La marcia del pinguino

25 dicembre 2015 ore 02:02 segnala





“Sei come… ecco sei come un pinguino nel deserto”
Pensai che mi stesse dicendo che ero goffo, inadeguato, ridicolo e bizzarro e pensai che avesse ragione da vendere.
Per questo mi arrabbiai.
Allora lei cominciò a ridere e mi prese la mano…
“Non sai niente dei pinguini vero?”
“Perché vuoi forse dirmi che un pinguino è sexy?”
“Ahahahah no… oddio… non lo so, non ho mai pensato di fare l’amore con un pinguino”
“Questo mi consola, perché io non sono un pinguino”
“Oh si… sei il mio pinguino nel deserto”
La guardai sospettoso mentre cercavo nervosamente di arrotolarmi una sigaretta… ma con le mie dannatissime mani da pinguino non ci riuscivo e sudavo. Ci saranno stati 2 gradi, ma mi sentivo nel Sahara e mi ci aveva messo lei che mi guardava sorridendo.
“Allora me la vuoi spiegare questa cosa del pinguino?”
“Il pinguino è l’animale più romantico del mondo”
“Scherzi vero?”
“No, perché dovrei?”
“Perché non ci sono pinguini nel deserto. Ci sono i cammelli, ci sono i dromedari, forse ci sono anche gli stercolatori, ma i pinguini non ci sono”
“E invece ci sono, se aspetti 20 giorni te lo spiego,vado a letto”
“Ma perché non puoi spiegarmelo subito?”
“Perché ho sonno e non mi va di discutere… stupido pinguino ahahahahah”
Pinguino non lo so, ma stupido mi ci sentivo veramente. Aveva di nuovo quell’espressione. Mi guardava in piedi mentre io fumavo sul divano e digitavo “animali del deserto” su google, ma la linea internet non funzionava.
“Aspetta”
“Cosa c’è? Voglio andare a letto”
Non mi interessava nemmeno più fare l’amore con lei… “ho sonno” significava “ho sonno” e per di più mi aveva dato del pinguino. Che altro avrei potuto fare se non risponderle
“Niente, fai come ti pare”

“Buonanotte…”



Dopo 10 giorni litigammo e io nemmeno ricordavo più la storia del pinguino… non ricordo nemmeno perché litigammo, ma di sicuro avevo torto. Come sempre.

Trovai le mie valige fuori dalla porta e c’era attaccato un biglietto…

“Sono morta di freddo nel deserto. Addio”

Qualche tempo dopo ero solo a casa. Continuavo a pensare a lei, ma mentivo spudoratamente a chiunque mi chiedesse.
“Perché vi siete lasciati?”
“Mah, cose di donne… chetelodicoafare?”
In realtà la risposta era “non lo so”... "non te lo voglio dire" ... "fatti i cazzi tuoi" a seconda del mio livello di lucidità e dell'umore.
Ci eravamo rivisti, ripresi, lasciati, ma ogni volta si finiva a discutere del passato , del torto o della ragione e non sapevamo nemmeno noi perchè discutessimo.

Insomma, ero solo a casa e il caso volle che finii a guardare un documentario sdraiato su un numero imprecisato di cartoni della pizza che non mi andava di buttare… mi ci affezionavo.
All'improvviso cominciai a piangere silenziosamente, senza sosta.
C’era un maledettissimo pinguino che attraversava il deserto dell’ Antartide.
Una marcia di 20 giorni e 20 notti per raggiungere la sua compagna e suo figlio.
Tutto questo in mezzo al gelo e mille pericoli per un uovo… un solo uovo.

Accesi il computer e le scrissi una mail, non mi avrebbe mai risposto al telefono:

Da Wikipedia:

“La marcia dei pinguini segue da vicino il viaggio di una colonia e successivamente una coppia di questi che affronta diverse marce affinché il piccolo possa resistere al freddo e alla fame del periodo dopo la sua nascita. Il film mostra le sofferenze dei pinguini durante la loro riproduzione, partendo dalla marcia che dall'oceano li porterà all'interno della regione ghiacciata. Qui si formeranno le coppie che si riprodurranno e aspetteranno la nascita del loro unico figlio. Alcuni piccoli muoiono dal freddo, poiché uno dei pinguini ha sbagliato qualche passo della loro danza, facendo così cadere l'uovo nel ghiaccio e facendolo congelare. A seguito di ciò, la madre ruba il figlio ad un altro pinguino. A questo punto il padre del pinguino coverà il piccolo, mentre la madre tornerà all'oceano per prendere qualcosa da mangiare al piccolo. Di ritorno troverà il pinguino già nato e lo nutrirà mentre il padre dovrà tornare all'oceano per sfamarsi, dopo mesi di digiuno al gelo. Al ritorno troverà la famiglia ad attenderlo, dopodiché tutti i membri si separeranno facendo la loro ultima marcia annuale di ritorno all'oceano. C'è anche chi si è perso o non è riuscito ad accoppiarsi ovvero per la sua lentezza è rimasto indietro. Considerato che la vita dei pinguini è una vita di gruppo, i pinguini restati soli moriranno congelati.”

Non avevo capito niente. Ma adesso ho capito quanto ti amo. Ti va di vederlo insieme?


Dopo 20 giorni mi arrivò una risposta:

Io non ti amo più. Grazie, ma so già come finisce. Lei muore congelata.

Ci saranno stati 25 gradi, le lacrime mi bagnavano le guance, ma quando provai ad asciugarle mi accorsi che si erano congelate dal freddo.

Ero un pinguino. Ma ero morto nel deserto.
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« immagine » “Sei come… ecco sei come un pinguino nel deserto” Pensai che mi stesse dicendo che ero goffo, inadeguato, ridicolo e bizzarro e pensai che avesse ragione da vendere. Per questo mi arrabbiai. Allora lei cominciò a ridere e mi prese la mano… “Non sai niente dei pinguini vero?” “...
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25/12/2015 02:02:04
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Commenti

  1. LaRosaBendata 07 aprile 2016 ore 21:03
    bella, bella, bella...vorrei trovare aggettivi più consoni... ma mi sono commossa e questo mi blocca le sinapsi...
    P.S. lo vi vidi anni fa e non feci altro che ripetere...io mi sarei estinta...io mi sarei estinta...vivere è una vera impresa e gli eroi talvolta sono travestiti proprio da buffi pinguini....
    buona fortuna :rosa
  2. Lanuggine 23 aprile 2017 ore 07:06
    Letta!!!

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