"Sei incancellabile, tu."

17 aprile 2017 ore 11:31 segnala



Succede che una mattina ti svegli e vedi che fuori non piove più e allora ti chiedi – beh? Che è successo?
Ecco, quella mattina successe a me che da tanto tempo non amavo, ma non per chissà quale motivo, non amavo e manco io sapevo il motivo preciso, ma forse sì che lo sapevo: che senso poteva avere per me l’amare se non amare che te?
Quella mattina io avevo una gran voglia di dirti – ti amo -, almeno credo.
Quanto mi manchi amore mio. Certo, io lo sapevo già dentro di me di questa cosa che mi manchi ma l’ho capita bene solo quando fuori ha smesso di piovere e a me mi giocava il cuore.
È che prima avevo la scusa per non vedere il sole, pioveva, mica era colpa mia, ma le nuvole ora sono andate via portandosi dietro tutte le scuse. Ok, tu non ci sei, ok, ma va bene, va bene anche se va male, va bene perché io ti amo lo stesso.
C’è come un diario che ho chiuso nel petto, sento che devo tirarlo fuori e devo farlo senza schemi se non gli schemi che mi porto nel cuore.
Ah! Mannaggia mannaggia, mannaggia al cuore che non sa far calcoli ma che pure spesso sbaglia i conti.
Ma io non ero riuscito a dirti quel ti amo.
Era una primavera quando andasti via, lo ricordi? Io cercavo di farmi forza, la vita andava avanti sentivo dirmi da tutti.
Quando te ne sei andata io mi sono un po’ rincoglionito.
Mi persi, diciamoci la verità, perdendoti io mi persi. E tu? Ah! No scusa, non volevo chiederti se anche tu ci sei rimasta male, era un e tu come stai? Roba del genere insomma, un e tu cosa fai ora? Che stai facendo adesso, adesso è in questo momento, che stai facendo in questo momento? Non mi interessa cosa stai facendo nella vita, io non ci sono più nella tua vita, cosa vuoi che mi importi?
Sicuramente starai facendo tante cose belle, bellissime, ma a me importa adesso, adesso adesso mi importa, adesso in questo momento. Io adesso ti sto pensando facendomi del male. Io vorrei non pensarti ed averti invece qui, qui vicino a me.
Ma non ci sei. Non voglio pensarti ma non lasciarmi solo, non andare via anche dai miei sogni.
Tu dolce ferita mi tagli il cuore, ma io sorrido sai? Non mi fa male questo maledetto male. Sorrido perché dentro ci sei te e ti vedo, almeno posso vederti. Ti vedo pure che dai un bacio a quello lì e questo un pò a dirti il vero mi fa incazzare.
Ma tu non lasciarmi lo stesso, tienimi con te pure se sono incazzato.
Tienimi con te. Non mi fa male la ferita al cuore, no, non mi fa male, sei tu che non ci sei, non andare via oltre.
A volte mi sento tanto forte da poterti dire che non esisti senza di me.
Ma non è vero sai? È che ci provo ad andare avanti, bisogna comunque provarci o almeno provo a convincermi che bisogna provarci.
Fossi riuscito a dirti ti amo oggi me ne fotterei della pioggia che smette o che non smette, facesse cosa cavolo vuole la pioggia, fossi riuscito a dirti ti amo io ora non sarei qui a pensare a dimenticarti senza cancellarti.
Sei incancellabile tu.
Sei come quelle macchie di inchiostro sul taschino della camicia, solo che sulla camicia ci puoi mettere una giacca, un maglioncino, ma su di te cosa ci posso mettere?



Tratto da "A sud di nessun nord" di Charles Bukowski
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« immagine » Succede che una mattina ti svegli e vedi che fuori non piove più e allora ti chiedi – beh? Che è successo? Ecco, quella mattina successe a me che da tanto tempo non amavo, ma non per chissà quale motivo, non amavo e manco io sapevo il motivo preciso, ma forse sì che lo sapevo: che s...
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Il canto dell'amore

10 aprile 2017 ore 07:28 segnala





Nella profondità della mia anima,
si cela una canzone che si rifiuta d'indossare futili parole.
Una canzone che dimora in un granello del mio cuore
e che l'inchiostro nero non riporterà sulla pagina.
Una canzone che avvolge i miei sentimenti
con un involucro trasparente
che non si tramuterà in saliva sulla mia lingua.
Come posso sussurrarla,
se ho paura dell'effetto che potrebbe produrre su di lei l'etere?
E a chi la canterò,
se è abituata a dimorare nella casa del mio spirito?
Se avessi scrutato i miei occhi,
avresti visto l'ombra della sua ombra.
E se avessi toccato l'estremità delle mie dita,
avresti sentito le sue vibrazioni.
Le opere create dalle mie mani la riproducono
come un lago che rispecchia i bagliori delle stelle.
E le mie lacrime la rivelano,
come le gocce di brina velano il segreto delle rose.
Quando il calore la disperde,
diviene una canzone trasmessa dal silenzio,
inghiottita dal rumore,
intonata dai sogni e
celata dal risveglio.
O uomini, essa è la canzone dell'amore.
Quale Isacco saprà cantarla?
E quale Davide saprà salmodiarla?
Essa è più protetta nel segreto della vergine.
Quali corde riusciranno a svelarla?
Chi potrà unire il boato del mare con il canto dell'usignolo?
Ed il fragore della tempesta con il respiro del bambino?
Quale essere umano canterà la canzone degli dei?


Khalil Gibran



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« immagine » Nella profondità della mia anima, si cela una canzone che si rifiuta d'indossare futili parole. Una canzone che dimora in un granello del mio cuore e che l'inchiostro nero non riporterà sulla pagina. Una canzone che avvolge i miei sentimenti con un involucro trasparente che non si...
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Ricordi... Intrecci ... vita...

05 aprile 2017 ore 14:26 segnala



In questi giorni penso al vento fra i tuoi capelli,
agli anni che fui nel mondo prima di te
e all’eternità che prima di te andrò a incontrare,

ai proiettili che non mi uccisero in battaglia
ma uccisero i miei amici,
di me migliori perché
non vissero oltre come me,
penso a te nuda davanti al fornello d’estate,
sul libro curva per leggere meglio
nella luce morente del giorno.

Vedi, abbiam vissuto più di una vita,
ora dobbiamo pesare ogni cosa
sulla bilancia dei sogni e sguinzagliare
ricordi che divorino ciò che fu il presente.


Yehuda Amichai








Yehuda Amichai è probabilmente il maggiore esponente
della poesia ebraica moderna: in quest'opera affronta
il tema dell’amore perduto e riesce
a trasformare quella situazione personale e privata
in un’universale esperienza,
che tutti noi abbiamo provato e possiamo condividere.


Ho accostato Pino perchè secondo me è il più grande
interprete dell'amore in tutte le sue forme .
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« immagine » In questi giorni penso al vento fra i tuoi capelli, agli anni che fui nel mondo prima di te e all’eternità che prima di te andrò a incontrare, ai proiettili che non mi uccisero in battaglia ma uccisero i miei amici, di me migliori perché non vissero oltre come me, penso a te nuda d...
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Se prima...

01 aprile 2017 ore 08:13 segnala




Se prima di ogni nostro atto
ci mettessimo a prevedere
tutte le conseguenze,
a considerarle seriamente,
anzitutto quelle immediate,
poi le probabili,
poi le possibili,
poi le immaginabili,
non arriveremmo neanche a muoverci
dal punto in cui
ci avrebbe fatto fermare
il primo pensiero.


Josè Saramago
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« immagine » Se prima di ogni nostro atto ci mettessimo a prevedere tutte le conseguenze, a considerarle seriamente, anzitutto quelle immediate, poi le probabili, poi le possibili, poi le immaginabili, non arriveremmo neanche a muoverci dal punto in cui ci avrebbe fatto fermare il primo pensier...
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A tutti quelli che ancora si commuovono.

20 marzo 2017 ore 05:54 segnala




A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore,
a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene…
a tutti i teatranti.



Miguel de Cervantes, Don Chisciotte



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« immagine » A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento. Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno. Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti. Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento pu...
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Resta come sei

17 marzo 2017 ore 09:46 segnala




Cerca di accettarti così come sei.
Non cambiare per piacere agli altri.
Chi ti ama accarezzerà le tue insicurezze.
Chi vorrà starti accanto
si accoccolerà alle pieghe della tua anima.
Sii te stesso sempre.
Fatti un dono vero, resta come sei!


Alda Merini


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« immagine » Cerca di accettarti così come sei. Non cambiare per piacere agli altri. Chi ti ama accarezzerà le tue insicurezze. Chi vorrà starti accanto si accoccolerà alle pieghe della tua anima. Sii te stesso sempre. Fatti un dono vero, resta come sei! Alda Merini
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Sul filo degli anni

14 marzo 2017 ore 06:47 segnala

August Macke - Seiltänzer. 1914



Si cammina sul filo degli anni
da esperti funamboli.
È un difficile andare ma si va.
E intanto il mondo, attorno,
muta faccia e colore.
Senza posa
ogni creata cosa
in poco d’ora ci diventa strana.
E con le cose ci mutiamo noi,
d’oggi in domani.
Solo sta fermo nel fondo di noi
quel nostro tempo primo,
l’infanzia, all’ombra della madre, sotto
il crocifisso piccolo di avorio.


Diego Valeri




Oggi il mio pensiero va ad una persona della mia infanzia.
Quella che mi ha insegnato a intrecciare le ceste per le olive.
Quella che mi ha insegnato a fare i muri.
Quella che mi ha insegnato che la vita è bella.
Quella che mi ha insegnato il rispetto per le persone più grandi di me.
Quella che mi diceva : "dì sempre quello che pensi ,tanti non ti crederanno,
chi ti conosce lo farà sempre".
Mio Nonno.
Un Grande Uomo!



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« immagine » August Macke - Seiltänzer. 1914 Si cammina sul filo degli anni da esperti funamboli. È un difficile andare ma si va. E intanto il mondo, attorno, muta faccia e colore. Senza posa ogni creata cosa in poco d’ora ci diventa strana. E con le cose ci mutiamo noi, d’oggi in domani. Solo...
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Puoi sentirmi?

11 marzo 2017 ore 21:47 segnala



Di che cosa è fatto un cuore
E di che colore è?
Cosa c’entra con l’amore
Cosa a che fare lui con me
Che non mi nascondo neanche dietro a un dito
Né ho mai acceso un cero dietro te
Tu cuore
Ma quante volte mi hai tradito
A quale gioco giochiamo io e te
Puoi sentirmi, puoi capirmi,
puoi scordarti di me?
Io stasera faccio a meno anche di te
Tu non hai niente più da dirmi
Né io niente da dire a te
Ma poi tu mi svegli la mattina
E mi fai pensare che
Forse cè una scorciatoia
Per tenerti ancora qui con me
Mi capisci?
Ho bisogno che ti fidi
E se sbaglio, quando sbaglio stai con me
È così che stanno insieme due amici…


Lucio Dalla


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« immagine » Di che cosa è fatto un cuore E di che colore è? Cosa c’entra con l’amore Cosa a che fare lui con me Che non mi nascondo neanche dietro a un dito Né ho mai acceso un cero dietro te Tu cuore Ma quante volte mi hai tradito A quale gioco giochiamo io e te Puoi sentirmi, puoi capirmi, pu...
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Sensazione

03 marzo 2017 ore 07:11 segnala



I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.

Mi fa tutt'uno con l'erba.
La mia vita sottrae colore a tutti i fiori.
La brezza che sembra restia a passare
scrolla dalle mie ore rossi petali
e il mio cuore arde senza pioggia.

Poi Dio diventa un mio vizio
e i divini sentimenti un abbraccio
che annega i miei sensi nel suo vino
e non lascia contorni nei miei modi
di vedere Dio fiorire, crescere e splendere.

I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un'inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.

I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l'impossibile
amalgama delle molte cose che sono.

Sono un bevitore dei miei pensieri
l'essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima...
La mia volontà vi si impregna.
Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire
la bellezza nel dolore dei miei versi.


Fernando Pessoa





Le sensazioni sono vita...
la sensazione di sentire vicino una persona lontana...
la sensazione che domani sarà migliore...
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« immagine » I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme. Fremo per la mia allegria. A volte mi sento invadere da una vaga, fredda, triste, implacabile quasi-concupiscente spiritualità. Mi fa tutt'uno con l'erba. La mia vita sottrae colore a tutti i fiori. La brezza che sembra restia a ...
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Mattia e Alice

28 febbraio 2017 ore 13:31 segnala



I numeri primi sono divisibili
soltanto per 1 e per sè stessi.
Se ne stanno al loro posto
nell’infinita serie dei numeri naturali,
schiacciati come tutti fra due,
ma un passo in là rispetto agli altri.
Sono numeri sospettosi e solitari e
per questo Mattia li trovava meravigliosi.

Certe volte pensava che in quella sequenza
ci fossero finiti per sbaglio,
che vi fossero rimasti intrappolati
come perline infilate in una collana.
Altre volte, invece, sospettava
che anche a loro sarebbe piaciuto
essere come tutti, solo dei numeri qualunque,
ma che per qualche motivo non ne fossero capaci.

In un corso del primo anno Mattia
aveva studiato che tra i numeri primi
ce ne sono alcuni ancora più speciali.
I matematici li chiamano primi gemelli:
sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini,
anzi, quasi vicini,
perchè fra di loro vi è sempre un numero pari
che gli impedisce di toccarsi per davvero.
Numeri come l’11 e il 13, come il 17 e il 19,
il 41 e il 43.

Se si ha la pazienza di andare avanti a contare,
si scopre che queste coppie via via si diradano.
Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati,
smarriti in quello spazio silenzioso
e cadenzato fatto solo di cifre
e si avverte il presentimento angosciante
che le coppie incontrate fino a lì
fossero un fatto accidentale,
che il vero destino sia quello di rimanere soli.

Poi, proprio quando ci si sta per arrendere,
quando non si ha più voglia di contare,
ecco che ci si imbatte in altri due gemelli,
avvinghiati stretti l’uno all’altro.

Tra i matematici è convinzione comune
che per quanto si possa andare avanti,
ve ne saranno sempre altri due,
anche se nessuno può dire dove,
finchè non li si scopre.

Mattia pensava che lui e Alice erano così,
due primi gemelli, soli e perduti,
vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.
A lei non l’avava mai detto.


Paolo Giordano da “La solitudine dei numeri primi”



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« immagine » I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per sè stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigli...
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