DESIDERIO E PAURA

20 marzo 2016 ore 00:07 segnala
Non mi piace questa casa.
Per la verità non mi è mai piaciuta.
Abito a pianterreno e le finestre senza inferriate danno su di un cortile interno.
Ora poi che vivo sola, dopo la morte dei miei genitori. non mi sento sicura.
Troppi i ricordi legati a questa casa e non tutti piacevoli.
Come la cantina, ho una paura ancestrale di quel luogo, legata ai miei ricordi di bambina... al ricordo dell’Uomo Nero che evocava sempre mia madre e che fa riemergere la paura e nel contempo il desiderio perverso di incontrarlo nel suo buio ripostiglio, nella sua infernale dimora.
Un incubo che mi ha accompagnato per tutta la fanciullezza e che tuttora mi perseguita.
Ho 49 anni, non ho un uomo, non ho mai avuto un uomo, un’avventura, un corteggiatore.
Sono scialba, incolore, gli uomini non mi vedono.
Solo una volta, il bello dell’ufficio, mi sistemò una ciocca di capelli e guardandomi negli occhi mi disse che avrei dovuto curare di più il mio aspetto.
Poi più nulla.
Sono stanca e nervosa … stasera più del solito.
Sarà questo vento che sibila, che fa tintinnare i vetri delle finestre e strapazza la quercia in mezzo al cortile.
Mi tolgo la maglia e mentre me la sfilo all’improvviso mi pare di vedere come un’ombra nera che mi scruta da fuori, impaurita abbasso subito la tapparella.
Sento un rumore che proviene dall’altra stanza e come entro distinguo chiaramente dietro i vetri una sagoma scura che poi scompare.
Presa dal panico corro ad abbassare tutte le tapparelle e ogni volta quell’ombra è lì che anticipa le mie mosse per poi sparire..
Oddio! la finestra del bagno è aperta, mi precipito, spingo per chiuderla, ma una forza si oppone, non riesco, mi appoggio col peso e finalmente, a fatica, riesco a chiuderla.
La porta, debbo chiudere la porta a doppia mandata… debbo farlo…. subito.
Le chiavi... dove ho messo le chiavi, nello zainetto, no, non ci sono, dove le ho messe… nel piattino… ecco si nel piattino.
Le prendo ma mi tremano le mani.
La chiave, quella lunga e stretta… provo ad infilarla… la mano non è ferma e la chiave non entra …ma perché non entra?
Ma certo, perchè c’è un’altra chiave già infilata dall’altra parte che gira….
La porta si muove, si apre lentamente, sono paralizzata, tremante, mi cadono le chiavi e prima che possa rendermene conto lui è lì davanti a me.
Chiude la porta alle sue spalle, avvolto nel suo mantello nero mi guarda, mi penetra spietato, gli occhi brillano malvagi.
E’ qui per me, lo so.
«Mi aspettavi vero? ».
Mi sussurra con voce ruvida, mi afferra per un braccio, apre la porta della cantina e mi trascina.
Gli occhi sbarrati, incapace di emettere un suono mi lascio condurre.
Mi riassale, improvviso, quello strano intreccio misto di desiderio e paura mentre la sua voce cantilenante ripete:
«Lo so cosa vuoi da me, lo so…lo so….»
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Non mi piace questa casa. Per la verità non mi è mai piaciuta. Abito a pianterreno e le finestre senza inferriate danno su di un cortile interno. Ora poi che vivo sola, dopo la morte dei miei genitori. non mi sento sicura. Troppi i ricordi legati a questa casa e non tutti piacevoli. Come la...
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20/03/2016 00:07:32
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Commenti

  1. Alisia4ever 20 marzo 2016 ore 13:19
    allucinazione, fantasia che diventa realtà o desiderio represso?
    bentornato, ser
  2. klardiluna 20 marzo 2016 ore 18:47
    Talvolta la suggestione, fa brutti scherzi. Essere soli, in determinate condizioni psicologiche e...ambientali, può scatenare chissà quali paure e ...desideri repressi. :mmm

    ahhhhhh...avevamo ragione ad insistere, ;-) ed è piacevole vederti "ricominciare"...a scrivere qui :-)
    ciaooooooo :bye
  3. Edelvais63 21 marzo 2016 ore 21:07
    Desideri repressi che nella solitudine prendono forma e fa paura abbandonarsi ad essi. Bentornato..Ros

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