
Seguiamo l’evolvere di questa chiacchierata.
Cesare: un tempo la donna andava a scuola per diventare sarta
Cesira: io sono molto brava…una sartina provetta.
Cesare: spiegami l’iter seguito da chi impara l’arte sartoriale
Cesira: anzitutto si devono disegnare dei modelli su carta.
Cesare: modelli di cosa?
Cesira: modelli delle varie parti dell’abito, con i quali si ritaglia poi la stoffa, i cui spezzoni vanno cuciti tra loro, assemblandoli, a formare l’abito.
Cesare: dunque, per diventare sarti bisogna imparare a disegnare, poi a tagliare ed infine a cucire.
Cesira: eh si…ci si deve allenare molto, a disegnare, tagliare, cucire…
Cesare: fammi un esempio di come ci si allena
Cesira: il primo step consiste nel rafforzare il proprio ego ed intraprendere in solitudine il disegno di vita lavorativa. E’ un lavoro difficile.
Cesare: sarebbe a dire?
Cesira: sarebbe a dire che, forti del proprio ego, si arriva, per diplomarsi a pieni voti, anche a conversare con sé stessi…in solitudine. Ci si organizza così una “mentalità sartoriale” ed un “modus operandi”, seguendo un proprio disegno.
Cesare: comincio a capire, ma questo ego rafforzato… :nono1
Cesira: eh si, va coltivato e rafforzato via via…
Cesare: ma come si lega tutto ciò al taglio ed al cucito?
Cesira: ora sono stanca di conversare. Vado a riposare.Te lo dico la prossima volta.
Cesare: e vabbe’! Andiamo a fare il riposino pomeridiano…si..si :ronf :ronf
…..(..continua..)
TC :cuore


















