direttamente dal passato

14 febbraio 2010 ore 18:13 segnala
dicono che a volte il destino ti bussa alla porta.
a questo punto il mio destino probabilmente si chiama emanuela visto che oggi ancora una volta era sotto casa mia.
forse è semplicemente sta cazzo di festa che da in testa alle persone.
o forse è semplicemente che, come dice ligabue in una delle sue ultime canzoni decenti "le donne lo sanno, lo sanno da prima".
mi sa che su sta cosa ci sarà molto da scrivere...

la foto l'ho presa qui

oggi 14 febbraio

14 febbraio 2010 ore 15:54 segnala
come ho fatto il login su chatta mi è apparso un banner che recitava:
"mai più solo a san valentino".
come direbbe l'inarrivabile antonio albanese aka cetto laqualunque, intouculuasanvalentino.

collapsing

11 febbraio 2010 ore 00:07 segnala
ti trovi a fuggire con il sangue sulle mani.
corri e ti domandi chi sei.
hai perso tutto, ma in fondo non ti importa.
perché quello che avevi non è più niente.
corri e ti domandi se sei tu che hai distrutto la tua vita
o se è semplicemente collassata sotto il suo stesso peso.

la foto l'ho presa qui.

blue sky

10 febbraio 2010 ore 01:08 segnala
a volte ricordo e mi torna alla mente la lucida freddezza di quel cielo di tramontana.
sento il brivido del freddo sul mio volto e la pelle che si fa liscia come la pietra levigata dall'acqua.
ricordo di essermi seduto su quella roccia e aver fissato quell'azzurro che sembrava arrivare fino al sole.
e mi torna il sapore di quelle lacrime in cui si mescolavano tutto il dolore e tutta la gioia che fossi capace di provare.
a volte ricordo, e capisco perchè la mia anima ha deciso di volare via in quel cielo azzurro sulle ali del vento.
perchè non c'è posto per lei qui giù tra lo sporco e i dubbi.
e mi torna in mente perchè posso amarti solo con il mio corpo, con la mia umanità imperfetta.
perchè la parte migliore di me è volata via, in quel cielo azzurro.

domande e risposte

06 febbraio 2010 ore 13:17 segnala
lei non mi guarda mentre parla.
lo sguardo fisso sulla strada, mi chiede: < tu non mi hai mai detto cosa pensi veramente di me. >
anche se non usa gli occhi lo sento che mi sta scrutando con ogni restante fibra del suo corpo.
io la guardo attraverso, ci penso un attimo, un attimo che dura un minuto, come in matrix quando schivano le pallottole, come quando l'avantreno della moto scivola di traverso sul bagnato e vedi l'asfalto avvicinarsi alla tua faccia e sai che qualsiasi cosa tu faccia prima o poi dovrai fare i conti con la forza di gravità.
vorrei dirti tante cose, ma sono cose che non sei in grado di ascoltare.
non si tratta di maturità, di esperienza, è che proprio non sei fatta per ascoltare certe cose.
è come se le parole di cui ho bisogno per spiegarti viaggiassero ad una frequenza che il tuo animo non può percepire, come quei fischiettti che sentono solo i cani, come quelle verità che puoi imparare solo dopo che ci sei passata dentro.
io credo che tu sia una donna che trova la sua identità nel ruolo che si è imposta.
un ruolo di riferimento per le persone che ti sono intorno.
tu sei figlia, moglie, assistente. sei quella sulla quale tutti contano, quella che si fa il culo per tutti anche se non riceve la giusta considerazione da nessuno.
tu sei la gabbia dorata che ti sei costruita intorno, una prigione che ti vincola ma che allo stesso tempo di definisce e ti rassicura.
il problema è che tutto questo comincia a segnare il passo e le mura che ti circondano cominciano a scricchiolare sotto il loro stesso peso.
non vuoi rinunciare a tutto questo ma allo stesso tempo ne hai piene le palle perchè per quanto comodo e rassicurante tutto questo è piatto e monotono.
non so quanto consciamente tu lo voglia ma so che tu vuoi che in qualche modo io ti aitui a liberarti da tutto questo.
magari solo nelle tue fantasie, magari solo come possibilità, come ipotesi.
ma le cose non funzionano così, certi viaggi si fanno solo senza guida e con un biglietto di sola andata.
io te l'ho detto chiaramente, tu mi sopravvaluti, a me non importano i tuoi problemi, mi piace gironzolare dalle tue parti perchè in fondo è piacevole.
ogni tanto immagino di sbatterti su un tavolo, toglierti le mutandine e prenderti da dietro.
ma non sei pronta a fare l'amante, non sei ancora veramente nemmeno una moglie e io finirei per diventare uno dei tanti secondini del tuo carcere.
quindi ti guardo e ti dico: < tu sei una bella persona, io ti voglio bene e sei la mia migliore amica, ti basta? >
lo so è patetico ma in fondo funziona sempre...

uomini e donne

01 febbraio 2010 ore 12:49 segnala
leggo spesso post sul tema delle differenze (o presunte tali) specifiche dei generi.
partire dal presupposto che un individuo esprima un determinato carattere per via del sesso è obiettivamente una stronzata.
ci sono più affinità tra paris hilton e il mio parrucchiere, che tra l'ereditiera e margherita hack.
anche se no, il mio parrucchiere non è gay e entrambe le signore sopracitate siano state dotate dalla natura di un utero.
e non si tratta nemmeno di "sensibilità".
spesso si usa in modo improprio questo termine assumendo per dato di fatto che le donne siano antropologicamente più attente alla sfera sentimentale e che quindi un uomo per "avvicinarsi" ad una donna debba fare necessariamente altrimenti.
ho conosciuto donne più simili ad un frigorifero che alla madonna della pietà di michelangelo. conosco donne che picchiano i propri compagni, ed altre che usano la vagina a comando.
è la dottrina cattolica che dal medioevo in poi che ha diffuso cazzate sessiste al solo scopo autoconservativo (ma su questo magari ci faccio un'altro post).
un individuo è la sommatoria della propria biologia, della chimica del suo cervello, delle esperienze, della cultura, dei condizionamenti contingenti.
e così ti trovi uomini e donne, gay, lesbo, trans, bisex, uomini effemminati rigorosamente etero, donne che vanno con gli uomini per piacere ma che potrebbero innamorarsi solo di una donna ecc. ecc.
perché quando si dice che ogni essere umano è unico, è questo che si intende.
c'è poi un altro fattore da considerare, e cioè che l'essere umano non è un monolite di granito.
l'animo umano nonostante gli sforzi dei pubblicitari è un entità dinamica, poliedrica, si modifica nel tempo, nello spazio, reagisce e muta alle sollecitazioni.
se avete bisogno di dirvi che gli uomini sono tutti stronzi e che le donne sono tutte puttane (tanto per rilanciare uno dei più diffusi luoghi comuni) perchè questo vi da delle certezze e vi aiuta vivere meglio fatelo pure.
ma il fatto è che l'universo è molto più complicato e prima di sentirvi detentori di verità assolute dovreste provare ad osservarlo un po' più da vicino.
prendetelo qualche rischio, mollate i rassicuranti ormeggi dell'ovvietà e provate a dare un'occhiata al buco nero che vi trovate dentro.
e comunque la prossima volta che qualcuna mi viene a dire che noi uomini siamo degli stronzi e che voi donne siete delle povere martiri così attente ai nostri sentimenti anche a discapito dei vostri le do una testata.

incoerenza o forse no

21 gennaio 2010 ore 10:35 segnala
“Non prendete la vita troppo sul serio, comunque vada, non ne uscirete vivi.”
(Robert Oppenheimer)

sono cose che si sanno

20 gennaio 2010 ore 13:23 segnala
il tuo nervosismo mi fa quasi tenerezza mentre ti guardo parlare, sforzandoti di impressionarmi mantenendo contemporaneamente un contegno.
vorrei dirti che non serve, che mi piaci già, che mi sei piaciuta nel momento stesso in cui ti sei presentata.
mi piaceva già l'idea di te che avevo prima ancora di conoscerti.
sono quelle cose che si sanno, come sai che ti piacerà quel dolce anche se non l'hai mai mangiato, perchè ormai mi conosco, e del mondo ho visto già abbastanza per sapere che sarai una piacevole sorpresa di questo scorcio di vita.
eppure non lo faccio perchè mi diverte troppo vederti danzare per me, sono un uomo e il mio ego gode alla vista dello spettacolo della tua anima che si incendia.
mi gusto ogni tuo messaggio corporeo, il protendersi delle tue mani verso di me, i piccoli tic, come ti nascondi e poi ti scopri dei tuoi capelli.
mi basta il tuo sguardo dietro quegli occhiali squadrati a farmelo diventare duro, ma questo tu non lo puoi sapere, tu scruti il mio viso in cerca di un'espressione di approvazione, che io mi diverto a nasconderti.
ma non hai da preoccuparti, presto avrai modo di rifarti, non vorrei, ma tanto mi innamorerò di te.
sono cose che si sanno...

son tutti poeti con i sonetti degli altri

20 gennaio 2010 ore 13:01 segnala
è facile apparire brillanti quando si postano cose scritte da altri, soprattutto quando si chiamano neruda o dostoevskij.
altresì lo è utilizzando un meme.
è altrettanto semplice raccogliere consenso scegliendo il basso profilo, o restando confinati nel conformismo della reciproca zona di sicurezza intellettuale.
è molto, molto più sgradevole mettere sul tavolo le fiches della propria anima e aspettare che qualcuno venga a vedere il tuo gioco.
non si tratta tanto di vincere o perdere, quanto di giocarsi la mano.
buio e controbuio se hai le palle, sennò gioca a tombola che prima o poi un terno lo becchi pure...