giudizio

18 agosto 2009 ore 10:43 segnala
< tu sei incoerente! >
< mbe' allora? fammi causa... >

deeper

17 agosto 2009 ore 20:35 segnala
è tutto il giorno che ho in mente un post dove il tema principale sono i pompini, sarà che ho fatto un sogno strano, o forse che sono solo arrapato, sinceramente no so.
comunque, praticamente io stavo all'interno di una stanza, in un angolo dietro una porta chiusa, appoggiato con le palle ad un'attaccapanni e con il viso rivolto verso la porta.
ad un certo punto una tipa, carina, con un bel corpo, capelli lunghi e biondi, un tailleur nero entra e prima che possa vederla in volto, si appoggia di spalle a me dicendomi di fare silenzio.
vi giuro ne ho sentito l'odore oltre che le forme, le ho poggiato leggermernte le mani sui fianchi, e qualcos'altro nell'incavo delle natiche... e poi mi son svegliato... cazzo.
comunque durante la giornata ho fatto cose, ho visto gente, e  le idee nella mia testa deviavano, migravano, fluttuavano come uno storno di passeri, e alla fine e uscito questo... non c'entra niente col sesso orale, ma tant'è.

la maggior parte delle persone che conosco misura la propria vita in quantità.
fondamentalmente gli interessa quanto sono ricchi e quanto si sentono amati.
molti, molti meno sono quelli che la misurano in qualità.
cercano di capire com'è quello che possiedono e in che modo amano e sono amati.
molto raramente, sempre per poco tempo e in genere con esiti alquanto disastrosi, ho mescolato la mia vita con chi come me tende a misurare il proprio e l'altrui animo in profondità.
in questo caso si tende per lo più a chiedersi perchè si ha ciò che si possiede e si e smarrito o non si è mai posseduto ciò che si rimpiange o si rifugge, oppure a chi si è amato e si è perso, a chi si è amato e non si ha avuto, o chi ti ha amato ma non ti ha preteso.
quando guardi il mondo e te stesso attraverso un prisma che ti ingrandisce e deforma la prospettiva della vita e del tuo animo allora diventa tutto dannatamente più complicato di quanto già non sia di suo.
essere in così ti porta per lo più ad essere solo, e in quei pochi casi in cui riesci a condividere un po' della tua vita in genere il rapporto si basa un un equivoco di fondo perchè anche quando gli intenti sono comuni in genere il punto di partenza è talmente distante da inficiare qualsiasi speranza di un'evoluzione comune nel tempo.
ma fondamentalmente, questo modo di essere ti fa sentire solo anche quando vicino hai qualcuno che ti ama sinceramente, ma tant'è l'amore non basta.
ci sono stati solo pochi momenti in cui non mi sono sentito profondamente solo e in genere sono tutti culminati con un grande coito. si avete capito bene, sesso. solo durante un rapporto sessuale sono riuscito a sentirmi veramente amato, accettato, unito con un altro essere umano.
non è una scelta, è cosi e basta.
non avete idea di quanto ho desiderato sentirmi anche lontanamente in quel modo fuori dalle lenzuola.
ne ho provate tant'è ma non c'è mai stato verso.

p.s. già i pompini centravano qualcosa...

soluzioni

14 agosto 2009 ore 18:56 segnala
l'idea mi è venuta esattamente nel momento in cui ho smesso di cercarla, fondamentalmente subito dopo aver cominciato a fregarmene dell'eventualità di non trovarla.

sputati l'anima

11 agosto 2009 ore 20:23 segnala
arrivi al punto che la vita ti fa schifo, non per tutte le merdate esistenziali, per la pseudo depressione del cazzo.
nemmeno perchè la troia se ne andata, in fondo quando ci pensi adesso che è passata la botta sei addirittura contento che si sia tolta dai cojoni con le sue pippe mentali.
è che proprio la vita ti è riuscita male, hai fatto le scelte sbagliate e ti ritrovi circondato da persone di merda a fare una vita che ti aliena.
non è che odi la vita in generale, è la vita che vivi che ti sta sul cazzo.
poi ti ritrovi dopo tanti anni su una montagna, esci all'alba in solitaria, un paio di cerbiatti ti attraversano la strada mentre le gambe cominciano a scaldarsi subito fuori del paese.
imbocchi un sentiero che non conosci, hai voglia di perderti nel bosco, vorresti tanto incontrare un lupo cattivo, tagliargli la gola e sentire che odore abbia il suo sangue.
ma non ci sono lupi, c'è solo quel sentiero in salita poco segnato, difficile da salire e da seguire, cominci a sudare e il cuore pompa come um motore al limitatore.
ma non te ne frega un cazzo vuoi solo salire, vuoi solo andare, anche quando il sentiero sparisce e allora segui pezzi di camminamenti, piste battute dagli animali, o dai cacciatori per gli appostamenti. non hai la più pallida idea di dove cazzo stai andando, non hai la cartina, nè la bussola potresti finire in un buco di culo di strapiombo e ti troverebbero solo dopo che ti avessero mangiato gli occhi, ma non te ne frega un cazzo.
continui ad andare, sali perchè per quanto è vero iddio devi arrivare in cima altrimenti che cazzo ti sei alzato all'alba, potevi tranquillamente farti una sega e tornare a dormire.
e allora vai, sali sotto il sole ormai alto e il terreno brullo, bevi e sali.
finche non scavalli su un altopiano e in compagnia di un paio di vacche distanti ti avvicini alla cresta.
sembra che sia li, credi quasi  di poterla toccare con la mano quella cima verde stagliata su quel fondo azzurro, ma sono già quattro ore che cammini, e ogni passo che fai è sempre più duro.
potresti sederti, mangiare qualcosa prendere un po' di sole e poi tornare giù alla baita a farti un paio di weiss e a ruttare insieme ai tedeschi del cazzo.
ma vaffanculo io in cima ci arrivo.
perchè cazzo direte voi?
per vedere le marmotte che fischiano e poi scappano, per ascoltare il rumore che fanno le ali di una poiana quando ti vola vicino.
ma soprattutto per sederti a 2700 metri di altezza, senza nessuna testa di cazzo a romperti i cojoni, affacciato su un massiccio spolverato di neve a luglio. tirare fuori il pane, lo speck, la mela il tuo coltello e fare la merenda più buona della tua vita. e sentirti di nuovo vivo. anche se ti fa male quel cazzo di ginocchio. anche se sai che non durerà, anche se sai che devi riscendere e tornare alla vita di merda che ti aspetta a casa.
ma in quel momento, in quel breve momento in cui ti togli le scarpe, ti metti il cappello sugli occhi e ti allunghi a fare un pisolino, per la prima volta dopo una cifra di tempo non te ne frega più un cazzo.
e ti ricordi che non è la vita che fa schifo, è la tua paura di essere quello che sei che ti ha reso triste.
beh, vaffanculo, ne ho piene le palle.

bimbominkia

19 giugno 2009 ore 20:41 segnala
la maggior parte delle volte che vedo un teenager vengo colto dal desiderio irrefrenabile di spaccargli la faccia a mattonate.
l'obiezione che mi viene fatta  è che anche io a quell'età ero un minchione.
un par di cazzi.
io i teenager avevo voglia di prenderli a mattonate pure quando avevo la loro stessa età.
ma adesso sono peggio, molto peggio.

oggi ce l'ho con la televisione

18 giugno 2009 ore 23:48 segnala
dovrebbero togliere la patria potestà ai genitori che fanno fare lo spot di italia uno ai loro figli.
almeno gli dessero dei soldi... ma glieli danno?

digitale terrestre

18 giugno 2009 ore 20:24 segnala
< hai visto, adesso raidue e retequattro li puoi vedere solo con il decoder >
< e sticazzi, io tanto non li guardavo nemmeno prima >
< vabbè ma prima o poi te lo dovrai comprare >
< me lo comprerò quando manderanno i porno in chiaro >
< ma non lo faranno mai... >
< appunto >

convinzioni

14 giugno 2009 ore 22:04 segnala
ogni volta che sento un uomo parlare in nome di dio o del popolo mi viene voglia di bruciare ogni singola chiesa, moschea, parlamento, teatro e attore di questo osceno spettacolo.
ecco in cosa credo.

per dire

11 giugno 2009 ore 20:08 segnala
piuttosto che andare al cinema a vedere un film dei vanzina mi mangio una merda di cane

conclusioni

09 giugno 2009 ore 14:38 segnala
ci ho messo un po' ma alla fine ci sono arrivato.
il blog è come farsi una sega, con l'anima.
davanti alla finestra.