chiaccheriamo... ma anche no

10 dicembre 2009 ore 17:07 segnala
c'è stato un periodo della mia vita in cui mi piaceva conversare.
passavo ore a parlare di tutto, di fatti leggeri, e dolori profondi, personali ed astratti.
avevo la fortuna di appartenere ad un gruppo di ragazzi e ragazze, dove non c'era giudizio, prevaricazione, né tesi da difendere o imporre.
eravamo i creatori di un coro di parole in libertà, un arricchimento reciproco, spontaneo, dove la ragione si sposava con gli affetti, dove la fiducia reciproca era il sigillo di un contratto non scritto.
un'autenticazione senza nick o password, una spontanea aggregazione.
eravamo adolescenti e ovviamente i temi fondamentali erano quelli dei rapporti sentimentali.
amicizia, amore, famiglia.
ma c'era spazio anche per kant o per nietzsche.
certo c'erano anche baglioni e venditti, ma eravamo lontani anni luce da grandi fratelli e amici preconfezionati in t-shirt taglia small targate de filippi.
sinceramente eravamo fuori media anche allora, ma oggi rispetto a ciò che leggo, a ciò che ascolto tra i miei coetanei mi pongo veramente con grande difficoltà.
ci provo ogni tanto, soprattutto al lavoro, ad inserirmi in qualche conversazione, cercando di smussare gli angoli, cercando di tenere un basso profilo, ma non serve a molto.
al di là della cultura (intesa come insieme di nozioni che di per sè non è una discriminante, anzi molti luoghi comuni sono alimentati e difesi proprio da chi avrebbe i mezzi intellettuali per combatterli) manca tutto quello che conta davvero.
mancano le idee, il carattere, l'introspezione, l'onestà intellettuale e morale, la predisposizione a mettersi in gioco al di fuori di pregiudizi e alibi.
non si riesce ad uscire da schematizzazioni arbitrarie, da modelli di pensiero precotti che a volte sono chiaramente dissonanti proprio rispetto a chi li difende ostinatamente.
conversare, parlare ha un senso per me quando sento che si crea un dialogo, uno scambio reciproco che alla fine porta entrambi su nuove posizioni rispetto a quelle di partenza.
altrimenti è solo una masturbazione mentale, una inutile espressione del proprio ego.
e sinceramente, semplicemente, non mi interessa.

a volte ritornano

09 dicembre 2009 ore 17:31 segnala
quando ho creato questo blog e il mio alter ego sgradevole, avevo bisogno di tirare fuori un po' di cose, una specie di autoanalisi all'amatriciana.
e devo dire che i risultati sono andati al di là di ogni aspettativa. ho tirato fuori quello di cui avevo bisogno di liberarmi.
è stato un po' come fare un grande rutto dopo un'abbuffata ad un pranzo di gala.
magari non è stato di grande stile, ma mi ha fatto sentire meglio, molto meglio.

ma una volta che questo blog ha assolto il suo scopo ha perso di interesse e piuttosto che scrivere stronzate tanto per mettere due parole in fila, mi sono congedato, ma non sono migrato su feisbuc, nè su un altro social network.
mi è passata ogni tanto per la mente l'idea di aprirlo un altro blog, avrei avuto anche delle cose da dire e posso affermare senza modestia anche mediamente più intelligenti di tante cose che si leggono on line, ma mi è sempre mancata la motivazione.
cessato il bisogno dello sfogo, finito di vomitare inconsce fantasie e sentimenti repressi dovuti ad un periodo confuso quanto intenso, da una parte non ho più sentito il bisogno di raccontare le mie cose, dall'altra ho semplicemente pensato che io non mi sarei letto, perchè scrivere allora, mi sono chiesto.
solo che l'altro giorno mi sono fatto male ad un piede e trovandomi mio malgrado inchiodato a casa, dopo aver letto tutto quello che leggo abitualmente e anche di più ho deciso di fare un giretto da queste parti.
con sorpresa ho trovato un paio di commenti che esprimevano rammarico nel mio abbandono.
devo dire che mi ha fatto piacere trovare seppur pochi cenni di apprezzamento.
e quindi ho deciso di tornare a pubblicare qualcosa, solo che saranno post molto diversi dal vecchio sgradevole... chissà se continueranno a piacervi.

vabbè, un saluto a tutti.

tessere

26 agosto 2009 ore 23:27 segnala
questo blog è arrivato alla fine della sua naturale esistenza.
ha assolto al suo scopo, mi ha permesso di estraniare cose che mi portavo dentro e che avevo la necessità di abbandonare.
non che ci fosse la necessità di un annuncio ufficiale visto l'esiguo numero di lettori tra l'altro probabilmente distrattamente interessati.
scrivo queste righe semplicemente perchè ne ho bisogno come tutto ciò che ho riversato qui dentro.
anche se all'inizio quasi non me ne sono reso conto questo blog ce l'ha avuto un senso, cosiì come  la vita ha un senso.
così come i nucleotidi si dispongono a spirale nella doppia elica del dna o come i pianeti orbitano attorno alla loro stella.
così come i numeri hanno la loro logica e le parole il loro significato.
allo stesso modo le nostre vite si dispongono lungo rotte ben precise.
anche se non riusciamo a coglierne la meccanica perchè la nostra visione è troppo limitata.
anche se essendo parte del mosaico che pretendiamo di guardare, inesorabilmente siamo costretti a conoscerlo nei limiti delle poche tessere che ci sono vicine.
non avremo mai la visione completa del disegno se non di riflesso.
e allora alla fine tanto vale limitarsi a viverla, senza paura, liberi di essere semplicemente quello che si è.

p.s. un grazie particolare a S. a cui dedico l'unica maiuscola di questo blog.

faith

21 agosto 2009 ore 12:23 segnala
non credo in dio.
se proprio dovrei definirmi, lo farei come agnostico.
pero' ci sono dei momenti, tipo quando dopo essermi preso un bell'acido, accompagnato da una melodia tipo pink floyd sparata a livelli di db oltre la soglia consentita dall'oms mi ritrovo con una che mi fa un bel soffocotto.
in un momemto del genere, ci potrei pure credere al vecchietto con la barba bianca che manda le cavallette in giro per il mondo.
potrei pure andar a sentir messa...
e allora me lo sono immaginato come potrebbe essere entrare con le brache calate, con questa qui attaccata al basso ventre nella navata centrale di una chiesa, mentre emuli di syd barret sono li a dargli giu di chittarra, il buon vecchio don fa stage diving dal pulpito e le vedove novantenni si sfilano i mutandoni per lanciarli oltre l'altare.
poi mi ricordo come era veramente andare a messa...
e allora mi ricordo perche' non credo in dio.

conversazione (reale)

20 agosto 2009 ore 12:27 segnala
collega: < non riesco a pensare a nient'altro, me lo voglio sposare >
io: < allora parlagli >
collega: < ma se poi scopiamo e lui ce lo ha piccolo? >

differenze

20 agosto 2009 ore 12:20 segnala
la pornografia ti fa venir voglia di farti una sega,
l'erotismo di trovarti un'amante.

best before

20 agosto 2009 ore 11:24 segnala
ho sempre pensato che uno dovesse essere semplicemente se stesso.
ma più passa il tempo e più mi rendo conto che non sono vendibile.
ho guardato l'etichetta... cazzo, sono scaduto.



antipodi

19 agosto 2009 ore 13:15 segnala
c'e' una differenza abissale tra quello che mi piace leggere e quello che mi piace scrivere.
sara' che uso emisferi del cervello diversi per fare le due cose?

la filosofia aiuta a vivere meglio

19 agosto 2009 ore 10:06 segnala
se l'universo fosse cristallizzato in un momento eterno, sarebbe possibile ordinare le sue parti come i pezzi di una scacchiera.
potrebbe essere tutto perfettamente sotto controllo, rassicurante, innocuo ma sarebbe morto.
senza distruzioni, collisioni, esplosioni, non ci sarebbe creazione, trasformazione, rinascita.
cosi' pure nell'animo di un uomo insieme alla generosita', alla comprensione e a tutte le sue virtu' si affiancano l'odio, la paura, la rabbia.
perche' senza saremmo forse perfetti ai tuoi occhi, ma saremmo semplicemente morti, sterili.
degli zombies che si aggirano distratti.
alla fine la vita e' caos, e' confusione e conflitto.

percio' non mi rompere le palle con le faccende di casa e lasciami guardare la tv.