"Ode al cane"

04 dicembre 2011 ore 11:03 segnala
Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda senza parlare
e i suoi occhi sono due richieste umide,
due fiamme liquide che interrogano
e io non rispondo, non rispondo perché non so,
non posso dir nulla.
In campo aperto andiamo uomo e cane.
Brillano le foglie come se qualcuno le avesse baciate a una a una,
sorgono dal suolo tutte le arance a collocare piccoli planetari
su alberi rotondi come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena, fra le limpide dita di settembre.
Il cane si ferma, insegue le api, salta l’acqua trepida,
ascolta lontanissimi latrati, orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso, a me, come un regalo.
E’ la sua freschezza affettuosa, la comunicazione del suo affetto,
e proprio lì mi chiese con i suoi due occhi,
perchè e’ giorno, perchè verrà la notte, perchè la primavera
non portò nella sua canestra nulla per i cani randagi,
tranne inutili fiori, fiori, fiori e fiori.
E così m’interroga il cane
e io non rispondo.
Andiamo uomo e cane uniti dal mattino verde,
dall’incitante solitudine vuota nella quale solo noi esistiamo,
questa unità fra cane con rugiada e il poeta del bosco,
perchè non esiste l’uccello nascosto,
ne’ il fiore segreto, ma solo trilli e profumi per i due compagni:
un mondo inumidito dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicità d’essere cane e d’essere uomo trasformata in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe e una coda
con rugiada.

Pablo Neruda
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Il cane mi domanda e non rispondo. Salta, corre pei campi e mi domanda senza parlare e i suoi occhi sono due richieste umide, due fiamme liquide che interrogano e io non rispondo, non rispondo perché...
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04/12/2011 11:03:00
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"Toccare"

25 settembre 2011 ore 20:23 segnala
Le mie mani
aprono la cortina del tuo essere
ti vestono con altra nudità
scoprono i corpi del tuo corpo
le mie mani
inventano un altro corpo al tuo corpo.

Octavio Paz
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Le mie mani aprono la cortina del tuo essere ti vestono con altra nudità scoprono i corpi del tuo corpo le mie mani inventano un altro corpo al tuo corpo. Octavio Paz
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"Argentea"

17 settembre 2011 ore 14:12 segnala
Quando prona, co'1 ventre ne l'arena,
nuda si lascia a'1 conquistare lento
de le maree, non dunque a luna piena
ella è una grande statua di argento?

Venere Callipige in una oscena
posa. Scolpiti ne'1 tondeggiamento
de' lombi stan due solchi; ampia la schiena
piegasi ad un profondo incavamento.

Cresce il flutto e la bagna. Ella si scuote
io a'1 senso di quel gelido contatto
e di piacer le vibrano le terga.

Il flutto su la faccia la percuote;
ma rimane godendo ella in quell'atto
fin che l'alta marea non la sommerga.

Gabriele D'Annunzio
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Quando prona, co'1 ventre ne l'arena, nuda si lascia a'1 conquistare lento de le maree, non dunque a luna piena ella è una grande statua di argento? Venere Callipige in una oscena posa. Scolpiti...
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"Stringiti a me"

17 aprile 2011 ore 18:40 segnala
Stringiti a me, abbandonati a me, sicura.
Io non ti mancherò e tu non mi mancherai.
Troveremo, troveremo la verità segreta
su cui il nostro amore potrà riposare per sempre,
immutabile.
Non ti chiudere a me, non soffrire sola,
non nascondermi il tuo tormento!
Parlami, quando il cuore ti si gonfia di pena.
Lasciami sperare che io potrei consolarti.
Nulla sia taciuto fra noi e nulla sia celato.
Oso ricordarti un patto che tu medesima hai posto.
Parlami e ti risponderò sempre senza mentire.
Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene!

GABRIELE D'ANNUNZIO
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Stringiti a me, abbandonati a me, sicura. Io non ti mancherò e tu non mi mancherai. Troveremo, troveremo la verità segreta su cui il nostro amore potrà riposare per sempre, immutabile. Non ti chiudere a me, non soffrire sola, non nascondermi il tuo tormento! Parlami, quando il cuore ti si...
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"Ode al suo aroma"

30 ottobre 2010 ore 14:40 segnala
Mia dolce, di che profumi,
di quale frutto,
di quale stella, di quale foglia?
Vicino
alla tua piccola orecchia
o sulla tua fronte
mi chino,
inchiodo
il naso tra i capelli
e il sorriso
cercando, conoscendo
l'origine del tuo aroma:
è dolce, ma non è fiore,
non è la pugnalata
del garofano penetrante
o impetuoso aroma
di violenti gelsomini,
è qualcosa, è terra,
è aria,
legna o mele,
odore della luce sulla pelle,
aroma
della foglia dell'albero della vita
con polvere di strada
e freschezza di ombra mattutina
nelle radici,
odore di pietra e fiume,
ma più simile a una pesca,
al tiepido pulsare segreto
del sangue,
odore
di casa pulita
e di cascata,
fragranza di colomba
e chioma,
aroma della mia mano
che ha percorso la luna
del tuo corpo,
le stelle
della tua pelle stellata,
l'oro,
il grano,
il pane del tuo contatto,
e lì,
nella longitudine
della tua luce folle,
nella tua circonferenza di giara,
nella coppa,
negli occhi dei tuoi seni,
tra le tue grandi palpebre,
e la tua bocca di schiuma,
in tutto lasciò,
lasciò la mia mano
odore d'inchiostro e selva,
sangue e frutti perduti,
fragranza
di pianeti dimenticati,

il mio stesso corpo
immerso
nella freschezza del tuo amore, amata,
come in una sorgente
o nel suono
di un campanile,
lassù
tra l'odore del cielo
e il volo degli ultimi uccelli,
amore,
odore,
parola
della tua pelle, della lingua
della notte nella tua notte,
del giorno nel tuo sguardo.
Dal tuo cuore
sale il tuo aroma,
come dalla terra
la luce fino alla cima del ciliegio:
nella tua pelle io trattengo
il tuo battito
e aspiro
l'onda di luce che sale,
la frutta immersa
nella sua fragranza,
la notte che respiri,
il sangue che percorre
la tua bellezza
fino ad arrivare al bacio
che mi aspetta
sulla tua bocca.
P. Neruda
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Mia dolce, di che profumi,di quale frutto,di quale stella, di quale foglia?Vicinoalla tua piccola orecchiao sulla tua frontemi chino,inchiodoil naso tra i capellie il sorrisocercando,...
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"Due corpi"

20 ottobre 2010 ore 16:49 segnala

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due onde 
e la notte è oceano. 

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due pietre 
e la notte deserto. 

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte radici 
nella notte intrecciate. 

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte coltelli 
e la notte lampo.

Octavio Paz

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Due corpi, uno di fronte all'altro,sono a volte due onde e la notte è oceano. Due corpi, uno di fronte all'altro,sono a volte due pietre e la notte deserto. Due corpi, uno di...
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"Nuda sei semplice"

18 ottobre 2010 ore 19:03 segnala
Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.
Nuda sei azzurra come la notte a Cuba, 
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla 
come l'estate in una chiesa d'oro.
Nuda sei piccola come una delle tue unghie, 
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo. 
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

- Pablo Neruda

"Le isole fortunate"

06 luglio 2010 ore 10:30 segnala

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
È la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.

E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.

Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c'è il mare. 

Pessoa

"Quando nasce"

10 maggio 2010 ore 10:16 segnala
Quando nasce un amore non è mai troppo tardi
scende come un bagliore da una stella che guardi
e di stelle nel cuore ce ne sono miliardi
quando nasce un amore, un amore.
Ed è come un bambino che ha bisogno di cure
devi stargli vicino devi darli calore
preparargli il cammino il terreno migliore
quando nasce un amore, un amore.
E' un emozione nella gola da quando nasce a quando vola
che cosa c'è di più celeste di un cielo che ha vinto mille tempeste
che cosa c'è se adesso sento queste cose per te
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.
Ti fa bene, ti piace questa voglia di dare
e ti senti capace non ti puoi più fermare
come un fiume alla foce che si getta nel mare
quando nasce un amore, un amore...
E' l'universo che si svela quante parole in una sola
amore mio immenso e puro ci penso io a farti avere un futuro
amore che sta già chiedendo strada tutta per sè
farò di te la mia estensione farò di te il tempo della ragione
farò di più farò tutte le cose che vuoi fare anche tu.
...Sì...
quando nasce, quando nasce un amore.

"Sempre"

28 marzo 2010 ore 18:24 segnala
Ciò che è tramuta sempre in qualcos'altro.