Cadeau!

12 settembre 2017 ore 22:34 segnala
Quell'apostrofo tra il donare ed il ricevere
Cadeau!
Il pretendere, a giusta ragione, quanto sei in quell'età dove ancora tuoi genitori sono ancora all'Afa e l'Omega della tua giornata, dove l'insegnamento al presente è il propedeutico al domani, al tuo futuro, laddove la palestra del tuo io ti prepara verso l'altro, è cosa sana e giusta.
L'educazione è qualcosa che assimili, impari, sin da piccolo è come il "verbo" che ascolti in casa, tanto più è ricco di termini e metafore, tanto più il tuo conoscere sarà "palestra" per la tua mente, il tuo sapere ... domani.
Il donare qualcosa non è un atto dovuto, è qualcosa che si forma da solo nel tuo "io", lo fai senza starci troppo a pensare, lo fai perché lo senti, lo fai perché sai che è qualcosa che esce dall'anima, quella che forse in molti di noi resta latente.
Non condanno chi "dona", semmai condanno chi si dimentica di "ricordarsi" che dietro un gesto c'è un gesto di affetto, di amore, c'è quella parola che siamo stati abituati a non pronunciare più ... grazie!
Grazie!
Eppure, molte volte, il non dire grazie è più sublime del pronunciarlo! Si, perché nello sguardo (sincero)di chi riceve quel "cadeau" spesso prevale l'emozione, qualcosa che non ha un termine che si adatta allo scrivere, lo devi vivere quel "grazie" per poterlo in qualche modo ... descriverlo!
Eppure a volte, i più delle volte, si dimentica di dire "grazie", forse perché quel famoso cadeau è un atto dovuto, tanto quanto il "grazie".
Grazie si, ma di cosa, del mio ricordarmi o della tua indifferenza al mio "presente", al mio cadeau?
Grazie ...mi emozionano di più degli occhi lucidi di affetto e di sorpresa che mille grazie ....di circostanza ....

Dettagli di …piacere

27 agosto 2017 ore 22:15 segnala
È note fonda, il silenzio in casa avvolge tutto quasi fosse una stola di seta d’oriente. Ho spento la Tv, quel film con quelle scene così “intime” mi lasciano un po’ basito e non posso nascondere anche un certo imbarazzo.
Ma sono maschio ed il mio piacere intimo prepotentemente dovuto, bussa alla mia mente, ossessivo con quella vocina subdola che mormora “fallo” !
Controllo che tutto sia in ordine, che Miele abbia mangiato, che e piante siano annaffiate, che l’immondizia sia stata posta nel raccoglitore e che … tutti dormano.
Ora tocca a me, al mio piacere intimo di narcisista provetto!
La luce del bagno: quella fioca è accesa, in fondo i gesti sono abitudini, le mani sanno da anni ormai cosa devono fare, nulla è inventato, nulla è nuovo, tutto è ormai … abitudine, una piacevole abitudine.
Loro, le mani, ormai esperte, massaggiano la pelle che si distende al loro tepore, salgono e scendo lentamente si soffermano nei punti più delicati, i più sensibili , li dove tra poco i sensi lasceranno il posto al bruciore.
In questo la crema mi aiuta è così … tremendamente scivolosa è …profumata e ben si presta alla mia morfologia di maschio.
Lentamente, godendo come un riccio desto dal suo letargo, guardo riflessa la mia mano che sale e scende con magistrale bravura e sicurezza lasciando ad ogni passaggio qualcosa di diverso, di nuovo, di prepotentemente bello.
E continuo così per molto tempo gustandomi quei “dettagli di piacere” che è riservato (per mia fortuna) a noi “maschietti”, e solo a noi, a nessun altro.
E’ un tributo al piacere, è l’apoteosi della perfezione, è qualcosa di tuo che poche e rarissime volte hai concesso alla mano di un altro di poterlo fare, è troppo coinvolgente, è troppo pericoloso se fatto da mani inesperte, il più delle volte taglienti quanto dolorose.
Eppoi … eppoi … finalmente … arrivo alla fine del mio ………piacere!
Devo necessariamente sciacquarmi, devo togliere ciò che resta di “sporco” dal mio corpo e l’acqua amica, indiscussa e lenitiva, fa il resto.
Ma sono narcisista, sono perfezionista e penso, me lo voglio pure improfumare perché la dolce sensazione di Aloe vera deve accompagnarmi anche dopo, a letto e durare … fino al mattino!
Adoro questo rituale, così fortemente maschile, così intimo, così mio, così unico e allettante!
Si perché farmi la …. barba la sera è qualcosa di stupendo!!!!!!!
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È note fonda, il silenzio in casa avvolge tutto quasi fosse una stola di seta d’oriente. Ho spento la Tv, quel film con quelle scene così “intime” mi lasciano un po’ basito e non posso nascondere anche un certo imbarazzo. Ma sono maschio ed il mio piacere intimo prepotentemente dovuto, bussa alla...
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27/08/2017 22:15:44
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La paura di esser felici

27 agosto 2017 ore 22:05 segnala
In molti sostengono che vorrebbero esser felici, c'è chi si augura la vincita al Superenalotto, chi un viaggio ai Caraibi e chi un amore infinito, ma la felicità è così evanescente che difficilmente ne cogliamo l'essenza, è talmente labile che tra il provarla ed il perderla è un batter di ciglia.
La felicità è una compagna indissolubile della serenità: e si, perché senza serenità non può esistere la felicità. Il senso di pieno che ci da la felicità non ha pari, gli occhi si illuminano, le labbra sorridono, il viso prende colorito e l'anima diventa pura,sincera ... innocente.
La felicità, questa perfetta sconosciuta è come un oggetto perso in casa, ci affanniamo a cercarlo eppure è li sotto i nostri occhi, basterebbe aprire quel cassetto per ritrovarla.
Eppure in tanti hanno paura della felicità: sanno che è imprevedibile, e forse proprio per questo che quando arriva sono diffidenti, e quasi non ce ne se accorge.
La felicità ... si, la felicità è qui nelle nostre mani: non dovremmo mai aver paura di accarezzarla ... di viverla.

Nel parco

25 agosto 2017 ore 21:28 segnala
Ha un fascino particolare il parco, ha qualcosa che forse nessun poeta potrà mai descrivere, fosse solo in una semplice poesia, una rima, una dedica: la risata di un bambino!
E' qualcosa di unico, e che forse tutti noi l'abbiamo persa: l'innocenza!
Si, perché senza l'innocenza ... il sorriso muore.

Esternazioni

27 luglio 2017 ore 21:48 segnala
Esternare: porre al di fuori del proprio io sentimenti, rabbia o ogni altra emozione interiore. Esternare é qualcosa di fortemente bello che permettere a se stessi di esser liberi, ma che di fatto nelle mani sbagliate ti rende per sempre schiavo. Esternare é qualcosa che dovremmo...per quanto possibile, evitare.

L'essenza della menzogna

26 luglio 2017 ore 21:44 segnala
Nessuno è e non può esser estraneo alla menzogna, fa parte del DNA di ogni essere vivente sulla terra, e contrariamente a quanto si possa pensare, anche in natura la menzogna viene definita, con una certa eleganza, mimetizzazione.
Ogni essere animale, vuoi per proteggersi o voi per catturare, adotta un travestimento tale da permettere alle sue vittime di cadere nel tuo tranello, in breve nella sua menzogna.
Non di meno l'uomo adatta il suo quotidiano alla menzogna, nasconde , se pur velatamente, il suo vero "io" adducendo a sua discolpa la necessità di mantenere il "segreto".
Il segreto è di per se una menzogna, è la difesa primordiale dall'ignoto, dal non conoscere, dal tutelare e talvolta per tutelare, ma resta sempre e comunque una menzogna, in sintesi una bugia.
Perché quindi condannare chi mente se noi stessi in primis, ed almeno una volta in vita, l'abbiamo fatto?
Rifletto e non nascondo, rileggendo, una certa perplessità in ciò che ho scritto, ma è un mio pensiero, sicuramente opinabile, ma pur sempre un mio pensiero.
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Nessuno è e non può esser estraneo alla menzogna, fa parte del DNA di ogni essere vivente sulla terra, e contrariamente a quanto si possa pensare, anche in natura la menzogna viene definita, con una certa eleganza, mimetizzazione. Ogni essere animale, vuoi per proteggersi o voi per catturare,...
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26/07/2017 21:44:43
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