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07 novembre 2018 ore 17:24 segnala
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" La leggenda del serpente e la lucciola "

25 ottobre 2018 ore 10:17 segnala

Racconta la leggenda, che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla.
Il piccolo insetto faceva l'impossibile per fuggire dal serpente.
Per giorni fu una persecuzione intensa. Dopo un po' di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente:

Posso farti tre domande?

Il serpente le rispose: - "Non sono abituato a rispondere a nessuno però siccome ti devo mangiare, puoi chiedere!" -

- "Domanda numero 1: appartengo alla tua catena alimentare?" - chiese la lucciola.

"- No!" - rispose il serpente.

- "Domanda numero 2: Ti ho fatto qualcosa di male?" - disse la lucciola

- "No, assolutamente!" - Tornò a rispondere il serpente.

- "Domanda numero 3: E allora.... perché vuoi mangiarmi?"

- "Perché non sopporto vederti brillare!"

Morale:
In varie occasioni può capitare di incontrare persone che ti criticano, condannano, etichettano, sebbene tu non abbia mai fatto loro qualcosa di male, e malgrado tu ti sia dimostrato gentile con loro. E tutto ciò avviene perché, così come la lucciola, possiedi la tua luce interiore, illumini il tuo cammino e il cammino di molti che camminano nell'oscurità. Brilli più degli altri, come fa la lucciola di notte e questo è difficile da sopportare per alcune persone, perché non hanno quella luce interiore, quel brillìo proprio e soffrono vedendoti brillare.
Sono persone che vivono nell'infelicità. Tu non smettere mai di essere te stesso, di illuminare con quella tua luce, anche se questo dà fastidio a coloro che vivono nella totale penombra.

“I serpenti che mangiano le lucciole non capiscono che rimarranno al buio per sempre.”

Morale della favola: Chi si mette in luce, emergendo da un gruppo o una categoria di persone, quasi sempre si attira addosso l'invidia di colui che farà di tutto per spegnergli quella sua "luminosità".
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« immagine » Racconta la leggenda, che un serpente inseguiva una lucciola per divorarla. Il piccolo insetto faceva l'impossibile per fuggire dal serpente. Per giorni fu una persecuzione intensa. Dopo un po' di tempo, la lucciola stanca ed esausta si fermò e disse al serpente: Posso farti tre doma...
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IO, TE E IL MALSANO GIOCO DEL "SE FOSSI".

19 agosto 2018 ore 11:08 segnala



Se fossi un animale di terra
sarei un orso bruno
tu una gallina
la più sensuale tra le galline;
se fossi un pesce di mare
sarei un tonno
tu una balena
la più snella tra le balene;
se fossi un pesce di fiume
sarei una salmone
tu pure
ma un salmone anomalo
sei troppo pigra
per risalire la corrente;
se fossi un uccello
sarei un falco pellegrino
tu una gazza ladra;
se fossi un fiore
sarei un giacinto
tu un tulipano
il meno cervellotico tra i tulipani;
se fossi una pianta
sarei un rampicante
tu una belladonna
la più letale e profumata
tra le belledonne;
se fossi un albero
sarei una quercia
tu un bonsai
il più alto tra i bonsai;
se fossi un balocco
sarei ovviamente un cavallo a dondolo
tu senza alcun dubbio un misirizzi
anzi una cassa intera di misirizzi;
se fossi un profumo
sarei borotalco
tu l'odore del pane caldo;
se fossi musica
sarei un tamburo
tu una fuga;
se fossi un colore
sarei rosso sangue
tu pure;
Se fossi donna
sarei proprio te

Ma se fossi il tuo uomo
ti prenderei alle spalle
inavvertitamente
con preistorica violenza
e ti penetrerei fino all'anima
tanto da farti desiderare
di non aver mai avuto un'anima
prima di quel momento.
Ma non dirlo a nessuno.
Nemmeno a te.
Sennò non ne usciamo più.
Alessio Sollo


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« immagine » Se fossi un animale di terra sarei un orso bruno tu una gallina la più sensuale tra le galline; se fossi un pesce di mare sarei un tonno tu una balena la più snella tra le balene; se fossi un pesce di fiume sarei una salmone tu pure ma un salmone anomalo sei troppo pigra per risalir...
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Il cuore più bello del mondo.

18 agosto 2018 ore 21:49 segnala

C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone; diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto.
Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.

All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: "Beh, a dire il vero, il tuo cuore è molto meno bello del mio".
Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti, della folla e del ragazzo.

Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti
osservavano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse bello.

Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando! - disse - confronta il tuo cuore col mio, il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime."

"É vero! - ammise il vecchio - il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto ma non farei mai a cambio col mio.Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato, e spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro
cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno
corrisposto, questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che ho provato anche per queste persone... e chissà, forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che
ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia il vero amore?"
Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel'offrì con le mani che tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel
suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Poi il vecchio aggiunse:
Se la nota musicale dicesse: "Non è la nota che fa la musica..." non ci sarebbero le sinfonie.
Se la parola dicesse: "Non è una parola che può fare una pagina..." non ci sarebbero i libri.
Se la pietra dicesse: "Non è una pietra che può alzare un muro..." non ci sarebbero case.
Se la goccia d'acqua dicesse: "Non è una goccia d'acqua che può fare un fiume..." non ci sarebbero gli oceani.
Se l'uomo dicesse: "Non è un gesto d'amore che può rendere felici e cambiare il destino del mondo..." non ci sarebbero mai né giustizia, né pace, né felicità sulla terra degli uomini.

Dopo aver ascoltato, il giovane guardò il suo cuore, che non era più il cuore più bello del mondo, eppure lo trovava più meraviglioso che mai perché l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.
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« immagine » C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone; diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio i...
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Un giorno

17 agosto 2018 ore 22:52 segnala
Un giorno ne varrà la pena, forse.
Di tutte quelle volte in cui tutto è sempre andato storto, di quelle volte che accadeva l’opposto di ciò che t’aspettavi.
Tutte quelle delusioni, quelle mancate attenzioni, quelle porte in faccia, quei pianti durati ore.
Ne varrà la pena. È sempre così.
Non arriva nulla quando aspetti con ansia.
Come i treni che, non arrivano mai in orario, arrivano quando smetti d’aspettare.
E così arriveranno i momenti “giusti”, quelli del “ne è valsa la pena”, quei treni eternamente in ritardo per noi.
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Un giorno ne varrà la pena, forse. Di tutte quelle volte in cui tutto è sempre andato storto, di quelle volte che accadeva l’opposto di ciò che t’aspettavi. Tutte quelle delusioni, quelle mancate attenzioni, quelle porte in faccia, quei pianti durati ore. Ne varrà la pena. È sempre così. Non arriva...
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Messaggio importante

14 agosto 2018 ore 18:02 segnala


Le stelle più belle non sono quelle che cadono...
Le stelle più belle sono quelle che ti vivono accanto tutti i giorni e per le quali sei così abituato da non apprezzarne la loro presenza...
Le stelle più belle sono le mamme che ti guardano sorridendo ma sono preoccupate per il tuo futuro...
Le stelle più belle sono i papà che sembrano forti come i pilastri ma il tempo segna anche loro e nel cuore si commuovono perchè tu cresci e loro invecchiano...
Le stelle più belle sono i figli che si prendono cura dei loro anziani genitori, sacrificando la loro vita...
Le stelle più belle sono quelle persone che incontri tutti i giorni se ricordi che ciascuno di loro ha una storia, una vita, una gioia e un dolore...
La stella più bella sei tu... Non lasciarti spegnere da nessuno...
E se poi, vuoi le stelle più luminose, guarda in Cielo ma guarda attentamente... Gesù e Maria ti stanno mostrando la loro luce.
Ringrazio tutte le stelle belle che ho incontrato e che mi hanno illuminato.
Ringrazio anche quelle stelle che hanno cercato di imbruttirmi e oscurami... Mi hanno fatto riflettere e capire che io non voglio assomigliare a loro.
Sii grato sempre per ciò che hai e per quelle stelle che hai al tuo fianco.
Siamo troppo facili a dire di persone che non conosciamo per un selfie che abbiamo fatto (attori, cantanti, pupazzi per quanto importanti siano ma che forse non si ricorderanno mai di noi ) "grande, grandissimo, eccellente, meraviglioso"... ma non spendiamo mai un complimento per gli eroi che abbiamo accanto...

(Una riflessione in un pomeriggio di mezza estate...)
Don Francesco Cristofaro

Vorrei...

08 luglio 2018 ore 23:09 segnala
.. essere il medico che dice "È guarito". La sarta che veste ogni giorno di tulle e di pizzi le spose felici. L'ostetrica che fa nascere i bambini.La pasticcera che scrive Ti amo sulle torte al cioccolato e ogni volta sorride. Vorrei essere il treno che passa e ti porta via. Il tizio qualsiasi che ti viene a pagare le bollette.Il bacio che ti fa decidere. Il brivido che fa desiderare. L'occasione giusta della vita, la svolta, l'indicazione che manca sempre al bivio. La canzone del cuore. Il libro sul comodino.Il postino che porta ancora lettere d'amore profumate e scritte a penna.Vorrei avere un'officina per aggiustare le bambole vecchie, i cuori rotti, le stelle spente. Vorrei essere la giornalista in tv che per una volta annuncia: "Oggi, tutto a posto". La donna coraggiosa che dice "Ti amo, però oggi non resto".
_______________
I papaveri sussurrano al tramonto

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.. essere il medico che dice "È guarito". La sarta che veste ogni giorno di tulle e di pizzi le spose felici. L'ostetrica che fa nascere i bambini.La pasticcera che scrive Ti amo sulle torte al cioccolato e ogni volta sorride. Vorrei essere il treno che passa e ti porta via. Il tizio qualsiasi che...
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08/07/2018 23:09:11
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Non sono affatto prevenuto

03 luglio 2018 ore 23:13 segnala
Non sono affatto prevenuto, credo che ognuno debba fare quel che vuole della propria vita. Ma trovo assurdo che io sia costretto ad assistere a una scena del genere.

Ciò che ognuno fa in privato è un problema suo, ma ciò che si fa in pubblico riguarda anche noi. E mi rifiuto di vedere una scena del genere, dovendola considerare qualcosa di normale.
Non voglio il male di nessuno, ma la gente dovrebbe avere più buonsenso. Qui si stanno sfidando le regole sociali, e questo potrebbe essere pericoloso.

La cosa peggiore è l'esempio per i bambini.
Cosa deve pensare un bambino che vedrà questa scena ogni giorno? Quel bambino penserà che sia normale aspettare la metropolitana sulla striscia gialla. Ecco cosa penserà.

Allora non fate come quel tizio laggiù.
Seguite l'esempio delle due ragazze.
Aspettate la metropolitana prima della striscia gialla, e superatela solo dopo che la metropolitana sarà ferma con le porte aperte.

Mi raccomando :many :ok
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Non sono affatto prevenuto, credo che ognuno debba fare quel che vuole della propria vita. Ma trovo assurdo che io sia costretto ad assistere a una scena del genere. Ciò che ognuno fa in privato è un problema suo, ma ciò che si fa in pubblico riguarda anche noi. E mi rifiuto di vedere una scena...
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Anonimo said:

29 giugno 2018 ore 21:22 segnala


Descrivi "R" :mmm

“R” era un disastro, uno splendido disastro.

“R” era gli occhi scuri con dentro il mare d’inverno.

“R” era i capelli biondi con dentro il sole di luglio.

“R” era le mani rosse con dentro le fragole di maggio.

“R” era il profumo delle Marlboro e i cerchietti con il fumo.

“R” era la Kinder Delice e la Pepsi.

“R” era i ‘non cacarmi’ alle otto del mattino e i ‘ti voglio bene’ alle otto di sera.

“R” era i ‘sei unico’ mentre piangeva e i ‘non ti sopporto’ mentre batteva a pugni il muro.

“R” era come un libro di Baricco, pagine intere senza punteggiatura, spettava a te dare un senso.

“R” era fastidiosa e a volte c’era bisogno di mandarla a quel paese.

“R” era la passione, i baci sul collo, le mani sulla schiena.

“R” erano i succhiotti sulle braccia e i morsi sulle guance.

“R” era l’azzurro, il blu, il bianco, il rosso, il nero.

“R” era il mangiare tutto a qualsiasi ora e il voler vomitare.

“R” era le passeggiate nell’erba.

“R” era i lo amo da morire’ alle due di notte.

“R” era il sorriso enorme, le mani grandi.

“R” era ‘le braccia che proteggono dal mondo’.

“R” era la mia compagnia la migliore.

“R” era i ‘quanto ti voglio bene, menomale che ci sei’.

“R” era i ‘se sei più felice vado via’.

“R” era i ‘usciamo?’ mentre tentavo di andar via.

“R” era le bugie, le prese per il culo, ‘stronzo’ urlato al vento.

“R” era un disastro, un completo disastro, ma aveva bisogno di qualcuno che amasse i disastri.

Così l’ho amata io, senza dirglielo mai.
...

Solo chi conosce questo tipo di FATICA può capire.

26 giugno 2018 ore 22:50 segnala
Turni di lavoro di dodici ore, retribuzioni di pochi spiccioli, condizioni disumane: è questa la situazione in molti campi
Tra storie di sfruttamento e avvilimento personale, la manodopera straniera costituisce dunque un pilastro fondamentale su cui si regge l’agricoltura italiana. Uno scenario di violazioni sistematiche dei diritti umani spesso ignorato dalle istituzioni. In molti casi si verifica quel cortocircuito per cui chi grida #stopinvasione ai megafoni e minaccia di cacciare dall’Italia mezzo milione di immigrati, è anche chi fa della tutela dell’agricoltura italiana e del made in Italy alimentare uno dei propri cavalli di battaglia. Dimenticando, quindi, le basi su cui poggia questo settore dell’economia.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/07/21/news/lecce_bracciante_muore_mentre_lavorava_con_40_la_procura_indaga_forse_era_in_nero-119525231/
https://video.repubblica.it/dossier/immigrati-2015/saluzzo-la-rosarno-del-nord-centinaia-di-migranti-accampati-in-citta-fateci-lavorare/280994/281577
https://www.ceinews.it/rilanci/2018/5/22/migranti-litalia-dei-braccianti-schiavi-3-euro-lora/
246d4c40-ba66-43ad-bd31-23c220926ccb
Turni di lavoro di dodici ore, retribuzioni di pochi spiccioli, condizioni disumane: è questa la situazione in molti campi Tra storie di sfruttamento e avvilimento personale, la manodopera straniera costituisce dunque un pilastro fondamentale su cui si regge l’agricoltura italiana. Uno scenario di...
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26/06/2018 22:50:23
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