le altre cure (io ce l'ho al 2%) .

Quindi sto andando avanti con questa pillolina che insieme
alle altre cure subite altro non fa
che farmi venire alcuni dolori alle articolazioni, mi toglie
l'appetito, mi fa ingiallire i denti, li fa ammalare, e accentua
l'osteoporosi alla colonna vertebrale e alle anche.

Ma sopporto tutto, non ho mai pianto, posso aver pianto
per altri motivi ma mai ho dato la soddisfazione a quel
“coso” che vorrebbe uccidermi di farmi scendere lacrime.
Quello che invece voglio fare è combatterlo in ogni modo
farò qualsiasi cosa per poter continuare a vivere la mia vita.

E per ultima cosa voglio fare un monito a chi mi ha presa in giro
chi ha avuto il coraggio di giudicare la mia postura, a chi dice
che ho la dentiera,: provate voi a fare tutto quello che ho fatto e
sto facendo io, vedrete allora che vi morderete la lingua e
piangerete si, piangerete per non essere più quelle che eravate
un tempo.

Ho avuto due scelte: lasciare che il “coso” mi uccidesse
o imparare a lottare per vivere. Presi un ago immaginario
mi ricucii l'anima e imparai a mostrarmi con orgoglio
per quello che sono e sono diventata.

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« immagine » Sono passati 4 anni da allora Ecografia dopo 5 ore da quando durante la doccia mi accorsi di qualcosa che nemmeno il giorno prima ne avevo notato la presenza era grande quanto una piccola mandorla lo faccia togliere immediatamente non si faccia fare ago aspirato niente biopsia deve ...
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Il Mio Piccolo Principe

10 aprile 2017 ore 11:53 segnala


Ieri Domenica delle Palme il mio piccolo nipotino ha ricevuto il Battesimo. Bellissimo con il suo primo smoking e altrettanto casinista. Adora la musica e in Chiesa cercava con la sua voce ormai possente di accompagnare coloro che cantavano per lui. Ama in modo viscerale vedere le luci accese e questo si nota dalle bollette che arrivano e così in chiesa la sue espressioni nel far festa a tutte quelle luci hanno fatto ridere tutti.
Ora mio caro Gabriele un angioletto ti ha preso per mano e spero ti accompagnerà tutta la vita proteggendoti da ogni pericolo insieme ai tuoi genitori, ai nonni e a tutte quelle persone che ti adorano.


TI VOGLIO TANTO BENE

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« immagine » Ieri Domenica delle Palme il mio piccolo nipotino ha ricevuto il Battesimo. Bellissimo con il suo primo smoking e altrettanto casinista. Adora la musica e in Chiesa cercava con la sua voce ormai possente di accompagnare coloro che cantavano per lui. Ama in modo viscerale vedere le lu...
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Ma che sei matta?

08 aprile 2017 ore 11:26 segnala


A volte vorrei uscire da quelli schemi abitudinari che la vita mi impone ma, cancellare le abitudini non è facile, eppure, quante sono le volte in cui penso di cambiare il mio modo di vivere? Tante! Ma poi mi rendo conto di quanto sia impossibile, forse avrei dovuto farlo molto tempo prima, ora se lo dico mi prendono per matta e a forza di sentirmelo dire devo per forza crederci.
Eppure non sarebbe difficile: basterebbe prendere il bus invece dell'auto, dire a tutti che mi reco in città a far spese, mettere in borsa un po' di soldi, recarmi alla stazione dei treni e salire su di uno a caso, destinazione: Libertà, in questo caso almeno quella fisica riuscirei a conquistarmela.

Che bello sarebbe, niente più impegni famigliari, niente più lavoro, anche se il lavoro che svolgo mi piace non dovrei più cercare di convincere le persone a comprare un qualcosa che magari a me non piace cercando di far diventare oro ciò che è piombo. Niente PC, nient e-mail, telefono spento, nessun libro da leggere, nessuna musica da ascoltare. Niente più visite in ospedale. Estraniarmi completamente dal resto del mondo e dalla gente. Sedere vicino al finestrino godendo dei paesaggi che sfrecciano veloci, guardare con interesse tutto quanto riflettendo solamente sulle bellezze di questa nostra terra, tutte cose che sembrano ovvie solo quando si vedono, quando si guardano con interesse e vi si pone l'attenzione che meritano assumono tutto un altro significato. Sono convinta che solo in quei momenti si riesce ad apprezzare veramente il significato della natura, il significato vero della vita. Probabilmente sono nata in un secolo sbagliato dove tutto è obbligato dai modi di vivere, odio la tecnologia sfrenata e tutto quanto essa ci impone.

Un sogno impossibile da realizzare ne sono pienamente cosciente ma sono pensieri che affollano la mia mente quando ogni volta giunge quel tempo che decide di me, della mia vita così incerta, così precaria. Quando la mia forza e la mia volontà non bastano ad impedirmi di provare quel senso di incertezza e di malcelata paura. Nello stesso tempo però la speranza ce l'ho sempre sotto braccio.



Quella sera a Viareggio ero tra gli spettatori di Bussoladomani - tanti anni son passati da allora -
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« immagine » A volte vorrei uscire da quelli schemi abitudinari che la vita mi impone ma, cancellare le abitudini non è facile, eppure, quante sono le volte in cui penso di cambiare il mio modo di vivere? Tante! Ma poi mi rendo conto di quanto sia impossibile, forse avrei dovuto farlo molto tempo...
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Se Amore E'...

02 aprile 2017 ore 23:11 segnala


Lei si chiama Dora, una donna cresciuta in una famiglia agiata, un'infanzia ed una gioventù vissute all'insegna della gioia di vivere, adorata e protetta da genitori e da un fratello più grande di alcuni anni. Una cerchia di amici con i quali divertirsi, vacanze estive al mare di Viareggio, vacanze in montagna in inverno a sciare. I viaggi alla scoperta del mondo non si contavano. Dopo la laurea in architettura era entrata a far parte dell'Azienda paterna, quella che aveva scelto non era soltanto per l'utilità da apportare all'azienda, era una professione che amava moltissimo, la sua innata creatività le permetteva di disegnare oggetti davvero particolari e ricercati, vi si dedicava anima e corpo riuscendo a conquistare il mercato nazionale ed internazionale. Era stimata oltre che dai famigliari anche da tutto il personale dipendente per la gentilezza con cui si rivolgeva loro ai quali chiedeva spesso anche consigli, infatti pensava che tutto non sempre può piacere a tutti. E così la sua vita trascorreva nella consapevolezza delle sue capacità artistiche rendendola famosa e invidiata anche negli ambienti dello stesso settore.
A soli 30 anni aveva già tutto dalla vita, bellezza, fama, soldi, le mancava solo una cosa a completare la sua felicità: un amore. E questo amore lei lo portava dentro di se da mesi, infatti si era innamorata di un suo dipendente, un uomo bellissimo e con un gusto indiscutibile, per questo lo voleva spesso vicino nei momenti delle sue creazioni, era un prezioso collaboratore e quella vicinanza, il suo modo di parlare e di sorridere, le sue mani lunghe e affusolate, quel profumo e quella eleganza nel comportamento avevano fatto sì che lei si innamorasse. Non seppe mai se questo amore fosse o meno ricambiato, Dora sapeva che lui era sposato e aveva due bambine e così fece sempre in modo che quel sentimento non trasparisse da gesti o parole che potessero tradire quello che provava per lui.
Rimase presto sola, senza genitori e senza quell'adorato fratello morto in un brutto incidente stradale. Tutto ricadde sulle sue spalle. Spalle forti che continuarono nel portare avanti la sua azienda che dopo anni decise di cedere smettendo di lavorare, dedicandosi interamente a quella passione per la quale non aveva mai avuto tempo: Dipingere!
Aveva smesso anche di fare le vacanze al mare ed in montagna, aveva smesso di viaggiare. Se ne stava in quella grande villa con una domestica che si occupava di lei e della casa. Tre cani alani non la lasciavano mai sola mentre lei dipingeva o si recava in quell'angolino del parco della villa dove immersi in un roseto vi erano un tavolo e quattro sedili in pietra, fuori dallo sguardo di chiunque. Quello era il suo piccolo angolo di Paradiso dove poteva concedersi il lusso di immaginare e sognare quella vita che non aveva potuto o voluto avere: una famiglia tutta sua, un uomo vicino e magari alcuni bambini a rallegrale la vita ed invece man mano che il tempo passava si rendeva conto che la sua compagnia altro non era che la solitudine. Sola!

Dora ora aveva 80 anni, una figura alta e slanciata, lineamenti ancora belli anche se solcati da qualche ruga. Vestiva quasi sempre con abiti lunghissimi dai colori tenui o con fantasie floreali. I capelli ormai bianchi raccolti in un morbido chignon ed un leggero trucco per mettere in risalto gli occhi ancora belli ed espressivi.
Era Settembre e come ogni anno si era recata a Salsomaggiore per cure termali onde poter affrontare meglio i mesi invernali di quella sua città sempre piena di nebbia e di umidità.
Quella mattina il sole era ancora caldo e decise di indossare un lungo abito azzurro scollato ma con maniche lunghe ed un'alta cintura a modellare la sua vita ed i suoi fianchi. Sedette al suo tavolo nel giardino dell'albergo per la prima colazione. Era abbastanza tardi ed i tavoli erano ormai affollati ma quello era il suo tavolo ed era vuoto. Sola, come sempre! Mentre sorseggiava il suo caffè una voce maschile le chiese se poteva essere suo ospite visto che non vi erano altri posti. Lei, gentile come sempre gli disse di accomodarsi e così quel signore dai capelli bianchi come i suoi le si sedette di fronte. Scambiarono alcune parole mentre la voce di lui la riportò ad un lontano passato, allora ebbe il coraggio di guardarlo negli occhi e le pupille le si dilatarono per la sorpresa, era lui, l'uomo di cui si era innamorata e che non aveva mai dimenticato. Per colpa di quell'amore non aveva mai più voluto nessuno e mentre il cuore le batteva all'impazzata, lui, guardandola a sua volta negli occhi le disse: Ciao Dora come stai? Non poteva crederci, l'aveva riconosciuta anche dopo tutti gli anni trascorsi in cui si erano visti per l'ultima volta, quando lei cedette la sua azienda.
Lui continuò: pensi davvero che avrei potuto comportarmi quasi da sfacciato chiedendoti di farmi sedere al tuo tavolo se non avessi visto che eri tu? Ti ho vista ieri sera quando sono arrivato ma ero troppo stanco per il viaggio ed ho preferito prendere qualcosa al bar piuttosto che cenare e ritirarmi in camera a farmi una doccia e riposare. Ora sono riposato, come vedi ho fame e dopo colazione riprenderemo quel discorso che ambedue a bocche serrate interrompemmo tanti anni fa.
Lei non sapeva se mettersi a piangere o a ridere e così pensò che lui a quel tempo aveva capito tutto di lei e come lei, aveva sempre fatto finta di niente, perchè sapeva di non poter far altro che fingere ed ignorare quell'amore che era nato nel cuore di tutti e due.
Nei giorni che seguirono furono inseparabili, si salutavano con il buongiorno e con la buonanotte mentre durante il giorno era un accanito raccontarsi, lei raccontò tutto di se e lui raccontò che da due anni era rimasto vedovo mentre le figlie erano sposate con tanto di prole e così abitava da solo in un piccolo appartamento, faceva tutto da solo, non voleva donne estranee in casa sua.
Intanto i giorni passavano ed il mese di Settembre era quasi agli sgoccioli, la tristezza ogni tanto velava i loro occhi, i sorrisi si spegnevano quasi subito quando arrivava la sera, quando sapevano di doversi dare la buonanotte, ma quella sera no, lui non voleva stare da solo e non voleva lasciarla da sola.
La accompagnò come sempre davanti alla sua porta ma questa volta le chiese di entrare e di poter restare con lei. Lei rifiutò, non poteva entrare a letto vestita e non si sarebbe certo mostrata nuda a lui, ma lui la attirò a se, la strinse forte baciandola dolcemente fino a quando lei cedette alla sua richiesta.
La spogliò delicatamente facendo scivolare quell'abito di voile e la strinse ancora a se, la distese sul letto, la baciò ancora mentre lei si coprì velocemente con il lenzuolo. Lui si spogliò senza alcuna remora ed entro nel letto stringendosi a lei, viso contro viso, corpo contro corpo, baci delicati, iniziò ad accarezzarle la schiena ancora morbida come velluto e questo lei lo sapeva, aveva sempre tenuto alla sua persona, aveva sempre usato le migliori marche di creme per il corpo, forse nel suo subconscio aveva sempre sperato che un giorno avrebbe avuto la fortuna di incontrarlo di nuovo.

Andarono avanti tra carezze e baci fin quando la stanchezza si impossessò di loro e si addormentarono felici perchè in quel desiderio reciproco ora divenuto realtà, ebbero la certezza che non si sarebbero lasciati mai più.

Amore non sempre è solo sesso, Amore è dolcezza, tenerezza, carezze, sguardi d'intesa, Amore vero sono due cuori che palpitano insieme. Se Amore è, non esiste dimenticanza nemmeno nella lontananza.

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« immagine » Lei si chiama Dora, una donna cresciuta in una famiglia agiata, un'infanzia ed una gioventù vissute all'insegna della gioia di vivere, adorata e protetta da genitori e da un fratello più grande di alcuni anni. Una cerchia di amici con i quali divertirsi, vacanze estive al mare di Via...
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02/04/2017 23:11:24
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Mio Grande Amore.....

28 marzo 2017 ore 19:12 segnala


Ti ho afferrato e stretto tra le mie braccia, mi hai sorriso e con tutte e due le mani hai accarezzato le mie guance. A quel punto la mia reazione è stata spontanea, Ho iniziato a baciarti sulle guance, sulla fronte, sulla punta del naso. Mi hai guardata sorridendo con i tuoi occhi nerissimi ed io ti ho stretto ancora di più a me baciandoti prima le orecchie e sono scesa piano a baciare il tuo collo candido come la neve. Ed è stato allora che hai iniziato a ridere di gusto agguantando i miei capelli, poi hai reclinato la testa appoggiando il tuo viso sulla mia spalla. Sapevi di buono, come un dolce alla vaniglia e sei rimasto così per un po'.
Allora ti ho lasciato tranquillo perchè sapevo cosa stavi per fare e in quei momenti di intimità non si può e non si deve disturbare chi si appresta a dare il meglio di se, e qualche volta per te non sempre è facile.

E così quando ho capito che avevi finito perchè hai raddrizzato di nuovo la testa guardandomi soddisfatto, quel profumo di vaniglia si è mischiato ad un altro odore molto meno gradevole. Allora ci siamo avviati insieme in bagno, ti ho cambiato il pannolone e lavato il culetto.
E mentre ridevi felice ti ho guardato e ti ho detto:
Dolcissimo grande amore cacone della tua nonnina.

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« immagine » Ti ho afferrato e stretto tra le mie braccia, mi hai sorriso e con tutte e due le mani hai accarezzato le mie guance. A quel punto la mia reazione è stata spontanea, Ho iniziato a baciarti sulle guance, sulla fronte, sulla punta del naso. Mi hai guardata sorridendo con i tuoi occhi n...
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Devi Ricominciare A Sognare

27 marzo 2017 ore 10:58 segnala


Devi togliere ogni cosa indesiderata dal tuo cervello, quei pregiudizi che altri potrebbero avere nei tuoi confronti se ricomincerai a parlare oltre che con il cervello anche con il cuore. Con il tempo ti sei accorta che senza metterci il cuore ogni tuo scritto porta a ciò che si chiama il nulla. Devi ricominciare a scrivere sotto dettatura, non solo della mente per non essere giudicata da coloro che ritengono alla tua età tu non debba ascoltare quando il cuore ha voglia di aprirsi a tutto ciò che è amore. Tenere dentro quel sentimento senza esternarlo in qualche modo ti priva di ciò che realmente sei, ti rende apatica, disinteressata a tutto quanto si chiama vita e questo non va bene. Non importa se al momento non c'è nessuno a cui tu possa dedicare i tuoi pensieri. Dedicali a te stessa. Per non appassire interiormente. Oppure inventatelo un amore, lo sai che con la fantasia della mente puoi crearla una persona : puoi creare il suo volto, i suoi occhi, la sua personalità e quando avrai creato l'uomo che potrebbe andare bene per te con pregi ed immancabili difetti ecco che il gioco è fatto.
Allora potrai iniziare a viaggiare con il cuore.
In passato l'hai provato questo modo di amare, pur non conoscendo nessuno di persona sapevi farle uscire le tue emozioni riportandole qui e quindi che differenza c'è. Nessuna!
Ah! e quei qualcuno che dovessero pensare, ripeto, che a alla tua età potrebbe essere sconveniente fregatene. Che ti importa degli altri? Via la tristezza , via l'apatia, ignora qualsiasi giudizio, ascolta solo te stessa. Devi ricominciare a vivere interiormente se vuoi rinascere così come è appena nata la Primavera.
Qualcuno potrebbe obiettare che sei sposata, sì e allora? Sei nella stessa identica situazione di coloro che sono state sposate e poi separate o divorziate. L'unica differenza tra te e loro è che tu non cerchi nessuno di reale ma soltanto la possibilità di continuare a sognare con le parole.

In fondo la vita altro non è che un sogno, sogni che talvolta si sono tradotti in realtà e quei sogni che riusciamo a crearci con la fantasia. Chi non riesce più ad entrare nel mondo onirico, atmosfera fantastica anche se irreale muore internamente.

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« immagine » Devi togliere ogni cosa indesiderata dal tuo cervello, quei pregiudizi che altri potrebbero avere nei tuoi confronti se ricomincerai a parlare oltre che con il cervello anche con il cuore. Con il tempo ti sei accorta che senza metterci il cuore ogni tuo scritto porta a ciò che si chi...
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Ancora Una Primavera Siiiiiii.......

21 marzo 2017 ore 17:11 segnala


Eccola, anche questo anno la Primavera è arrivata puntuale come sempre, le stagioni sono sempre puntuali, possono sgarrare di un giorno o qualche ora ma arrivano a ricordarci che il tempo passa. E per fortuna passa dico io almeno fin quando sarò presente su questa terra che gira gira e diversamente da noi umani non si stanca mai. Vedo il susseguirsi delle stagioni un po' come le giostre dei bambini che partono da un certo punto, compiono il loro giro per ritornare da dove erano partite. E vedo la felicità dei bambini al momento in cui vi salgono sopra, guardano i genitori o chi li accompagna sorridenti e gioiosi, un giro sul cavallo e poi cambiano e salgono sulla macchinina, poi un altro giro e via sopra l'aeroplano. C'è chi deve accontentarsi di un solo giro e chi invece ha la possibilità di farne tanti e di cambiare a loro piacimento il mezzo sul quale salire. Ma quando è il momento di scendere nessuno di loro mai si accontenta, non si accontenta quello che ne ha fatto solo uno e nemmeno quello che ne ha fatti tanti, ambedue non vorrebbero mai scendere e immancabilmente piangono o si lamentano spesso strattonati e redarguiti dai genitori o chi per essi.

Per i grandi non cambia poi molto anche se gli obiettivi sono diversi, In Primavera un bel lavoro, una bella casa, un'auto lussuosa, i viaggi, la ricerca spasmodica di una donna o di un uomo per completarsi a vicenda. Poi arriva l'Estate dove la vita è al culmine della luminosità con amori che vanno e vengono fino a trovare il giusto congiungimento. Poi l'Autunno con le passioni che si affievoliscono, figli che crescono sempre più ed i nipoti da coccolare e accudire. Poi arriverà come sempre l'inesorabile Inverno, capelli che imbiancano, le gambe che non rispondono più come una volta, la lentezza nel fare le cose, la memoria che non sempre è lucida ma c'è un qualcosa che non dimenticherà e saranno i ricordi belli o brutti, sarà quella nostalgia della gioventù, degli amori vissuti, non vissuti o perduti e poi per tutti indistintamente, lentamente la giostra frena la sua corsa fino a fermarsi laggiù, nello stesso posto dove era iniziata in un giorno lontano la Primavera.

Ogni tanto anche io mi intristisco, non sono fatta di legno e nemmeno di sughero, sono carne viva che a volte geme non per un qualche dolore. Ritornerei con il mio solito spirito forte e tagliente solo se si affacciasse un poco di sole ma oggi il cielo non mi è amico così carico di nuvole. Magari domani sì, forse domani questa nuova Primavera appena nata mi farà quel regalo che tanto bramo!

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21/03/2017 17:11:28
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Cavoli A Merenda

15 marzo 2017 ore 16:39 segnala


Un giorno qualcuno mi disse che per fare un buon blog i concetti che vogliamo esprimere devono essere alla portata di tutti coloro che leggono. Sicuramente non con poche righe stringate, a volte scopiazzate qua e là ma nemmeno impegnare chi legge in ragionamenti astrusi e lungaggini impietose di cui frega niente a nessuno proprio perchè nessuno o pochi le capiscono, a Livorno si dice: parlare “dico mico”. Questo genere di post specialmente quando non di facile comprendonio e mancanza di interesse generale di solito vengono letti a metà (forse) tanto è palpabile la noia..Volete mettere un post semplice accompagnato da una bella canzone o da una bella musica? E' tutta un'altra cosa, se poi il tutto dovesse risultare anche simpatico avremmo la soddisfazione di aver fatto trascorrere alcuni momenti di allegria agli eventuali lettori ma in questo caso soprattutto agli ascoltatori.
Ecco sono pienamente al corrente che questo non è un post impegnato e men che meno “dico mico”, anzi è una stronzata ma in poche righe ho espresso quello che volevo dire. Diretta e concisa!
Se poi a qualcuno dà fastidio il canto ecco, può andare altrove o in alternativa può, a sua volta, provare a cantare.

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Il Mio Piccolo Mondo

13 marzo 2017 ore 10:56 segnala


Chi entra nel mio blog entra nel mio mondo, c'è molto della mia vita, anzi forse poco o forse troppo. E' come un libro scritto in cui mancano parecchie pagine, un giorno le strappai strappando una metà di me e di ciò che ero, di ciò che oggi non sono più. Così come il tempo, a volte si cambia, con l'esperienza delle cose vissute è cambiato il mio modo di vedere le cose, è cambiato il modo in cui ho visto le persone che oggi vedo sotto una luce diversa. Ogni volta che scrivo una pagina lascio qui un po' della mia vita che non è più come una volta in cui tutto ciò che scrivevo era ispirato da una certa magia. Poi con il passare del tempo alla magia non ci ho creduto più ed ecco che passa anche la voglia di continuare a scrivere perchè mi rendo conto che questa specie di libro oltre a descrivere fatti della mia vita contiene la nostalgia di un tempo perduto, ormai le pagine da riempire non saranno poi molte...ma spero non sia ancora giunta l'ora di scrivere l'ultima !

***

Nella paura rinasco 
Nella sfida cresco
Nel silenzio apprendo
(Daniele Mizzoni)


Cara me, 
ricordati di essere forte come il vento e indomabile come il mare perchè il vero dramma della vita è perdere se stessi. ( cit )
 
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