quella volta piansi....

08 marzo 2016 ore 16:34 segnala



Der Panther

Im Jardin des Plantes, Paris

Sein Blick ist von Vorübergehen der Stäbe
so müd geworden, daß er nichts mehr hält.
Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe
und hinter tausend Stäben keine Welt.

Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,
der sich im allerkleinsten Kreise dreht,
ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,
in der betäubt ein großer Wille steht.

Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille
sich lautlos auf—. Dann geht ein Bild hinein,
geht durch der Glieder angespannte Stille—
und hört im Herzen auf zu sein.

La Pantera

Nel Jardin des Plantes, Parigi

Il suo sguardo, divenuto così stanco dalla continua processione delle sbarre,
non sa più vedere.
Ora esistono solo quelle mille sbarre,
e oltre la sua gabbia, nessun mondo.

Il suo passo lento e flessuoso
descrive cerchi sempre più piccoli,
come una forza che danza attorno ad un centro
imprigionando in esso il suo volere.

Solo ogni tanto quello sguardo si solleva
muto - sotto il velo delle pupille.
Ecco allora che un'immagine riesce a penetrarlo,
pervade il suo corpo, che si tende silenzioso,
raggiunge il suo cuore, e lì scompare.

(Traduzione di F. Fassina)



Der Panther è una poesia tremenda che, partendo dalla situazione concreta

un povero esemplare di pantera rinchiuso nella gabbia di un giardino zoologico,

costretto a girare attorno al perimetro della gabbia, lei,

un animale così fiero e forte, prigioniero di mille sbarre,

può diventare metafora della condizione di ogni

persona che si sente prigioniera di un contesto

(esistenziale, relazionale, sociale, , economico, lavorativo, di pensiero etc...)

cui la sua forza di volontà è fiaccata, la gioia di vivere perduta,

gli stimoli esterni irrilevanti.

Alla pantera di questa poesia non gli importa più di niente,

è diventata apatica, rassegnata, nella sua muta disperazione

è chiusa ormai a quanto viene da fuori.

E' persa nel suo insight che nessuno conosce, e lentamente,

passo dopo passo, in quella prigione che è

diventata la sua vita, ci muore, prima muore emotivamente,

psicologicamente, poi, si suppone, si lascerà andare.

Io ho pianto silenziosamente, a scuola quel giorno,

quando il professore ce l'ha data da studiare ed interpretare....


:rosa
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08/03/2016 16:34:09
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Commenti

  1. Settembre 08 marzo 2016 ore 16:56
    grazie per la visita Cordivetro :-)
  2. Settembre 08 marzo 2016 ore 18:47
    grazie anche a nuvola49 e passpartout :-)
  3. Settembre 09 marzo 2016 ore 12:34
    grazie anche a LadyMestolo e Nautilus 1959 :-)


    grazie davvero date le mie assenze "forzate"

    pensavi non ci si ricordasse più di me :-))

    :rosa
  4. Settembre 09 marzo 2016 ore 12:40
    @dolcecarrie :-)

    grazie anche a te fedele e sensibile amica :-))

  5. dolcecarrie 09 marzo 2016 ore 13:02
    Buongiornoooo
  6. Settembre 09 marzo 2016 ore 13:28
    buon giormo e..speriamo di poter continuare a leggerti :-)


    con sincero affetto :staff
  7. dolcecarrie 09 marzo 2016 ore 13:33
    :-) :rosa
  8. tecerco 10 marzo 2016 ore 11:19
    Sei una donna sensibile ed altruista! Auguri di ogni bene, amica mia! :rosa :rosa
  9. Settembre 10 marzo 2016 ore 17:15
    Grazie TC anche tu.. hai mai dimenticato di lasciare un saluto...

    anche nei miei tempi più neri.grazie amico mio :staff
  10. tristina 11 marzo 2016 ore 06:07


    Da.sorella...potrei scriverti tante cose ma.....
    DESIDERO LASCIARTI SOLO QUESTA CANZONE..
    Chiudi gli occhi e....c'è un mondo dentro di noi che..Ci fa liberi..
    Un abbaccio ed un bacio ..Ti voglio bene :cuore
    Lelli
  11. Settembre 11 marzo 2016 ore 08:40
    ti rispondo così...



    Ti voglio bene :cuore
  12. tristina 11 marzo 2016 ore 14:33

    "Datti".... la forza di..Amarti sempre tata...
    Ti voglio bene :cuore

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