LA SOCIETA' TI ETICHETTA

07 giugno 2011 ore 16:37 segnala
Come avrete potuto leggere sul post precedente, la combinazione sostanza e casualità si sono incrociate nell'attimo preciso, nella condizione ideale, un po' per una certa predisposizione avuta sin da piccolo verso l'utilizzo di sostanze in compagnia, partendo a 10 anni in 1a media con le sigarette, ai 12 anni con i primi spinelli dato che era ormai un anno che mio padre si era allontanato di casa andando a lavorare all'estero con me che ne avevo guadagnato in libertà, passando poi alla marjuana, all'uso dei TRIP verso i 14 anni, oltre che ad altri tipi di acidi o LSD come volete chiamarli. Condividevamo tutto quanto nel nostro gruppo, nessuno escluso o quasi, trovando in ogni giorno l'occasione per improvvisare feste dove il nostro senso di libertà assumeva valori quasi eccelsi. Eravamo un gruppo che utilizzava droghe al fine del divertimento, quando le assumevamo eravamo felici, e la nostra affinità era tale da impedirci di incontrare neanche un istante di noia.
Erano anni quelli dove l'utilizzo delle sostanze era comune nei rioni, ogni tanto andavamo a far visita ai rioni di borgo, corea, la rosa, marradi, venezia ecc. e tutti insieme ci ritrovavamo al moletto del Castel Sonnino a far baldoria, per poi svegliarsi quando andava bene il giorno dopo e tornare alle nostre attività di responsabilità. C'è stata una sera in particolare che dopo aver assunto 5 TRIP, provenienti il giorno prima da Amsterdam ebbi quella che è stata a livello di:"condizione di stato" l'esperienza piu' forte che ho mai fatto con le sostanze, arrivando a contatto con quelle parti di me che non pensavo neanche di avere, telepatia, capacità di percepire immagini e particolari che neanche immaginavo esistessero, cambiare tonalità e aspetto allo sfondo di dove eravamo, creare immagini su misura ai amici e ai luoghi circostanti, insomma il reale non esisteva piu', le restrinzioni le avevo lasciate sul terreno all'interno del mio corpo e la libertà era un desiderio che avevo avuto da sempre, senza sapere mai, prima di allora cosa significasse sentirsi libero! Potevo ripropormi ovunque con chiunque e raggiungere sicuramente per effetto dell'acido che disinibiva o aveva indotto la mente fino a poco prima condizionata dai pensieri e dalle abitudini con le quali ci hanno cresciuti a poter captare tutta quella serie di segnali, emozioni, sensazioni che le nostre vite assuefatte non hanno la possibilità di ottenere dato che rimaniamo agganciate come sempre ai particolari, doveri, paure, esami, apparenze ecc.
Ne voglio parlare in un blog apposito perchè merita che, dopo ormai 20 anni trascorsi da quel giorno che io me ne liberi,
Adesso creando un ponte voglio passare al perchè ho utilizzato questo titolo e come potete immaginare trattasi di conseguenze che si sono venite a creare non per il tipo di vita che ho fatto, dato che nessuno si è trovato mai a subire violenze da me o ad essere manipolato ecc. ma dal momento che certe condizioni di vita dapprima vengono prese come disagi sociali per i quali hanno istituito gruppi di cooperative, di sostegno sociale creando un organico che farebbe invidia a quello della Piaggio nel senso del numero dei presenti a trattare quella materia, tutto finisce la dove invece che avere un ascolto ed essere valutato nelle tue professioni tra le quali una in passato mi ha portato grandi soddisfazioni e ruoli di rilevanza intero ai Cantieri Navali, Raffinerie, industrie in genere, vieni denominato caso numero X e condotto attraverso ricerche ''illegali'' dal momento che violano la privacy e poco professionali, mentre che le effettua si ritiene un professionista.
A me sta capitando che malgrado la mia pluri esperienza nel ramo della parte elettrica ed elettronica sia civile che industriale che non vengo contattato da nessuno, malgrado la descrizione dell'offerta di lavoro presenti dei parametri che io integro di gran lunga. E cosi dopo che mi era stato promesso campo aperto se avessi ottenuto di nuovo una buona forma e certe caratteristiche eccomi qui, tagliato fuori dalla società del lavoro, con aziende e agenzie di lavoro interinale alle quali mi sono presentato che mi pubblicano annunci di lavoro cove si richiedono esperienze che io mi son fatto nei primi anni della mia professione, passando da essere Iper voluto da moltissime aziende a non saper dove sbattere la testa!
Questa è la nostra realtà, a volte mi prende di ricorrere ai mezzi illegali di prima, dove i soldi mi si fiocchettavano in quantità da far invidia a molti....ma non era onesto, allora andiamo verso l'onestà mi son detto! Li le persone dicono si siutano, ti rimandano le soddisfazioni per quel che sai fare e come dice il nostro motto: se sai sai, avere un mestiere ti impedisce di morire di fame.....fatto sta che se non ci fosse mia madre, malgrado ho esperienze enormi su un mestiere che oggi in pochi riescono a fare, sono un EMARIGINATO da parte della società!
E questo è un dato di fatto!
Poi quello che ne comporta è ancora piu' emarginante, ovvero la sensazione di inadeguatezza verso il prossimo in particolare verso il sesso femminile, la piccola parte di vergogna o di orgoglio nel non volerti dichiarare a 38 anni senza lavoro, l'incapacità al solo pensiero di non riuscire a raccontare la propria vita liberamente ad una ragazza senza che questa si affretti a volersi accomiatare dalla tua presenza, cosi che finisci per fare quello che meglio ti riesce: Startene da solo e sperare....ma nemmeno tanto dato che ogni giorno che passa è una certezza che acquisisco in piu' che questa vita non è fatta per me. Ma è fatta per chi è autorizzato a rubare e a sottrarre denaro e con questo i sogni alle famiglie, chi siede in una poltrona che nell'antichità era attribuita ai faraoni, ralizzata dalla gleba, chi ha un nome importante, chi si unisce a società finalizzate all'imbroglio sociale.....peer noi giovani, perchè ancora giovane mi sento le opportunità si restringono sempre di piu' e crearsi uno spazio è un miracolo che oggi privi di fede come siamo avviene in casi
estremamente rari eppure siamo tutti figli del solito genere, oso dire figli di DIO!
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Come avrete potuto leggere sul post precedente, la combinazione sostanza e casualità si sono incrociate nell'attimo preciso, nella condizione ideale, un po' per una certa predisposizione avuta sin da...
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07/06/2011 16:37:59
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IL MIO INCONTRO CON L'EROINA

02 giugno 2011 ore 23:18 segnala
A volte capita che molti di noi che hanno vissuto la “tossicodipendenza” portano in se storie e testimonianze che rimangono trascritte nei loro occhi…..tracce di delusioni, di sofferenza, associate alle violenze di chi si insegna ad apparire, di chi ci vuole vedere arrivare per primi, di chi ci invita a inseguire una carriera, una sistemazione un business che ci sottopone ogni giorno alla luce, alla vista di chi ci osserva e ci giudica, allontanandoci sempre di piu’ da quello che siamo. A volte è
cosi che rimaniamo vittime delle nostre decisioni, allattati dall’ambizione, cresciuti dall’apparenza, adottati da chi su di noi diverge il proprio destino. E se tradiamo le aspettative di chi investendo sul nostro futuro ci voleva impedire di vivere il presente e di conseguenza avere un passato per il domani, veniamo abbandonati a noi stessi, ieri importanti oggi inutili.

Adesso la luce non ci appartiene, adesso solamente il nostro nuovo profilo al buio ci permette di reinventarsi e di vivere la vita che desideriamo. Io da anni vivo qui, ho i miei amici, la mia casa, le mie invenzioni anche se nessuno me le prende in considerazione, etichettato e individuato come: “inadatto” quando torno alla luce tentando di presentarmi ad una azienda, cercando un posto di lavoro che non mi venga regalato, ma offerto in base alle competenze che ho acquisito indelebilmente con fatica, durante gli anni di schiavitu’!
A me tutto questo è accaduto e accade ogni giorno. E’ stato un crimine aver avuto le proprie idee, non aver fatto parte di un partito, non aver giurato obbedienza a nessuno, non essersi corrotto ai nostri padroni. Oggi gli errori vengono classificati in base all’appartenenza del nome e non alla gravità delle proprie azioni. Oggi chi non ha la possibilità di gridare non viene ascoltato, chi non sfodera un coltello non
fa paura chi tenta di rimediare non ottiene perdono…………
Era primavera inoltrata del 1992, una sera verso le 19:00 ora di chiusura dell’officina nella quale lavoravo mi raggiunse un amico, l’amico di sempre con il quale avevamo affrontato qualsiasi cosa insieme, eravamo cresciuti condividendo quello che neanche due fratelli ne avrebbero avuto il desiderio e la possibilità. Giunse dal vialetto che collegava la bottega alla strada, passando dal cancello semi chiuso che stava ad indicare ai clienti che fino all’indomani non avrebbero potuto accedere.
Il buio confondeva la sua immagine, ma il suo passo era inconfondibile cosi che rimasi meravigliato da quella visita come se sentivo già che qualcosa stava avvenendo. Fece un breve giro di parole dopo di che estrasse dalla tasca una piccola busta celeste, dentro la quale mi ammise esserci eroina.
La parola stessa riconduceva a episodi e perdite terribili che avevamo dovuto accettare, ma il suono delle parole: “con questa ti senti bene con te stesso” mi fecero trovare arreso e poi ormai era di nostra abitudine utilizzare fin dai 14 anni di età droghe di ogni genere, anche se prive di effetti di dipendenza. Di li a poco sarei dovuto tornare a casa da mia moglie e mia figlia, consapevole del clima di ostilità che avrei dovuto sopportare cosi che accettai di farmela a patto che non ci avessimo impiegato molto tempo. La personalità di mia moglie mi sopraffaceva anche quando avevo piena ragione, figuriamoci se avessi fatto tardi e non avrei avuto una buona giustificazione.
Fu li che vidi da vicino la prima insulina, osservando con attenzione quella che mi venne formalmente assegnata la quale una volta riempita, la presi in mano scrutandola da ogni lato, come se il mio occhio fosse esperto e sapesse dove andare a parare, mentre in realtà era la gran confusione che sentivo in me, di fronte a quello che per la prima volta mi si presentava con un titolo cosi forte e che io non sapevo come gestire. Prima si fece su di lui, dopo di che seguendo le sue indicazioni mi misi spalle al muro in un piccolo spazio antistante la toelette dell’officina, dove il mio amico mi sistemo’ in una certa posizione, dopo di che in pochi secondi mi introdusse la sostanza endovena. Potrei scriverci un libro a riguardo, ma posso solamente dire ” e questa cosa per me era di nuovo importante.

BENVENUTI NEL BUIO DELLA PERIFERIA

01 giugno 2011 ore 22:49 segnala
Benvenuto anche a te che ami stare: ''AL BUIO'', che cerchi riparo dalla luce, dagli occhi indiscreti che controllano, etichettano giudicano......e condannano. A te che ritieni che questo spazio è la conseguenza di quelli che ci vengono tolti dal potere, attraverso quelle leggi che noi non condividiamo.
Proprio cosi; ci vengono tolti dall'uomo stesso sotto forma di una SPA o di una carica che gli permette di rivolgere le proprie ''violenze'' ovunque, perdendo l'appartenenza al senso della fede sostituendola con le regole che lui stesso si è creato a misura con le quali si spinge ovunque, presentandosi in nome dell'amicizia, facendosi credito in nome di una religione, manipolando in nome del progresso, per poi tradire e rubare nel proprio nome cosi da accreditarsene la proprietà.
Dopo di che, per presentarsi Giusto agli occhi delle persone e impedire a noi di negargli la possibilità di intitolare tali azioni: "Per il bene comune" non si fa scrupoli a presentarci come criminali, tagliandoci fuori dalla comunità, dichiarandoci: "colpevoli" di aver difeso le nostre idee.
Sono le nostre idee che ci rendono liberi, che ci danno la possibilità di esprimerci, magari la dove gli interessi del denaro sono ancora lontani e noi troviamo rifugio. La dove i nostri fratelli sono stati costretti e abbandonati a se stessi, tra i vicoli, le panchine, la tossicodipendenza, le sirene delle ambulanze, i clochard, i binari, e gli angeli.....quelli con le ali nere dalla fuliggine che si siedono vicino a noi e ci tengono la mano per non abbandonarci al nostro destino.
Io vivo qui da sempre......in periferia! Qui fa colore ogni cosa, le ombre hanno la propria libertà, i rumori non sono assordanti, le voci trovano eco e le luci accese delle finestre ti fanno riflettere su chi sei in quel momento, su cosa ci fai in quel posto, facendoti sentire solo, per un attimo, ma poi trovando la compagnia con una sigaretta dai significato ad ogni piccolo particolare, come fai da sempre, realizzando in te sempre piu la consapevolezza del fatto che nessuno riuscirebbe mai a capire. E ripensi a quando eri piccolo, a quando sentivi il desiderio di stupire, a quando il giudizio era ancora in una fase di incubazione e il tuo istinto ti dava sempre ragione. Poi magari, mentre i pensieri ti abbandonano ti volgi e vedi che la luce sta sopraggiungendo, adesso è di nuovo il momento di fingersi padri del progresso, ma dentro di te sai che di li a poco potrai sentirti di nuovo figlio della strada, e di ritrovarti la dove ''AL BUIO'' fai parte del tuo mondo.
E' qui che c'è ancora spazio per quelli come noi!