Sale la Nebbia

29 novembre 2016 ore 21:07 segnala
Era da poco passato un forte temporale quando mi incamminai per il sentiero, nel bosco. L'aria era fresca e tutt'intorno affioravano i profumi della natura, di vario genere e tipo. Sentivo l'odore del legno bagnato, delle foglie lavate dall'acqua, del muschio.
Avevo addosso un giaccone pesante, per ripararmi dal freddo e dal vento, se ce ne fossero stati.
Camminavo tra le fronde quando un raggio di sole si fece largo tra i rami e quasi mi abbagliò. Misi una mano davanti agli occhi, per poter guardare quello spettacolo. Con la mia reflex, compagna fedele, cercai di cogliere ogni singolo particolare.
Continuai nel mio percorso e, man mano che mi inoltravo in quel posto pieno di pace, il sole mi affiancava e mi teneva compagnia.
All'improvviso il sentiero diventò uno spiazzo, grande e luminoso, attraversato da un torrente che gorgogliava con forza.
Mi sedetti su una pietra, aprii la tracolla ed estrassi un toast che mi ero preparato insieme ad altre cibarie.
Quel tiepido calore e quell'aria profumata mi riempivano il cuore. Mi sentivo bene, finalmente sereno.
All'improvviso però, distratto da quanto avevo intorno, non badai a dove poggiavo i piedi e scivolai. Cercai di rialzarmi poggiando le mani a terra, ma avevo probabilmente una brutta distorsione ad un polso e dovetti far forza sulle gambe e sull'altro braccio per rimettermi in piedi.
Pensai che fosse solo un incidente di percorso, che poteva capitare, che dovevo stare più attento. Approfittai dell'acqua fredda del torrente per alleviare un po' il dolore e poi decisi di rimettermi in cammino.
Costeggiai il torrente prestando attenzione a dove mettessi i piedi, ma anche al panorama che mi circondava. Continuando a camminare mi accorsi che si stava alzando un po' di foschia, ma lì per lì non vi badai e proseguii.
Giunsi ad un punto in cui un ponte di legno attraversava il torrente ed arrivava fino all'altra sponda. Pensai che avrei potuto fare delle foto stupende nella traversata e mi avviai, senza rifletterci più di tanto.
Arrivato al centro del ponte però, sentii scricchiolare il legno, forse troppo consumato dalle intemperie e dall'acqua che probabilmente, durante i periodi di brutto tempo, aveva sommerso quella passerella. Non mi fermai quindi e lo attraversai con passo spedito.
La foschia salì rapidamente e mi ritrovai dall'altro lato del torrente, in un posto desolato, umido, cupo.
Tentai di trovare, con lo sguardo, un punto in cui potessi attraversare di nuovo il corso d'acqua, ma in quel grigiume non riuscii più a distinguere forme, colori, odori. Salì una fitta nebbia ed io, dolorante, mi ritrovai sperduto, col senso dell'orientamento annientato, coi punti di riferimento invisibili, al freddo, solo.
Provai ad ascoltare i suoni che mi circondavano, ma lo scrosciare del fiume era talmente fragoroso da confondermi ancora di più.
Il mio orologio segnava le 17, presto sarebbe calata la notte. Cercai, a tentoni, di trovare un riparo, un rifugio in attesa che quell'incubo finisse. Ma tutto l'ambiente era sommerso da sottile fumo grigio che non mi avrebbe permesso di muovere un solo passo. Rimasi quindi lì, immobile e sofferente, stretto nel mio giubbino caldo. Un nuovo raggio di sole mi avrebbe dato speranza o la notte mi avrebbe inghiottito per sempre.

A volte basta davvero poco per essere sereni, ma in quei momenti non bisogna dimenticare di dormire con un occhio aperto, di fare attenzione alle insidie, ai segnali che le cose non funzionano, ai dettagli, perchè basta davvero poco per essere inghiottiti dalla nebbia, per perdersi e non ritrovarsi più.

2d64ee41-6de9-42dd-aaf2-e629b9d4a29b
Era da poco passato un forte temporale quando mi incamminai per il sentiero, nel bosco. L'aria era fresca e tutt'intorno affioravano i profumi della natura, di vario genere e tipo. Sentivo l'odore del legno bagnato, delle foglie lavate dall'acqua, del muschio. Avevo addosso un giaccone pesante, per...
Post
29/11/2016 21:07:39
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5
  • commenti
    comment
    Comment
    7

Fuoco di Paglia

14 novembre 2016 ore 21:30 segnala
Quella sera, nel pub affollato, lui notò che lei stava in disparte, seduta ad un tavolo ad osservare la gente. Si congedò dalle persone con cui stava parlando. Le si avvicinò e la salutò con galanteria, chiedendole se poteva farle compagnia. Lei gli sorrise e lo invitò a sedersi.
Chiacchierarono a lungo, risero. Il loro feeling aumentava col passare del tempo, la loro complicità quasi faceva paura. L'uno non aveva ancora terminato una frase che l'altra sapeva già ciò che volesse dire e viceversa. Si guardavano intensamente e sorridevano. Era attrazione pura la loro.
Il suo sguardo lo incantava, quegli occhi da gatta intrigante lo rapivano. Azzardò una proposta avvicinandosi all'orecchio, per farsi sentire meglio in quella bolgia: "Ti va se usciamo di qui e continuiamo a parlare in un luogo più tranquillo?". Lei gli fece un cenno di approvazione col capo e si alzò in piedi. Lui fece lo stesso, l'aiutò ad indossare l'impermeabile e le porse la borsetta.
Continuando a scherzare e ridere, fecero insieme un breve tratto di strada per raggiungere l'auto di lui parcheggiata poco distante.
Le aprì la portiera e la fece accomodare, prima di fare il giro della macchina e salire lui stesso.
"Casa mia è qui vicino" gli disse "se ti va possiamo bere qualcosa da me". "Certo" rispose "spiegami la strada".
Dopo pochi minuti un'auto nera, luccicante, con rifiniture cromate imboccava un viale alberato e si fermava davanti ad uno stabile di recente costruzione. Lui scese e fece scendere con eleganza lei. Entrarono nel piccolo portoncino e poi nell'atrio. Si guardarono, intensamente. I loro sorrisi si trasformarono in desiderio. Lei si poggiò al muro, accanto all'ascensore. Lui le si avvicinò fissandola nell'anima. Quegli occhi così terribilmente densi e profondi gli facevano girare la testa.
L'ascensore si aprì e lei premette il tasto col numero 1. Lui lo bloccò e sussurrando "Ora basta, non ce la faccio più" la spinse contro la parete e la baciò appassionatamente. Per un attimo lei rispose a quel fuoco, accendendosi come un cerino.


Poi lo spinse via e riattivò l'ascensore guardando in basso, ma facendogli capire che in qualche modo aveva timore. In silenzio arrivarono di fronte alla porta di casa, lei infilò le chiavi nella toppa ed una volta aperta, una mano sul muro di destra, per accendere la luce e fargli strada. Entrò senza dire nulla e si chiuse la porta alle spalle. Non fece in tempo a dare un'occhiata in giro che lei lo afferrò per la cravatta e lo tirò verso di se. Le loro mani avevano fame dei loro corpi, lui le accarezzava la schiena, fino al sedere, lei il petto.
Le portò entrambe le braccia sulla testa, contro il muro ed insinuò una mano sotto la gonna, negli slip a tastare il desiderio cresciuto in lei. Quel calore e quella delicatezza lo eccitarono ancora di più. Portò la bocca sul suo collo e la morse, leggermente, su fino all'orecchio. Sentì crescere il respiro, segno che l'eccitazione stava prendendo anche lei. Le sussurrò "ti voglio" prima di baciarla appena sotto il lobo e lei rispose col fiato corto ed affannato "ti voglio anche io".
Non passò molto e si ritrovarono in camera da letto, semi nudi. La loro affinità era esplosiva. Non avevano bisogno di dirsi nulla, sapevano esattamente ciò che l'altro desiderasse.
La baciò sul collo, sui seni turgidi, lungo tutto il profilo con molta delicatezza. Giunse tra le sue gambe e guardandola negli occhi cominciò a morderla nell'interno coscia fino ad arrivare al centro. Un'orchidea sbocciata lo attendeva, calda ed umida. Senza togliere lo sguardo dalla sua anima cominciò ad assaporare prima molto piano e poi sempre più intensamente il suo fiore. Lei inarcò la schiena e cominciò ad ansimare forte. Sentì che la sua eccitazione cresceva e si allungò su di lei. Come un mare calmo e tranquillo andò a lambire le sue coste, spingendosi fin dove poteva arrivare. Un movimento lento e costante, respiri scandivano quel tempo ritmicamente, pian piano aumentando.
L'incendio durò tutta la notte, senza tabù nè freni, intervallato da momenti di piacere e momenti di complicità e risate.
Fu una notte di semplice sesso tra due persone che, stando troppo vicine, si accesero, non riuscendo a controllare i loro istinti primordiali.
Fuoco di paglia, nient’altro. Come improvvisamente divampò, altrettanto improvvisamente si spense, senza lasciare nemmeno una piccola scintilla.
14aba7a6-52ca-438c-9a7e-9318059ab6f9
Quella sera, nel pub affollato, lui notò che lei stava in disparte, seduta ad un tavolo ad osservare la gente. Si congedò dalle persone con cui stava parlando. Le si avvicinò e la salutò con galanteria, chiedendole se poteva farle compagnia. Lei gli sorrise e lo invitò a sedersi. Chiacchierarono a...
Post
14/11/2016 21:30:31
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment
    15

Dr. Soul & Mr. Dark

10 novembre 2016 ore 20:19 segnala
Nightcore - Jekyll and Hyde

Per tutti era un lunedì qualunque di una settimana qualunque in un mese e in un anno qualunque.
Ma non lo era per lui. In quel giorno avrebbe dovuto affrontare uno dei suoi demoni, il più pericoloso e sapeva che non sarebbe finita bene.
Si vestì con un completo nero, adatto all'occasione. Barba fatta, come sempre, gli piaceva essere sempre impeccabile e curato. Capelli in ordine, con un po' di gel per dar loro un effetto bagnato. Indossò il cappotto e raggiunse i suoi famigliari, che attendevano davanti alla chiesa.
Il carro funebre arrivò poco dopo. I quattro becchini posizionarono la bara sul sagrato in modo che la piccola folla riunitasi per l'evento potesse raccogliervisi intorno.
Stava fermo ed immobile, osservava tutti quanti e sapeva che tutti quanti avrebbero osservato lui. Abbassò lo sguardo in segno di rispetto e seguì la processione in chiesa. Dovette sedersi nei primi banchi perchè anche lui era parte di quel contesto purtroppo.
Conosceva quel luogo che da bambino aveva dovuto frequentare. Mentre la cerimonia funebre cominciava cercava di estraniarsi guardando le statue, i dipinti, i capitelli, i rosoni. Erano ancora tutti nello stesso posto, da più di 30 anni, era cambiato poco eppure non vi era nemmeno un granello di polvere o una ragnatela.
Non credeva più in ciò che gli avevano impartito da piccolo, forse non ci aveva mai creduto. Un essere sovrannaturale che governava il mondo e che predicava la pace, ma poi permetteva che ci fossero guerre, omicidi di massa, femminicidi... Colui che era vita, ma che la toglieva a suo piacimento spesso a chi non lo meritava affatto. Il libero arbitrio degli uomini di cui parlavano i preti era soltanto una giustificazione per nascondere il fatto che quell'essere non esiste.
Ed era sempre più convinto del suo pensiero man mano che il parroco recitava la sua predica sulla vita eterna, sulla resurrezione, sul fantomatico premio che attendeva gli uomini dopo la morte.
Mentre tutto ciò accadeva i suoi demoni si stavano risvegliando, si stavano aggrappando ai suoi pensieri, lo stavano divorando.
Ed ecco che l'organo intonò quel particolare motivo. Le lacrime cominciarono a rigargli il viso, il ricordo cominciò a riaffiorare, vivido. Esattamente come 6 anni prima si ritrovò in quell'immenso dolore, in quella sofferenza, in quell'angoscia.
Riaccendere la sua umanità non era certo sua intenzione, piangere a quello specifico evento nemmeno. In fondo, pur essendo una parente stretta, con la defunta non aveva mai avuto un rapporto, soprattutto negli ultimi 10-15 anni.
Eppure non riusciva a trattenere quel tormento. Sei anni prima aveva perso quella che era stata sua madre nei primi 16 anni della sua vita, colei che gli aveva insegnato a fare qualunque cosa, colei che l'aveva amato al di sopra di ogni cosa, al di là del suo essere strano da sempre, al di là del suo carattere molto particolare. Si chiama madre colei che cresce un figlio, non colei che lo genera. La perdita era stata tragica e gli aveva segnato la vita. Aveva dovuto implodere tutto il dolore, aveva dovuto spegnere la sua parte umana per riuscire ad andare avanti. Ma quel suono, quel particolare suono che veniva musicato in quella chiesa in quelle occasioni risvegliò tutte le emozioni negative che aveva dentro. Singhiozzava e non si dava più pace, non poteva lasciare la cerimonia anzitempo perchè "non stava bene" e quindi si rifugiò nel bavero del cappotto, vi si strinse dentro quasi per nascondersi.
Dopo circa un'ora, un'ora interminabile, tutto quanto finì. Uscì da quel luogo, prese una grande boccata di quell'aria gelida, guardò il cielo e a grandi passi cercò di andarsene. Ma venne trattenuto, da colei che lo aveva generato, da colei che per tutta la vita non aveva fatto altro che farlo sentire in colpa per qualunque sua scelta, per qualunque sua decisione, per quello che era, per l'uomo che era diventato, per qualunque cosa andasse in contrasto con quanto lei pensasse. E con il cuore accelerato dall'ansia dovette dispensare strette di mano e finti sorrisi di circostanza alle persone intervenute. Appena gli fu possibile corse via, salì in macchina e tornò a casa.
In quel momento avrebbe voluto accanto la persona che amava e avrebbe voluto che lei capisse senza fare domande il suo stato d'animo tormentato.
Sembra impossibile che anche le persone che dicono di comprendere, di non fermarsi davanti a determinati "no", che tranquillizzano col loro "non fa niente, non importa", alla fine siano totalmente incapaci di dire o fare la cosa giusta per la persona che dicono di amare. Allontanò chiunque lo cercò per un motivo o per l'altro. Doveva riprendere immediatamente il controllo, doveva assolutamente spegnere quel dannato interruttore e tornare ad essere l'uomo glaciale che tutti temevano e rispettavano, quello misterioso che non si lasciava andare alle emozioni, quello duro ed inattaccabile.
Tentò per giorni di riprendersi, ma inevitabilmente aveva dei contatti umani che in qualche modo non poteva (nè voleva) evitare. Voleva tornare nella sua oscurità, protetto da quei muri alti ed invalicabili, da quel buio in cui i difetti non si vedono, in cui nemmeno i mostri sono riconoscibili, ma solo percettibili.
Si rese conto, in quella sua fragile vulnerabilità così esposta, che nessuno, nemmeno chi amava con tutto se stesso, accettava la sua stranezza, la sua estrema sensibilità. Si rese conto che la sua umanità gli creava aspettative che non poteva permettersi, sogni a cui non poteva dedicarsi, capì che doveva assolutamente impedire a quel demone di riemergere ancora. Perchè la sua parte più emotiva e delicata non veniva tollerata nè tanto meno trattata con la dovuta delicatezza.
"Un giorno ancora" si disse "e tu, Dr. Soul, scomparirai per sempre!". Seduto sulla sua poltrona di pelle, cominciò a sorseggiare il suo Bourbon, attendendo il ritorno di Mr. Dark.
ca1658e0-1d85-4d95-b97a-fbdea07d9e54
« video » Nightcore - Jekyll and Hyde Per tutti era un lunedì qualunque di una settimana qualunque in un mese e in un anno qualunque. Ma non lo era per lui. In quel giorno avrebbe dovuto affrontare uno dei suoi demoni, il più pericoloso e sapeva che non sarebbe finita bene. Si vestì con un complet...
Post
10/11/2016 20:19:14
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7
  • commenti
    comment
    Comment
    11

Quello che sei in realtà

30 ottobre 2016 ore 20:26 segnala

"Walt Whitman ha scritto 'Contengo Moltitudini'.
Beh sembra che avesse ragione. La personalità è davvero una collezione di varie e distinte reti neurali tutte in questa goccia gelatinosa che abbiamo tra le orecchie.
E ci sono differenti versioni di noi stessi che fluttuano nel cervello.
Qual'è allora il tuo vero tu?
Sei il chitarrista che suona il rock una sera a settimana?
O è il tuo lavoro dalle nove alle cinque che ti definisce veramente?
Una di queste personalità può essere una sposa devota e l'altra una bugiarda, ladra, maniaca senza controllo?
Puoi desiderare Amore ed essere condannato dalla genetica e dall'ambiente a restare sempre lo stesso figlio di puttana di sempre?
E anche solo cambiando qualcosa di te stesso, il volto, il nome, il posto in cui vivi, ti puoi sentire diverso, puoi persino ingannare le persone...per un po'....
Ma puoi cambiare davvero quello che sei in realtà?
"
Perception - 01x02

Audioslave - Be Yourself

To be yourself is all that you can do
4fb05019-8669-4245-a503-891add4a692b
« immagine » "Walt Whitman ha scritto 'Contengo Moltitudini'. Beh sembra che avesse ragione. La personalità è davvero una collezione di varie e distinte reti neurali tutte in questa goccia gelatinosa che abbiamo tra le orecchie. E ci sono differenti versioni di noi stessi che fluttuano nel cervel...
Post
30/10/2016 20:26:50
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    5

Always & Forever

19 ottobre 2016 ore 20:46 segnala
Cielo limpido e terso
Cielo tempestoso e minaccioso
Cielo grigio con un velo di tristezza

Profondità da esplorare e in cui perdersi
Dolcezza e Sensualità da cui farsi inebriare
Rabbia e Passione da cui farsi travolgere
Candore di cui prendersi cura

Occhi Blu, in cui non potrò forse mai specchiare i miei,
ma che Amo, da quel momento, in ogni loro piccolissima sfumatura.


Marco Mengoni - Sai Che
142a6296-ce22-44b9-90fe-332e11df031d
Cielo limpido e terso Cielo tempestoso e minaccioso Cielo grigio con un velo di tristezza Profondità da esplorare e in cui perdersi Dolcezza e Sensualità da cui farsi inebriare Rabbia e Passione da cui farsi travolgere Candore di cui prendersi cura Occhi Blu, in cui non potrò forse mai specchiare...
Post
19/10/2016 20:46:16
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    11

Needs...

19 ottobre 2016 ore 20:41 segnala
What I'd Like


What I Have
4b0e9f70-7e91-47eb-b7be-7bd9d3113748
What I'd Like « immagine » What I Have « immagine »
Post
19/10/2016 20:41:41
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment

Indifferenza, Menefreghismo ed Oblio

01 ottobre 2016 ore 18:42 segnala

Ci sono diverse cose che non tollero nelle persone, ma più di tutto odio falsità, egoismo ed incoerenza.
Con la stessa naturalezza con cui si presentano solari, allo stesso modo spariscono senza problemi. Con lo stesso sorriso con cui ti ingannano dicendo che sei importante, allo stesso modo ti dicono che sei tu ad esserti illuso o ad aver corso troppo.
A parole si dicono grandi e belle cose, ma poi a fatti si dimostra tutt'altro.
La coerenza è cosa da pochi, lo so, ma perchè far sentire importante qualcuno e poi andarsene dall'oggi al domani, magari anche lasciandogli intendere che le paure che aveva erano del tutto fondate?
Ed è davvero difficile riuscire a mantenere un certo contegno e a non esprimere il proprio sdegno di fronte a questa semplice indifferenza, al menefreghismo che viene dimostrato.
Orgoglio e dignità impediscono a volte di urlare tutta la rabbia che si ha dentro, impediscono di compiere gesti eclatanti per dimostrare l'affetto vero che si prova nei loro confronti, affetto che non è assolutamente meritato peraltro.
E' a causa loro che ci si sente sempre più soli, che si diventa diffidenti, che si risponde con sospetto, che si aggredisce al minimo errore. Già, perchè se non ci fossero queste figure, o meglio, se queste figure si comportassero con rispetto, coerenza e soprattutto coraggio di dire e fare ciò che pensano, anche chi ne è vittima potrebbe vivere sereno.
La cosa peggiore è quando tornano come se niente fosse, o lasciano messaggi subliminali come a dire "ehi, ti ho pensato". Ma dopo un comportamento a dir poco assurdo, cosa vi aspettate? Che vi si accolga a braccia aperte, come se non ci aveste feriti o delusi o ingannati?
Qualcuno ha detto che le aspettative rovinano i rapporti. Pur credendo che sia la verità, io penso che solo chi riesce a non emozionarsi possa evitare di sognare, di fantasticare e quindi ad evitare di "aspettarsi qualcosa". La fragilità di un'anima viene continuamente messa alla prova da chi non fa altro che fregarsene e non avere rispetto degli altri. Purtroppo c'è chi riesce ancora ad alzarsi, c'è chi invece non ce la fa, tanto da cadere nella più profonda oscurità e a non riuscire più a tornare indietro, imprigionato dai suoi stessi demoni.


Essere usati e gettati come oggetti o giocattoli è umiliante. Però la colpa in fondo è nostra, perchè glielo permettiamo. Ultimi di una specie in via d'estinzione, portiamo rispetto ai sentimenti altrui, alle parole facciamo seguire i gesti, ciò che diciamo è ciò che pensiamo, senza girarci intorno e senza prendere per il culo nessuno. So già che ci costringeranno ai margini, perchè in questa stupida società, paradossalmente, vincono sempre i belli, i potenti, i falsi, i ricchi e coloro che sanno calpestare anche la propria madre per ottenere successo.
L'indifferenza di alcune delle persone a cui tengo è una lama che mi passa da parte a parte e lacera ogni giorno il mio io, vorrei tanto perdere alcune parti di memoria e soprattutto di sentimenti.
Se per un giorno solo potessi esaudire uno dei miei desideri, il mondo sarebbe molto più pulito, credetemi.


Purtroppo l'oblio è un lusso che non posso permettermi.

Dita Puntate

25 settembre 2016 ore 20:47 segnala
Siamo esseri umani (i più) e per questo siamo portati ad esprimere opinioni.
A chi non è mai capitato di dire la propria, di suggerire una soluzione, un pensiero? E sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di dare un consiglio o un'idea non richiesti.
Bene, ma un conto è esprimersi con un "Al posto tuo io farei..", "Potresti fare così....", "Che ne dici se..." e via dicendo. Un altro è dire "Devi fare...", "Dovresti...", "Non capisci nulla, fai così..." ....
Già perchè il giudizio altrui è fastidioso, parecchio pure. Soprattutto quando si tratta di cose che noi conosciamo bene ed il nostro interlocutore nemmeno un po'.


Personalmente mi infastidisco parecchio quando si tenta di toccare la mia sfera personale piuttosto che la mia sfera lavorativa.
Se c'è qualcuno che mi conosce perfettamente, nel bene e nel male, sono io. E dal punto di vista professionale, so fare il mio mestiere. Pur se accetto sempre suggerimenti costruttivi, consigli e non amo non sapere - per cui mi faccio in 4 per imparare - non tollero che ci siano ingerenze nelle mie attività. Voglio dire, se un progetto l'ho creato, cresciuto, curato io, chi meglio di me può sapere quali siano pregi e difetti dello stesso? Normalmente però, nell'ambito lavorativo, ci si deve mordere spesso la lingua, soprattutto perchè, la maggior parte delle volte, l'incompetente di turno è lo stesso capo.
Nella sfera personale invece non è così. Se una persona è arrivata ad un certo punto nel suo percorso, avrà dei motivi. Ad esempio, se per tutta la vita ci si sente dire "Sei un fallimento", un giorno si smetterà di cercare di dimostrare di non essere tale, un giorno ci si convincerà di essere il nulla. E magari non è per mancanza di spina dorsale, forse ci sono motivi più profondi.
O ancora: se una persona è diffidente verso il prossimo, osserva in silenzio, si guarda intorno, non dà confidenza a chicchessia...Forse non è solo una persona negativa, musona, forse è perchè è stata tradita nel profondo, talmente tante volte da non riuscire più a lasciare andare sentimenti e pensieri in modo sereno con nessuno, forse ci prova e poi ritorna sui suoi passi perchè teme di sbagliare ancora.


In sostanza, ciò che voglio far capire, è che anche se viene facile dire ciò che si pensa, a volte i nostri consigli non sono richiesti, la maggior parte delle volte non sappiamo la storia che sta dietro a determinati comportamenti. Pertanto non ci dobbiamo permettere di giudicare, mai.
E questo è un monito che faccio anche a me stesso, perchè anche senza volerlo, a volte cado anche io in queste bassezze.

7487e6c3-a979-46fb-98e8-445905b11a7d
Siamo esseri umani (i più) e per questo siamo portati ad esprimere opinioni. A chi non è mai capitato di dire la propria, di suggerire una soluzione, un pensiero? E sarà capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di dare un consiglio o un'idea non richiesti. Bene, ma un conto è esprimersi con...
Post
25/09/2016 20:47:24
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    3

Apatia

18 settembre 2016 ore 20:20 segnala
Niccolo' Fabi - Le cose non si mettono bene

Giorni tutti uguali trascorrono sempre allo stesso modo, privi di entusiasmo, carichi di stress. Vedo le stesse persone, sento le stesse frasi, ascolto centinaia di voci che non fanno che lamentarsi o caricarmi di altro lavoro o ansie.
Ignari del mio essere, del mio patire, del mio morire.
Continuo a ripensare a quei pochi attimi di serenità che quel raggio di luce mi ha donato, attendo impaziente il suo ritorno, ma è una mia mera illusione. Non tornerà, il mio destino è di rimanere in questo buio, di convivere coi miei demoni. Sono soltanto un mezzo, si, un mezzo che viene utilizzato per sollevarsi da terra, per traghettarsi nella pace, che poi viene puntualmente abbandonato, sulla riva di un fiume fatto di lacrime. Impotente non posso che subire. Non accetto, ma subisco, non posso far altro.
Mentre vedo risate e complicità lontano da me, che invidio quasi perchè non sono più nel mio percorso.
Affezionarmi a qualcuno è ancora troppo semplice, fingere che vada tutto bene invece lo è sempre meno, fidarmi è fuori discussione. E' necessaria tutta la mia attenzione, non posso permettermi di perdere l'ultimo brandello di cuore rimasto, è troppo piccolo ed è per uso personale.


70012c4c-8927-438e-ba03-e5f83897c638
« video » Niccolo' Fabi - Le cose non si mettono bene Giorni tutti uguali trascorrono sempre allo stesso modo, privi di entusiasmo, carichi di stress. Vedo le stesse persone, sento le stesse frasi, ascolto centinaia di voci che non fanno che lamentarsi o caricarmi di altro lavoro o ansie. Ignari d...
Post
18/09/2016 20:20:56
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    9
  • commenti
    comment
    Comment
    6

Atelophobia

11 settembre 2016 ore 14:23 segnala

Ci sono momenti in cui il silenzio è così rumoroso da far riemergere tutti i più bui pensieri, tutte le fobie che col tempo, accuratamente, abbiamo cercato di nascondere in fondo a noi stessi.
Questo è uno di quei momenti, sarà per via della settimana pesante che è appena trascorsa o sarà semplicemente perchè questi pensieri non se ne sono andati via mai, ma tutto questo rumore sta assordando la mia testa, costantemente.
A volte riesco a tenere a bada i miei demoni, a volte invece riescono ad uscire e a farmi tremendamente male.
Hai mai pensato, tu che mi leggi ora, al fatto che se una paura cresce dentro di noi forse è perchè qualcuno ha spinto talmente tanto sulle nostre debolezze da farla diventare fobia? Non siamo sempre noi gli stessi artefici di quel che siamo o il motivo.
Non nasciamo con la paura del buio, del vuoto, dei ragni, di innamorarci, di prendere decisioni, dei posti affollati o troppo chiusi e via dicendo.
Forse, quando si è affetti da Algofobia, è perchè si è davvero sofferto troppo nella vita.
Forse, quando si diventa amartofobici o si è affetti da Atychifobia, è perchè qualcuno ha sempre puntato il dito contro facendo credere che qualunque cosa si faccia sia sbagliata o un fallimento.
Forse, quando si soffre di Anuptafobia, è perchè si è rimasti soli troppo a lungo.



Ciò che voglio dire è che se io sono quel che sono, non è tutta colpa mia.
Cerco di essere sempre al massimo, di fare tutto ciò che posso per non deludere chi mi sta intorno, in qualunque ambito, affetti, lavoro, amore.
Eppure, se ora sono Atelofobico, Athazagorafobico, Eremofobico e molto altro non credo sia perchè me la sono cercata.
Se, nonostante tutto ciò che faccio, mi sento sempre un gradino sotto agli altri è perchè qualcuno non mi mette mai al primo posto. Cerco la perfezione in qualunque cosa e non ci arrivo mai, perchè qualcuno fa sempre meglio di me e/o viene premiato al posto mio.
Se ho il timore costante, quando mi affeziono a qualcuno, che questo qualcuno se ne vada è perchè non ho visto altro che persone di spalle nella mia vita e perchè la Signora dei Demoni mi ha portato via l'unica persona che le spalle invece non me le ha mai voltate.

E potrei continuare ancora un bel po', ma non voglio annoiare nessuno.

In questo periodo (sicuramente mi direte "è solo stress"), si è acuita questa...

...e davvero non ne posso più!
d095e25e-49d8-45fc-80f9-30502476af0f
« immagine » Ci sono momenti in cui il silenzio è così rumoroso da far riemergere tutti i più bui pensieri, tutte le fobie che col tempo, accuratamente, abbiamo cercato di nascondere in fondo a noi stessi. Questo è uno di quei momenti, sarà per via della settimana pesante che è appena trascorsa o ...
Post
11/09/2016 14:23:44
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    2