Natale con i tuoi

31 dicembre 2017 ore 03:12 segnala


Queste feste sono state una strana sarabanda di pranzi e cene in famiglia.
Sono stata seduta a tavola con i parenti un numero imprecisato di ore, osservandoli mentre si divertivano come si potrebbero guardare dei pesci in un acquario: incantata, cercando di cogliere i colori e i ritmi di quel mondo attraverso una parete trasparente.
Da dove venga questa parete che mi divide da loro, me lo sono chiesta più volte. Quale fra le mie diversità e stranezze mi taglia fuori da tutte le conversazioni e i rapporti di un pranzo conviviale?
Una educazione diversa, con uno humor che non recepiscono?
O sono loro stessi che, a causa delle mie difficoltà passate, mi trattano come se fossi di vetro?
Forse è un misto indecifrabile di stonature che mi porto addosso e al pari di un odore fra animali, mi marchia come esterna al branco.
Sono introversa. Ma con alcune persone che conosco da una vita, come mia cugina, vorrei poter mettere da parte tutti gli anni che ci hanno divise, senza trovare questa barriera invisibile.
Invece fra i miei parenti in queste situazioni mi sento come uno strano oggetto che loro non sanno come maneggiare. Mi rivolgono un paio di frasi molto caute, poi non capiscono se le mie sono risposte o battute o forse il linguaggio senza senso di una pazza.
Quello che dico viene accolto spesso da un silenzio di valutazione; strappo una risata se l'intento è chiaramente “comico”, ma è come se ci fosse ogni volta uno sforzo di traduzione da parte loro.
Alla fine ripiego sempre nel mio ruolo, la ragazza taciturna e strana. E' comodo: posso battere in ritirata sul divano in barba a tutte le convenzioni sociali, e nessuno mi dice niente.
Sono comunque abbastanza fortunata, mi rendo conto, ad avere una famiglia ridanciana ancora intorno anno dopo anno e quasi al completo, pure se ognuno è sempre più carico di acciacchi e problemi. Alla fine sono argomenti in comune.
Anche se la vivo da spettatrice. E' un posto come un altro.
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31/12/2017 03:12:21
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Commenti

  1. Mr.Lawrence 02 luglio 2018 ore 03:32
    « Alla fine ripiego sempre nel mio ruolo, la ragazza taciturna e strana. E' comodo: posso battere in ritirata sul divano in barba a tutte le convenzioni sociali, e nessuno mi dice niente. »
    Io sono “quello strano” in famiglia, quello che non si interessa… ma sarà per indole o per età ormai è davvero così, alcuni ruoli si iniziano per gioco, per spirito di ribellione, per noia, per poi… diventare “te” e non più un ruolo.

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