O Renzi...

05 dicembre 2016 ore 11:24 segnala


Ovvia su, hai perso mio caro Fiorentino e hai fatto bene a dar le dimissioni, così fanno gli uomini di parola, l'avevi detto e l'hai fatto. Hai abbracciato la tu' moglie, hai preso tutte le tu' carabattole e te ne sei andato lasciando tutti nella cacca come e forse più di prima, magari qualcuno un se ne rende conto e ora che te ne sei ito qualcuno si lamenta pure :-)))
Alta affluenza all'urne, giurerei che anche chi un'andava mai a votà questa volta s'è fatto in cinque per andacci, anche colla lingua per terra.
Ora si son chetate le voci dei brogli, delle matite copiative che non erano copiative, delle matite che si spezzavano, delle schede nascoste, dei voti dell'Italiani all'Estero.
Brogli con la vincita dei NO non sono stati fatti...ma quando mai, tutte persone serie loro. La maggior parte manco sapeva cos'erano i quesiti di questo referendum Costituzionale. Non tutto era giusto non tutto era sbagliato. Unico motivo era mandatti a casa e te così come promesso ci sei andato. Ora tutti felici e contenti d'avè trovato stamani sulla 'omodina difianco al letto un assegno con una cospicua cifra a mo' di ringraziamento da parte der comico che ha distribuito stelle rubate al cielo, dalle maglie verdi ramarro, dalla neomamma tutt'occhi, Il redivivo Brlusca, il Nano e tutto ir contorno alla spicciolata di gente che si terrà stretta la portrona e i superstipendi, mentre chi moriva di fame e sar'zava la mattina alle cinque per andà a lavorà continueranno a morì di fame e continueranno ad arzassi alle cinque per andà a lavorà.

Ma in compenso t'hanno levato da' 'oglioni caro (sputacchino) fiorentino. Però il 40% t'ha votato mentre l'artro 60% se lo devono divide in una folta schiera d'arrivisti PD compreso.
Ora discutono su elezioni si elezioni no, quanto mi garba tutto r'casino che immancabilmente verrà fori. Intanto le borse perdono (chi se ne frega) alcune banche andranno nel casino (chi se ne frega), il PD senza te scenderà nella melma e ti faranno a pezzi, così come alle prossime elezioni lo stesso PD andrà con mia grande gioia nella melma più nera con crapa pelata, mortadella, la biancona munita di collier di perle sudaticce, baffetto con Yacht al seguito e altri senza personalità e carisma.
Mai l'ho votato e mai lo voterò.

Fino all'ultimo pur non condividendo in pieno ciò che veniva proposto alla fine in cabina ho deciso per il sì, quindi faccio parte dei perdenti.

Caro Renzi, sei arrivato per ultimo dopo tutti coloro che hanno contribuito a sfasciare l'Italia ma la colpa di tutto il marcio l'hanno data a te, meglio la colpa d'un colpo, ora arriverà qualcuno come il Messia, ci siamo quasi e vedrai che tutto andrà per il giusto verso e l'Italia si risolleverà in un batter d'occhio. Non sei mai piaciuto molto nemmeno a me, una cosa però devo dirla, non ti sei mai risparmiato nel voler fare o almeno cercare di fare del tuo meglio nell'interesse dell'Italia anche se hai dovuto combattere con il capestro Europa. E poi, se non altro....sei un maledetto Toscano che non ha mai mandato a dire niente a nessuno e la tua faccia ce l'hai sempre messa.. La tua esuberanza e la tua sicurezza credo l'abbiano avuta pochi dei tuoi predecessori ed è questo che ha dato fastidio.


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« immagine » Ovvia su, hai perso mio caro Fiorentino e hai fatto bene a dar le dimissioni, così fanno gli uomini di parola, l'avevi detto e l'hai fatto. Hai abbracciato la tu' moglie, hai preso tutte le tu' carabattole e te ne sei andato lasciando tutti nella cacca come e forse più di prima, maga...
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05/12/2016 11:24:35
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Ombra Del Vento

29 novembre 2016 ore 18:29 segnala


È la tua voce che mi tranquillizza.
È il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi, quel nomignolo che mi riservi.
È il fatto di immaginarti perché non posso vederti.
È dovermi figurare la smorfia della tua bocca.
È che sei tu

Carlos Ruiz Zafón
L' ombra del vento

***

Un libro dai contenuti magnetici così come le parole di qualcuno quando ti chiede “come stai” e non lo chiede solo per pura cortesia ma con affetto e speranza, così, semplicemente con l'interesse di un amico di vecchia data.
Ed è allora che possiamo renderci conto di non essere come un libro dimenticato ma di esistere anche per chi in un modo o nell'altro ci è sempre stato vicino e lo è anche quando non è presente. Capitano questi casi in cui ognuno conosce bene l'altro e sanno da sempre di quanto le loro brevi conversazioni virtuali siano intrise di pura sincerità e amicizia.
A volte il potere di alcune parole o di una frase giusta dette al momento giusto sono come carezze sulla guancia, un gesto che all'ombra di un momento qualsiasi di un tempo qualsiasi il Vento non potrà mai disperdere nel mare nell'oblio.

***

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« immagine » È la tua voce che mi tranquillizza. È il tuo modo di parlare, il tuo modo di chiamarmi, quel nomignolo che mi riservi. È il fatto di immaginarti perché non posso vederti. È dovermi figurare la smorfia della tua bocca. È che sei tu Carlos Ruiz Zafón L' ombra del vento *** Un libro...
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Una Storia Di Chat

20 novembre 2016 ore 18:49 segnala


Oggi voglio raccontare una storia di chat di cui sono a conoscenza. L'idea mi è venuta perchè mi ha telefonato una collega che conosco molto bene per dirmi che anche oggi 20 Novembre come tutti gli anni ha ricevuto tre rose rosse virtuali dalla stessa persona di sempre.
Tutto iniziò nel 2005, lei era in chat e venne contattata da un signore per un privato, rispose e da lì iniziò prima un'amicizia che con il tempo si trasformò in qualcosa di diverso. Lui divorziato, lei sposata ,un matrimonio che andava avanti per forza d'inerzia ma che pure esisteva. Lui chattava da Lugano ed era proprietario di una importante azienda agricola nel Senese dove trascorreva gran parte del suo tempo. Lui aveva chiesto spesso incontri da lei sempre rifiutati sia per la sua condizione di donna sposata e per altri motivi che non sto qui a spiegare. Un giorno alla sua agenzia arrivò una telefonata da un signore che doveva vendere una tenuta proprio nella zona di Siena, inizialmente sarebbe dovuto andare solo il collega di lei che poi alla fine le chiese di accompagnarlo e così andarono insieme, era il 20 Novembre 2005. Arrivarono sul posto e trovarono due uomini, presentazioni e poi iniziarono a parlare di affari; ad un certo punto uno dei signori invitò il collega di lei a vedere una cosa per un parere, era l'uomo di fattoria, e così lei rimase da sola con l'altro signore che alla fine si presentò per chi realmente era. Era la persona con la quale lei chattava ormai da mesi e che non aveva mai visto in foto, quindi rimase scioccata dalla sorpresa ma anche indignata per lo stratagemma da lui usato anche perchè disse di non avere la minima intenzione di vendere la sua proprietà. Parlarono un po', lui allegro e sorridente lei un po' meno. Tra se pensò che era davvero un signore distinto, gentile e niente male, ma ormai aveva preso male quella specie di tradimento, di sicuro rossa in faccia e piena di imbarazzo non vedeva l'ora che tornasse il collega per andarsene. Di li a poco infatti salutarono e se ne andarono.
Intanto dopo due giorni lui e la mia collega si ritrovarono in chat e fu allora che lei gli disse tutto quello che non aveva potuto due giorni prima, lui le chiese scusa poi la cerco tutte le sere, ogni sera lei lo vedeva ma aveva messo un nick diverso e quindi lui non poteva saperlo non avendo così la possibilità di contattarla. Fu quasi alla fine del 2006, poco prima di Natale che a quel punto decise di farsi riconoscere se non altro per salutarlo e fargli gli auguri. Continuarono a parlarsi per un po' fino a quando lei che aveva capito le intenzioni serie di lui si sentì in dovere di dirgli che non avrebbe mai potuto esserci un futuro, lui continuò ad insistere per altri mesi mentre lei non rispondeva quasi mai se non per i saluti e un breve scambio di frasi. Poi una sera lui le disse giustamente addio e le sue ultime parole prima di uscire per sempre da questo mondo virtuale furono queste: “ Come trovarmi lo sai e sai anche che ti aspetterò sempre”.
Così ogni anno per l'anniversario del loro incontro lui le invia le rose sempre accompagnate da quella frase che si ripete ogni volta. Come oggi !

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« immagine » Oggi voglio raccontare una storia di chat di cui sono a conoscenza. L'idea mi è venuta perchè mi ha telefonato una collega che conosco molto bene per dirmi che anche oggi 20 Novembre come tutti gli anni ha ricevuto tre rose rosse virtuali dalla stessa persona di sempre. Tutto iniziò ...
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Chi è...

20 novembre 2016 ore 11:29 segnala


...che vuole entrare nella mia posta dalla località di Arcore? Google lo ha bloccato ma intanto mi ha comunicato l'IP di chi ci ha provato e che andrò a riferire alla Polizia Postale. Non è la prima volta che succede e ancora ho dovuto cambiare la pass.
Niente battute spiritose per favore...... sicuramente è qualcuno che conosce la mia e-mail ed io so chi sono, quindi la scelta è molto molto limitata.

Qualcuno conosce la tua password. Google ha impedito l'accesso. Ulteriori informazioni
Dispositivo sconosciuto
Data/ora: 12 novembre, 10:50
Località: Arcore, Italia
Indirizzo IP:


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« immagine » ...che vuole entrare nella mia posta dalla località di Arcore? Google lo ha bloccato ma intanto mi ha comunicato l'IP di chi ci ha provato e che andrò a riferire alla Polizia Postale. Non è la prima volta che succede e ancora ho dovuto cambiare la pass. Niente battute spiritose per ...
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Quella Certa Età.....

14 novembre 2016 ore 17:05 segnala


Ma davvero certa gente crede che.........

dopo una certa età non si possa più fare quello che facevamo quando l'età non era ancora quella del …certa?

Ma poi cosa significa quella certa età! Ognuno la interpreta a modo suo, dipende da quello che si può ancora fare non avendo più 20/30/40 anni etc...Io credo fermamente che dipenda solamente da come si interpreta la vita:

Si può ancora correre, se non si può correre si cammina, se si cammina male ci si appoggia ad un bastone. Dite che serve più tempo? Bene...allora in questo caso si parte prima e si arriva puntualmente a qualsiasi appuntamento.

Non si può più ballare? Chi l'ha detto, invece di fare balli sfrenati ci si può accontentare di un ballo lento, anzi è più bello quando il corpo aderisce all'altro e ci si lascia cullare da una musica dolce.

Il nostro volto mostra le rughe del tempo? Bello sfoggiarle orgogliosamente, significa che la morte non ci ha avuti con un volto ancora liscio e levigato.

Qualcuno pensa che non si possa più amare...io dico che si riesce ad amare molto più di coloro che lo fanno abitualmente e con troppa leggerezza. L'amore non significa fare solo sesso. L'amore è qualcosa di più profondo, un sentimento dalla bellezza inestimabile che solo chi lo prova può capirne il vero significato. C'è chi lo dimostra con le parole e chi se lo tiene gelosamente racchiuso nel proprio cuore e non certo per colpa di quella ...certa età. Vi sono altre personali motivazioni.

Si dice che sia impossibile continuare a sognare, non c'è cosa più falsa, è quando si smette di sognare che si invecchia non il contrario.

Non si può più cantare perchè la voce a volte manca e non c'è più l'intonazione giusta? Niente di più falso, chi è stonato e non ha voce non può farlo nemmeno quando è molto giovane. E, a proposito del canto ascoltate Lui....Leonard Cohen...Aveva una certa età ma un grande fascino.



ALLELUJA
Ho sentito di un accordo segreto
Suonato da David e gradito al Signore
Ma a te della musica non importa poi molto, vero?
Beh, fa così:
La quarta, la quinta
La minore scende, la maggiore sale
Il re perplesso compone l’Alleluja
Alleluja
La tua fede era salda ma avevi bisogno di una prova
La vedesti fare il bagno dalla terrazza (4)
La sua bellezza e il chiaro di luna ti vinsero
Lei ti legò
Alla sedia della cucina
Ti spaccò il trono, ti rase i capelli
E dalle labbra ti strappò l’Alleluja.
Alleluja
Dici che ho pronunciato il Nome invano
Ma se non lo conosco nemmeno il Nome
Ma anche se fosse, a te poi cosa importa?
C’è un’esplosione di luce
In ogni parola
E non importa se tu abbia sentito
La sacra o la disperata Alleluja
Alleluja
Ho fatto del mio meglio, non era granché
Non provavo nulla, così ho provato a toccare
Ho detto il vero, non sono venuto per prenderti in giro
E anche se
è andato tutto storto
Mi ergerò davanti al Dio della Canzone
E dalle mie labbra altro non uscirà che Alleluja
Alleluja…



CONDUCIMI FIN DOVE FINISCE L’AMORE
Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Sollevami come un ramoscello d’ulivo e sii la colomba che mi riporta a casa
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amoreOh fammi vedere la tua bellezza quando i testimoni se ne saranno andati
Fammi sentire che ti muovi come fanno a Babilonia
Fammi vedere lentamente quel che oso appena immaginare
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi ora alle nozze, conducimi ora e poi ancora
Conducimi molto dolcemente e conducimi molto a lungo
Siamo entrambi al di sotto del nostro amore, entrambi al di sopra
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi ai figli che chiedono di nascere
Conducimi oltre il drappo che i nostri baci hanno consunto
Ora innalza una tenda che ci protegga, anche se ogni filo è spezzato
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi alla tua bellezza con un violino infuocato
Conducimi oltre il panico finché non sarò al sicuro
Toccami con le nude mani oppure toccami con i guanti
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore
Conducimi fin dove finisce l’amore



MI HAI FATTO CANTARE
Mi hai fatto cantare
Anche se le notizie sono cattive
Mi hai fatto cantare
L’unica canzone che abbia mai avuto
Mi hai fatto cantare
Da quando è morto il fiume
Mi hai fatto pensare
Ai posti dove potevamo nasconderci
Mi hai fatto cantare
Anche se il mondo non c’è più
Mi hai fatto pensare
Che mi piacerebbe andare avanti
Mi hai fatto cantare
Anche se tutto sembra buio
Mi hai fatto cantare
L’inno di Hallelujah
Mi hai fatto cantare
Come un galeotto in prigione
Mi hai fatto cantare
Come se il perdono fosse in posta
Mi hai fatto sperare
Che il nostro piccolo amore duri
Mi hai fatto pensare
Come quella gente di anni fa
Mi hai fatto cantare
Anche se il mondo non c’è più
Mi hai fatto pensare
Che mi piacerebbe andare avanti
Mi hai fatto cantare
Anche se tutto è andato storto
Mi hai fatto cantare
Quel canto di Hallelujah
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Il Vino NOVELLO

06 novembre 2016 ore 22:00 segnala


Oggi 6 Novembre è stato un giorno importante in questa parte della mia Toscana per i viticoltori e per coloro che amano questo giovane vino. Come ogni anno infatti non viene mai venduto prima di questo giorno e dopo poco tempo sparisce dal mercato. In effetti non è consigliabile consumarlo dopo del tempo per il fatto che continua a fermentare in bottiglia fino a diventare nocivo alla salute. A me piace molto e anche se posso berne in quantità moderata, un mezzo calice abbondante me lo sono fatto. ;-)

PROSIT !!!

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« immagine » Oggi 6 Novembre è stato un giorno importante in questa parte della mia Toscana per i viticoltori e per coloro che amano questo giovane vino. Come ogni anno infatti non viene mai venduto prima di questo giorno e dopo poco tempo sparisce dal mercato. In effetti non è consigliabile cons...
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L'Ultima Valle

03 novembre 2016 ore 18:21 segnala


Il 9 di Ottobre appena trascorso è stato il triste anniversario della tragedia del Vajont, mi è stato ricordato da un breve cenno trasmesso dalla TV. Allora mi è venuto il mente che avevo ancora da leggere un libro acquistato e non ancora letto parecchio tempo fa quando a Livorno sotto i portici vi era una bancarella di libri usati. Il libro che ho appena finito di leggere si riferisce appunto a quel triste fatto.
Il libro si intitola appunto L'Ultima Valle di Carlo Sgorlon. L'autore però usa nomi fittizi dei paesi interessati, della montagna, dei fiumi e del lago, un peccato questo perchè non conoscendo quei luoghi sono dovuta andare su Wiki per cercare, a parte Longarone tristemente famoso, anche gli altri paesi interessati dalla tragedia così come il nome della montagna franata nell'invaso della diga.
Chi racconta è un insegnante e inizia con l'arrivo in uno di quei paesi sperduti nella valle dove a quel tempo vi era solo una strada sterrata e poco percorribile tracciata al tempo dell'ultima guerra mondiale, di un'auto lussuosa dalla quale scesero dei signori eleganti destando la curiosità della gente di quel paesino. Gente che non si rendeva conto di cosa fossero venuti a fare in quel luogo dimenticato da Dio e dagli uomini. La loro curiosità venne loro tolta molto tardi, troppo tardi, quando in qualche modo questa gente ormai era stata costretta a vendere i loro prati dove pascolavano gli animali e i loro boschi senza sapere però chi fossero ed il perchè questi acquirenti fossero così interessati a quelle zone.
Alcuni pensarono a nuove strade, ad insediamenti alberghieri, nessuno avrebbe potuto immaginare che vi venisse costruita una diga di proporzioni così gigantesche ed una centrale elettrica, se ne accorsero in un secondo momento quando ormai era già stato fatto tutto e non si poteva più tornare indietro.

Nomi fittizi e storie romanzate anche di alcuni abitanti del luogo che poi leggendo su wiki e guardando alcuni video, direi parecchi, tanto romanzate non erano. Così come non vengono fatti i veri nomi dell'Ingegnere progettista, di un suo aiutante che si suicidò, né dei geologi, né di coloro che esaminarono la tenuta della roccia delle montagne circostanti l'invaso con trivellazioni ripetute, i veri nomi non li ho trovati nel libro ma leggendoli su Internet

Da alcune analisi della roccia della montagna sembra si fossero accorti .della friabilità della stessa e chissà se avrebbe potuto resistere alla pressione di milioni di metri cubi di acqua ed infatti i lavori si fermarono per un periodo ma poi ripresero velocemente in quanto la Società incaricata dei lavori era privata ed entro un certo periodo avrebbe dovuto venderla ad ENEL.

E qui cari signori entrarono in ballo interessi privati, pubblici e naturalmente la politica che quella non manca mai.

L'ingegnere progettista della diga non sbagliò mai i suoi calcoli ed infatti la diga resse all'immensa spinta dell'onda assassina sprigionatasi dopo lo scivolamento della montagna nell'invaso causando la distruzione di Longarone e di altri paesi della valle.
Il numero dei morti non è mai stato accertato, c'è chi parla di circa 2000 e chi 3000.

E mentre i terremoti non si possono prevedere, quella del Vajont è stata solo colpa dell'uomo che con troppa sicurezza credette di sfidare la natura e questa se non viene rispettata a volte si vendica su di esso , anche se in questo caso non furono i veri colpevoli a perdere la vita ma tanta gente innocente e qualche ingenuo che per poche lire volle disfarsi di un bene insostituibile, la sua tranquillità anche se nella povertà , la pace e... la sua ultima valle.

Carlo Sgorlon l'autore del libro nacque a Cassacco (Udine) nel 1930. Studiò alla Normale di Pisa e a Monaco di Baviera. E' stato autore di diversi romanzi narrando soprattutto la cultura montanara e la vita contadina Friulana.

Una mia curiosità sarebbe poter sapere il motivo per cui lo scrittore in quarta pagina cita : A Giovanni Spadolini con Amicizia.
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« immagine » Il 9 di Ottobre appena trascorso è stato il triste anniversario della tragedia del Vajont, mi è stato ricordato da un breve cenno trasmesso dalla TV. Allora mi è venuto il mente che avevo ancora da leggere un libro acquistato e non ancora letto parecchio tempo fa quando a Livorno sot...
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Per Voi...

01 novembre 2016 ore 07:37 segnala


Mio caro Padre, Mia cara Madre, mi avete lasciata da 32 anni e ancora non riesco a smettere di sentire la Vostra mancanza e mai succederà fin quando avrò vita, voglio immaginarVi in luoghi bellissimi dove tutto è pace ed armonia. Vi immagino camminare per mano in prati verdi incontaminati e pieni di fiori, immuni dalle cattiverie dalle malattie e dalle miserie di questo mondo di morti viventi mentre dove siete Voi vedo solo luce e bellezza di colori.
Un giorno ci rivedremo e di nuovo uniremo le nostre mani, e con le braccia ci stringeremo in infiniti abbracci.
Ciao Babbo, ciao Mamma, Vi ricordo con infinito Amore :cuore :rosa

Inferno E Paradiso

29 ottobre 2016 ore 09:32 segnala


Era una bella strada alberata e tra gli alberi spuntavano ciuffi di fiori essenzialmente rossi, era davvero un bel vedere per chi passava di là.
Una signora aveva imboccato quella strada quando improvvisamente le si affiancò il suo cane di tanto tempo fa, il suo adorato cane che lei tanto aveva pianto quando morì lasciandola da sola. Fu in quel momento che la signora si accorse che anche lei era morta.
Sorrise al suo cane, lo accarezzò, lo abbracciò e insieme proseguirono su quella bellissima strada non sapendo dove la stessa avrebbe potuto condurli. La sete iniziava a farsi sentire quando ad un certo punto lei si accorse che in lontananza qualcosa brillava. Proseguirono arrivando in breve tempo davanti a qualcosa di veramente superbo: Un grande portone costellato di pietre preziose che emanava luci e colori. A guardia di quel portone vi era un uomo che li guardò facendo loro un inchino.
Dove siamo? Chiese la signora, siamo all'ingresso del Paradiso rispose l'uomo. Possiamo entrare io ed il mio amico? Abbiamo tanta sete. Lei si rispose l'uomo, per il cane non c'è posto.
La signora ringraziò e con il suo adorato compagno tornarono sui loro passi sperando di trovare da qualche parte almeno una fontanella per dissetarsi.
Durante il cammino videro una stradina di campagna e imboccarono quella, sembrava portasse ad una fattoria, almeno così sembrava da lontano. La stradina era piena di buche e di sassi e piedi e zampe iniziarono a sanguinare ma proseguirono imperterriti.
Dopo tanto camminare erano quasi allo stremo delle forze quando apparve loro un vecchio cancello arrugginito dove a guardia vi era un uomo vestito di bianco al quale fu posta la stessa domanda.
Abbiamo tanta sete e siamo tanto stanchi disse la signora, c'è la possibilità di avere un poco di acqua per me ed il mio dolce amico? Certo rispose il signore, potete entrare e laggiù vi è una fontanella di acqua bella fresca e a fianco di essa dovrebbe esserci anche una ciotola dove può far abbeverare il suo amico.
Mi scusi signore ma dove siamo? In Paradiso esso rispose. La signora rimase allibita, ma come disse rivolgendosi ancora a quel signore. Noi il Paradiso lo abbiamo incontrato per strada ma non ci hanno permesso di entrare a dissetarci, anzi proseguì lei, sarei potuta entrare io ma non il mio compagno ed è così che mi sono rifiutata di entrare. Come si spiega tutto questo.
No quello è l'inferno rispose il signore vestito di bianco. E non vi scoccia che usino il nome del Paradiso mentre in realtà è l'inferno?
No rispose il signore, anzi ci fa comodo che siano essi stessi a selezionare quelle persone che sono abituate a lasciare per strada da soli i loro migliori amici.

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« immagine » Era una bella strada alberata e tra gli alberi spuntavano ciuffi di fiori essenzialmente rossi, era davvero un bel vedere per chi passava di là. Una signora aveva imboccato quella strada quando improvvisamente le si affiancò il suo cane di tanto tempo fa, il suo adorato cane che lei...
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Frittata Di Zucca

27 ottobre 2016 ore 19:02 segnala


Prendere una zucca tipo quelle usate per la festa di Hallowen, non importa svuotarle all'interno sono già vuote, basta ripulirle un po' dallo scarto dell'inutile. Prendete una parte della polpa, si insomma quella che sembra essere più matura e tagliatela a dadini. Fatto? Ecco ora prendete una padella capiente e versatevi olio rigorosamente extra vergine, difficile trovarne lo so ma in ogni modo vedete se riuscite a procurarvelo da qualche parte. Dopo avere lavato bene bene la polpa della zucca tagliuzzata a dadini infilateceli dentro. Mettete tutto sul fuoco e friggeteli, quando i dadini saranno ben cotti e croccanti fate attenzione perchè è polpa dura, toglieteli e scolateli dall'olio. A parte avrete sbattuto (non nel muro) lo dico per i poco pratici, alcune uova, direi parecchie se i commensali sono tanti ma soprattutto non dimenticate di aggiungere sale a sufficienza che la frittata lo richiede. Fatto? Ecco, ora mettete i dadini di zucca dentro le uova, amalgamate e buttate tutto nell'olio bollente della padella usata in precedenza e rimettetela sul fuoco. Fate rassodare la frittata da una parte e poi prendete la padella per il manico e con un gesto sapiente e veloce gettate la frittata in aria e se ci riuscite cercate di riprenderla dalla parte opposta in modo che cuocia anche quella.
E se non riuscirete nell'intento di riprenderla male che vada vi rimarrà attaccata al soffitto.

Vi ho offerto la possibilità di fare una frittata di zucca, lo so che specialmente le signore sono pratiche di frittate e quindi se alla fine risulterà una schifezzata non prendetevela con me che ve l'ho suggerita, non ho mai fatto la cuoca, le frittate non mi piacciono e questa ricetta me la sono inventata per tutti coloro che invece amano farle e pure mangiarle. Se poi dopo averla ingurgitata non doveste digerirla fatevi un bel twist :-)))

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« immagine » Prendere una zucca tipo quelle usate per la festa di Hallowen, non importa svuotarle all'interno sono già vuote, basta ripulirle un po' dallo scarto dell'inutile. Prendete una parte della polpa, si insomma quella che sembra essere più matura e tagliatela a dadini. Fatto? Ecco ora pre...
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