da mente a mente

23 febbraio 2017 ore 07:29 segnala
Toccare una mente è assai più complicato

che toccare un corpo,perchè un corpo puoi stringerlo

in un letto ma una mente no.

Una mente và dove vuole.Quando resta,una mente

vuole darti tutto,vuole darsi davvero.

Oltre presenze e assenze,oltre distanze e vicinanze,

oltre quello che puoi dire o non dire,

fare o non fare.E' ubiquamente tua.

Sa sorriderti più delle labbra,

quando si accorge che non vuoi possederla

ma prendertene cura.

Ed è questo il miracolo più profondo,

il senso denso di un vero incontro.

Questo l'apice di ogni corrispondenza d'anima.

Questo il senso di appartenenza.

partire per restare.Viaggiare senza spostarsi

ma andare dappertutto.

Mantenersi sempre un pò selvatici

ma farsi attraversare oltre i limiti dei propri confini.

E lasciarsi finalmente contaminare gli occhi

da radici felici

MB


non ho mai trovato un essere umano che sapesse amarmi così....

ma la mia lupa ..si !!!



un saluto a chi passa , legge, lascia un saluto :-)

o in silenzio legge e se ne và :rosa
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Toccare una mente è assai più complicato che toccare un corpo,perchè un corpo puoi stringerlo in un letto ma una mente no. Una mente và dove vuole.Quando resta,una mente vuole darti tutto,vuole darsi davvero. Oltre presenze e assenze,oltre distanze e vicinanze, oltre quello che puoi dire o...
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oggi + di ieri e - di domani

22 febbraio 2017 ore 20:41 segnala
le parole non servono...






:rosa

il mio regalo di natale

25 dicembre 2016 ore 15:20 segnala


ho trovato per caso questa immagine, e non devo aggiungere nulla,

stranamente rispecchia ciò che vivo in questo momento,

un giorno di natale da non dedicare ad un compagno,

ma a tutti i compagni di vita, amici che ti hanno dimenticato,

e lo si capisce nel dolore.

Ora trovo il coraggio di dirlo....

vivo da anni nel dolore,lottando a volte vincendo, a volte perdendo,

in ricadute e poi lente risalite :-)

alcune persone però anche se poche non lo hanno fatto.

si sono dimostrati amici/che con la A maiuscola.

A tutti voi un grazie di cuore, grazie di esserci,

grazie di non avermi abbandonata mai anche...

quando consono al mio carattere mi chiudo a riccio....

grazie per non aver temuto le spine e aver saputo perseverare

tenendo aperte breccie nei muri che io costruivo intorno a me,

grazie per avermi capita nonostante il mio caratteraccio.

Grazie perchè per me questo è stato il regalo di Natale più bello,

e farà si che per me ogni giorno sarà Natale.

Il regalo che posso fare io è poca cosa....

perdono di cuore chi mi ha dimenticata magari dopo anni e anni

di conoscenza o amicizia.

A chi legge o passa di quà un sereno Natale :-)
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« immagine » ho trovato per caso questa immagine, e non devo aggiungere nulla, stranamente rispecchia ciò che vivo in questo momento, un giorno di natale da non dedicare ad un compagno, ma a tutti i compagni di vita, amici che ti hanno dimenticato, e lo si capisce nel dolore. Ora trovo il co...
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incompleto

27 settembre 2016 ore 14:41 segnala
Settimo Cielo di Sandro Magister
27 set
Francesco apre la porta anche a chi non ha l'abito nuziale. Ma che ne dice il Padrone di casa?

nozze

Ricevo e pubblico. L'autrice della prima lettera è una consacrata nella vita eremitica. L'autore della seconda è un rinomato avvocato penalista del foro di Napoli.

L'una e l'altro intervengono sulla questione della comunione ai divorziati risposati. Il secondo, in particolare, a seguito della lettura di "Amoris laetitia" fatta dal cardinale vicario di Roma Agostino Vallini, segnalata nel precedente post.

Entrambi sono tra quelle "pecore fedeli" cui ha fatto cenno il cardinale Camillo Ruini nell'intervista al "Corriere della Sera" del 22 settembre, quando ha detto che prega il Signore "perché l’indispensabile ricerca delle pecore smarrite non metta in difficoltà le coscienze delle pecore fedeli".

A loro la parola.



Gentile Magister,

sono una consacrata nella vita eremitica e sto seguendo molto attentamente e, per quanto umanamente possibile senza pregiudizi, il dibattito sulla comunione ai divorziati risposati, per capire se un'eventuale decisione del papa a questo riguardo rientri davvero nelle sue prerogative – il potere delle chiavi –, oppure se di queste chiavi se ne voglia fare un duplicato all'insaputa, si fa per dire, del Padrone di casa, per introdurvi, con l'inganno, chi non ha l'abito nuziale (Mt 22, 1-14), venendo così meno alla fiducia accordata.

Desidero sottoporle un ragionamento molto semplice nella forma, ma essenziale nel contenuto per cercare di cogliere il cuore del problema.

Se la Chiesa dà la possibilità di comunicarsi a chi, non potendo percorrere la strada dell'annullamento del precedente matrimonio, si è sposato civilmente o convive con un'altra persona, pur essendo sacramentalmente unito sempre al primo coniuge (“una sola carne” dice il Padrone di casa), allora vuol dire che la Chiesa stessa ritiene possibile che si possa accogliere il sacramento della infinita santità di Dio facendolo tranquillamente convivere, nella stessa casa – corpo e anima del ricevente – con il peccato, perché l'adulterio resterebbe comunque un peccato a meno che non si cambi la dottrina.

Le pare possibile? Direi proprio di no, se conosciamo, anche solo lontanamente, che cosa sia il peccato. Ed è Dio stesso a ricordarcelo con l'immacolata concezione di Maria che ne viene preservata proprio in vista di ricevere nel suo corpo l'ostia santa, cioè il corpo e sangue di Gesù.

Perché? Perché Dio esige di non coabitare con il peccato!

Io penso che, a furia di cavillare sugli aspetti giuridici e sentimentali, cioè prettamente umani, della questione, si perdano di vista la dimensione soprannaturale della nostra vita, il volto del Dio eterno e santo e la misteriosa potenza dei suoi comandi, cioè della sua volontà che non deve necessariamente essere capita, ma soltanto accolta, perché viene da Lui.

Ricevere l'eucaristia in una situazione di peccato grave vuol dire non solo trasgredire un comandamento, ma, e qui sta l'empietà, forzare il Signore a convivere con il male. Si commette un abominio, per usare una parola che suona molto male alle nostre orecchie così moderne, ed è questo l'anello mancante nell'infinita discussione sull'argomento: la santità di Dio.

Perché si vuole concedere alle persone che si trovano in questa situazione la possibilità di cadere in un peccato così tremendo? La Chiesa vuole davvero suggerire ai suoi figli che il Santo di Dio e il Divisore per eccellenza possano stare insieme?

Ecco qual è il cuore del problema: che il peccato viene rimosso per non doverlo riconoscere come tale, perché dà fastidio e fa da inciampo ai nostri piani. Ma questa rimozione, togliendolo dal suo giusto posto, alla fine viene a collocarlo, paradossalmente, nello stesso “luogo” di Dio.

Ci stiamo accorgendo di che cosa significhi questo spostamento?

“Il tentativo orribilmente privo di senso, e tuttavia eccitante fino alle radici, di spodestare Dio, di far scendere di grado Dio, di distruggere Dio… l'uomo deve ammettere in assoluto la profondità del peccato… deve deporre l'orgoglio del suo destino, la caparbietà che vuol fare i fatti propri e vivere la propria vita, e apprendere l'umiltà che ricerca la grazia” (Romano Guardini, “Il Signore”, p. 175).

Molti obietteranno: mentalità da Antico Testamento, quando non c'era ancora la misericordia portata da Gesù. Ma si sbagliano e di molto.

I “fu detto” e i “ma io vi dico” di Gesù nel Discorso della montagna (Mt 5-7) – quindi nello scenario delle beatitudini – ci introducono nella vita nuova in cui legge antica e moralismo lasciano il posto alla fede e alla grazia, ma chiedono ed esigono molto di più di quanto richiedeva la legge dell'Antico Testamento, perché a Gesù non interessa tanto farci stare comodi nella vita di questo mondo, quanto la nostra salvezza eterna.

La redenzione ha un'assoluta necessità di far sparire completamente il peccato e di non venire più a patti con esso. Con la “pienezza del tempo” ci viene richiesto quello che non era richiesto all'uomo dell'AnticoTestamento: la totalità dell'obbedienza, perché ora, con la redenzione, noi siamo abilitati a poterla mettere in pratica. Dicendo “Avete udito che fu detto agli antichi: non commettere adulterio… Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio”, Gesù dice che il senso del comandamento va più in profondità, va all'intenzione, perché è dall'intenzione che nasce l'azione (ancora Guardini, p. 116).

Nel lungo discorso di Gesù non troviamo una misericordia a buon mercato così come la intendiamo noi, ma una concezione del peccato finissima, non grossolana, in un crescendo di tono e di tensione, tanto che, alla fine, l'evangelista deve prendere atto che “la folla era 'spaventata' dal suo insegnamento” (Mt 7, 28).

A Gesù non interessa una pura dottrina dei costumi morali ma un'esistenza piena, totalmente redenta. Allora cerchiamo di capire che qui non si tratta di concedere un diritto a qualcuno (mentalità legalista) ma di mettere le mani sulla santità di Dio. Stiamo andando a toccare l'Intoccabile e a “costringerlo” a coabitare con il Signore del male.

Il non ricevere l'eucaristia, nei casi dei quali parliamo, non pregiudica la salvezza eterna, non toglie l'abito nuziale di cui si parlava all'inizio, mentre il riceverla indegnamente toglie tutto (1 Cor 11). Non facciamo sprofondare i nostri fratelli in uno stato infinitamente peggiore di quello nel quale si trovano. Questo è fare il gioco del nemico.

Se la Chiesa vuol concedere questa possibilità vuol dire che li giudica già come morti e intende quindi forzare Dio a far proprie le sue indicazioni e contromisure.

Ma chi siamo noi per giudicare in anticipo questi nostri fratelli e per dettare tempi e modi a Dio? Le nostre vie non sono le sue vie (cfr Is 55, 8).

Un cordiale saluto e un grazie per il suo lavoro.

Giovanna Riccobaldi



Carissimo Magister,

la nota del cardinale Agostino Vallini su "Amoris laetitia" ha tutta l'aria di un'eroica arrampicata sugli specchi, di un attorcigliamento intorno a un palo viscido per provare a scalarlo.

E comunque manca quello che, un po' incredibilmente, manca quasi dappertutto. Dall'esortazione come da tanti suoi commenti, favorevoli o critici che siano.

Manca la grazia. Quella che fa a dire a san Paolo – è parola di Dio – "omnia possum in eo qui me confortat" (Fil 4, 13). Quella che impedisce di affermare, da cattolico, che sia impossibile praticare la continenza. Difficile, difficilissima – sicché sarebbe saggio e prudente non mettersi in occasione prossima di peccato e separare i letti –, ma mai impossibile.

Del resto – sul piano anche di un'elementare logica –, se Dio comandasse l'impossibile, più che un tiranno sarebbe un sadico. E comunque è dottrina irreformabile della Chiesa, enunciata e chiarita a Trento, che con l'aiuto della grazia di Dio tutti possano praticare la virtù e la morale secondo il proprio stato.

A me sembra questo il vero nodo di "Amoris laetitia": la visione orizzontalistica, che tiene conto solo della natura umana decaduta e delle abitudini da essa contratte, escludendo del tutto l'orizzonte soprannaturale. Del tutto. Psicologismi, sociologismi, filosofemi d'accatto: c'è posto per qualunque vaniloquio fuorché per un discorso sulla grazia. Che, sola, consente – e se è possibile, non è impossibile; e se non è impossibile, è doveroso – a ciascuno di noi di rispettare il decalogo e i doveri specifici del nostro stato. Comprese, per esempio la castità sacerdotale, matrimoniale ed extra-matrimoniale.

E a proposito di quest'ultima, come la mettiamo – anche il cardinale Vallini – con il fatto che, ammesso e mai concesso che in foro interno si possa deliberare la nullità d'un precedente matrimonio, comunque i due rimarrebbero non sposati per la Chiesa, e quindi non facultati al lecito coniugio?

Grazie sempre per quello che fa e un carissimo saluto "in Jesu et Maria".

Giovanni Formicola



NOTA BENE !

Il blog “Settimo cielo” fa da corredo al sito “www.chiesa”, curato anch’esso da Sandro Magister, che offre a un pubblico internazionale notizie, analisi e documenti sulla Chiesa cattolica, in italiano, inglese, francese e spagnolo.

Gli ultimi tre servizi di "www.chiesa":

26.9.2016
Parolin ai nunzi: con la Cina nessun cedimento
Nella nomina dei futuri vescovi sarà la conferenza episcopale cinese a proporre i candidati. Ma a patto che di essa facciano parte anche i trenta vescovi "sotterranei" che Pechino ancora non riconosce, e che siano rimossi i vescovi privi dell'approvazione del papa

21.9.2016
Pochi preti celibi? E allora largo ai preti sposati
È il rimedio a cui pensano il cardinale Hummes e papa Francesco per le regioni con scarsità di clero, a cominciare dall'Amazzonia. Ma anche nella Cina del XVII secolo i missionari erano pochi, eppure la Chiesa fioriva. Lo scrive "La Civiltà Cattolica"

18.9.2016
Con Bergoglio trionfa lo "spirito di Assisi". Ma Ratzinger rovina la festa
Francesco replica l'incontro con uomini di tutte le religioni inaugurato da Giovanni Paolo II trent'anni fa. Ma le obiezioni dell'allora cardinale prefetto della dottrina sono tuttora vive. E ancor più radicali.



amici cari vi prego di non rispondere a questo post,ho solo postato il tema che correi trattare ma il tempo con me è parco, e quindi non ho scritto alcun titolo spero di poterlo fare a breve.grazie per la comprensione :-)

desaparesida...

24 luglio 2016 ore 19:14 segnala


Scorre il tempo a volte molto in fretta e… altre volte lentamente.

Penso, rifletto e mi chiedo come si stia evolvendo l'umanità.

La televisione è sempre spenta sono stanca di sentire tante brutture,

a volte somigliano a film dell'orrore, e mi stupisco che ci siano persone

che credono che votare l'uno o votare l'altro… possa risolvere la situazione

attuale che a mio modesto parere….è ormai irreversibile……

le soluzioni legislative dovevano essere attuate molto tempo fa…….

Dato di fatto qui arrivano culture diverse dalla nostra, che si impongono

e non accettano un integrazione….. e questo purtroppo è un dato di fatto.

non mi voglio dilungare, non avrebbe alcun senso, e lo scrivo con molta tristezza

poiché chi mi conosce sa che non sarò mai razzista, esigente del reciproco rispetto

indubbiamente ma senza preconcetti razziali o religiosi.

Entro in chatta pochissimo, non al momento, ma non dimentico gli amici

ai quali chiedo scusa per i miei lunghi silenzi, leggo quando scrivono e…

dato che lo faccio con la velocità di un fulmine...non riesco spessissimo a

rispondere,sappiate che quando leggo mi regalate un sorriso

e vi porto nel pensiero.


Ad majora
:rosa
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Scorre il tempo a volte molto in fretta e… altre volte lentamente. Penso, rifletto e mi chiedo come si stia evolvendo l'umanità. La televisione è sempre spenta sono stanca di sentire tante brutture, a volte somigliano a film dell'orrore, e mi stupisco che ci siano persone che credono che...
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tra luce ed il buio

12 marzo 2016 ore 18:48 segnala



Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.

Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.

Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.

Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.

Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere guerriero della luce.

Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.

Ogni guerriero della luce ha detto “sì” quando avrebbe dovuto dire “no”.

Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.

Perciò è un guerriero della luce:

perché ha passato queste esperienze,

e non ha perduto la speranza di essere migliore. :-)


Paulo Coelho, da Manuale del guerriero della luce


ogni giorno ha il suo tramonto...

quando imbrunisce e vediamo solo il buio ...

è perchè abbiamo chiuso gli occhi

e con essi il cuore.

ad majora :rosa
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« immagine » Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento. Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato. Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo. Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza. Ogni guer...
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quella volta piansi....

08 marzo 2016 ore 16:34 segnala



Der Panther

Im Jardin des Plantes, Paris

Sein Blick ist von Vorübergehen der Stäbe
so müd geworden, daß er nichts mehr hält.
Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe
und hinter tausend Stäben keine Welt.

Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,
der sich im allerkleinsten Kreise dreht,
ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,
in der betäubt ein großer Wille steht.

Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille
sich lautlos auf—. Dann geht ein Bild hinein,
geht durch der Glieder angespannte Stille—
und hört im Herzen auf zu sein.

La Pantera

Nel Jardin des Plantes, Parigi

Il suo sguardo, divenuto così stanco dalla continua processione delle sbarre,
non sa più vedere.
Ora esistono solo quelle mille sbarre,
e oltre la sua gabbia, nessun mondo.

Il suo passo lento e flessuoso
descrive cerchi sempre più piccoli,
come una forza che danza attorno ad un centro
imprigionando in esso il suo volere.

Solo ogni tanto quello sguardo si solleva
muto - sotto il velo delle pupille.
Ecco allora che un'immagine riesce a penetrarlo,
pervade il suo corpo, che si tende silenzioso,
raggiunge il suo cuore, e lì scompare.

(Traduzione di F. Fassina)



Der Panther è una poesia tremenda che, partendo dalla situazione concreta

un povero esemplare di pantera rinchiuso nella gabbia di un giardino zoologico,

costretto a girare attorno al perimetro della gabbia, lei,

un animale così fiero e forte, prigioniero di mille sbarre,

può diventare metafora della condizione di ogni

persona che si sente prigioniera di un contesto

(esistenziale, relazionale, sociale, , economico, lavorativo, di pensiero etc...)

cui la sua forza di volontà è fiaccata, la gioia di vivere perduta,

gli stimoli esterni irrilevanti.

Alla pantera di questa poesia non gli importa più di niente,

è diventata apatica, rassegnata, nella sua muta disperazione

è chiusa ormai a quanto viene da fuori.

E' persa nel suo insight che nessuno conosce, e lentamente,

passo dopo passo, in quella prigione che è

diventata la sua vita, ci muore, prima muore emotivamente,

psicologicamente, poi, si suppone, si lascerà andare.

Io ho pianto silenziosamente, a scuola quel giorno,

quando il professore ce l'ha data da studiare ed interpretare....


:rosa
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« immagine » Der Panther Im Jardin des Plantes, Paris Sein Blick ist von Vorübergehen der Stäbe so müd geworden, daß er nichts mehr hält. Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe und hinter tausend Stäben keine Welt. Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte, der sich im allerkleinsten Kreise...
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un pò di me... nr 1

29 febbraio 2016 ore 04:48 segnala



GLI ANGELI,QUESTE PRESENZE SILENZIOSE ED INVISIBILI,
CUI MOLTE PERSONE NON CREDONO...EPPURE ESISTONO.
SINCERAMENTE NEMMENO IO CI CREDEVO, PENSAVO FOSSERO
UTOPIE,PANACEE PER CHI è NELLA SOFFERENZA E SI AGGRAPPA
ALLE FEDE COME ULTIMA RAZIO PER SOPRAVIVERE IN MOMENTI
MOLTO DIFFICILI DELLA VITA E COSì FU PER ME FINO....
AL 27 GENNAIO 1987.
DA QUEL GIORNO IL MIO MODUS PENSANDI CAMBIò, COSì COME
CAMBIò LA MIA VITA.
EBBI UN GRAVISSIMO INCIDENTE D'AUTO,NON MI DILUNGO
PER NON ANNOIARE QUINDI..CITERò SOLO I PUNTI SALIENTI.
ERO GRAVEMENTE FERITA,INCASTRATA TRA LE LAMIERE,ED EBBI
ANCHE UN ARRESTO CARDIACO. E QUI DA NON CREDENTE.....
PERCHè TALE ERO A QUEL TEMPO SEPPURE CON IL MASSIMO
RISPETTO PER I CREDENTI DI QUALSIASI CREDO MA,RIPETO CREDERE
NON ERA AFFAR MIO EBBI ESPERIENZE EXTRACORPOREE ,CON
MIO GRANDE STUPORE DOVETTI RICREDERMI SU MOLTE, MOLTE
VERITà CHE IO DAVO MATEMATICAMENTE PER SCONTATE.
CHI MI ACOLSE Fù UN ANGELO UN ESSERE DI LUCE BIANCHISSIMA...
E COLORATA..EH GIà DIFFICILE DA CREDERE MA QUELLA LUCE
ERA DIAMANTINA, NEL SUO FULGORE COME IL PIù BEL DIAMANTE
CONTENEVA I RIFLESSI DI TUTTI I COLORI, MA NON SOLO ....
ERA UN ESSERE PENSANTE,CHE COMUNICAVA,CONSOLAVA,
TRASMETTEVA SERENITà,GIOIA E PACE,NON SERVIVANO
PAROLE EMETTENDO SUONI VOCALI,I PENSIERI SI INTERSCAMBIAVANO
DA ANIMA A ANIMA O SE PREFERITE DA SPIRITO A SPIRITO.
TRA LE SUE BRACCIA COMPRESI MOLTE COSE...EH Sì...
PERCHè IN QUELLA ..CHIAMIAMOLA DIMENSIONE SENZA TEMPO
E SENZA SPAZIO IL TUTTO è UNO,L'IERI ,L'OGGI E IL DOMANI.
CREDEVO NON ESISTESSE MA ...DIO ESISTE COSì COME VIVE IL CRISTO.
E PURTROPPO ESISTE ANCHE L'AVVERSARIO!
MA NON DESIDERO DILUNGARMI,SAREBBE COMPLESSO E NON
INTENDO FARLO (per questo non ho mai voluto scrivere in proposito
alla mia personale esperienza)
OGGI Sò COSA VUOL DIRE AMORE NELLE SUE VARIE SFACCETTATURE,
ANCHE NELLA SUA FORMA PIù ECCELSA CHE NON SAPRò MAI
CON TUTTA LA BUONA VOLONTà RENDERE COMPRENSIBILE.
CHIEDO VENIA MA SONO SOLO UN ESSERE UMANO,UN EMBRIONE
IN CRESCITA CHE LA VITA DURA MAESTRA (per tutti) PREPARA
IN BASE ALLE NOSTRE SCELTE, E/O AL VERO PENTIMENTO DI QUELLE
DI CUI SI RICONOSCE L'ERRORE,AD UNA NUOVA VITA CHE IO SPERO
DI RITROVARE.ECCO CHE OGGI DICO GLI ANGELI ESISTONO,
FEDELI E SILENZIOSI CUSTODI DEGLI ESSERI UMANI...E PERDONATEMI
QUESTO MIO PICOLO ATTO DI SUPERBIA....
IL "MIO" è VERAMENTE SPECIALE :-)





un saluto a chi passa, legge e lascia un saluto :-)

o in silenzio passa legge e se ne và :rosa
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« immagine » GLI ANGELI,QUESTE PRESENZE SILENZIOSE ED INVISIBILI, CUI MOLTE PERSONE NON CREDONO...EPPURE ESISTONO. SINCERAMENTE NEMMENO IO CI CREDEVO, PENSAVO FOSSERO UTOPIE,PANACEE PER CHI è NELLA SOFFERENZA E SI AGGRAPPA ALLE FEDE COME ULTIMA RAZIO PER SOPRAVIVERE IN MOMENTI MOLTO DIFFICILI D...
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....Ricordi indelebili....

21 febbraio 2016 ore 01:50 segnala
era il giorno..23 dicembre 1966...







...e cosi da allora ogni 23 dicembre...







...senza parole...


:rosa

IL TRAMONTO

14 dicembre 2015 ore 19:27 segnala





ho sempre ammirato i tramonti, mi danno un senso di serenità,

guardo il calar del sole, che dona splendidi colori grazie ai riflessi del

sole,attendo che la notte arrivi e spero sempre di ammirare un bel cielo

stellato,illuminato dai riflessi lunari,il silenzio la quiete, tutto aiutava

a rinmanere in estatico silenzio, e l'anima spaziava da stella a stella.

oggi non è più così...perchè c'è un'altro tramonto che avanza....

quello dell'umanità.vedo gente che vive giorno per giorno..come se nel mondo fosse

tutto calmo e tranquillo..ma non è così...vedo pensionati aspettare che finisca il

mercato per poter raccogliere preziosi scarti

che li aiutano a sopravvivere, vedo genitori di bambini portatori di handicap e si

chiedono...cosa ne sarà dei loro figli qualora essi

non ci saranno più....vedo persone che hanno perso il lavoro e non sanno come

sbarcare il lunario.....tutti chiusi in sè stessi.

Giovani che sperano di trovare lavoro ma trovano porte chiuse..e se ne vanno

lasciano il loro paese sperando di trovare altrove un futuro migliore..

gente che esce in fretta senza scambiare molte parole ...

...come siamo arrivati a questo dopo tanto progresso ?

allora mi chiedo..è stato un progresso economico e morale?

o il progresso ha innescato a slavina un regresso

che non sappiamo più fermare

Noto poi i figli di abbienti che girano con cellulari alla

moda che costano un'occhio della testa, con jens tutti rotti ma rigorosamente

griffati...per non parlare dell'assistenza sanitaria....

evito accuratamente...dovrei scrivere un mezzo capitolo.

cosa resta dunque?

solo la speranza che si ritrovi un pò d'amore...perchè questo è ciò che manca oggi e

non intendo l'amore di coppia, intendo proprio quell'amore fatto di generosità, verso

il più debole,amore per il nostro prossimo,il piacere di regalare e ricvere un sorriso

viviamo questi giorni di avvento che ci porteranno al Natale..

festa che per chi crede commemora la nascita dell'Amore :-)



un saluto a chi passa , legge, lascia un saluto :-)

o in silenzio passa lascia un saluto e se ne và :rosa
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« immagine » ho sempre ammirato i tramonti, mi danno un senso di serenità, guardo il calar del sole, che dona splendidi colori grazie ai riflessi del sole,attendo che la notte arrivi e spero sempre di ammirare un bel cielo stellato,illuminato dai riflessi lunari,il silenzio la quiete, tut...
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