Daijobu

20 agosto 2019 ore 03:39 segnala

Solitamente, l'estate, proprio non la sopporto.
Mi chiudo in casa ancora più del solito, mangio pochissimo; ventilatori e condizionatori mi indolenziscono e a causa del caldo dormo in modo irregolare, passando il resto del tempo con dei mal di testa atroci.
Luglio è iniziato sotto i peggiori auspici, con una serie di problemi a cascata, proprio durante quei giorni di calura ed umidità impossibili. Sembrava di trovarsi nel febbricitante flashback di un reduce del Vietnam, l'Arno trasformato nel delta del Mekong, con l'aria immobile a sfidare qualsiasi tentativo di varcare la soglia di casa.
Alla fine è arrivato un weekend di vento, ad abbassare la temperatura di quasi dieci gradi, e le mie due inquiline sono volate con esso verso casa propria all'inizio di agosto. Padrona della casa finalmente vuota, mi sono aggirata per un po' come uno spettro prima di prendere confidenza con gli spazi di solito condivisi. Li ho puliti. Da sola, con i miei tempi, senza lo stress di dover finire prima che rientrasse qualcuno. Finite le cose commestibili rinvenute nello stanzino, ho fatto la spesa. Per ridurre le uscite, ho pianificato pranzi e cene. Ho acceso candele alla citronella nella luce strana delle sere estive, con il cielo blu e l'aria che vibra sempre di qualche festa lontana, canzoni o risate di una cena in terrazza.
Forse prendermi cura di me stessa e del mio ambiente in questo modo mi ha fatto meglio di quanto pensassi. Sto macinando serie tv e sono in pari con tutti gli anime che mi interessano di questa stagione estiva. Mi sono addirittura decisa a guardare uno di quelli particolarmente lunghi che ho in lista da un'eternità, ma che non inizio mai perché ho sempre paura che mi verrà a mancare la costanza per seguirlo... e sono quasi alla fine, avendolo apprezzato moltissimo. E poi ho scoperto Sora yori mo Tooi Basho, della scorsa stagione invernale, ambientato paradossalmente in Antartide, che mi ha particolarmente commossa in un modo sano e liberatorio ed è finito immediatamente nella mia lista dei preferiti.
Non mancano, ovviamente, delle ombre. Gli amici che tornano per le vacanze sembrano impossibili da vedere. Altri mi escludono automaticamente da cose che potrei fare anche io con loro, e anche se non dico niente non riesco a non prendermela e rimuginare. Per questo a volte sono stata nervosa: sveglia nella tenue frescura dell'alba, mi sono impuntata, come al mio solito, in lunghi monologhi litigiosi su whatsapp, per imporre la mia opinione, proprio con le poche persone con cui non vorrei mai litigare.
La mia stanza è un caos informe per i tentativi di attività inusuali, fra libri e tablet dispersi, cuffie e quaderni, penne e pennarelli, e abiti da lavare buttati in giro.
Di notte, mentre aleggia lo spettro dell'odore delle candele e io non riesco a dormire, mi è anche presa la malsana abitudine di cercare, su youtube, scene di anime e film che mi hanno particolarmente commossa. Ho scoperto che, quando sono nervosa, mi fa bene cercare di condensare tutto in un groppo in gola, per poi piangerlo fuori. Allora mi addormento, cullata dal brusio del condizionatore.
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« immagine » Solitamente, l'estate, proprio non la sopporto. Mi chiudo in casa ancora più del solito, mangio pochissimo; ventilatori e condizionatori mi indolenziscono e a causa del caldo dormo in modo irregolare, passando il resto del tempo con dei mal di testa atroci. Luglio è iniziato sotto i p...
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20/08/2019 03:39:02
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Commenti

  1. KibootoYume 21 agosto 2019 ore 02:48
    Resto, ancora una volta, preso dai tuoi monologhi… Me ne ricordo altri, ma questo è quello in cui anch’io, per l’atmosfera, mi riconosco. Perfino il caos della tua stanza fa eco a quell’ordinato caos della mia, in cui i libri si accatastano da sé in un spazio che mio e loro.
    «Ho scoperto che, quando sono nervosa, mi fa bene cercare di condensare tutto in un groppo in gola, per poi piangerlo fuori. Allora mi addormento, cullata dal brusio del condizionatore»… in immagini come questa, mi vedo riflesso…

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