Angelo di luce

17 ottobre 2019 ore 13:24 segnala
Quel giorno di settembre, c'incontrammo per caso.
eravamo felici, e giocammo per ore.. io ad inseguirlo, lui a spiegarmi l'amore

era forte e tenero, quanto l'eco del sorriso di donna
pieno di spirito, aurea di un santo, gradini più sù, più di ogni altro inganno

giocammo a tirare, anche oltre il tramonto, fino all'imbrunire di ogni straniero, rendendo la vita scacchiera di rose, vincendo le sorti, di ogni pensiero

lui tirava di stelle, alto nel cielo, a guizzi di luce, schiarendo di blu
io tiravo di pietre, lisce nel mare, annegando lontano, fra libeccio e maestrale

mi pervase nel viso con accento sconvolto, salmastro di mare, come appena graffiato, venendomi incontro in silohuettes di un ricordo... caldo di lana, di respiro abbracciato

era plasma di luce, su ogni pensiero.. essenza pura, di amore vero
il suo respiro mi strinse legando, chiedendo il permesso di additare al futuro, piangendo ai rimorsi, al tempo bruciato, urlando ti amo.. gridando lo giuro

stretto alla gola, come il peggior dolore.. aiutami a dire, esortavo al mio cuore
io a sconfiggere ricordi di volti, di lunghi silenzi, ed atti amari
lui a disegnare con luci di stelle.. terse, lucenti, come solitari

era più forte del tempo, ed era più alto, di ogni altra stella
era il ricordo di te, improvviso su pelle.. a portare dolore.. dolore ribelle

è anima vera, del mio dolore, di quanto manchi, l'emozione della tua voce
è storia dell'arte, di sensi e candore, di quanto ancora, cerchi il tuo amore

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Quel giorno di settembre, c'incontrammo per caso. eravamo felici, e giocammo per ore.. io ad inseguirlo, lui a spiegarmi l'amore era forte e tenero, quanto l'eco del sorriso di donna pieno di spirito, aurea di un santo, gradini più sù, più di ogni altro inganno giocammo a tirare, anche oltre il...
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Ripe

05 ottobre 2019 ore 01:00 segnala
Ed è così che a volte sembrano..
poesie, che continuiamo a vivere fra i respiri, scrivendole su labbra, chiamandole baci.. come lapidi che suggellano il patto d'amore fra due anime unite, nell'eterno ardore, di perpetue braci.

pensieri immaginati e poi sbiaditi, fra lenzuola intorpidite di ore insonni,
e impronte di storie scritte e sfumate, su cuscini stropicciati, intrisi di sogni

immagini di lei, copie di un imperfetto.. e riflessi aggiunti in voglie di sesso,
ed ore di noi ammucchiate nei puoi.. in calette nascoste, isole di un letto.

fra noi e il poi, una stanza chiusa a chiave.. ed il confine dei tuoi passi, verso il baratro di un altare; nel silenzio crudo di nodi alla gola e mani prese, avvolto in sguardi assopiti da cori di bronzi, di campanelli in festa, e campane di chiese

di quando anche il rovere intorno, si colorò di venature scure e riflessi ramati, invecchiando nelle sfumature di pensieri, voci, e sguardi.. circondando di sapienza, l'essenza degli anni

di quando sentivo il tuo cuore lontano, infreddolito per gli affanni di chi ha perso chi ama.. senza più il battito di chi ti ha cresciuto per mano.. nella solitudine del silenzio, di chi quel nome chiama

di quando dismisi con sacrilegio, il cerchio lucente di un sigillo ricevuto, dalla metà dissolta in cui nascevo e credevo, nel giuramento svanito, di quel giorno perduto

lacrime distratte.. vissute, come spiagge figlie dei tempi, che hanno vite da raccontare e storie da dire, e che per pudore, non potrai più sentire..restando poi soli, con quel che ti resta, di quando vuoi sparire soffiando in una vela, ed il respiro solo, non ti basta

percorremmo i basoli scomposti di quel sentiero alle ripe, fino a portarci al sicuro, come barca in rada.. crescendo per mano negli inverni di brine, e fra gli sguardi supremi, di chi la giudicava errata.. e su quella che per loro, fù solo una via, ci facemmo l'amore.. e per noi, fu la strada

Noir

03 settembre 2019 ore 22:47 segnala
Sveglio un attimo, senza te accanto..
vivo di aloni e fughe, nei colori spenti e freddi, del vuoto della notte..
che quando solo come ora, lasciano sempre qualche insonne senso di malinconia..
e poi, ci si rende conto di quanto si accende, e così, vive forte in petto..
il calore di un infinito..
di un pensiero, rivolto a te..
del desiderio intenso, di poterti raggiungere anche per un attimo, solo con una frase..
ti amo.

Essenze di notti

22 agosto 2019 ore 12:24 segnala
A volte il buio, che mi nasconde, si ferma.. in ombre di silenzi e suggestioni del tempo

essenza pura di candore e bellezza, dormi sul fianco nuda, avvolta al cuscino, nella mia mano..ed io sveglio un attimo, mi fermo nel tempo..ti sposto i capelli, ti guardo.. ti amo

accarezzo lento, il tuo corpo d'estasi, solcando le forme, di un'armonia stupenda.. che dona al tatto calore del corpo, e desiderio intenso, restituisce ai sensi..

e sorrido contento, ad un qualcosa che oggi, fra i veli dell'anima custodisci tu.. a tutto l'amore che mi hai chiesto e preso.. a tutto l'amore che non mi appartiene più..

mitigavi quei graffi stringendomi a te, in patti di palpiti, divenuti destino..sbirciando in silenzio la mia mano templare, disegnando le linee, di un nuovo cammino

ricordavi memorie di gesta passate, di quando quelle mani, amavano cose più belle..
chiedendomi in pace, di posare l'acciaio..e brandirle per stendere, disegni su pelle

quanta bellezza ci fosse, e quanta ne cercassi, nel tuo sorriso.. che perderne uno sarebbe disfatta di vita, deserto di luna, amore tradito..

torna in fretta, da quel futuro che odiai..

alle foschie di un sogno al tempo rubato, con bocconi di fiato, nella gioia di un bacio

ai ritornelli di voci e schiamazzi in risa, di fughe senza tocco e rincorse in salita

al rifugio in te, in fragranza di essenza... sempre più in debito, per la tua assenza...

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A volte il buio, che mi nasconde, si ferma.. in ombre di silenzi e suggestioni del tempo. Essenza pura di candore e bellezza, dormi sul fianco nuda, avvolta al cuscino, nella mia mano..ed io sveglio un attimo, mi fermo nel tempo..ti sposto i capelli, ti guardo.. ti amo accarezzo lento, il tuo corpo...
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Memorie di nubi e quanti

10 agosto 2019 ore 12:07 segnala
Sidereus Nuncius..
e vagavo così, nel tempo, leggendo di mondi, galassie e stelle.. e danza rosa di gocce d'acqua in sfondo, a scandire come orologi, lancette gemelle

fuggo con lo sguardo verso il confine del grigio, di torri immense stagliate al cielo, abbacinato da caduta di folgori possenti.. come ira di Dio fù, quando precipitò, legioni ribelli

tronchi di luce dilaniano, in trame di indaco il buio sconfitto
e saette fulgide diramano, in ordito di cobalto i disegni di un guitto

voce forte e cupa di cumuli bianchi, pervadono l'aria fredda in boati profondi e rochi, risuonando nel respiro come leggenda a punta campanella suona, e in divina epigrafe il poeta rima ..parrebbe nube, che squarciata tona

guardavo ammaliato anse di cerchi concentrici, che tumultuosi e limpidi, si schiudevano come fiori.. forse non solo corollario di scienza, ma melodia di un pianto, dei nove cori

la bellezza delle pleiadi rapiva la vista, in maestria del creato e giochi di luci lontane.. sembrava inalterabile tanta bellezza, fino a quando il tuo abbraccio fù gioia sovrana

affascinavi i miei sensi legandoli a te, come essenza mancante dell'anima stessa, che non avrei mai potuto cercarne altra, se non di te, creatura intensa

nuda sul mio corpo, con un sentimento fra le dita, con cui sfioravi, possedevi, amavi..e nessun'altra indole, se non il presente, dei nostri gemiti, del nostro domani..

completasti il disegno nel quale vivevo, che al pari nulla più esprime, di uno scenario incantato.. amandomi ancora con forza di donna.. in amore cercato, in desiderio svelato

Archivi del tempo

08 agosto 2019 ore 12:32 segnala
E sei di nuovo quì, seduta a mani giunte e brezza di sale negli sguardi accesi, aspettando me, oracolo del tempo, come se a quell'ora che verrà, non credi..
mormorio nascosto di parole in canto, donano gioia, i tuoi sorrisi caldi, che non so mai quando incroceranno i miei, in quel che vedono, in quel che guardi..
era un acronimo di vita rinata, ubriaca di te, di armonia raggiunta.. scritta più volte nel diario del quando, in strisce di blu, in cerchi amaranto..
quel si donato, lo scrivemmo con le dita, su labbra umide di baci appena nati..forza mia il tuo stringermi in seno, verbo nostro il sentirci amati..

Grecale

07 agosto 2019 ore 23:21 segnala
Quadrupli di luce riverberavano in toni caldi, oltre il lontano dei pensieri più immersi..

e mi accorgevo nel mentre, di quante storie di silenzi erano scritte su torri di pietra, lambite dal vento, in memoria di pioggia e sole.. dai colori vermigli di leghe alchemiche, dove acqua nasce ed ombra muore

passavo da quì al poi, al confine di un passo, trattenendo il respiro..
contando i miei giorni, i nostri mesi, i suoi anni.. ricordando le firme delle stelle cadenti, come padri dei popoli e madri di santi

chiedevo quando, sarebbe stato, forte in risposte che ormai avevo tutte.. ma nuove domande mi giocò la vita, per abile mano del croupier della sorte

raduno di querce in cicladi, e con loro, silenti, me stesso ed io..che parlavo al pensiero zittendone i tagli, colmando nel respiro, quegli acuti di sbagli..

tuonavano forte in petto.. tumultuosi e rapidi, come maestrale impetuoso, al varo di vela..
ma senza lanterne da accenderne fuochi.. e senza una stella, come prua vera

Lascia che sia

30 luglio 2019 ore 13:30 segnala
Il tuo respiro, nel silenzio della mia notte appena sbiadita da un graffio di sole, e da tocchi caldi, di dita in viso..
cos'erano quei palpiti, quei tonfi forti in petto, quando cercavo lontano, negli orizzonti del tempo..
dov'erano i miei sogni, quando tu non c’eri.. e dove i tuoi si, quando pronunciavo i miei..
ridevi di me, che inciampavo nella vita come isola nella marea, baciando divertita, con sguardo di sposa..
mentre oggi è ancora ieri, eco di un momento.. e delle tue mani che donano, intrecciate alle mie, ancora amore.. amore nel tempo..

Repliche di sabbia

30 luglio 2019 ore 10:36 segnala
Orme di noi, raccolte in essenze di sale, soffiate da brezze, cariche di sole, che non le guardo, se non vedo te..
maestrale di amori e naufraghi, dispersi poi, senza vedere il tempo del noi.. e ricordi di fuochi e brine, nelle vie dei colori accesi sulla tavolozza di Dio, che disegna tramonti in mare, per credere ancora, poi per sperare..
attimi in noi, ed io in te, stretto nei silenzi e fughe di sguardi, mentre ci rincorriamo in spire di vento, rubandoci il fiato, spezzandogli il senso..
dimmelo tu, con quali lacci hai stretto l'invisibile che mi circonda, perché mi abbraccia come i tuoi respiri, e mi parla ancora di te, ora che non ci sei..

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Orme di noi, raccolte in essenze di sale, soffiate da brezze, cariche di sole, che non le guardo, se non vedo te.. maestrale di amori e naufraghi, dispersi poi, senza vedere il tempo del noi.. e ricordi di fuochi e brine, nelle vie dei colori accesi sulla tavolozza di Dio, che disegna tramonti in...
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30/07/2019 10:36:35
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Great & disney

30 luglio 2019 ore 09:06 segnala
Le linee di fuga di ogni tuo sguardo..
non saprei definirle se più un'armonia di frattali del tempo, o il modo in cui più ami comunicare..
ma se esprimono l'alfa e l'omega dei veli in cui nascondi l'anima, sarebbero quelli che più mi piacerebbero leggere...
ti lascio una dedica, nel tempo..