Sale la Nebbia

29 novembre 2016 ore 21:07 segnala
Era da poco passato un forte temporale quando mi incamminai per il sentiero, nel bosco. L'aria era fresca e tutt'intorno affioravano i profumi della natura, di vario genere e tipo. Sentivo l'odore del legno bagnato, delle foglie lavate dall'acqua, del muschio.
Avevo addosso un giaccone pesante, per ripararmi dal freddo e dal vento, se ce ne fossero stati.
Camminavo tra le fronde quando un raggio di sole si fece largo tra i rami e quasi mi abbagliò. Misi una mano davanti agli occhi, per poter guardare quello spettacolo. Con la mia reflex, compagna fedele, cercai di cogliere ogni singolo particolare.
Continuai nel mio percorso e, man mano che mi inoltravo in quel posto pieno di pace, il sole mi affiancava e mi teneva compagnia.
All'improvviso il sentiero diventò uno spiazzo, grande e luminoso, attraversato da un torrente che gorgogliava con forza.
Mi sedetti su una pietra, aprii la tracolla ed estrassi un toast che mi ero preparato insieme ad altre cibarie.
Quel tiepido calore e quell'aria profumata mi riempivano il cuore. Mi sentivo bene, finalmente sereno.
All'improvviso però, distratto da quanto avevo intorno, non badai a dove poggiavo i piedi e scivolai. Cercai di rialzarmi poggiando le mani a terra, ma avevo probabilmente una brutta distorsione ad un polso e dovetti far forza sulle gambe e sull'altro braccio per rimettermi in piedi.
Pensai che fosse solo un incidente di percorso, che poteva capitare, che dovevo stare più attento. Approfittai dell'acqua fredda del torrente per alleviare un po' il dolore e poi decisi di rimettermi in cammino.
Costeggiai il torrente prestando attenzione a dove mettessi i piedi, ma anche al panorama che mi circondava. Continuando a camminare mi accorsi che si stava alzando un po' di foschia, ma lì per lì non vi badai e proseguii.
Giunsi ad un punto in cui un ponte di legno attraversava il torrente ed arrivava fino all'altra sponda. Pensai che avrei potuto fare delle foto stupende nella traversata e mi avviai, senza rifletterci più di tanto.
Arrivato al centro del ponte però, sentii scricchiolare il legno, forse troppo consumato dalle intemperie e dall'acqua che probabilmente, durante i periodi di brutto tempo, aveva sommerso quella passerella. Non mi fermai quindi e lo attraversai con passo spedito.
La foschia salì rapidamente e mi ritrovai dall'altro lato del torrente, in un posto desolato, umido, cupo.
Tentai di trovare, con lo sguardo, un punto in cui potessi attraversare di nuovo il corso d'acqua, ma in quel grigiume non riuscii più a distinguere forme, colori, odori. Salì una fitta nebbia ed io, dolorante, mi ritrovai sperduto, col senso dell'orientamento annientato, coi punti di riferimento invisibili, al freddo, solo.
Provai ad ascoltare i suoni che mi circondavano, ma lo scrosciare del fiume era talmente fragoroso da confondermi ancora di più.
Il mio orologio segnava le 17, presto sarebbe calata la notte. Cercai, a tentoni, di trovare un riparo, un rifugio in attesa che quell'incubo finisse. Ma tutto l'ambiente era sommerso da sottile fumo grigio che non mi avrebbe permesso di muovere un solo passo. Rimasi quindi lì, immobile e sofferente, stretto nel mio giubbino caldo. Un nuovo raggio di sole mi avrebbe dato speranza o la notte mi avrebbe inghiottito per sempre.

A volte basta davvero poco per essere sereni, ma in quei momenti non bisogna dimenticare di dormire con un occhio aperto, di fare attenzione alle insidie, ai segnali che le cose non funzionano, ai dettagli, perchè basta davvero poco per essere inghiottiti dalla nebbia, per perdersi e non ritrovarsi più.

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Era da poco passato un forte temporale quando mi incamminai per il sentiero, nel bosco. L'aria era fresca e tutt'intorno affioravano i profumi della natura, di vario genere e tipo. Sentivo l'odore del legno bagnato, delle foglie lavate dall'acqua, del muschio. Avevo addosso un giaccone pesante, per...
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29/11/2016 21:07:39
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Commenti

  1. HideMe 30 novembre 2016 ore 09:24
    "Nessuno può vivere una favola se non ha il coraggio di perdersi nel bosco"
    Lei scrive in maniera celestiale,anche se le atmosfere sono gotiche...
  2. TheDarkOne 30 novembre 2016 ore 10:53
    @HideMe: grazie Miss...
  3. x71k 03 dicembre 2016 ore 12:04
    @theDarkOne stupendo il racconto e interessante la riflessione. Ci si può ritrovare così..persi...ma in fondo se si stà attenti a tutto si perde anche il bello delle nostre avventure
  4. TheDarkOne 03 dicembre 2016 ore 13:16
    @x71k: hai centrato il punto, ma c'è pure una virgola.....i dettagli sono importanti in tutti i sensi, sia nell'intrigo che nel "cosa c'è sotto".....bisogna porre la dovuta attenzione ad entrambe le versioni ;-)
  5. Njlo 03 dicembre 2016 ore 13:59
    Il racconto è molto bello, singolare e pieno di pathos ed ha, come le favole, una morale importante.
    Il luogo che descrivi mi ricorda un bosco in cui mi ritrovai un po' di tempo fa, però c'era un laghetto e degli aironi maestosi e tutto era chiaro, limpido, suggestivamente incantevole. In comune l'odore del muschio e di terra bagnata: la notte era piovuto. Non mi persi, ma forse lo avrei voluto.
  6. TheDarkOne 03 dicembre 2016 ore 14:14
    @Njlo: grazie, gentilissima come sempre.... Io quel posto l'ho immaginato... Forse sono in parte riaffiorati ricordi dell'infanzia quando mi obbligavano ad andare in montagna.... Ma il centro del discorso non è l'ambientazione ;-)
  7. Njlo 03 dicembre 2016 ore 14:20
    Lo so. Infatti ho concluso il mio commento in quel modo.

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