Alle Poste...

06 maggio 2017 ore 13:09 segnala


Mi sono ritrovato proprio ieri a spedire una lettera ad una mia cara amica con la quale abbiamo deciso di cominciare una corrispondenza epistolare, per il semplice gusto di riprovare le stesse emozioni che vivevamo prima di scoprire le varie email e sms del caso.
L'impiegata allo sportello, a occhio e croce una signora di circa 55 anni, leggendo l'indirizzo di recapito, mi chiede se la lettera debba arrivare in Olanda (scritto The Netherlands così come indicatomi dalla mia amica).
Le confermo l'esattezza del recapito e mi sento dire: "Senta, può scriverci sotto anche Olanda?". Chiedo il perché e mi sento rispondere: "Sa, non si sa mai, è per evitare problemi. Magari qualcuno si sbaglia o saltano fuori problemi per la consegna". Ovviamente ho replicato che molto probabilmente l'unico problema che si può riscontrare è che i loro impiegati o addetti alle consegne non sanno leggere oppure non sanno che The Netherlands significhi Olanda e che, mi spiace per loro, ma tutto ciò nel 2017 è assolutamente inaccettabile. L'impiegata mi risponde dicendo :"Ma io lo dico per lei". Le ho fatto notare che anche quello che mi dice lei non è affatto bello visto che conferma la mia versione.

Questo è stato solo un episodio di poco conto ma è tristemente la fotografia del lavoro, delle competenze e della professionalità in questo Paese. Soprattutto nel settore degli impieghi statali e dei servizi.

Siamo decisamente messi male.

La politica

04 maggio 2017 ore 16:12 segnala


Non amo molto parlare di politica. Penso sia un tema che non possa mettere d'accordo nessuno se non del proprio colore, partito o comunque, solo se la si pensa già più o meno allo stesso modo. E' difficilissimo essere obiettivi, aperti alle idee altrui ma soprattutto ad accettare che esistano persone che pensano anche in maniera completamente opposta alla nostra e che hanno tutto il diritto di farlo e di essere rispettate per questo. Arrivare al rispetto reciproco delle proprie idee sarebbe già un grande successo che pare comunque lontanissimo.

In questi giorni, in molti comuni come il mio, ci saranno le elezioni amministrative per eleggere il nuovo sindaco o eventualmente, confermare quello già in carica.
Da mesi, i candidati si fanno guerra a suon di slogan, di banchetti e di comparsate nelle tv locali o in giro per la città. Da mesi, stando a quel che dicono, il cittadino e la loro città sono beni preziosissimi che hanno il diritto di cambiare ed avere una città all'altezza delle loro aspettative... ma in particolar modo, hanno diritto ad una città migliore di quella che lascia l'attuale amministrazione o che potrebbe dar loro un concorrente di qualche altra fazione politica.
Il confronto si basa, si è sempre basato e sempre così sarà, sul mettere nel piatto i difetti degli altri. Anche a livello nazionale è così. Da sempre.
Quello che conta è far leva sugli aspetti negativi degli "avversari" piuttosto che dare risalto al proprio programma (sempre che se ne possegga uno serio) o alle proprie qualità (sempre che se ne abbia di valide).

E' più semplice dire: "tu non sai fare questo e quello" piuttosto che dire: "Abbiamo intenzione di fare questo e quello perché....!!". Ci vuole anche un perché e ben documentato.

Prima ho messo di proposito la parola avversari tra virgolette; è così che si viene definiti ora, avversari. Piuttosto che collaborare per il bene comunque, quel che conta è vincere contro gli avversari. E anche la parola vincere la trovo assolutamente fuori luogo. Fa capire assolutamente quali siano le reali intenzioni di chi si mette in corsa.
E comunque, essere chiamati avversari è ne più ne meno che la stessa cosa di essere titolati come gufi, anti-politici o populisti, solo perché si ha un pensiero diverso e si è in disaccordo.

Che amarezza profonda.

La dignità

02 maggio 2017 ore 18:34 segnala



Si è vero, si tratta solo di finzione scenica ma, quante volte ci sarà capitato di assistere a cose del genere? Quante volte ci sarà successo di essere protagonisti di scene simili? Quante volte abbiamo calpestato, denigrato, offeso, umiliato altre persone di cui magari non conoscevamo nemmeno il nome? Oppure, viceversa, quante volte ci siamo ritrovati noi nella posizione di subire tale cosa?
Non si può tollerare un comportamento simile. Non si può passare sopra. Non si può lasciar correre.
La dignità di un essere umano, uomo o donna, adulto o bambino è sacra. E' imprescindibile. Più della sua libertà.
Umiliare una persona la trovo cosa dannatamente spregevole. Un atto da condannare immediatamente.
Mi provoca sempre una stretta allo stomaco. Non sarei in grado di farlo e se lo facessi vivrei come se avessi ucciso qualcuno.
Forse dovrei e dovremmo pensare tutti un po' di più e chiederci: "Ma chi sono io? Chi credo di essere?"
Non dovrebbero mai esistere Ezra Turner. Mai più.
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« immagine » https://www.youtube.com/watch?v=REsJgSHCEMc Copiate ed incollate il link che ho condiviso qui sopra. E' una scena piuttosto nota di un altrettanto noto film. Si è vero, si tratta solo di finzione scenica ma, quante volte ci sarà capitato di assistere a cose del genere? Quante volt...
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02/05/2017 18:34:10
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Non ci siamo ancora...

27 aprile 2017 ore 15:40 segnala



Per niente.
Mi sto auto convincendo di fare un buon lavoro ma senza riscontri, senza confronti è quasi impossibile averne la certezza.
Ti ho sentita un paio di giorni fa e fino a 2 secondi prima di ricevere il suo messaggio, la mia convinzione era piuttosto solida. Poi è bastato quel breve testo di pochissime righe per farmi tornare coi piedi per terra e farmi capire che non sono ancora riuscito ad andare oltre.
Si va bene, ammetto che in fondo mi abbia fatto molto piacere sapere che tu ed i tuoi cari stiate tutti bene e sentirti dire che mi leggi su Facebook mi fa capire che questa volta non mi hai eliminato del tutto. Non sono certo di voler veramente cancellare tutti i ricordi però è l'unica cosa che posso fare al momento per non guardarmi indietro.
Qualcuno mi disse che una volta trovata un'altra persona che mi stia accanto tutto passerà più in fretta e più semplicemente: può anche essere così ma come farò a capire che quella persona non l'avrò scelta solo come chiodo scaccia chiodo? Non la trovo una cosa corretta e per natura non potrei mai cominciare una storia nuova così.
Per ora so solo che nonostante siano passati un pò di mesi, io sono ancora qua come prima.
Non ci siamo ancora.
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« immagine » Per niente. Mi sto auto convincendo di fare un buon lavoro ma senza riscontri, senza confronti è quasi impossibile averne la certezza. Ti ho sentita un paio di giorni fa e fino a 2 secondi prima di ricevere il suo messaggio, la mia convinzione era piuttosto solida. Poi è bastato que...
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L'incontro

24 aprile 2017 ore 11:53 segnala


(...)Lei si avvicinò decisa a lui e si strinse in un abbraccio al suo corpo. Si erano toccati. Lui la avvolse subito in una stretta che la fece sentire quasi in trappola ma era quella che desiderava. Voleva sentire il calore di quel cuore che batteva nel suo petto, al quale aveva appoggiato la testa e poterlo ascoltare, nel crescendo dei suoi battiti.
Si stavano abbracciando e nessuno dei due accennò una sola parola. Il silenzio della stanza ed il suono dei loro respiri quasi all'unisono erano tutto ciò che si poteva udire ed era tutto quello che volevano ascoltare in quel momento.
Lui sentì che anche lei strinse la presa, come se gli stesse chiedendo di non farla scappare, di tenerla li con se e d far durare quel momento il più a lungo possibile. Era il loro momento. Era il suo momento. Non aveva intenzione di rinunciarvi per nulla al mondo e lui cercò di farle capire, con quel suo abbraccio energico,che era li che voleva essere, solo li.
Mentre la sua mente si svuotava sempre di più ed il cuore cominciava a pulsare più velocemente, lei si rese conto che lui aveva appoggiato una mano sulla sua nuca, fra i capelli ed aveva cominciato ad accarezzarla, dolcemente e lentamente, cercando di sciogliere quella cosa che si era fatta circa mezz'oretta prima. Decise di non farsi troppe domande e lo lasciò fare, voleva gustarsi ogni istante. Ogni singolo respiro.
Si rese anche conto che mentre la stringeva a se e le accarezzava la testa, lui ebbe un'erezione che non cercò di nascondere e della quale, probabilmente, non si curò se lei avesse potuto accorgersi. Un sorrisetto accennato apparve sulle labbra di lei. In fondo quell'erezione le fece piacere che ci fosse. Erano tutti punti per la sua autostima.(...)
Lui cominciò. Lentamente e dolcemente le appoggiò fra i capelli, vicino l'orecchio, dei piccoli baci, uno dopo l'altro. Sempre lentamente. Stava testando la reazione di lei. Si avvicinò sempre con le labbra al lobo dell'orecchio destro, lo baciò e lo mordicchiò brevemente e prese a baciarle la guancia, lievemente. Quasi assaggiandone il sapore. Un momento lento, controllato, lieve.
Si avvicinò alle labbra di lei e non smise di baciarla.(...)

Tratto dal racconto breve L'incontro
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« immagine » (...)Lei si avvicinò decisa a lui e si strinse in un abbraccio al suo corpo. Si erano toccati. Lui la avvolse subito in una stretta che la fece sentire quasi in trappola ma era quella che desiderava. Voleva sentire il calore di quel cuore che batteva nel suo petto, al quale aveva app...
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Le app per incontri

20 aprile 2017 ore 13:07 segnala


Ne ho utilizzate diverse in questi anni e non starò qui a fare nomi o pubblicità e le trovo degli ottimi strumenti (se saputi usare bene!) per entrare in contatto con persone di cui altrimenti ignoreremmo perfino l'esistenza. Io le uso per questo, per avere l'occasione di entrare in contatto con qualcuno in maniera più semplice e diciamo anche "sicura".
Funziona così, almeno in base alla mia esperienza : si scarica l'app sul telefono o come in questo caso per chatta, ci si iscrive, compilando il proprio profilo, inserendo dati anagrafici, fotografia e una breve descrizione della propria persona, cercando di essere efficaci col minor numero di caratteri possibile. Spesso la foto non è quella di chi gestisce l'account oppure le info del profilo non corrispondo a quelle reali e li dipende molto dal grado di diffidenza che ognuno di noi ha nei confronti della società e del web (in questo caso nei confronti di queste app). Si scorrono le foto associate agli utenti e in base ai propri gusti, si clicca sul "Mi piace" o sulla "X" a seconda se ciò che abbiamo visto o letto sia di nostro gradimento e si procede oltre con la selezione. E' logico che in questa prima fase, l'aspetto fisico conta 10 su 10 nell'approccio perché non si può già sapere che tipo di persona si nasconda dietro quella foto, oppure, è fondamentale che la breve descrizione di se stessi non sia banale ma concisa e molto efficace, in modo da attirare tutta la curiosità dell'avventore e non farlo concentrare solo sull'aspetto fisico. Qualora un utente al quale abbiamo cliccato su "Mi piace" dovesse fortuitamente fare lo stesso con la nostra foto allora scatterebbe il famoso "Match" e li scatterebbe immediatamente la fase 2 che consiste nel poter finalmente comunicare tramite messaggi e capire davvero se sia il caso o meno di passare alla fase 3, l'incontro vero e proprio. Nel frattempo però per arrivare alla fase 3 è necessario arrivare ad una ulteriore fase che è quella dell'instaurare un rapporto di fiducia e rispetto reciproco vicendevole e che porterebbe allo scambio dei numeri di telefono e quindi al trasferimento delle chiacchierate su whatsapp... un mondo a parte dove poter essere raggiungibili più spesso e facilmente rispetto alla chat della app di incontri. Lo scambio dei numeri però avviene solo se si supera la soglia della banalità e ci si dimostra persone interessanti ed accattivanti. Dallo scambio dei numeri all'incontro effettivo il passo non è poi così lungo. Bene, diciamo che i due soggetti hanno trovato qualcosa dell'altro che a loro piace e decidono di incontrarsi, dopo essersi anche scambiati qualche foto e magari aver addirittura flirtato su whatsapp. Si presentano entrambi all'appuntamento belli tirati a lucido e gli scenari che si aprono sono 3:
    1.Si piacciono entrambi
    2.Uno dei due rimane deluso
    3.Entrambi rimangono delusi
Nel primo caso, la serata prende una piega piacevole, con domande sempre più importanti e magari intime e di certo, la comunicazione continua costante anche dopo essersi salutati, con la voglia di vedersi di nuovo.
Nel secondo caso, quello rimasto affascinato cercherà di approfondire il discorso ma dall'altra parte si troverà una specie di muro, che diraderà le risposte e la comunicazione su whatsapp. Le risposte saranno sempre più brevi, meno approfondite e la disponibilità alla conversazione verrà sempre meno finché chi si era invaghito coglierà il segnale e mollerà il colpo, deluso/a.
Nel terzo caso invece, la serata si concluderà quasi subito di comune accordo dopo essersi resi conto di averla passata entrambi col telefono in mano. Si saluteranno dicendosi "grazie della serata, ci sentiamo" ma pensando tutti e due "ma anche no!"

Per quanto m riguarda funziona così, è sempre andata così e probabilmente sarà sempre così... ma dopotutto penso anche che in fondo sia anche giusto. L'importante è cercare di avere sempre rispetto degli altri. Sempre.
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« immagine » Ne ho utilizzate diverse in questi anni e non starò qui a fare nomi o pubblicità e le trovo degli ottimi strumenti (se saputi usare bene!) per entrare in contatto con persone di cui altrimenti ignoreremmo perfino l'esistenza. Io le uso per questo, per avere l'occasione di entrare in ...
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20/04/2017 13:07:09
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Le cose belle

20 aprile 2017 ore 00:07 segnala


Si dice,
che le cose belle durino poco, sono quelle che finiscono subito.
Spesso però durano talmente poco, che non si ha nemmeno il tempo di accorgersi di quanto siano belle che sono già finite.
Io però, ho avuto la fortuna di rendermene conto di quanto fosse bella quella cosa, proprio mentre la stavo vivendo.
Ed ho capito, che tra tutte le cose belle che ho visto finire, tu...
SEI STATA LA PIU' BELLA.

Mi presento...

19 aprile 2017 ore 20:47 segnala


Chi sono?
A questo punto comincio a chiedermelo pure io...
Sono una persona che ha molte domande e che cerca di darsi anche delle risposte. Amo confrontarmi con le persone sopratutto quando dimostrano di avere un pensiero loro e non preso in prestito da frasi confezionate da altri. Mi piacciono le persone che sanno parlare e che ci tengono che venga fatto bene. Mi piacciono le persone stimolanti che parlano di idee e non di banalità o di cose sempre legate al passato. Mi piacciono le persone che si raccontano e che non hanno paura di farlo. Mi piacciono le persone che ti guardano dritto negli occhi anche se stanno piangendo. Mi piacciono le persone che ti fanno desiderare qualcosa e che si fanno desiderare, quelle che non concedono tutto e subito. Mi piacciono le persone con le belle mani e che le sanno usare bene, anche per parlare. Mi piacciono le persone che non alzano la voce, quelle che non hanno bisogno di travalicare per farsi ascoltare od imporsi. Mi piacciono tante persone ed è di quelle e con quelle che vorrei confrontarmi... ad armi pari.
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« immagine » Chi sono? A questo punto comincio a chiedermelo pure io... Sono una persona che ha molte domande e che cerca di darsi anche delle risposte. Amo confrontarmi con le persone sopratutto quando dimostrano di avere un pensiero loro e non preso in prestito da frasi confezionate da altri....
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19/04/2017 20:47:44
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