Populisti? No! Meglio, "Nazionalisti"!

15 novembre 2016 ore 22:11 segnala
"I sondaggi non possiamo abolirli, anche perchè producono reddito, e di questi tempi su ciò è meglio scherzare poco. Ma almeno, per capire la politica attuale, liberiamoci delle etichette che, a furia di essere incollate ovunque, smettono non solo la loro utilità, ma diventano persino fuorvianti. Una di queste è “populismo”, un concetto sul cui significato gli stessi studiosi sono ancora divisi, nonostante il tema occupi interi scaffali di biblioteca. Populista Trump, ovviamente, populisti i brexiters, tutti spinti da un’”onda nera”( altra metafora frusta), un magma pronto a spazzarci via. Come il termine “fascismo” negli anni Sessanta e Settanta veniva utilizzato per classificare chiunque fosse avversario della sinistra, oggi l’espressione “populista” è diventata passe partout, buona a inglobare le proposte aliene rispetto all’esangue politica mainstream. Così ecco i “populisti di destra”, Le Pen, Hofer, Farage, Petry, però anche quelli di “sinistra”, e pure i 5 stelle lo sono, ma non si sa bene quale aggettivo appioppare loro. Oltre a far calare su un panorama complesso e in movimento la classica notte in cui, diceva Hegel, tutte le mucche sono bigie, questa parola si è trasformata in uno stigma demonizzante. E negli Stati Uniti si è avuta l’ennesima dimostrazione che il modo migliore per far crescere in consensi l’avversario è dipingerlo come il diavolo. Considerare Trump “populista” alla stessa stregua, ad esempio, di una Le Pen, è infatti molto discutibile.. Nel neo-presidente c’è in realtà un forte elemento pragmatico ed extra ideologico, discendente pure dalla sua estraneità alla politica di professione; un imprenditore lontano anni luce dal profilo biografico della leader del Fn, erede invece di una precisa, e plurisecolare, tradizione politica, sia pure rinnovata. Inoltre il disprezzo con cui è pronunciato il termine “populista” si accompagna ormai ad una sempre piu’ malcelata idiosincrasia nei confronti del suffragio universale, sentimento abbastanza paradossale in figure vicine a partiti recanti “democratico” persino nel nome. Molti non vedono che l’avvento del populismo, ha scritto Luigi Zingales sul “Sole24 ore”, è semplicemente quello della democrazia. Se è necessaria una moratoria sulla parola “populismo”, in che modo definire questi movimenti, molto diversi tra loro, ma con fili conduttori comuni? Risposta complessa: ma chiamarli “nazionalisti”, per esempio, sarebbe piu’ corretto. Il nazionalismo, nato dalla Rivoluzione francese, è infatti un insieme di ideali, molti nobilissimi, per i quali in questi due secoli si sono mobilitate intere masse e che evidentemente sono ancora vivi. Solo l’illusione un po’ tecnocratica e un po’ illuministica degli ultimi decenni ha potuto far credere che liberarsi dello Stato nazione fosse un’ottima idea, mentre ora lo rivendicano tutti, da Trump a Sanders. Una lezione per la sinistra mondiale, che, a caldo, a giudicare dalle reazioni tra l’isterico e il disperato alle elezioni Usa, non sembra però ancora avere metabolizzato. Fa sorridere infatti, nel leggere l’intervento del saggista inglese Timothy Garton Ash su “Repubblica”, apprendere che Putin è “fascista”, lo è Erdogan e che Trump, “un essere disgustoso sotto il profilo morale”, segue la scia di una “internazionale nera”, destinata comunque a essere sconfitta perché “noi” siamo migliori. Se queste sono le basi analitiche, Trump può serenamente prepararsi al suo secondo mandato e Grillo ( o chi per lui) a diventare premier."

Un certo Gervasoni Marco, illuminato giornalista esperto di fatti politici, ci ha regalato questo interessante articolo, che ho riportato, integrale, virgole comprese. Condividendolo, evidentemente. In toto!
A proposito di giornalisti, ma vi è mai venuto il prurito alle mani nel leggere certune prese di posizione così sfacciatamente asservite al potere? A me si, e qualche volta il prurito mi viene anche ai piedi... :clava :spot


TC :cuore
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"I sondaggi non possiamo abolirli, anche perchè producono reddito, e di questi tempi su ciò è meglio scherzare poco. Ma almeno, per capire la politica attuale, liberiamoci delle etichette che, a furia di essere incollate ovunque, smettono non solo la loro utilità, ma diventano persino fuorvianti....
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15/11/2016 22:11:10
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Commenti

  1. Njlo 16 novembre 2016 ore 09:48
    Articolo interessante. Staremo a vedere anche in Italia quello che succederà.
  2. carmenlina 16 novembre 2016 ore 20:07
    :mmm se tutto va bene siamo rovinati :many

    buona serata tec :rosa :rosa
  3. vagarsenzameta 17 novembre 2016 ore 10:48
    Dobbiamo inventare il populista detector my doctor.
  4. Edelvais63 18 novembre 2016 ore 19:42
    Condivido...anche il prurito agli arti ;-) .Ciao amico mio :kissy
  5. ninfeadelnilo 19 novembre 2016 ore 22:20
    Mah! :sbong Lo sai che con la politica mastico male. Però grazie per questo articolo. Tanto non ci capisco un tubo lo stesso. :drunk Forse sono al rifiuto totale o sono cretina? :bacato Baciotto. :haha
  6. dadalory 22 novembre 2016 ore 14:26
    Politica? Teatrino con attori e attorucci in scalata al potere o che non hanno mezza voglia di alzare il loro sederino dalle poltroncine che gia' occupano....che dire? il fatto che non mi senta rappresentata da nessuno la dice lunga.....men che meno dal nostro capo del governo .....vedremo :) Ciao buon pomeriggio :)
  7. dolcecarrie 22 novembre 2016 ore 17:41
    Dopo l'esempio americano, niente è scontato, tutto è da vedere.
    Speriamo bene!! :rosa :bye
  8. ninfeadelnilo 27 novembre 2016 ore 18:36
    ¿de acuerdo? :batalettera :cell

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