WE SHALL OVERCOME

01 novembre 2011 ore 14:47 segnala

Commenti

  1. silly68 01 novembre 2011 ore 14:56
    E' la guerra che deve finire. La guerra dell'uomo contro se stesso. Altrimenti continueremo a vedere la pubblicità del detersivo che se lo compri dà un euro a un bambino che muore di fame. Ci sarà l'apparenza della pietà, era scritto ed è sotto i nostri occhi. Fino a quando non ci sarà più niente da mangiare, più niente da comprare, più niente da vendere, e quel tempo è vicino. Ma tu puoi decidere. Fa' qualcosa di buono. Qualunque cosa. Qualunque cosa di buono. Qualcosa che serva a qualcuno. Non mettere più soldi in banca, tanto è inutile. Esci. Vivi. Rischia. Fidati. Sta in guardia. Ma rischia. Fa' qualcosa di utile e tutto cambierà.
  2. lupos81 21 novembre 2011 ore 14:43
    è vero quello che scrivi...vedo il mondo crollare intorno a me e le persosne mi sembrano perlopiù indifferenti...io sono convinto che questo sistema sia arrivato alla fine,ma non so noi gente comune come faremo perchè la cosidetta crisi come sempre colpisce prima i + deboli...ci aspetta una guerra tra poveri,o forse è già in atto?per un posto di lavoro precario ce la giochiamo in centinaia disposti a tutto pur di avere uno stipendio...
  3. silly68 21 novembre 2011 ore 15:52
    ho recitato questa parte prima di te. non vado più ai colloqui. è tutta carne da macello. non ti dico di non andare, parlo per me, perché c'è un limite oltre il quale non sono disposta ad andare, anche perché ormai è inutile. ma bisogna unirsi, aggregarsi invece di farsi la guerra tra poveri, facendo solo il vantaggio di queste belve insaziabili e feroci. Unirsi per essere più forti, se bisogna soffrire, senza lavoro, senza niente, uniti si sopporta meglio la sofferenza e c'è una possibilità, non più remota ti assicuro, di vincere.
  4. silly68 21 novembre 2011 ore 16:13
    ma avere un qualsiasi lavoro è sempre meglio che non averlo...solo che poi ci si addormenta l'anima illudendosi di essere fortunati e la guerra tra poveri continua sotto altre forme, più subdole...se un alto livello di consapevolezza si diffondesse sempre più, e le persone, in qualunque condizione siano, quelli che non hanno niente, quelli che hanno qualcosa, quelli che hanno un figlio al quale lasceranno magari dei soldi, ma non un lavoro che gli consenta di esprimersi e avere dignità, se tutti riuscissero a trovare una comune frequenza nella quale unirsi...tutto potrebbe cambiare. Il mondo è pronto, il benessere può essere diffuso ovunque, e poche belve fameliche, a maggior ragione avendo capito questo, non hanno nessuna intenzione di permetterlo.
  5. lupos81 22 novembre 2011 ore 09:33
    leggo con interesse ciò che scrivi ,Silly e mi trovo d'accordo con te,perchè anch'io sono uno che ha cercato di far finta di niente quando bene o male aveva un lavoro,pur continuando a seguire cosa accadeva intorno a me...io ho fatto parte anni fa sia di quello che allora si chiamava pds sia della Rifondazione comunista e da entrambi sono uscito dopo anni di militanza per la sordità dei partiti e per la corruzione che vi ho trovato...tu mi scrivi "unirsi...anche per vincere"...e io ti credo...ti chiedo dove? come?alle manifestazioni?
    grazie per le tue risposte.Veramente.
  6. silly68 22 novembre 2011 ore 10:02
    Sì io a queste manifestazioni ci credo. Vedo una nuova leva di giovani e non solo che si sta formando. Non capisco molto di economia e di politica, ma come dimostra il tuo caso, persone veramente oneste all'interno dei partiti difficilmente resistono. Si sta formando una nuova concezione della politica, a chi è troppo assuefatto al vecchio ordine sembra impossibile, l'assenza di "capi" sembra loro inconcepibile, e forse lo è, sta di fatto che, senza ricorrere all'anarchia assoluta, l'unica chance che ci rimane di realizzare un mondo più giusto è uscire da questa concezione cercando il modo di attuatre forme di democrazia diretta e partecipata al massimo grado, con organi di riferimento e se vuoi "guide" sul territorio, ma uscendo dalla vecchia concezione. Ti ripeto non ci capisco molto, anzi mi piacerebbe sapere tu come la pensi. Mi rendo conto che difficilmente potrà essere del tutto indolore e che difficiolmente molleranno l'osso, ma dal momento che ho capito che l'osso sono anch'io ho cominciato a capire cosa significa à la guerre comme à la guerre, anche se assolutamente coi metodi deklla resistenza non violenta. Cmq sì, io in questi movimenti ci credo molto, e mi conforta sia la lucidità sia i metodi che vedo sempre confermati.

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