Erranza, diffidenza, attesa

11 luglio 2020 ore 21:23 segnala
Chi ha avuto esperienza di un numero infinito di gente pronta a farti a brandelli, e sei cosciente solo di un'ansia, di una sofferenza interiore, come se ti stessero strappando alla parte più intima di te e dei tuoi sogni, allora cominci a desiderare la solitudine, che di colore fa il verde d'Irlanda. Sconfinate lande selvagge e cittadine immerse nei colori del fiore.
Forse era la ferocia dei miei simili assunta in dosi eccessive, quasi letali, a lasciarmi molte volte con gli occhi spalancati verso le tre del mattino, era come se risentissi la eco di un piatto che va in frantumi. Era la mia anima.
Sognare, allora, diventa un classico , in cui si ricorre a tutte le potenzialità e immaginari assortiti per rendersi conto quanto era vano intrecciare relazioni brevi e superficiali.
Mi sono smarrita lungo ripide colline ,per ritrovarmi con le poche cose che veramente hanno contato nella mia vita.L'incanto è ancora vivo, quando parli tutto è magia e stupore vero.

Un senso alla mia vita

11 luglio 2020 ore 10:00 segnala
Mi piace pensare che trovare una persona da amare, sia un qualcosa che cambia tutte le regole del gioco.
Come un tiro di dadi che stravolge le sorti di una partita, o quella mossa quasi casuale che svolta una partita a scacchi.
Allora mi sento istintivamente attratta verso qualcuno che non conosco, sento che potrei mettere il cuore e la luce di ogni sorriso su di lui.
Ho paura e al contempo sono impavida. Sono realista e nel giro di un secondo sono una scellerata, un' irresponsabile, ma quella cifra mancante della complessa equazione della felicità, quella chiave su uno spartito, che conferisce senso e struttura a un'intera partitura,quella magnifica sequenza di colori che rende stupendi i sogni, mi mancano.
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Mi piace pensare che trovare una persona da amare, sia un qualcosa che cambia tutte le regole del gioco. Come un tiro di dadi che stravolge le sorti di una partita, o quella mossa quasi casuale che svolta una partita a scacchi. Allora mi sento istintivamente attratta verso qualcuno che non conosco,...
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Aggrappata alla speranza di un'ultima lettera

08 luglio 2020 ore 21:33 segnala
Ho troppo amato le parole di Battista per non chiederti le radici dell'alchimia,perchè tu sai di Mendelejev e del moto che cento elementi inerti trasmettono agli infiniti neuroni della mente.
Perchè tu conosci gli atomi della solitudine e le molecole del sorriso che creano mondi colorati e altri universi del suono e sai che il semplice respiro della parola li affida alla vita.
Vorrei restare con te e accendere bracieri quando fredda la notte di Canterbury ci offrirà trenta denari.Asciugheremo le lacrime di Pietro al terzo canto dell'alba, saremo indulgenti con noi stessi e soprattutto con chi non amiamo ,perchè tutto passa e va come questa sigaretta che mi muore fra le labbra.
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Ho troppo amato le parole di Battista per non chiederti le radici dell'alchimia,perchè tu sai di Mendelejev e del moto che cento elementi inerti trasmettono agli infiniti neuroni della mente. Perchè tu conosci gli atomi della solitudine e le molecole del sorriso che creano mondi colorati e altri...
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Immobile amore

05 luglio 2020 ore 10:30 segnala
Verranno altre lucciole nelle notti di veglia, nuovi respiri e flebili voci di bivacchi che la fatica arrampica come edera. E quando sarà più fitta l’inquieta oscurità dei passi perduti, ancora qualcuno chiederà un fiammifero, una parola, poi un’altra, frasi, giorni, notti, stagioni, anni.
La coscienza della mia età fin qui sprecata ad inseguire fantasmi, apparenti stupidità verso cui la lontananza degli anni non sempre è indulgente. Eppure la memoria sa ritrovare la meravigliosa ingenuità di quel tempo passato,il suo credere e il suo soffrire. Un attimo di noi come eravamo,un solo istante ma con lo stesso cuore di allora.
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Verranno altre lucciole nelle notti di veglia, nuovi respiri e flebili voci di bivacchi che la fatica arrampica come edera. E quando sarà più fitta l’inquieta oscurità dei passi perduti, ancora qualcuno chiederà un fiammifero, una parola, poi un’altra, frasi, giorni, notti, stagioni, anni. La...
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I tuoi versi

02 luglio 2020 ore 20:52 segnala
Affido questi graffiti a tamburi che varcano la notte per fiumi e praterie fino alle montagne silenziose in cui nascondi le parole.
Sono piramidi capovolte nell’identikit di te stesso, archeologia di un tempo,che scioglieva il freddo incredulo dei tuoi occhi.
Ora il Grande Spirito riposa, abbandonato al vento dei mari d'erba, spezzo dunque il sortilegio del silenzio, vi è amore nelle cose come un virus assetato d’infinito.
E i versi non hanno luogo e non hanno tempo.
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Affido questi graffiti a tamburi che varcano la notte per fiumi e praterie fino alle montagne silenziose in cui nascondi le parole. Sono piramidi capovolte nell’identikit di te stesso, archeologia di un tempo,che scioglieva il freddo incredulo dei tuoi occhi. Ora il Grande Spirito riposa,...
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Cieli blu, prati verdi

01 luglio 2020 ore 20:58 segnala
Non esistono solo parole per anime belle, poiché il paesaggio lunare che avvolge Monnalisa ha duplici sentieri di menzogna e verità. Altre profondità reclamano esistenza e fremiti.
Ti regalo la scena,Tu sai solo amputare e ricomporre momenti di vite copiate, confondi le parole che muovono i sogni con fior di giusquiamo e pan di di serpe.
È solo una parentesi,un macabro esperimento artistico e già torna il nitrito dei cavalli che conoscono la voce. Cieli blu, prati verdi.
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Non esistono solo parole per anime belle, poiché il paesaggio lunare che avvolge Monnalisa ha duplici sentieri di menzogna e verità. Altre profondità reclamano esistenza e fremiti. Ti regalo la scena,Tu sai solo amputare e ricomporre momenti di vite copiate, confondi le parole che muovono i sogni...
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Corona d'erba

29 giugno 2020 ore 16:18 segnala
Voglio essere congedata con l'onore delle armi e la corona d'erba in capo.
Dammi il semplice orgoglio delle graminacee intrecciate e sarò Quinto Sertorio, esule ribelle di Spagna. Offrirò sacrifici a Diana Selene, Cacciatrice della Luna, per te che copri le distanze e accomuni le epoche al ritmo calante della musica nella notte. Non sarai grido , ma tintinnio nella celere marcia dei ricordi .
Licenzia con fierezza la vita, gli amori, il tempo trascorso e di noi gran parte, calpesta la polvere mediatica degli universi artificiali. Ogni risposta esiste per essere nel cuore, non sarò io, non sarai tu, era scritto e lo sapevamo.
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Voglio essere congedata con l'onore delle armi e la corona d'erba in capo. Dammi il semplice orgoglio delle graminacee intrecciate e sarò Quinto Sertorio, esule ribelle di Spagna. Offrirò sacrifici a Diana Selene, Cacciatrice della Luna, per te che copri le distanze e accomuni le epoche al ritmo...
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Autostima

28 giugno 2020 ore 21:21 segnala
Quanto mi piace il MIO blog :kissy

la Storia, presunta maestra di vita che non insegna nulla

27 giugno 2020 ore 20:50 segnala
Niccolò lo vide alla penombra di fioche lanterne, nella tenda battuta dal vento, inutile messinscena a celare le piaghe in volto. Machiavelli osserva l’Eminenza Nera, Il Principe delle Volpi, il Valentino è padrone d’Italia, ha sorriso beffardo, lineamenti crudeli, vegliano armati intorno e sventola il Toro, stemma dei Borgia. Ripudiata la porpora cardinalizia percorre d’inarrestabile ascesa i campi di battaglia da Fano a Senigallia fino a Urbino e poi Pesaro, Imola, Forlì, Piombino e ancora Camerino e poi Perugia, Città di Castello, Capua, nella genialità malefica che all'oro, al tradimento e alla cantarella, aggiunge il cappio e il pugnale con cui regola i conti con Vitellozzo Vitelli, gli Orsini, i Montefeltro, gli Sforza e gli Aragona. Cesare Borgia " aut Caeser aut Nihil " meteora breve e luminosa, sorge all'albore del secolo e dai palazzi romani del padre Papa Alessandro VI e poi nelle molteplici mutevoli alleanze con Francia, Spagna, Napoli, Venezia e ancora Mantova e Ferrara, Firenze, Bologna, Lucca, Siena, tutti contro tutti, estende la sua ombra inquietante fino all'assassinio del fratello Don Juan e ai veleni di Lucrezia, fino all’incesto dell’Infante Romano nei turpi misteri vaticani fra scettro e catacomba. Poi verrà l'ultima notte di Alessandro trascinato al sepolcro tra mille torce maledicenti della plebe romana, bara squarciata dal fetore del corpo gonfio e avvelenato. Alla fuga di Cesare, segue spietata la vendetta di Giulio Della Rovere implacabile e vizioso asceta della spada e della croce. Verrà infine l’anonima morte sotto le mura di Pamplona e i boschi di Navarra e le valli del silenzio ultimo sudario
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Niccolò lo vide alla penombra di fioche lanterne, nella tenda battuta dal vento, inutile messinscena a celare le piaghe in volto. Machiavelli osserva l’Eminenza Nera, Il Principe delle Volpi, il Valentino è padrone d’Italia, ha sorriso beffardo, lineamenti crudeli, vegliano armati intorno e...
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Leo Ferrè

25 giugno 2020 ore 13:34 segnala
Bianco e nero di metropoli assediate, muri grigi, sirene violente e le immagini scorrono sulle prospettive vuote di un mondo silenzioso. Cimiteri, tracce perdute, dove il tempo e la solitudine convergono come un addio. Leo Ferrè, il vecchio indimenticabile Leo che cattura ogni fibra, ogni residuo di noi.


"Io vengo da un altro mondo, da un altro quartiere, da un'altra solitudine. Oggi come oggi, mi creo delle scorciatoie. Io non sono più dei vostri. Aspetto dei mutanti; Biologicamente me la cavo con l'idea che mi sono fatto della biologia: piscio; eiaculo; piango. Innanzi tutto noi dobbiamo lavorare le nostre idee come se fossero dei manufatti. Io sono pronto a procurarvi gli stampi. Ma... la solitudine...Le lavanderie automatiche, agli angoli delle strade, sono imperturbabili così come il rosso o il verde dei semafori. I poliziotti del detersivo vi indicheranno dove vi sarà possibile lavare ciò che voi credete sia la vostra coscienza e che non è altro che una succursale di quel fascio di nervi che vi serve da cervello. E pertanto... La solitudine... La disperazione è una forma superiore di critica. Per ora, noi la chiameremo "felicità", perché le parole che voi adoperate non sono più "parole",ma una specie di condotto attraverso il quale gli analfabeti hanno la coscienza a posto. Ma... la solitudine... Del Codice Civile ne parleremo più tardi. Per ora, io vorrei codificare l'incodificabile. Io vorrei misurare il pozzo di San Patrizio delle vostre democrazie. Vorrei immergermi nel vuoto assoluto e divenire il non detto, il non avvenuto, il non vergine per mancanza di lucidità. La lucidità me la tengo nelle mutande."
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Bianco e nero di metropoli assediate, muri grigi, sirene violente e le immagini scorrono sulle prospettive vuote di un mondo silenzioso. Cimiteri, tracce perdute, dove il tempo e la solitudine convergono come un addio. Leo Ferrè, il vecchio indimenticabile Leo che cattura ogni fibra, ogni residuo...
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