Piuttosto che...piuttosto che...

20 settembre 2017 ore 23:55 segnala
E basta!!! Io ne ho piene le tasche, gli occhi, le orecchie….Basta con gli strafalcioni! Basta con le s abusate! Basta con le z ignorate! Basta con questo tripudio di r pronunciate v di cui tanti speaker della TV vanno fieri ! E basta! Qualunque giornale tu leggi, in tutti i telegiornali, trovi chi ignora le piu’ elementari regole della nostra lingua, o perché non le ha studiate o perchè non le ha volute apprendere o perchè ha qualche difetto di pronuncia, magari superabile con qualche seduta dal logopedista. L’italiano è ignorato, vilipeso… Passi che sia il passante qualsiasi …perdonatemi la cacofonia…ad urtare la nostra suscettibilità linguistica, ma quando ad “offendere” le nostre orecchie sono i giornalisti e le persone cosiddette “in vista” della politica e della società in genere, allora nasce da dentro un moto di ribellione, specie se a ciò si accompagna una certa qual disonestà intellettuale. Il primo pensiero è: “ Sostituiamoli e mandiamoli a casa, coloro che ignorano le regole della lingua italiana. E diamo lavoro ai logopedisti, visto che c'è tanta gente che ne ha bisogno!” Con l'ovvia eccezione per quei politici che invece stimiamo: per loro parleremo di licenza poetica.E chi mi legge sa a quale Movimento mi riferisco!
Partiamo dai dialetti. Alcuni, secondo me, sono implicati per quel che riguarda la pronuncia della z e della s. Gli abitanti di intere regioni , quando devono pronunciare la z o la s, mettono la lingua in fuori tra i denti. Chi glielo ha insegnato? Papà e mamma , che dal logopedista non ci sono mai andati, anzi loro stessi hanno imparato ad esprimersi dai loro genitori, per intere generazioni. E noi siamo costretti a sorbettarci un Prodi o un Bersani che parlano storpiando le s e le z. Allora facciamo così. Sei di quelle regioni? Parla come ti pare, io non ti giudico . E d’altro canto di dialetti ce ne sono tanti in Italia, e vanno rispettati, oltre che amati. Ma se vuoi entrare e rimanere in politica,e per di piu' appartieni a partiti che non ci piacciono, quale il PD, tocca che impari la lingua italiana alla perfezione. Perché? Perché, visto che io , con le tasse che sborso, ti pago lo stipendio e tu neppure te lo dimezzi, come fanno i 5 stelle, allora tu, da bravo dipendente mio, ti adatti alle mie esigenze ed impari a parlare. Viceversa, te ne vai a casa. Ma vanno citati, insieme ai politici, anche gli speaker ed i giornalisti della TV. C’è un inviato della tv , un certo Luciano Ghelfi, che espone il servizio giornalistico con una cantilena tutta sua. E’ unico nel suo genere. Si incarta nella sua nenia . Io lo ascolto e mi viene subito il pensiero: “Ma questo qui cosa aspetta a tapparsi la bocca salvando così le nostre orecchie?”. Notate bene, questo inviato del tg2 fa spesso i servizi che riguardano il presidente della repubblica , e li fa anche bene, devo dire. Dunque, ha un incarico importante. Ma ,chi gli ha dato questo incarico, non lo sente mentre parla? E se lo ha mai sentito, come osa imporre a noi una litania del genere? Una volta dagli speaker si pretendeva una dizione eccellente. Oggi non piu’. Perché? Perché le fasce deboli devono essere aiutate. Guai a chi tocca il “diverso”! Ok. Onde evitate di essere etichettati, noi, come ignorantofobi, aiutiamoli,costoro, mandandoli a loro spese a scuola di dizione. Dopodichè, quando si ripresentano, esamino e…”si, sei dentro” ovvero “no, sei fuori e ti cerchi un altro lavoro”. E nella commissione che seleziona gli speaker della tv, voglio signori professori d’italiano, ma anche gente del popolo , che d’italiano ne mastichi ed aspiri però a sedersi sul divano a vedere la tv senza inc :cens …rsi!
.Ed infine i due top dello strafalcione.
Il primo è il congiuntivo imperfetto usato al posto del congiuntivo presente: ad es…andassero…facessero, in luogo di …vadano…facciano. Ma questa, pure pure, si potrebbe prendere come una forma dialettale del romanesco. E ne abbiamo una marea di giornalisti e di politici che ci propinano questo obbrobrio linguistico!
L’altra chicca invece è il tristemente famoso “piuttosto che…”, che si è "meritato" il titolo del mio post.
"Piuttosto che”, in italiano, significa “invece di”…”al posto di” Ad es: “Scelgo un completo blu piuttosto che uno grigio..che è come dire “Scelgo un completo blu invece di uno grigio, perché magari preferisco il blu..”
Che ti hanno inventato invece questa massa di ignorantoni, tutti, giornalisti, politici, alte cariche dello Stato, speaker delle TV? Tutti costoro, usano “piuttosto che” con il significato, inventato di sana pianta, di “oltre a…”. E vengono fuori bei discorsetti tipo, che ne so, “mi piacciono le mele, piuttosto che le susine, piuttosto che le pere, piuttosto che le banane…volendo significare, il troglodita che parla, che gli piacciono sia le mele che le susine, che le pere, che le banane. Chiaro dove sta l’errore? Il fallace, se vuole far presente che gli piace tutta questa frutta, dovrebbe dire: “mi piacciono sia le mele, che le susine, che le pere, che le banane”. Chiaro? Ormai in Italia questa sequenza errata di “piuttosto che” viene stra-usata e sono le persone piu’ in vista, quelle che danno il cattivo esempio.
Per dovere di cronaca, visto che si parla di termini e dialetti, rinnovo qui la mia antica prece per quel che riguarda il caso “fico-figo”, affinchè anche le nuove leve bloggerine conoscano il tec-pensiero…
http://blog.chatta.it/tecerco/post/fico.aspx
Per concludere, io credo che esistano doveri imprescindibili. Uno di questi è di curare la nostra lingua, imparandola noi stessi il meglio possibile ed insegnandola adeguatamente ai nostri figli. Altro che pontificare, questi soloni della politica e della TV! Che imparino a parlare, piuttosto che “offendere” la nostra lingua ed i suoi cultori! Diversamente, saremo costretti presto a trasferirli nel girone infernale dei “poveri di lingua”, a meditare sulla loro ignoranza.

TC :cuore

P.S.
Per i veri cultori della lingua italiana, cito la Treccani.

PIUTTOSTO CHE

Piuttosto che si usa correttamente davanti a proposizioni avversative e comparative e significa "anzichè", indica cioè una preferenza accordata a un altro

Piuttosto che dire sciocchezze, rimani in silenzio

Preferisco andare in bicicletta piuttosto che usare l'automobile.

USI

Da qualche decennio si è diffuso l'uso di "piuttosto che" con il significato disgiuntivo di "o", "oppure", a indicare un'alternativa equivalente. Il fenomeno probabilmente ha avuto origine nel parlato del Nord Italia ( sempre loro, come per figo..ndr) e ben presto la novità è stata accolta dai conduttori televisivi, dai giornalisti, dai pubblicitari e in seguito anche dalle riviste e dai quotidiani, contribuendo a diffondere un uso improprio

Questa sera, se vogliamo uscire, possiamo andare al cinema piuttosto che (= oppure) a teatro

Parallelamente a quest'uso si osserva quello, altrettanto improprio, di "piuttosto che" col significato aggiuntivo di " oltre che"

Al mercato potete trovare ogni tipo di verdura: pomodori piuttosto che( = oltre che) peperoni, piuttosto che melanzane

Si tratta di usi decisamente sconsigliabili non solo nello scritto, ma anche nel parlato.


N.B.
Chi entra da Google, per leggere i commenti deve cliccare sul titolo del post.
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E basta!!! Io ne ho piene le tasche, gli occhi, le orecchie….Basta con gli strafalcioni! Basta con le s abusate! Basta con le z ignorate! Basta con questo tripudio di r pronunciate v di cui tanti speaker della TV vanno fieri ! E basta! Qualunque giornale tu leggi, in tutti i telegiornali, trovi chi...
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20/09/2017 23:55:36
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Commenti

  1. sinceropreciso 21 settembre 2017 ore 21:26
    Parlare bene l'italiano è vantaggioso per farsi ben capire...ma capire che cosa? Quello che è stato detto! Ma se quello che voglio comunicare è privo di valore, a che cosa servirebbe? Preferisco allora avere buone idee e comunicarle a modo mio. Gli illetterati capiranno meglio il mio italiano semplice che l'italiano altamente diplomatico di dottori, avvocati e notai. Quelli che parlano bene l'italiano mi capiranno lo stesso anche se per loro sarà facile individuare i miei errori verbali o ortografici. Si prova piacere a bere un buon vino nel suo bicchiere adatto, ma io lo berrei lo stesso se mi venisse offerto in un bicchiere di plastica. Capirai gentile Tecerco che i vini buoni rappresentano le buone idee, e i vari tipi di bicchieri le differenze umane. San Paolo scrisse:"Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei come bronzo che rimbomba o come cembalo che strepita.
    E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi amore, non sarei nulla". Certamente per un politico che non parla l'italiano corretto è come se indossasse una camicia macchiata, l'occhio vede la macchia, ma non vede che il resto del vestito è pulito. Io non mi farei distrarre dalla macchia. :bye
  2. tecerco 22 settembre 2017 ore 08:35
    sinceropreciso: Avere e richiedere amore per la propria lingua, avere e richiedere attenzione e rispetto per essa, tutto ciò parla di apertura. Apertura nei confronti delle persone desiderose di crescere.E suggerimento tutto sommato bonario nei confronti di chi permane nella ignoranza di alcune regole. Cosa insegniamo ai nostri figli fin da quando sono piccoli? Perchè mai li stimoliamo a studiare? Come mai siamo attenti alla loro crescita culturale, stimolandoli ad occuparsi un pochino alla volta delle cose del mondo? E' questo l'inizio non scritto del mio post! Se proviamo a ricordare tutto ciò, riportandoci a quando eravamo giovani papà e mamme, quanto vado esponendo nel post scorre liscio liscio. E non intervengono minimamente dubbi che qui non si riconosca il valore intrinseco dell'individuo, comunque egli si esprima. Ci mancherebbe altro!! Sta di fatto che vi sono tra di noi due categorie di persone. C'è chi nota certi dettagli dell'esprimersi verbalmente e non sente il bisogno di fare rilievi, e c'è a chi quegli stessi dettagli suggeriscono di scrivere un post. Tutto qui. :bye
  3. sinceropreciso 22 settembre 2017 ore 08:52
    Apprezzo immensamente quella capacità dell'essere di mente aperta, dialogando su un dato argomento facendolo vedere da un'altra angolazione, quell'angolazione che noi non abbiamo visto in precedenza Grazie.
  4. tecerco 22 settembre 2017 ore 08:59
    sinceropreciso: Sono io a ringraziare te per i tuoi interventi così propositivi e ti aspetto sempre con simpatia. Buona giornata!
  5. carltonlewis 23 settembre 2017 ore 09:54
    concordo con il tuo articolo. Personalmente trovo molto fastidiosa la locuzione "quelli che sono" che viene ammannita ad ogni piè sospinto.
  6. tecerco 27 settembre 2017 ore 18:25
    carltonlewis: e si condivido, basterebbe dire "i"; chi ha questa abitudine, spesso mira a confondere chi ascolta con giri di parole inutili... :bye
  7. dolcecarrie 09 ottobre 2017 ore 14:58
    Chiaro dove sta l’errore? Il fallace, se vuole far presente che gli piace tutta questa frutta, dovrebbe dire: “mi piacciono sia le mele, che le susine, che le pere, che le banane”. Chiaro? Ormai in Italia questa sequenza errata di “piuttosto che” viene stra-usata e sono le persone piu’ in vista, quelle che danno il cattivo esempio.
    L'ho notato spesso anch'io questo strano "piuttosto che" e tutte le volte restavo perplessa nel capire cosa piacesse ... bel post, ora so che avevo ragione. :-)) :rosa
  8. tecerco 09 ottobre 2017 ore 18:10
    dolcecarrie: tu ti ponevi il dubbio, la massa invece segue le mode ed allora viene fuori il "piuttosto che", ma anche il "te" al posto del "tu"...etc etc..
    ciao grazie! :rosa :rosa

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