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situazione del Bangladesh

stephan68 29 gennaio 2012 ore 15.53
Per iniziare il Bangladesh è lo Stato natale di Taslima Nasrin, che è dovuta scappare dal suo paese dopo la pubblicazione nel 1994 del libro “Lajja” (vergogna), dopo aver subito minacce di morte da parte dei fondamentalisti islamici ed il bando del suo libro da parte dello stato (ma anche un mandato di arresto per accusa di blasfemia); il libro parla delle vessazioni subite dalla minoranza hindu in Bangladesh. Inoltre dal 1999 ad oggi nel Bangladesh sono stati registrati 2.496 casi di attacchi portati con l’acido contro bambine e donne, per lo più, dai 18 ai 34 anni. E’ anche lo stato che nel 2010 ha visto almeno 249 donne uccise a causa di problematiche legate alla dote.
La costituzione del 1972 prevedeva uno stato laico, tuttavia nel 1988 è stato inserito un emendamento che dice “l’Islam è la religione ufficiale della Repubblica, anche se le altre religioni possono essere praticate in pace e armonia” e questo ha portato poi ad una progressiva islamizzazione dello stato ed a tensioni sociali, dovute anche ad una progressivo aumento della pressione dei gruppi islamici.
In questo contesto non stupisce che anche per i cristiani la vita lì sia difficile:
nel 2011 l’attivista cristiano William Gomes, giornalista freelance e attivista per i diritti umani nonché membro dell’Asian Human Rights Commission (Ahrc) e fondatore della Christian Development Alternative (un’organizzazione umanitaria), è stato sequestrato, torturato da sconosciuti e minacciato di morte assieme alla sua famiglia. Già nel 2009 il movimento di giovani musulmani “Chatra league” aveva indetto una marcia verso la casa di William Gomes per accusarlo di apostasia (dato che si era convertito al cristianesimo). Dopo il sequestro, mentre cercava di raggiungere Honk Kong per proteggere la sua vita è stato fermato dalle autorità nepalesi senza alcuna spiegazione ed è in stato di fermo a Kathmandu: secondo Subodh Pyakurel, dell’Informal Sector Service Centre, organizzazione nepalese per i diritti umani, le autorità non hanno il diritto di trattenere l’uomo in stato di fermo, “Quando ho parlato con le autorità dell’aeroporto per aiutare Gomes non mi hanno dato alcuna ragione concreta. La polizia non può impedirgli di raggiungere Hong Kong e non ha nemmeno il diritto di rimpatriarlo”.
Nel 2010 una banda armata di teppisti ha assaltato un attivista cattolico, leader di un’associazione che si batte per i diritti delle comunità indigene, ferendolo assieme alla moglie. Il fatto è avvenuto il 22 gennaio Netrokona, distretto del Bangladesh centrale. Sanjeeb Drong e la moglie Mitali Chisim stavano rientrando a casa, quando un gruppo di otto persone li ha attaccati, solo l’intervento del vescovo e di alcuni fedeli ha sventato il tentativo di assalto, che pare legato ai festeggiamenti per i 100 anni di una locale comunità cattolica.
Intervistato nel 2011 da AsiaNews, mons. Moses M. Costa, vescovo di Dinajpur (Bangladesh settentrionale), afferma “Le minoranze non sono nominate nella Costituzione e non godono di nessuna garanzia. Ecco perché la nostra gente non ha possibilità di sviluppo ed emancipazione. Tribali ed altre minoranze devono competere con la maggioranza musulmana in ogni aspetto della vita e non hanno l’adeguata formazione per poter affrontare una simile difficoltà”.
Nel 2009 la comunità cattolica di Solepur, parrocchia di Dhaka con più di 3mila fedeli, è stata per settimane nel mirino di bande armate musulmane. Esse commettono crimini di ogni genere e la polizia, nonostante le denunce, non è mai intervenuta per fermare le violenze. La storica chiesa di San Giuseppe, costruita nel 1850, è uno dei luoghi di culto più antichi e ricchi di storia del Bangladesh, oltre che il centro della parrocchia di Solepur, a Dhaka. Già nel 1997 una folla di estremisti islamici aveva preso di mira l’edificio, minacciando di abbatterlo e sradicare la presenza dei cristiani, oggi sono i fedeli della parrocchia ad essere vittima delle violenze delle bande islamiche.
Il 19 febbraio 2010 nell’upazila di Baghaichhari nel sud-est del Bangladesh, soldati – intervenuti per sedare gli scontri fra le fra le minoranze tribali e i coloni bangladeshi – hanno bruciato tre chiese, una pagoda buddista, picchiato i fedeli e incendiato 41 case. Più di 500 famiglie – per un totale di 1800 persone – si nascosero nella foresta nel timore di nuovi assalti.
Nel 2010 una folla di oltre 500 musulmani estremisti ha attaccato la chiesa cattolica di Cristo Salvatore a Boldipukur, nell’upazila di Mithapukur, divisione di Rangpur.
Si registrano nel corso degli anni casi di violenze o uccisioni dovute a conversioni dall’islam al cristianesimo, come nel caso di moglie e figlia di Aminul Islam picchiate perché convertite al cristianesimo oppure Gani Mondol, un medico convertito al cristianesimo, ucciso da militanti musulmani.
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Per iniziare il Bangladesh è lo Stato natale di Taslima Nasrin, che è dovuta scappare dal suo paese dopo la pubblicazione nel 1994 del libro “Lajja” (vergogna), dopo aver subito minacce di morte da parte dei fondamentalisti islamici ed il bando del suo libro da parte dello stato (ma anche un...
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29/01/2012 15.53.38
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