equivoci

16 gennaio 2010 ore 14:00 segnala
la parte più sexy di una donna è il desiderio che lei prova per il suo uomo.
perciò se l'idea di fargli un pompino ti fa tanto schifo è inutile che poi stai li a sbatterti contro la cellulite, il rotolino di troppo e la rughetta sulla fronte.

eccezioni

14 gennaio 2010 ore 13:08 segnala
no vabbè, se pure il server ha da eccepire qui non se ne esce fuori....


insieme

12 gennaio 2010 ore 19:18 segnala
mi piace l'idea di condividere un appartamento con te, ma in camere separate, per mantenere ognuno la propria individualità, ma soprattutto per dover trovare ogni sera una scusa diversa per potermi infilare tra le tue lenzuola.

ottima conoscenza pacchetto office

11 gennaio 2010 ore 16:50 segnala
sto effettuando una selezione di curricula per la sostituzione di un paio di persone del mio staff.
in quei file ci si trova di tutto, da forme sintattiche quanto mai discutibili a foto a figura intera degne dei provini del grande fratello, ma tutti e dico proprio tutti riportanto come un mantra la seguente frase:
"ottima conoscenza pacchetto office".
visto che non sarebbe professionale rispondere a tono ai vari candidati sfrutterò questo spazio per dire un paio di cose che magari potrebbero anche tornarvi utili nel caso di una vostra possibile canditatura ad una posizione di tipo impiegatizio.
1 -  la microsoft ha rilasciato nel tempo diverse release di Office, e non tutte contengono gli stessi applicativi, sarebbe quindi buona norma specificare di quali di essi si ha una buona padronanza;
2- se scrivete di conoscere alla perfezione il pacchetto office, e poi usate word per creare delle cose che sembrano impaginate con i piedi da un dattilografo cinese ubriaco che non ha la più pallida idea di cosa sia una tastiera in italiano a 102 tasti, forse chi legge capirà che poi non è che abbiate tutta questa dimestichezza con lo strumento;
3 - sapere che in word bisogna spingere "shift" per fare le maiuscole non significa avere una buona padronanza del software. se parole come stampa unione, tabelle pivot, stringa estrai o query di accodamento non vi dicono niente, allora non avete una buona padronanza del pacchetto office;
4 - potrebbe capitare che chi sta esaminando la vostra candidatura ce l'abbia veramente una buona padronanza del pacchetto office, e che se la sia guadagnata come il sottoscritto passando ore sottratte al sonno a capire perchè quella dannata macro di access proprio non ne volesse sapere di funzionare.
e magari per la vostra posizione non sarebbe nemmeno necessaria una conoscenza così approfondita come millantate ma proprio il fatto di essere così stupidi da non capire che le bugie di questo tipo su un curriculum hanno veramente le gambe corte, e il relativo sentirsi offeso del vostro esaminatore potrebbero precludervi qualsiasi possibilità di accedere a quella posizione.

quindi o evitate di scrivere che sapete usare un software di cui non avete in realtà alcuna dimestichezza, o ancora meglio mettetevi a studiare e cercate di impararlo per davvero sto cazzo di pacchetto office.

domanda senza risposta

04 gennaio 2010 ore 09:49 segnala
é assurdo come qualche ora prima ti svegli bestemmiando e qualche ora dopo ti senti quasi felice di essere uscito dal letto.

capodanno 2010

03 gennaio 2010 ore 19:43 segnala
quello appena trascorso è il mio primo capodanno a basso tenore alcolico dall'adolescenza in poi.
è deprimente rendersi conto che essere sobri rende inesorabilmente ancora più merdoso qualsiasi cosa, ma lo è ancora di più rendersi conto che ormai non hai nemmeno più voglia di disfarti completamente per evitare di rendertene conto.


affinità

30 dicembre 2009 ore 10:54 segnala
molto spesso in risposta ad alcuni miei atteggiamenti o discorsi ricevo l'osservazione che dovrei tenere un profilo più basso.
essere più semplice, nei modi, nelle parole e nei gesti.
i più ritengono che il mio modo di pormi, soprattutto nel lessico (che è, probabilmente, la parte più evidente), ma anche nelle logiche e nei temi, derivi da una necessità di impormi, di prevaricare attraverso il mettere in difficoltà il mio interlocutore per il piacere di dimostrarmi superiore o al contrario per allontanare le persone in una sorta di autodifesa.
la realtà e molto più semplice, io parlo così perchè penso così.
persino la punteggiatura non l'aggiungo dopo mentre scrivo, ma è parte integrante del concetto che si forma nella mia mente.
non c'è nessuna autocelebrazione o intento, è semplicemente parte di quello che sono, di ciò che mi identifica come individuo.
non è come molti credono una cosa che si può mettere in pausa, non c'è un interruttore on/off.
a volte, per necessità, per forza o per gioco si può fingere di essere quello che non si è, ma alla lunga è semplicemente farsi una violenza.
come lo scorpione non può fare a meno di pungere la rana, io non riesco a essere più "popolare" anche se questo mi garantirebbe sicuramente una vita sociale molto più affollata.
ci tengo a precisare che non si tratta tanto di possedere un livello culturale maggiore o minore.
io in realtà non è che abbia questo enorme bagaglio culturale, che legga chissà quanto o cosa.
si tratta più che altro di una sensibilità e di un interesse anche formale nei confronti delle idee, delle parole e dei loro significati, non fini a sè stessi, ma necessari per la propria e la reciproca conoscenza e comprensione.
è vero che a volte un gesto, o uno sguardo possono essere molto più profondi e chiarifiacatori di mille parole, ma ci sono concetti, emozioni che hanno bisogno di essere descritti e comunicati.
questo mio modo di essere complica ancora di più qualunque situazione sentimentale.
essendo complesso, strutturato, ho bisogno non solo di avere al mio fianco una persona che riesca a comprendermi ma che ne condivida con me il piacere di farlo, dato che a mia volta io stesso ho bisogno che la persona che mi sta vicino sia comunque abbastanza complessa e altrettanto disponibile a mettersi in gioco da stimolare il mio interesse.

biancaneve ama nosferatu

26 dicembre 2009 ore 11:56 segnala
le favole una volta erano unicamente uno strumento per aiutare chi doveva educare dei bambini, fondamentalmente genitori ed insegnanti, a fare il loro lavoro.
in maniera didascalica e comprensibile illustravano per mezzo di archetipi bene e male, pericoli e doveri.
certo con tutti i limiti di un mezzo tanto metaforico e semplicistico, ma cazzo vorreste mettervi a discutere di morale e di etica con un bambino di quattro anni?
l'importante è che sappia che quando va a trovare la nonna debba fare attenzione che in giro è pieno di lupi cattivi, che a volte si travestono anche da innocenti vecchiette, il resto avrà modo di capirlo più in là con il tempo.
anche il natale aveva questo compito, insegnava l'attesa e la scelta tra l'altro.
c'è stato un momento però in cui le favole si sono mescolate con il marketing, i creativi hanno cominciato a mescolare cultura, intrattenimento e pubblicità.
si sono cominciati a scrivere favole per gli adulti e romanzi per i bambini.
le storie sia per i grandi che per i bambini, servono sempre di più a vendere prodotti e sempre meno a raccontare o insegnare la vita.
ormai siamo immersi in un enorme e infinito spottone pubblicitario.
l'esempio più eclatante sono le storie sui vampiri.
i vampiri ovviamente non esistono (purtroppo oggi come oggi è necessario specificarlo).
è una figura creata in un passato di superstizioni e ignoranza, quando si pensava che la peste fosse passata dagli untori e non da un batterio attraverso la puntura delle pulci.
incarna quanto di più mostruoso e orrendo possa concepire un essere umano.
la sua figura complessa incarna diversi lati del male, ma fondamentalmente è la raffigurazione di un non morto.
un essere senz'anima, senza tempo, quindi senza futuro, senza uno scopo.
eternamente uguale a se stesso, incapace di sopravvivvere se non cannibalizzando altri esseri umani.
rendere un vampiro il simbolo dell'amore romantico è come nominare frankestein testimonial di bellezza ( a parte che continuando di questo passo con la chirurgia estetica....), è sintomatico di quanto ormai sia distorta la percezione della realtà, soprattutto dei sentimenti, ma è soprattutto fare un torto al buon senso e alla nostra intelligenza.
e in un epoca in cui il testimonial è sempre più simile all'acquirente, io comincerei a preoccuparmi di vedere in giro tanti vampiri... (ma questo è un altro discorso, torno al punto)
in questo contesto il natale non fa eccezione, da momento propedeutico alla trasformazione di un bambino in un uomo, ha finito nel trasformarsi in un occasione per rendere gli adulti dei bambinoni scarta la carta, privando i più piccoli del vero contributo della celebrazione di un evento, complesso e formativo.
ognuno ha il diritto di pensarla come vuole, ma poi non lamentatevi se quando in un barlume di lucidità vorreste imporre la vostra figura di genitore e vostro figlio dodicenne vi guarda con sufficienza in un misto di disprezzo e compassione.

egoismo e nobiltà

12 dicembre 2009 ore 13:05 segnala
io non sono mai stato un granchè nei rapporti interpersonali, ho un carattere spigoloso, a volte sembro un elefante che va a spasso dentro una cristalleria.
fa parte di me, di quello che sono.
per utilità, per sopravvivenza riesco a smussare qualche angolo ma mi costa fatica, e nel complesso mi piace poco, preferisco spesso la solitudine alla mistificazione.
qualche mese fa, una collega di lavoro ha attraversato un momento un po' difficile.
una sorta di crisi esistenziale in cui sono finiti un po' tutto, la percezione di sè, il lavoro, il rapporto con il marito.
le è capitato di parlarne e io le ho detto ciò che in coscienza mi è venuto di dirle, spontaneamente, in base a quelli che sono i miei valori, le mie esperienze.
un paio di volte mi ha chiesto di aspettarla che doveva tirare un po' tardi e io sono rimasto a farle compagnia dieci minuti prima di andar via.
era in uno di quei momenti in cui una donna è particolarmente vulnerabile, e lei mi ha lanciato un paio di messaggi che io avrei potuto accogliere senza neanche troppi sensi di colpa.
insomma aveva bisogno di conferme anche da un punto di vista sessuale e io avrei potuto dargliele.
sarebbe stato uno scambio alla pari, io mi sarei fatto qualche bella trombata in amicizia e lei avrebbe preso le misure del suo rapporto.
niente di trascendentale, eppure nonostante sia un po' che sto a stecchetto non me la sono sentita di fare niente.
ho glissato un paio di inviti, ho fatto finta di non capire qualche battuta e ho lasciato scemare la cosa, la crisi le è più o meno passata, ha parlato con il marito e per adesso l'emergenza è rientrata.
però sento che adesso lei prova un sentimento per me che sinceramente mi mette in difficoltà. un misto tra la riconoscenza e una sorta di affermazione di superiorità, come se morlamente lei sentisse di aver mancato in qualche cosa e mi riconoscesse un valore che non ho.
come se mi investisse di una nobiltà che non mi appartiene.
a dirla tutta ha contribuito alla mia defezione anche il fatto che nei suoi confronti non provassi una grande attrazione sessuale.
io ho cercato onestamente di spiegarle tutto questo ma lei sembra non voler ascoltare.
addirittura siccome io ho deciso di cercare un altro lavoro per ragioni professionali, lei mi ha detto che se vado via io va via anche lei e che se dovessi mettermi in proprio lei vorrebbe lavorare con me.
la sera mi telefona a casa, soprattutto per raccontarmi i suoi problemi di vita coniugale quotidiana.
capisco che lo faccia perchè tutti i suoi amici sono comunque degli amici comuni e quindi magari parlar male del marito con loro non è il massimo però...
a me fa anche piacere perchè comunque mi da modo anche a me di parlare delle mie cose e comunque è sempre piena di attenzioni che comunque mi fanno piacere...
io lo so che in un modo o nell'altro sta cosa finisce male... 

emanuela #1

11 dicembre 2009 ore 15:31 segnala
ho conosciuto emanuela nel settembre dell'86.
era il primo anno delle superiori, io avevo 13 anni, lei 16.
al di là dell'aritmetica anagrafica, lei era una donna e io ero un bambino.
io avevo la camicia ben infilata nei pantaloni, con il colletto rigorosamente chiuso all'ultimo bottone sotto il golfino di lana, lei aveva i capelli cotonati, la fascia fucsia nei capelli e la matita nera a contornarle le labbra.
ero un occasione troppo ghiotta per lei e la sua amica sedute alle mie spalle, in attesa di un professore della prima ora che per quel giorno e diversi a seguire non sarebbe arrivato.
e così cominciarono...
prima qualche sussurro, poi qualche frase banale tanto per attirare l'attenzione.
una volta che furono certe di avermi a tiro partirono le bordate...
proposte palesemente ironiche quanto esplicite, di sesso orale e di gruppo nel parco antistante la scuola.
li per li rimasi interdetto. ero sessulmente ed emotivamente immaturo per gestire istintivamente una situazione del genere, però anche se piccolo non ero stupido, certo mi mancava la pratica ma in quanto a teoria ero più che preparato.
ci pensai un attimo, avevo due scelte possibili.
potevo prendermela o stare al gioco.
ho scelto la seconda, cercando nonostante tutto di essere per quanto possibile brillante.
la mia idea era di cercare di far capire che ero sì immaturo rispetto a lei, ma che non ero nemmeno i'idiota che potevo sembrare.
sinceramente no so quanto questo mi riuscii, ma comunque raggiunsi il mio scopo di base, che era quello di guadagnarmi la sua serena indifferenza.
d'altro canto il mio obiettivo per quell'anno era semplicemente di sopravvivere.
erano tutti più grandi, grossi e svegli di me.