Il cibo e la sua sconsacrazione

16 giugno 2010 ore 15:18 segnala
Lo so, potrei apparire esagerata, ed essendo vegetariana ancora di più, ma francamente ritengo di non esserlo e voglio toccare un argomento probabilmente delicato e di cui personalmente non sento mai trattare: voglio parlare del cibo, o meglio della sua sconsacrazione.

Non voglio affrontarlo in tematica religiosa, non sono cristiana, e pertanto vivo la cosa sotto un altro punto di vista, ovvero quello del buon senso.

Noto che il cibo ha perso il suo valore e ne ha acquistato uno puramente commerciale, ma al di là di ciò, perché questo sarebbe un argomento da starci delle ore a scriverci sopra, quello che a me interessa è il senso perduto per il suo valore, ovvero la mancanza totale del rispetto per il cibo stesso.

Produrre cibo significa usufruire delle risorse ambientali, produrlo nelle quantità attualmente disponibili significa sfruttare all’osso le risorse ambientali.

Si calcola che al mondo viene prodotta una quantità di cibo che sfamerebbe 12 miliardi di persone e ricordiamoci che un miliardo di persone soffrono la fame. Nella sostanza essendo in sette miliardi, meno uno che il cibo non lo vede, abbiamo una produzione doppia per le nostre esigenze.

Solo in Italia si è stimato che ogni giorno vengono gettati via dai vari supermercati dalle 4 alle 5 tonnellate di cibo perfettamente commestibile. Inoltre è facile da immaginare che all’interno delle famiglie non tutto il cibo viene consumato e anche qui esiste una tacita emorragia alimentare che finisce inevitabilmente nella spazzatura.

Ciò che è andato perso è il senso del valore e del rispetto per un componente importante della nostra vita. La “sacralità” del cibo è andata perduta a causa degli interessi economici e della ignoranza della gente. Diciamo che il benessere ha portato anche tanta stupidità.

E qui ritorna la mia vena passionale per la polemica sulla televisione, dove si vedono giochi tristemente idioti che usano il cibo come un oggetto qualsiasi: vediamo uomini che spaccano le uova sulla faccia per fare spettacolo o magari entrare in qualche demenziale guinness dei primati, torte sbattute ovunque, frutta o verdura gettata e calpestata, sì insomma un vero spettacolo deprimente di una società che visibilmente ha perso il senso della vita.

Come aspettarci che i bambini di fronte a tali esempi non giochino con il cibo e se lo gettano e spalmano addosso? Oltre a ciò mal tollero e non riesco a comprendere i loro genitori che rimangono totalmente indifferenti a questi gesti e questo può far capire tante cose sull’educazione dei loro figli…

Ma che bella società!

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Lo so, potrei apparire esagerata, ed essendo vegetariana ancora di più, ma francamente ritengo di non esserlo e voglio toccare un argomento probabilmente delicato e di cui personalmente non sento mai...
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Ma com'è bello andar... sull'auto blu!

09 giugno 2010 ore 15:38 segnala
Lo scorso febbraio Flavio Tosi, sindaco di Verona, sfrecciava con la sua scorta lungo la Serenissima a una velocità di poco inferiore ai 200 chilometri l’ora con la sua auto blu (“sua” si fa per dire…), e a guidare per la precisione era l’autista… Da quanto parlano i giornali, pare che il sindaco Tosi non stesse correndo nessun pericolo di vita, nello specifico, nessun attentato era in corso perché si giustificasse una corsa così folle…

In sua difesa Tosi sostiene che il suo lavoro non è quello di stare alla guida dell’auto blu perché si affida nelle mani della sua scorta che sa il fatto suo.
Un modo questo per scaricare il problema addosso agli altri che certamente è più comodo per salvarsi la faccia.
Di certo uno seduto su un’auto che sfreccia a quella velocità qualche domanda dovrebbe porsela… Non mi si dica che dormiva, non ci crederei.

Tosi non è un caso isolato, nel corso del tempo le belle auto blu hanno fatto parlare di sé tanto da far chiaramente intendere che i politici si sentano essenziali e come tali credono che la vita degli altri sia molto ma molto meno importante della loro…

Ora sembra che i loro autisti abbiamo pure l’immunità dalle sanzioni. Pare che i punti non verranno tolti se commettono qualche infrazione nel caso sussistano validi motivi per i quali i poveri autisti sono stati costretti ad infrangere la legge, ma uno lo sa che i “validi motivi” esistono sempre pronti all’uso…

Si calcola che la flotta di auto blu presente in Italia superi come costi i 20 miliardi di euro (tra pedaggi autostradali, stipendi autisti, carburante ecc).

Abbiamo in Italia 629.120 auto blu.

Consideriamo che all’estero le auto blu sono:

73mila negli Usa;

65mila in Francia,

55mila nel Regno Unito,

54mila in Germania,

44mila in Spagna,

35mila in Giappone,

34mila in Grecia,

23mila in Portogallo.

Sì va bene, qui in Italia ammetto che qualcuno se la potrebbe anche meritare, ma solo qualcuno, credo giusto tante auto blu quante sono le dita di una mano… E sono generosa.

Sono convinta che salvo qualche raro (anzi, rarissimo) episodio, secondo me l’auto blu serve unicamente al politico per darsi un senso di importanza, per sentirsi privilegiato, per credere di essere qualcuno…

Forse, per ridimensionarli alla realtà, avrebbero bisogno di una sana psicoterapia di gruppo…
Altrimenti… come potremmo mai difenderci da questi piccoli uomini?

 

P.S. Sono un po’ stanca oggi, ma ho voluto postare ugualmente, credo che tuttavia il senso di ciò che intendevo dire si sia capito.



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Lo scorso febbraio Flavio Tosi, sindaco di Verona, sfrecciava con la sua scorta lungo la Serenissima a una velocità di poco inferiore ai 200 chilometri l’ora con la sua auto blu (“sua” si fa per...
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Legge Bacchelli...

04 giugno 2010 ore 12:41 segnala

Laura Antonelli, ex splendida attrice in auge negli anni settanta e ottanta, è in questi giorni al centro dell’attenzione per l’appello di Lino Banfi (attore) che chiede al ministro dei beni culturali Sandro Bondi  di applicare per lei la legge Bacchelli, perché l’attrice si trova a vivere in condizioni di miseria.

Che cos’è innanzi tutto la legge Bacchelli? Per chi gli fosse sfuggita o non gli sovviene, la legge Bacchelli è una legge italiana introdotta negli anni ottanta (legge n. 440 dell’08/08/1985) che prevede l’assegnazione di un assegno straordinario di vitalizio rivolto esclusivamente a quei cittadini italiani che nel corso della loro vita si sono distinti nel mondo della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport, ma che si trovano a vivere in condizioni di indigenza.

Da sottolineare comunque che l’attrice Laura Antonelli attualmente percepisce una pensione di 510,00 euro al mese… e anche se sono pochi, sono sempre più di tantissime pensioni che oggi vengono elargite.

Certamente aiutare chi è in difficoltà è un dovere umano, ma questa legge è una vergogna perché chi per una vita intera si è alzato alle sei del mattino per andare a lavorare e si trova a vivere con una pensione minima (poco più di 400,00 euro) deve riuscire a sopravvivere senza che nessuno gli faccia gli appelli…

Non è forse discriminazione privilegiare una persona che ha scelto come mestiere lo spettacolo rispetto a chi invece ha scelto di svolgere altre professioni?


Privilegi… e poi dicono che in Italia non ci sia razzismo…
Siamo alle solite: l'immagine conta molto più dell'umanità.



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Laura Antonelli, ex splendida attrice in auge negli anni settanta e ottanta, è in questi giorni al centro dell’attenzione per l’appello di Lino Banfi (attore) che chiede al ministro dei beni cultu...
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la televisione... breve riflessione

30 maggio 2010 ore 15:59 segnala
Con la televisione ho un rapporto piuttosto staccato, benché abbia la convinzione che sia uno strumento eccezionale per la comunicazione.
Ciò che mi porta a uno spontaneo astensionismo è il fatto che di buoni programmi ve ne sono davvero pochi, anche se so che l’abitudine nel non guardarla mi penalizza sul fatto che mi perdo certamente alcune cose che meriterebbero attenzioni.

Di certo però  me ne perdo altre che meritano di essere perse…
La televisione è un mezzo potente che secondo me plasma le menti fragili che sono in cerca di punti di riferimento. E non mi riferisco soltanto ai giovanissimi, ma anche ai quarantenni.
Per esempio, uno degli aspetti che credo negativo, è il fatto che in alcuni programmi, tra le righe ma mai e poi mai dicendolo apertamente, si enfatizzi l’importanza che se qualcuno arriva in TV è certamente una persona importante, altrimenti è solamente uno dei tanti facente parte della gran massa del popolino.

Triste realtà che per fortuna riguarda solo alcuni, ma che tuttavia esiste.

Un’altro aspetto che non mi piace per niente e sul quale ho già sentito in passato varie polemiche, è il degradante ruolo della donna visto come oggetto del desiderio maschile.

Penso che un uomo intelligente apprezzi una donna altrettanto intelligente, e non certo una velina che sculetta e mai apre bocca; credo che gli uomini per primi dovrebbero ritenersi offesi per essere considerati così  ineluttabilmente libidinosi.

Molti programmi televisivi fanno questo, ma anche le pubblicità non scherzano...

Basta pensare alla pubblicità della vernice Saratoga, dove il doppio senso non lascia alcun dubbio.
Il fatto che fa tristezza è che i pubblicitari hanno fatto bene il loro lavoro: sono consapevoli che così facendo vanno a premere i tasti che solleticano i più banali istinti sessuali…

Così loro, così i produttori di programmi televisivi.
Ma come potremmo mai aspettarci una società migliore se la nostra televisione è così in basso?


Primo post...

25 maggio 2010 ore 15:55 segnala
Mi chiamo Sophie, sono della provincia di Vicenza (Veneto) e questo è il mio primo Blog su Chatta.it, devo ancora capire come funziona per destreggiarmi meglio, spero di imparare presto...
Un caro saluto a chi mi leggerà.