Strana domenica

04 marzo 2018 ore 16:52 segnala


Innanzitutto c’è il sole e questa sembra essere una novità positiva. Anzi credo proprio che lo sia. Non che nelle scorse settimane di questo inverno il sole non si sia visto ma, proprio oggi, proprio oggi che si vota e che sembra che nella maggior parte dei seggi il flusso degli aventi diritto pare aumentato di colpo, non so… sembra che la gente abbia veramente voglia di sole, di poter respirare in un paese davvero nuovo, con delle prospettive, con un cazzo di futuro avanti a se.

Domenica strana perché mentre sei in videochiamata per la prima volta con i tuoi genitori e si parla di calcio anche questa volta, vieni ad apprendere che il giocatore simbolo della tua squadra se n’è appena andato a 31 anni. Nodo in gola.

Domenica strana perché mentre pensi al tuo giocatore che non c’è più guardi il calendario per caso e realizzi che oggi è il 4 di Marzo ed inevitabilmente pensi a Lucio, un’altro nome immenso del patrimonio musicale mondiale che se n’è andato troppo presto. Troppo presto come tutte quelle persone che hanno dato tantissimo e che ancora avrebbero potuto dare molto agli altri e al mondo. E ti incazzi perché invece chi ha fatto solo i propri porci comodi sulle spalle del prossimo e ancora si presenta col suo bel faccione in tv per prenderci ancora per il culo è ancora li. Quasi come se i problemi nella vita appartengano solo agli altri.

Domenica strana.

LA VITA È ADESSO.

Io da sempre...

18 novembre 2017 ore 21:40 segnala


...sono indifeso contro la #TENEREZZA.
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Rigidità

01 novembre 2017 ore 17:32 segnala


Mi hanno rimproverato per la seconda volta di essere troppo rigido, soprattutto con me stesso, che dovrei ammorbidirmi un po'. La prima volta qualche anno fa e non ricordo bene il frangente ne tanto meno chi me lo disse e l'ultima volta qualche giorno fa.
Erano due donne. Completamente diverse da loro.
Ebbene, sappiate una cosa... avete ragione.

Il verbo che fa la differenza

28 ottobre 2017 ore 23:47 segnala


Oggi, mi sono imbattuto in questo messaggio postato da una amica su un altro noto social network. Ho rielaborato la frase e i è venuto subito da pensare proprio in questo caso, un verbo può davvero fare la differenza, così le ho risposto che "Quello che conta è NON ESSERE soli... perchè si può STARE soli e spesso non è nemmeno poi cosi male e ci vuole ogni tanto, ma ESSERE soli è una cosa tremenda, perchè ti può uccidere.

Facciamoci attenzione.
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Qualche consiglio dal web

21 ottobre 2017 ore 21:35 segnala


Tempo fa, nei meandri di Facebook, ho scoperto un tizio che faceva video "motivazionali" in maniera abbastanza originale. Oramai vanno molto di moda questi Youtuber che hanno la ricetta per tutto, che sanno tutto della vita e che sono seguiti da milioni di persone con milioni di like e milioni di condivisioni.
Al primo sguardo ho pensato che fosse soltanto uno dei tanti ma poi mi sono fermato a guardare un suo video in particolare. Ho avuto la conferma che sia solo uno dei tanti e lo penso tuttora ma il contenuto di quel video, all'epoca, mi è stato molto utile.
Ho trovato i suoi consigli molto utili per evitare di "farmi il fegato marcio" quando ho a che fare con gli altri, soprattutto quando vivo una relazione con un'altra persona.
Condivido con piacere quei suoi consigli sperando di fare cosa gradita a chi ci si riconosce e non riesce a trovare soluzione e quindi pace e serenità.
Buona sabato!


#1 - Evita di pensare di poter prevedere i comportamenti futuri degli altri

#2 -
Evita di presumere di essere nella testa degli altri, associandone i comportamenti a tue conclusioni del tipo: "Se fa così allora significa che..." perché ti rovini la vita. Piuttosto chiediti: "Sono proprio sicuro che sia così? Ho tutte le prove certe che sia così oppure è soltanto un film della mia mente?"


#3 -
Evita di passare giornate intere con il muso o con la faccia spenta, pensando di essere una persona seria, perché invece trasmetti seriamente solo negatività e a stare così ti perdi endorfine, serotonina e ossigeno che invece hai quando sorridi.


#4 -
Evita di preoccuparti di cose che non sono ancora accadute, perché altrimenti prepari la tua mente, che poi ci crede come fosse già accaduto; piuttosto prepara la tua mente a come vuoi che vada.


#5 -
Evita di pensare, scrivere, raccontare ogni giorno, ogni minuto, per tutto l'anno le tue sfortune e i tuoi errori, perché ogni volta che lo fai spegni un neurone tuo e di chi ti sta accanto, perché inquini il tuo ambiente e poi non lamentarti che vivi in un ambiente negativo. Piuttosto fissati su quello che hai, fissati su quello che funziona della tua vita e su come usarlo, iniziando ad evitare anche soltanto uno dei 5 punti. La tua mente ne trarrà sollievo e vedrà uno spiraglio di serenità.


Fonte : web. T.T.
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21/10/2017 21:35:54
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La felicità

21 ottobre 2017 ore 21:05 segnala


Non affidiamo mai e poi mai la nostra felicità nelle mani di nessuno.
Non permettiamo mai che possa dipendere da qualcuno, anche se siamo follemente innamorati di questa persona.
Cerchiamola e troviamola piuttosto dentro di noi perché è li, nascosta da qualche parte ma c'è ed aspetta solo di essere portata fuori, alla luce.
Allora si, potremo coinvolgere gli altri nella Nostra felicità e permettere loro di contribuirne a loro modo ma mai, ripeto mai lasciare che dipenda totalmente dagli altri perché per qualsiasi motivo, anche giustificato le persone possono sparire dalla nostra vita e con loro la nostra felicità... e allora saremmo davvero fottuti.
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E dopo il caffè...

15 ottobre 2017 ore 10:23 segnala


…per me che non ho la necessità di farla tutte le mattine,
il momento della “barba” diventa un rituale…un piacere.
Quello è uno di quei momenti in cui mi sento veramente mio coccolandomi e volendomi bene.
Il tutto avviene nello spazio di una sola decina di minuti, in cui coesistono due protagonisti : il “me” che sta al di qua dello specchio…ed il “me” che sta dall’altra parte… quello che sarò e che sto per trattare con molta cura e passione…
Prima di tutto è necessario controllare che tutti gli attrezzi e l’ambientazione siano corretti ed al loro posto, quindi, un rapido sguardo e… si : il rasoio, puntualmente uno di quelli con le lame usa e getta; la schiuma da barba alla fragranza di mentolo/eucaliptolo, che a cose fatte mi lascia quella sensazione di “schiaffo di montagna” sul viso; il dopobarba in gel, perché detesto quelli a base alcoolica; la finestra spalancata sulla destra, perché l’unica lampadina che ho in bagno è posizionata sulla sinistra e mi crea quella fastidiosa ombra che non mi permette una buona visuale specie nella parte inferiore sinistra della mandibola.. e dulcis in fundo, anzi, dulcis in SOTTOfundo, la musica… sempre lei al centro della mia quotidianità!
L’ultima volta ho optato per un album live di Miles Davis degli anni ’50…
Mentre le note di Miles cominciano riempire l’aria… il mio viso umido accoglie le prime passate di schiuma densa e profumata che mi creano una sorta di “barba” posticcia, quasi come quella di Natale… una barba per farsi la barba!!
Quando sono riuscito a corpire tutte le zone interessate, facendo attenzione allo spazio fra il labbro superiore ed il naso… brandisco con decisione e delicatezza allo stesso tempo, lo strumento che sta x farmi diventare il “me” dell’altra parte dello specchio…
Sento scorrere lentamente come in una danza, le lame sulla pelle e dove prima la “barba” posticcia mi disegnava un manto pianco…ora affiora sempre più nella, la linea liscia e vellutata della mia nuova pelle…
Con precisione certosina, completo il quadro come un pittore che finisce di riempire di azzurro il cielo…
Prendo il tubetto del gel… ne verso una piccola quantità sul palmo della mano che va subito a strofinarsi contro la sua gemella, l’una contro l’altra e contemporaneamente si poggiano sul mio viso, fondendo la loro pelle e il gel con la pelle del mio viso….
… e so di nuovo… so di buono… sono un altro!
Quello che vedo nello specchio ora è il mio alter ego pronto ad affrontare il mondo la fuori…
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Questa è...

14 ottobre 2017 ore 20:25 segnala


…musica per le mie orecchie!!
Apro gli occhi lentamente e con immensa fatica…
Il conto delle ore non dormite oramai ha raggiunto cifre veramente esorbitanti ed il mio “debito pubblico” di sonno col mio corpo è oramai a livelli “italiani”!!
Mi metto a sedere nel letto, avvolto dall’assenza di luce della mia camera… porto addosso ancora il profumo delle lenzuola pulite cambiate di fresco e gli inevitabili segni della nanna, che gentilmente la federa del mio cuscino, mi imprime a sigillo sulla faccia… per rendere pubblico al mondo che questo cretino si è svegliato da poco…
Mi alzo con la velocità di un bradipo assonnato e comincio a trascinarmi verso la cucina cercando di fare attenzione a non lasciare attaccate agli spigoli dei mobili le mie povere dita dei piedi… sfioro la parete e click… la luce è!!
Apro l’antina della dispensa, afferro con la forza di un budino il contenitore già pregno del tuo profumo, lo apro e… ti respiro… a pieni polmoni!
Penso tu abbia uno dei profumi più eccitanti ed inebrianti del mondo… sei superato solo dal profumo della pelle delle donne e dal profumo del legno della mia “fedele” amica di sempre…
Ti prendo, con delicatezza e seguo con attenzione il percorso che dal barattolo, tua dimora attuale, ti porta al filtro, tua dimora finale e definitiva… e a piccole dosi, che con il tempo e l’esperienza ho imparato a calibrare, ti adagio e ti do forma, come un bimbo che giocando con la sabbia del mare, da forma e sostanza al castello..
Con movimento rotatorio e regolare, chiudo subito l’involucro che ti contiene ora in modo da non far disperdere quel tuo unico e prezioso aroma e una volta bloccato, ti appoggio sul centro sul cuore di fuoco…e attendo, ansioso, voglioso, trepidante e bisognoso di averti dentro me, di gustarti, di farti passare in rassegna sulla mia lingua, ancora intorpidita dalla notte appena passata!
Dopo pochissimi minuti di danza cadenzata e costante dell’elemento azzurrognolo ecco che la sento… ne sento il suono e ne sento il profumo unico…
Sembra arrivare da lontano… come i tamburi di guerra nelle foreste africane… ed è musica che cresce costantemente fino ad esplodere in un trionfo di odore, suono e liquido caldo…
Arresto la danza del fuoco che si disperde nei vapori caldi di questa “eruzione” e ti libero dopo la tua metamorfosi che da forma solida ti ha trasformato in una splendida e gustosa forma liquida.
Affondo ora il cucchiaino nello zucchero o dopo averne versato due dosi nella tazzina ti verso con dolcezza e precisione e comincia la seconda musica a cui non resisto: il suono scandito e ritmato del cucchiaino contro le pareti della tazzina…
Questo suono viene amplificato dal silenzio delle 5.30 del mattino… è la mia sveglia ufficiale, il mio campanello di inizio giornata!
Finita la danza, ti avvicino alle mie labbra e con estrema delicatezza ti faccio mio… ti posseggo facendoti passare attraverso la mia bramosa bocca e ti assaporo con la precisione e la passione di un sommelier…
Testo la tua temperatura e ti ascolto scivolare dentro il mio corpo e ridare vigore e forza alle membra ancora fiacche…
Dopo pochi istanti sento che cominci a fare effetto e con rinnovata forza premo il pulsante di accensione del mio motore e mi muovo a passi decisi verso il seondo rituale della giornata… la barba!
Il caffè… questa è musica per i miei sensi!!
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« immagine » …musica per le mie orecchie!! Apro gli occhi lentamente e con immensa fatica… Il conto delle ore non dormite oramai ha raggiunto cifre veramente esorbitanti ed il mio “debito pubblico” di sonno col mio corpo è oramai a livelli “italiani”!! Mi metto a sedere nel letto, avvolto dall’a...
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La carezza

08 ottobre 2017 ore 20:21 segnala


Ho assistito questo pomeriggio ad una scena molto tenera che mi ha commosso: un'auto si è fermata nel parcheggio accanto al centro commerciale e ne sono scesi una coppia di signori sulla sessantina. Al primo sguardo e sentendo qualche parola scambiata tra di loro ho pensato che non si trattasse di quelle persone molto particolarmente colte, paesanotte, che vanno in città saltuariamente per fare la spesa. Hanno aperto la portiera posteriore e con cura hanno fatto uscire una ragazza down, molto probabilmente figlia loro. L'hanno sistemata un po', le hanno abbottonato bene la giacchetta e messo in ordine i capelli. Poi la mamma le ha dato una carezza sul viso e le ha schioccato un bacio sulla guancia. Ho pensato che sono questi i modelli. Questi sono i Vip nel pieno significato del termine. Chissà da quanto tempo questi genitori si sono dedicati a questa ragazza in maniera totale, giorno dopo giorno, gesto dopo gesto... e sono ancora li. Per lei. Quella carezza mi ha piegato. In quella carezza era concentrata una quantità di amore che probabilmente io nemmeno posso immaginare. Grazie per questo meraviglioso gesto.
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« immagine » Ho assistito questo pomeriggio ad una scena molto tenera che mi ha commosso: un'auto si è fermata nel parcheggio accanto al centro commerciale e ne sono scesi una coppia di signori sulla sessantina. Al primo sguardo e sentendo qualche parola scambiata tra di loro ho pensato che non s...
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Piccole conquiste ogni giorno...

01 ottobre 2017 ore 12:51 segnala


...di questo è fatta la mia vita oggi. Ho deciso che questa deve essere la mia linea guida e sembra che in questo modo riesca a godermi di più tutto quello che la vita mi presenta ogni giorno.
Un esempio banale può essere l'etichetta col mio nome sulla scarpiera di reparto o la chiavetta della macchinetta del caffè. Piccole cose che giorno dopo giorno mi aiutano a sentirmi sempre più parte del nuovo ambiente lavorativo e che mi danno l'idea di aver raggiunto piccoli traguardi, piccole tappe non sempre scontate che possono apparire davvero banali ma che dietro hanno un vissuto. Il mio.
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« immagine » ...di questo è fatta la mia vita oggi. Ho deciso che questa deve essere la mia linea guida e sembra che in questo modo riesca a godermi di più tutto quello che la vita mi presenta ogni giorno. Un esempio banale può essere l'etichetta col mio nome sulla scarpiera di reparto o la chia...
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