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Freedom Writers

Simonestric 19 febbraio 2008 ore 22.21
Nella misura che potrò vi racconterò una storia per nulla facile.

Di ragazzi che senza versare lacrime alla mia età andavano in giro con un fucile a pompa e che per vivere erano costretti a fare guerra ad altri essere come loro: infatti erano tutti in una banda...Chi ne ammazzava di più sapeva di avere sopravvivenza sicura, mentre chi non ne ammazzava nessuno sapeva che non sarebbe durata la sua permanenza su questa terra...

Il loro sogno è quello che ancora oggi portano avanti e cercano di portare il più lontano possibile del mondo...Il loro nome l'ho scritto ieri nella buonanotte, quando parlavo di scrittori che sarebbero stati quelli della pace, i Freedom Writers. Su di loro è stato condotto uno studio e un documentario ed ora le fratture che nel 1998 c'erano tra quei ragazzi che al primo anno di un liceo erano obbligati a uccidersi, oggi sono diventati un gruppo bello e sincero...

Oggi quella visione di mondo non c'è più, ma io nel mio scrivere le pagine che di giorno in giorno raccolgo, ho voluto che ci fosse anche la loro testimonianza...

A parer mio è difficile poter piangere lacrime nere e bianche insieme e questo meraviglioso gruppo ne è capace guardando coloro che normalmente si hanno intorno, coloro che intervengono ai loro convegni. Oggi questo gruppo straordinario è un tesoro per l'intera umanità...

Ebbene voglio raccontarveli meglio, attraverso questo scritto che ho trovato in un mio cassetto dove io provavo a pensare a scrivere come loro...



Freedom Writers è un film del 2007 diretto da Richard LaGravenese, tratto dal libro The Freedom Writers Diary: How a Teacher and 150 Teens Used Writing to Change Themselves and the World Around Them, che racconta la storia vera dell'insegnante Erin Gruwell e della sua classe di studenti problematici di un liceo californiano.

È uscito nelle sale cinematografiche statunitensi il 5 gennaio 2007, mentre in Italia è stato distribuito direttamente per il mercato home video.

L'insegnante di inglese Erin Gruwell (Hilary Swank), al suo primo incarico, viene assegnata alla Woodrow Wilson High School di Long Beach, California. Entusiasta di poter partecipare all'ambizioso programma di integrazione razziale nelle scuole, si scontra con una dura realtà che la costringe a rivedere drasticamente le aspettative riguardo al proprio lavoro: sono ancora fresche le ferite dei disordini di Los Angeles del 1992, i diversi gruppi etnici sono in uno stato costante di guerra non dichiarata, i suoi studenti si odiano l'un l'altro e sono accomunati solo dall'odiare ancor di più... lei; la direttrice didattica (Imelda Staunton) e gli altri professori sembrano non aver alcun interesse ad affrontare la situazione, appaiono rassegnati ed animati da un razzismo nemmeno molto nascosto; di fatto non le è richiesto di insegnare davvero, ma solo di fare da "babysitter" agli elementi peggiori della scuola, gli irrecuperabili, in attesa che l'uno dopo l'altro abbandonino, senza reale possibilità che portino a termine gli studi.

Malgrado l'assenza di sostegno da parte dei colleghi, del marito (Patrick Dempsey) e del padre (Scott Glenn), ex attivista politico, Erin si dedica anima e corpo agli studenti della Room 203, offrendo loro attenzione e rispetto, perchè li riconosce quali semplici ragazzi che sono costretti a (soprav)vivere in un ambiente ostile, non deliquenti, e adattando il proprio insegnamento, facendo leva sui temi del razzismo e della tolleranza. Fa scoprire loro cosa sia l'Olocausto, facendo leggere il diario di Anna Frank, visitare il Museo della Tolleranza di Los Angeles, incontrare sopravvissuti dei campi di concentramento. Soprattutto li stimola a scrivere diari personali sulle proprie esperienze, che hanno un effetto decisivo nel far riscoprire se stessi a quei ragazzi già provati dalla vita, e colpiscono così a fondo Erin da decidere di farli pubblicare.

Alla fine, i "Freedom Writers" (così si autodefiniscono i ragazzi, riferendosi ai "Freedom Riders", gli attivisti per i diritti civili che nel 1961 percorsero il Sud degli Stati Uniti per protestare contro la segregazione razziale; il loro strumento di "liberazione" sono invece le parole) riusciranno a diplomarsi e diversi di loro riusciranno anche ad andare al college.



Spero di essere stato capace di regalarvi un pezzo di quello che io ho capito di loro, attraverso queste parole e il film...


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Nella misura che potrò vi racconterò una storia per nulla facile. Di ragazzi che senza versare lacrime alla mia età andavano in giro con un fucile a pompa e che per vivere erano costretti a fare guerra ad altri essere come loro: infatti erano tutti in una banda...Chi ne ammazzava di più sapeva...
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19/02/2008 22.21.59
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