Lettera ad un amico.

29 giugno 2020 ore 00:17 segnala






Ciao Amico mio,
stasera mi manchi, in realtà spesso ti penso, ma stasera qualcosa mi ha fatto pensare a te in modo particolare.
Forse perchè stasera è un anno che ci siamo conosciuti.
Ricordi?
Tutto iniziò con un post buttato lì a caso, il tuo commento quasi canzonatorio, la mia risposta ironica e il passaggio a commentare tutti i post saltellando in qua e in là.
Giorni a scriverci ed il tuo saluto con il numero di telefono.
E' stato bello sentirsi, scoprire le voci, il suono di quella risata vista solo scritta e così è nata la nostra amicizia.
Tutti i giorni, più volte al giorno a sentirci per confidarci, ridere, prenderci in giro e darci consigli.
Tutti i giorni fino a quel momento che mi hai confidato quel problema, grave e senza soluzione che mi avrebbe portata a perderti. All'inizio un dolore poi non ne avevamo più parlato.
I mesi passavano e tu eri sempre presente, c eri ogni volta avevo bisogno di te e c ero ogni volta tu ne avevi di me.
Uno, due, cinque, otto mesi tanti da farmi dimenticare quel discorso, ma un giorno non mi hai chiamata, nemmeno il giorno dopo...
Era arrivato il momento di dirti addio, ma non sono mai riuscita a farlo e di questo ne sento ancora il bisogno, anche se tu lo sentirai lo stesso.
Dopo tutto voglio ringraziarti per quello che mi hai lasciato, per quello che mi hai insegnato e per quelle bellissime risate infantili che duravano tutta la giornata.
Mi ripetevi spesso che ero la tua isola senza pensieri, che tutto quello che ti stava accadendo per incanto spariva ed io non sono mai riuscita a dirti che per me eri il mio punto di forza.
Mi manchi amico mio avrei dovuto dirlo quando avevo la possibilità, ma si fa sempre lo stesso errore, si pensa di avere tutto il tempo di farlo, ma non sempre il tempo è dalla nostra parte.
Ho voluto scriverti questa lettera, ma avrei dovuto scrivere pagine per poterti ricordare completamente, per quello ho ogni capitolo impresso nella mia memoria e mai nessuno li porterà via.

Oggi sarebbe stato un anno ecco perchè sento il bisogno di pensare a te.
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« immagine » Ciao Amico mio, stasera mi manchi, in realtà spesso ti penso, ma stasera qualcosa mi ha fatto pensare a te in modo particolare. Forse perchè stasera è un anno che ci siamo conosciuti. Ricordi? Tutto iniziò con un post buttato lì a caso, il tuo commento quasi canzonatorio, la mia ...
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Non crederci più...

27 giugno 2020 ore 17:06 segnala






Non crederci più non è un dramma.
Non crederci più non è terribile.
Non crederci più può accadere.

Non crederci più, dopo aver riflettuto tanto, in ogni momento che la mente non ha altro da pensare, è forse il risultato di tutto il tuo passato con qualcosa del presente.
Spesso si pensa sia una sconfitta il non crederci più, ma non è così, lo è finchè una piccola speranza brilla dentro, finchè ogni volta che ti senti forte credi che tutto può cambiare. Ecco, mollare in quel momento può essere una sconfitta.
Ma arrivi al punto di rottura, al punto di non ritorno, sei stanca, ti vuoi riposare e molli decidendo di non crederci più.
Quando te ne rendi conto capisci che non è così brutto, puoi anche vivere senza aver la sensazione che per forza devi crederci e ti senti libera
Sei soddisfatta di te stessa, ti piaci, ti ami e non c è altro che importa ora, sai cosa vuoi e cosa no e per questo non c è tanto oro in questo mondo per ripagarlo.
Prendi decisioni senza voltarti indietro e non lasci nulla in sospeso, non ci credi più ed è una scelta ponderata non triste, non obbligata, non tragica, quindi giusta.
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« immagine » Non crederci più non è un dramma. Non crederci più non è terribile. Non crederci più può accadere. Non crederci più, dopo aver riflettuto tanto, in ogni momento che la mente non ha altro da pensare, è forse il risultato di tutto il tuo passato con qualcosa del presente. Spesso s...
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Non trattenere è rispetto...

23 giugno 2020 ore 18:10 segnala







Quando un'idea ti gira in mente da tempo, da giorni o anche solo ore, alla fine devi ascoltarla per placare quel disagio che ti ha preso e non riesci a capirne il motivo.
Ora ho deciso di non essere più così tanto comprensiva, non cambierò il mio modo di fare, il mio essere, ma non mi va più di essere quella che aspetta.
Lascio libero chi non vuol rimanere, chi ha dubbi o crisi, lascio libero chi non riesce a capire o non vuol capire cosa vuole, lascio libero chi tentenna perchè chi lo fa vuol essere lasciato libero.
In un post un giorno ho scritto "Il rispetto è non trattenere chi non vuol rimanere" e ci credo fortemente.
Odierei chi mi trattenesse, quindi trovo giusto non farlo.
L'esperienza mi ha insegnato che non serve fare il mondo per far cambiare le cose e questo mi è utile ora e lo sarà nel futuro.
Porto rispetto a chi non riesce a rimanere, porto rispetto a me stessa lasciando andare chi non sa cosa fare...

E ci sono tante altre parole da dire, ma devono ancora trovare un ordine nella mia mente o semplicemente stanno bene dove sono al sicuro.
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« immagine » Quando un'idea ti gira in mente da tempo, da giorni o anche solo ore, alla fine devi ascoltarla per placare quel disagio che ti ha preso e non riesci a capirne il motivo. Ora ho deciso di non essere più così tanto comprensiva, non cambierò il mio modo di fare, il mio essere, ma ...
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Un post... così

19 giugno 2020 ore 17:30 segnala






Chi non conosce il personaggio di Linus, quel bambino nella serie di fumetti di Charlie Brown?
Credo tutti almeno una volta l' abbiamo letto.
Linus è quel bimbo con i capelli scuri, spesso insicuro, spesso spaesato, spesso con la curiosità di gattino impaurito. Ma... a volte più saggio e con le risposte giuste per il suo amico Charlie (eterno indeciso).
Ma di Linus volevo parlare della sua copertina, si, la copertina che trascina ovunque tenendola per un lembo e che porta sempre con lui.
Ora, credo, che ognuno di noi a modo suo, abbia la "copertina di Linus" per trovare calma, pace e, perchè no, sicurezza.
Da bambini è più facile avere qualcosa a cui aggrapparsi, nessuno ci fa caso, ma da adulti non puoi far notare cosa ti fa stare bene quando ti senti il bisogno di ricaricarti.
Io non mi vergogno di dire che la mia "copertina" è un semplice cappuccino.
Eh si, niente di così vergognoso (come non lo è nulla di quello che ci può far star meglio), ma sicuramente qualcosa che ritengo tanto sacro da non volerci rinunciare.
E' la mia coccola, il mio rifugio, il mio luogo di riflessione.
Non ho orari, giorni o situazioni per prenderlo, quando ne sento il bisogno il mio pensiero è quello di poterlo bere al più presto.
Linus se perdeva la sua copertina impiegava le sue energie per ritrovarla, io non mi placo finchè non riesco a rilassarmi con una tazza di cappuccino fra le mani.
A volte anche queste piccolezze fanno parte del nostro io più infantile.

Ora rileggendo questo post mi rendo conto di aver scritto di getto, un post così, leggero e senza tante confessioni, pensieri profondi ed emozioni intense, ma oggi va così, chiedo venia.
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« immagine » Chi non conosce il personaggio di Linus, quel bambino nella serie di fumetti di Charlie Brown? Credo tutti almeno una volta l' abbiamo letto. Linus è quel bimbo con i capelli scuri, spesso insicuro, spesso spaesato, spesso con la curiosità di gattino impaurito. Ma... a volte più ...
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Giuro

17 giugno 2020 ore 15:12 segnala




Ti giuro, sarò sempre me stessa, con le mie fragilità, i miei sorrisi, la mia antipatia ed il mio essere orgogliosa come una stupida.
Ti giuro, questa volta non farò nulla di diverso, o essere come non voglio.
Ti giuro, chiarirò ogni volta ci saranno incomprensioni, litigi e fastidi provenienti dall'esterno.
Ti giuro, placherò il mio essere impulsivo anche se vorrei "spaccare il mondo".
Ti giuro, sarò dolce quando ne hai bisogno e forte quando la tua fragilità si fa viva.
Ti giuro, non invaderò il tuo spazio se non sarai tu a lasciami entrare.
Ti giuro, tutte queste parole non saranno solo dettate dal momento e sono incise nel mio essere come vorrei inciderle nel tuo.
Ti giuro, non prenderò troppo sul serio o troppo alla leggerezza tutto ciò che ci circonda.
Ti giuro, non voglio spaventarmi o spaventarti.
Ti giuro, non ti terrò stretto se non vorrai rimanere.

Ecco cosa vorrei dire... Dirti... Un giorno se ci sarà bisogno.
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« immagine » Ti giuro, sarò sempre me stessa, con le mie fragilità, i miei sorrisi, la mia antipatia ed il mio essere orgogliosa come una stupida. Ti giuro, questa volta non farò nulla di diverso, o essere come non voglio. Ti giuro, chiarirò ogni volta ci saranno incomprensioni, litigi e fastid...
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Grazie istinto...

12 giugno 2020 ore 18:44 segnala






Crescendo si cambiano abitudini, si correggono comportamenti, si trasforma il carattere, tutto a seguito di esperienze della vita.
Un passaggio dovuto, tranne uno per me, quello dell'istinto selvatico, quello che insorge ogni qualvolta il controllo si distrae per un qualsiasi motivo.
E quando diventa incontrollabile è un disastro.
Non ragioni, ti butti nelle cose senza accorgerti che qualcosa non va, ti lasci trascinare dal momento e non vedi quel muro proprio lì davanti, grande, pesante e ci sbatti a faccia avanti senza nemmeno renderti conto di cosa ti ha investito.
Mi succede ed ogni volta mi dico che è l'ultima, mi convinco di aver imparato la lezione, ritorno a controllarmi, raccolgo i pezzi e sorrido perchè sono veramente intenzionata a non comportarmi così irresponsabilmente.
Ma quanto dura questa certezza?
A volte mesi, a volte un battito di ciglia, non posso nemmeno prevederlo e così quella brutta bestia chiamato istinto torna ancora più prepotente, più ottimista, si ottimista, perchè è convinto che prima o poi una cosa giusta la farà.
Stupido ed ottimista il mio istinto selvatico.
Poi ci sono momenti che mi fa tenerezza, ma si qualche volta ha fatto qualcosa di bello e giusto e se non vuol cambiare vuol dire che è abbastanza tosto per rimanere tale e devo solo accettare i danni senza troppo dolore.
Allora controllato tutto quello che mi è possibile , lascio libero questo "essere" e come si dice...
"Se non puoi sconfiggere il nemico alleati con lui".

Caro mio istinto selvatico proviamo a diventare amici, non fare troppi danni e se per "colpa" tua succederà qualcosa di meraviglioso allora sarò la prima a dirti: "Grazie".
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« immagine » Crescendo si cambiano abitudini, si correggono comportamenti, si trasforma il carattere, tutto a seguito di esperienze della vita. Un passaggio dovuto, tranne uno per me, quello dell'istinto selvatico, quello che insorge ogni qualvolta il controllo si distrae per un qualsiasi mot...
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Ricordi di una bimba

08 giugno 2020 ore 15:06 segnala








Stella era una bimba felice nella sua famiglia di mamma, papà, e due fratelli più grandi.
Mamma era autoritaria, ma viveva per i suoi figli e per qualche motivo sconosciuto a Stella con lei era più severa. Stella ancora non sapeva che gli insegnamenti della mamma le sarebbero stati utili nel futuro.
Papà pensava alla famiglia con tanta dedizione che spesso alla sera era troppo stanco per giocare con Stella. Lei in cuor suo non capiva, ma saliva sulle sue ginocchia mentre dormiva sulla poltrona.
Stella era piccina, ma già tanto testarda, così testarda che a volte anche i suoi fratelli perdevano la pazienza e cercavano sempre di non averla tra i piedi. Ma crescendo sarebbero diventati i suoi più grandi difensori.

Stella, in quell'ultimo anno di asilo, volevo il vestitino da damina per il carnevale, ma la mamma non poteva comprarlo e, come faceva sempre, cercò di spiegarlo alla piccola con il broncio.
Inutile dire che Stella in quel momento non avrebbe capito.
Il giorno della festa Stella aveva ancora il musetto triste, ma la mamma aveva una sorpresa, un bellissimo vestitino di raso verde scuro con i fiocchi ed un cappello alla "via col vento".
Meraviglioso.
Stella non pensò ad altro che alla festa senza immaginare da dove era uscito quell'abito da damina.

Stella guardando il mare pensava a quell' abitino e sorrideva, ormai adulta si rendeva conto di molte cose.
Del papà sempre stanco per il lavoro, dei fratelli più pazienti per i suoi capricci e della mamma che da un suo vestito anni '50, lavorando di notte, era riuscita a cucire il vestito verde e fatto un capello da vera dama, per quella piccola bimba dal musetto triste.

Stella si rendeva conto di aver avuto un'infanzia felice anche se ne capiva il senso solo ora da adulta.
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« immagine » Stella era una bimba felice nella sua famiglia di mamma, papà, e due fratelli più grandi. Mamma era autoritaria, ma viveva per i suoi figli e per qualche motivo sconosciuto a Stella con lei era più severa. Stella ancora non sapeva che gli insegnamenti della mamma le sarebbero s...
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Un giorno

07 giugno 2020 ore 14:15 segnala






Quel giorno di risposte non giuste.
Quel giorno di presenze mancate.
Quel giorno dove sembra tutto in ordine, ma solo all'esterno.
Quel giorno di speranza di cambiamento improvviso.
Quel giorno del silenzio non voluto, ma subito.
Quel giorno dove la stanchezza di spiegare ti pervade.
Quel giorno del capire che non era come pensavi, volevi, desideravi.
Quel giorno del sapere che non poteva essere diversamente.
Quel giorno del sorriso perchè nonostante tutto è giusto così.
Quel giorno che farà posto ad un giorno nuovo, diverso, migliore.
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« immagine » Quel giorno di risposte non giuste. Quel giorno di presenze mancate. Quel giorno dove sembra tutto in ordine, ma solo all'esterno. Quel giorno di speranza di cambiamento improvviso. Quel giorno del silenzio non voluto, ma subito. Quel giorno dove la stanchezza di spiegare ti perv...
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Le anime simili

06 giugno 2020 ore 21:21 segnala






Le anime simili si appartengono.
Esistono in luoghi diversi, divise da distanze, limiti, situazioni, ma si riconoscono sempre e quando succede qualcosa dentro di loro cambia.
A volte si sfiorano appena, sentono i brividi, poi ognuno torna al suo "mondo", per ritrovarsi e riperdersi, capita per qualche giorno o per sempre, ma questo nessuno lo può sapere.
Si tengono per mano mentre il resto del mondo rimane fuori, si rispettano, si concedono senza vincoli, si amano anche se non lo ammettono.
E' qualcosa che molti sperano di sentire, altri ne hanno paura, alcuni non credono sia possibile.
Ci sono persone che vorrebbero essere simile quasi per forza, ma non è così che funziona, sono le anime che si scelgono senza avvertimenti, senza vedersi, sentirsi, ma solo sfiorandosi con il pensiero.
E' cosa rara, sensazione pura, unico ed emozionante, ed esiste.
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« immagine » Le anime simili si appartengono. Esistono in luoghi diversi, divise da distanze, limiti, situazioni, ma si riconoscono sempre e quando succede qualcosa dentro di loro cambia. A volte si sfiorano appena, sentono i brividi, poi ognuno torna al suo "mondo", per ritrovarsi e riperder...
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Orme

05 giugno 2020 ore 20:54 segnala






Ho sempre amato il mare d'inverno, con le spiagge deserte, i gabbiani rumorosi, la sabbia fredda, dove le uniche orme che ti seguono sono le tue e le onde libere dalla gente.
In quei momenti tranquilli ho ritrovato quella pace persa per un problema o un pensiero fisso.
Mi bastava passeggiare a piedi nudi guardando l'orizzonte e sperando di veder arrivare una risposta romanticamente rinchiusa in una bottiglia di vetro, non è mai successo, ma le idee si sono sempre schiarite, le decisione sempre prese.
Mi manca spesso questa sensazione, sentire solo l'aria salmastra e il rumore del mare, avere il vuoto nella mente, cancellare i pensieri, le persone, le emozioni, e sopratutto il bisogno di rimanere sola.
A volte ricerco la solitudine e il mare d'inverno è la cornice più adatta per trovarla, è tutto così intimo, così necessario per mettere ordine.
Non permetto a nessuno di rovinare quei momenti, sono così necessari che, a volte, nemmeno io vorrei esserci.
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« immagine » Ho sempre amato il mare d'inverno, con le spiagge deserte, i gabbiani rumorosi, la sabbia fredda, dove le uniche orme che ti seguono sono le tue e le onde libere dalla gente. In quei momenti tranquilli ho ritrovato quella pace persa per un problema o un pensiero fisso. Mi bastava...
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