L’amore mi si offrì

08 febbraio 2017 ore 14:44 segnala




L'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, ma io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.

Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino
dovunque spingano la tua barca.

Dare un senso alla vita può condurre alla follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio,
è una barca che anela al mare eppure lo teme.


Edgar Lee Masters




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08/02/2017 14:44:27
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Commenti

  1. leggendolamano 08 febbraio 2017 ore 22:27
    "Molte volte ho studiato la lapide che mi hanno scolpito:
    una barca con vele ammainate, in un porto."


    Esattamente come le barche di J. Brel.. la viva non è restare con le vele nel porto, la vita è vivere la vita.
    Quanto rimpianto di questa poesia...
  2. tex.965 09 febbraio 2017 ore 16:42
    @leggendolamano:
    Hai ragione somiglia molto alla poesia di Brel :rosa
  3. tex.965 09 febbraio 2017 ore 16:43
    @topolina: :rosa
  4. leggendolamano 09 febbraio 2017 ore 16:44
    Leggi E. Pollard della stessa raccolta....è l'esatto contrario ed è dove io mi ci ritrovo.
  5. tex.965 09 febbraio 2017 ore 16:45
    Conosco delle barche
    che restano nel porto per paura
    che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

    Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
    per non aver mai rischiato una vela fuori.

    Conosco delle barche che si dimenticano di partire
    hanno paura del mare a furia di invecchiare
    e le onde non le hanno mai portate altrove,
    il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

    Conosco delle barche talmente incatenate
    che hanno disimparato come liberarsi.

    Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
    per essere veramente sicure di non capovolgersi.

    Conosco delle barche che vanno in gruppo
    ad affrontare il vento forte al di là della paura.

    Conosco delle barche che si graffiano un po'
    sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.

    Conosco delle barche
    che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
    ogni giorno della loro vita
    e che non hanno paura a volte di lanciarsi
    fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

    Conosco delle barche
    che tornano in porto lacerate dappertutto,
    ma più coraggiose e più forti.

    Conosco delle barche straboccanti di sole
    perché hanno condiviso anni meravigliosi.

    Conosco delle barche
    che tornano sempre quando hanno navigato.
    Fino al loro ultimo giorno,
    e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
    perché hanno un cuore a misura di oceano
    .

    Jacques Brel
  6. leggendolamano 09 febbraio 2017 ore 16:46
    esatto conosco delle barche..... ci avevo fatto un post....
  7. tex.965 09 febbraio 2017 ore 16:54
    @leggendolamano: :rosa


    Vorrei aver immerso le mie mani di carne
    Nei dischi dei fiori invasi dalle api,
    Nello specchiante cuore di fuoco
    Della luce della vita, il sole della gioia.
    A che servono antere o petali
    O raggi di aureole? Beffe, ombre
    Del cuore del fiore, la fiamma centrale!
    Tutto è tuo, giovane che passi;
    Entra nella stanza del banchetto consapevolmente;
    Non entrare timidamente come se tu fossi dubbioso
    Di essere il benvenuto – la festa è tua!
    Non prendere solo un poco, rifiutandone ancora
    Con un timido “Grazie”, quando hai fame.
    E’ viva la tua anima? Allora che possa nutrirsi!
    Non lasciare balconi che tu non abbia scalato;
    Nè biancolattei seni sui quali riposare;
    Nè teste bionde con cui dividere il guanciale;
    Nè coppe di vino quando il vino è dolce;
    Nè estasi del corpo o dell’anima,
    Tu morirai, non c’è dubbio, ma morirai vivendo
    In profondità azzurre, rapito nell’amplesso
    Baciando l’ape regina, la Vita!


    Edmund Pollard-(Antologia di Spoon River)
    Edgar Lee Master
  8. leggendolamano 09 febbraio 2017 ore 16:55
    Tu morirai, non c’è dubbio, ma morirai vivendo
    In profondità azzurre, rapito nell’amplesso
    Baciando l’ape regina, la Vita!
  9. leggendolamano 09 febbraio 2017 ore 16:56
    Morire vivendo.....l'ossimoro degli ossimori....

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