PeNsiErI NaTaLiZi...

19 dicembre 2017 ore 21:09 segnala
Conto alla rovescia. Meno sei giorni a Natale e meno tredici giorni a Capodanno.
Come ogni anno, da qualche tempo, sono solita ritornare in questo posto assai particolare per fare un resoconto di tutto ciò che mi è successo in questi ben 364 giorni.
Beh, da dove cominciare? Mi pongo questa domanda ben sapendo, però, che non è così tanto difficile ripercorrere con la mente tutti i mesi passati di quest'anno.
Lasciatomi alle spalle un 2016 iniziato da Dio e finito malissimo - non dico di starci quasi per lasciarci le penne, ma quasi - il 2017 è iniziato allo stesso modo di tutti gli anni precedenti, se non peggio, a causa di qualche delusione che mi sono caricata sulle spalle come ricordo - pronta a voltare pagina non appena mi fossi un pochino rialzata da qualche caduta qua e là durante l'intricato percorso della mia vita - perciò i primi cinque/sei mesi, sono trascorsi senza nemmeno che ne me accorgessi, dal momento in cui ho mantenuto per tutto quel tempo una routine che non ha portato nulla di nuovo alle mie giornate.
In questa prima metà dell'anno non ho fatto nulla degno di essere ricordato e non ho nemmeno conosciuto alcuna persona degna di essere annotata tra queste pagine.
Un po' annoiata dai mesi precedenti, il periodo estivo ha invece portato in me un sentimento nuovo: innanzitutto una volontà strana di cambiamento, di novità, un qualcosa che mi trasportasse fuori dalla mia routine abitudinaria - e che mi avrebbe portata, di lì a poco, a iscrivermi nuovamente all'università a settembre - e poi una voglia matta di spensieratezza, libertà, serenità, insomma tutto ciò che ha fatto si che io, per la prima volta dopo tanto tempo, mi svegliassi la mattina felice di iniziare una nuova giornata piena di sorprese, sole, mare, l'affetto dei parenti, le uscite con gli amici, le passeggiate al porto, i gelati, le arrostite in montagna. E' stata una bellissima estate. Anche se non sono mancati certamente dei momenti un po' tristi, soprattutto di notte, quando sul balcone, seduta sulla mia bellissima sedia a sdraio, davanti ad una Luna splendida e delle costellazioni fantastiche che mai smetterò di contemplare, sul cielo appariva un volto in grado di farmi sognare e, allo stesso tempo, tremare. Proprio in quei momenti nella mia mente hanno iniziato a prendere forma dei versi che - solamente a distanza di un paio di mesi - sarei riuscita a mettere nero su bianco, dando vita a delle poesie in grado di descrivere, in quattro strofe o poco più, tutti i miei sentimenti e le mie emozioni.
Arrivato settembre, pronta per iniziare una nuova avventura che sicuramente avrebbe stravolto completamente la mia vita, mi sono iscritta all'università e devo dire che, nonostante tutta la fatica di riprendere a studiare, ad alzarmi presto la mattina per raggiungere a piedi la stazione che dista venti minuti dalla mia casa, per poi trascorrere quaranta minuti sul treno, insomma, nonostante queste piccole grandi fatiche, non mi sono nemmeno per un secondo pentita della mia scelta: ho conosciuto nuove persone stupende con cui mi sono subito trovata. C'è da dire che - e qui ho preso consapevolezza di aver raggiunto un obiettivo importantissimo che da tempo mi ero prefissata - lo studio e l'università hanno talmente occupato le mie giornate che non mi sono nemmeno accorta dei mesi che passavano. La testa vagava altrove, per la prima volta ad una distanza più accettabile dai problemi, dalle delusioni e da tutti quegli eventi negativi che hanno segnato buona metà dei miei vent'anni, ma che hanno avuto inizio già un bel po' di anni prima.
Non posso dire di essere totalmente guarita da quella sorta di malinconia che è stata mia compagna per tanto tempo, però posso certamente andare fiera del fatto che ho iniziato a prendere un po' più le redini della mia vita, smettendo semplicemente di subire gli eventi così come si accanivano su di me, ma assumendo un ruolo attivo, cercando io stessa di costruire qualcosa con le mie mani e per mia volontà. Non posso ancora dire di esserci riuscita - essendo passati soltanto pochi mesi - ma ciò che è certo è che mi sono messa sulla carreggiata verso una meta ancora da definire, misteriosa, incerta, che spero si faccia un po' più nitida col passare del tempo.
Leggendo questi avvenimenti tutto si potrà credere tranne che siano cose assolutamente grandiose. Sono cose normali, semplici, nulla di fantasmagorico: per me, però, sono stati un'assoluta novità, un qualcosa di fenomenale, in grado di ridarmi quell'entusiasmo, quella grinta, quella forza di volontà che andavo sempre di più perdendo lungo il tragitto. Una volta che mi sono resa cosciente di ciò, ho subito voluto correre ai ripari - e come si suol dire, "carpe diem"- e ho subito colto l'occasione non dico per cambiare pagina - perchè, volendo essere sincera, c'è ancora un segnalibro molto testardo che si è quasi incollato su determinate pagine e non mi permette, per così dire, di archiviarle; ma lavorerò anche su questo fatto, non appena mi riuscirà meno doloroso spostare il segnalibro perchè, purtroppo si, sono io la prima che non tenta nemmeno di spostarlo verso pagine nuove- dicevo, ho subito colto l'occasione non dico per cambiare pagina, ma per scrivere nuove parole su quella pagina ingiallita, così da rivitalizzarla un po'.
E niente, così è iniziato e si è concluso il mio 2017, anche se, a dirla tutta, in questi tredici giorni potrebbero esserci delle novità quando meno me lo aspetti.
Buoni propositi per il nuovo anno? A dirla tutta, non ho mai stilato dei buoni propositi per l'anno nuovo, anche se quest'anno mi sa che lo faccio, così tanto per provare, anche se, in genere, non mi piace pianificare anticipatamente azioni future, conscia di quanto la vita sia imprevedibile. Evito qui di elencare tutti i buoni propositi che mi balenano per la mente, non perchè io non voglia, ma semplicemente perchè ho paura che non si avverino. A volerne proprio dire uno generico, sicuramente cercherò di essere più serena dal punto di vista psicologico (l'università mi metterà a dura prova) per non rischiare che la mia testa imploda.
Emozionata e intimorita al tempo stesso per l'anno che "ha a venire", non dimentico certamente il periodo natalizio che, per me, ha sempre singificato molto. Sin da bambina, il Natale per me è la festa più bella, più gioiosa, più viva e al tempo stesso più malinconica. Sembrerà un controsenso, a tratti una contraddizione, ma in realtà non è così. Per spiegare meglio ciò che intendo dire, riporto una situazione che mi capita spesso durante il periodo natalizio - non solo a me, ma a tutti - che è quella di ritrovarsi nel centro della propria città, imbacuccati dalla testa ai piedi - cappello con il pon pon, guanti, stivaletti, giubbotto imbottito - con lo sguardo attratto dalle mille luci dei negozi, dei cartelli, degli alberi di Natale che ognuno posiziona o davanti alla porta di casa o sul balcone o dentro casa, ma i cui giochi di luci traspaiono dalle finestre, con il cuore a mille, in mezzo ad una folla intenta a comprare regali, passeggiare, chiacchierare, i clacson delle auto di sottofondo, qualche cantante che suona o canta per strada chiedendo l'elemosina, i bambini vogliosi di andare ad abbracciare Babbo Natale ricevendo in dono da lui dolci e caramelle. Tutto ciò in un clima festoso, gaio, divertente, sereno e... dolcemente malinconico. Chi può cogliere il Natale meglio dei bambini? Chi non vorrebbe, anche solo per pochissimi giorni, ritornare bambino? Chi non vorrebbe sentirsi protetto dalle braccia affettuose dei propri genitori e parenti? Chi non vorrebbe svegliarsi al mattino curioso di andare a vedere cosa Babbo Natale abbia lasciato come regalo sotto l'albero? E poi, chi non vorrebbe trascorrere questi giorni con la persona che ama? Il Natale non è una festa solo per i bambini, ma anche per gli adulti, proprio quegli adulti che hanno la testa piena di problemi, ma che trovano nell'affetto della famiglia una cura, un drink energetico in grado di dar loro la forza di faticare affrontando un ennesimo anno oscuro e misterioso.
Starei ore e ore a scrivere del modo in cui i miei sensi percepiscono il Natale, dei pensieri che mi balenano in testa quando sono sdraiata sul divano di fronte al mio bell'albero, di tutto ciò che provo quando entro nelle librerie che già sono belle di loro ma che diventano ancora più attraenti sotto le feste... Avrei un mondo di cose da dire solo riferito a questo periodo. Ne sono profondamente innamorata, così come sono innamorata del mio Babbo Natale personale.
Chi è il mio Babbo Natale personale? Beh, anche qui per spiegare bene chi sia dovrei iniziare la stesura di un poema epico. La sua identità è un mistero per tutti. Nessuno sa della sua esistenza perchè ne sono tremendamente gelosa. Il mio Babbo Natale personale è una persona che, volendone fare una descrizione, ha una barba stupenda, degli occhi fantastici, un viso dolcissimo, una voce sensuale e... niente, non riesco ad essere oggettiva nella sua descrizione. Ai miei occhi il suo volto, il suo fisico, assumono una forma differente da come viene percepita dal resto del mondo. E ne vado fierissima. E poi non voglio darne troppi dettagli, non vorrei mica rischiare che si riuscisse a capire chi sia. Dal punto di vista caratteriale è impossibile darne una descrizione, nè soggettiva nè oggettiva: burlone, divertente, "cazzaro" si può dire?, dolce, tenero, tormentato, insoddisfatto, sognatore, incompreso, stupido, intelligente... insomma, è allo stesso tempo un aggettivo e il suo opposto, una qualità e la qualità contraria, una virtù e il relativo vizio.
L'affetto che provo per questa persona è indescrivibile. Se non ci fosse lui sentirei un vuoto dentro incolmabile. Non è un mio amico, non è un mio parente, non è nemmeno un mio fidanzato. Il nostro legame affettivo è qualcosa che trascende il significato di tutte queste categorie affettive. Ho più volte parlato di lui - in realtà ho sempre parlato di lui - e in ogni frase che scrivo riecheggia il sentimento che provo nei suoi confronti, perchè se penso a qualcosa di bello la sua immagine automaticamente mi si proietta davanti agli occhi. Non posso farne a meno di parlare perchè sarebbe come tapparmi la bocca quando invece avrei voglia di gridare al mondo il senso di libertà e felicità che è in grado di trasmettermi questa persona.
Tra queste righe ho parlato di lui non soltanto perchè è ormai da anni il mio Babbo Natale personale - lo definisco così perchè è l'unico in grado di regalarmi con le sue sporadiche presenze delle emozioni che, sembrerà pur una frase fatta, ma riescono a farmi toccare il cielo con un dito - ma anche perchè proprio ieri notte l'ho risentito dopo tanto tempo ed è stato come accendere le luci natalizie dentro il mio cuore.
Mi dispiace che sia ancora presto per la fine dell'anno, perchè avrei tanto voluto iniziare il 2018 proprio ieri notte, sicura che - considerando come sarebbe iniziato - sarebbe stato un anno con il botto.
Diciamo che sono pochi i momenti in cui abbiamo modo di stare insieme. Dopo mesi di assenze, di silenzi, di mancanze, mesi in cui ci pensiamo e ci parliamo con la mente, nel momento in cui sembra che siamo così lontani, ma in realtà siamo così vicini da sentire il sospiro dell'altro sul viso, in quel momento il mondo si spegne e con esso tutte le luci. E io ho la sensazione che esistessimo solo noi due e che in tutto l'universo non si sentisse altro che il nostro sussurro.
Buon Natale, mondo.
Ci risentiamo presto.





bd60742d-19a7-42e6-b29f-3e302238722c
Conto alla rovescia. Meno sei giorni a Natale e meno tredici giorni a Capodanno. Come ogni anno, da qualche tempo, sono solita ritornare in questo posto assai particolare per fare un resoconto di tutto ciò che mi è successo in questi ben 364 giorni. Beh, da dove cominciare? Mi pongo questa domanda...
Post
19/12/2017 21:09:20
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.