Capitolo zero

21 febbraio 2016 ore 20:56 segnala


Capitolo zero...diverrà un romanzo...???

Ormai aveva deciso.

Non era il solito temporale estivo..quella sera il diluvio si scatenava dentro e fuori di lei.
Fece appena in tempo a chiudere le finestre affinchè le candele che emanavano profumi di salvia e lavanda non si spegnessero.
Si rifugiò in quella stanza piena di ricordi sul quel divano ormai invecchiato, persa dispersa nei rivoli dei suoi pensieri, tra le mani lettere scritte e ricevute stropicciate dal continuo tremore, paura di riscrive e di rileggere quella paura segreta che solo lei sapeva definire.
Orma era quasi notte fonda, il temporale continuava imperterrito nei suoi bagliori, raffiche di tuoni scuotevano i vetri…improvviso il blak out, interrotto solo dalla luce intermittente dei lampi.
Ormai aveva deciso….
Uno sguardo veloce al caminetto ed in un attimo di lucida pensata follia getto quelle lettere, prese le candele ed in pochi secondi tutto svanì in un profumato ricordo.
Quella stanza quel caminetto avevano bruciato il suo passato.
Passarono alcuni giorni….
Ancora troppi ricordi la tormentavano, quegli scritti rimanevano sempre li nella cenere profumata, i suoi occhi non si allontanava mai da quel camino annerito.


Tutto era pronto per trasferirsi nella nuova casa..la sua prima casa la da dove era partita per la sua avventura, non doveva spostarsi di molto , solo una ventina di chilometri, in quella strada che tutti i giorni percorreva per recarsi al lavoro…ed ogni giorno in quel tragitto scopriva nuove cose che poi scriveva nelle sue lettere ma…


Erano troppe notti che non riusciva a dormire serenamente..
Prese le sue due valigie le buttò distrattamente nel bagagliaio della sua citroen nera…bruscamente parti quasi in automatico nello sgasare nero del diesel bruciato..
Giunse a destinazione senza sapere che strada avesse percorso. Nel vuoto più assoluto di memoria la sua vettura l’aveva portata a destinazione.
Scese frettolosa prese il bagaglio e si infilò nel portone aperto di fronte alle scale di marmo gelido che la portarono al terzo piano di quel palazzo secolare.
Frettolosamente cerco la chiave, entrò in quel lungo corridoio,da un lato le tre finestre che guardavano i canali sottostanti, dall’altro le porte di accesso ai vari locali, cucina in stile moderno di freddo acciaio temperato, salone dal soffitto alto ed affrescato elegantemente arredato che dava una sensazione di spazio infinito..forse troppo pensò.. e immancabile li incassato nelle vecchie larghe mura…
Prosegui nel suo passaggio lungo corridoio costellato di quadri sopra ad una tappezzeria antica che profumava di vissuto…uno sguardo frettoloso al bagno e quindi si buttò sul suo vecchio letto, dove per la prima volta aveva assaporato il piacere di amare…strinse a se il cuscino, con le mani sembrava cercare sotto di esso quello che sapeva non ci sarebbe stato…quelle lettere…ritornavano sempre nel sogno di quel camino.
I giorni passano, il lavoro che la stressava, ma anche gratificava nel suo modo di affrontarlo, il ritorno a casa nella confusione dei mezzi…e nelle serate estive un riposo pieno di ricordi, tra i profumi delle candele che immancabilmente accendeva alle finestre…
Stupita di questa suo nuova dimensione stava raggiungendo quella serenità che da molto armai mancava…a volte accaldate invocava quei temporali estivi che avrebbero rinfrescato il suo nuovo mondo…
Una sera di luglio , una come tante altre, ecco finalmente un tuono rivelatore dei sui desideri di fresco, il primo passò quasi inosservato, i seguenti sempre più frequenti la portarono a chiudere quelle finestre in attesa della pioggia ristoratrice.
Il temporale ormai era nel suo pieno svolgere quando improvviso un nuovo blak out la riportò ad antichi ricordi…usci dalla cucina, si infilò nel lungo e buio corridoio, quasi a tentoni cercava di raggiungere il quadro elettrico in fondo ad esso, non lo conosceva benissimo e con cautela si avvicinava cercando di intuire dove fossero i preziosi vasi antichi…improvvisamente in fondo a quella che sembrava una buia galleria a livello dello zoccolino gli parve di vedere una fessura dalla quale filtrava uno spiraglio di luce…
Strano strano li non ci sono porte è solo muro vecchio e possente …non è possibile che filtri luce pensò intimorita.
Finalmente raggiunse il quadro elettrico senza provocare danni alle preziose suppellettili, cerco il tasto salvavita andando ad intuito lo alzò, si volto verso il corridoio illuminato… visto cosi gli sembrò tutto diverso non aveva mai fatto caso allo splendore unico con dei giochi di luce nuovi per lei…soddisfatta della nuova scoperta si buttò sul letto e sprofondò finalmente in un sonno profondo.

Ormai aveva deciso..

Da li non si sarebbe più mossa.
La mattina seguente sorpresa dalla tranquillità della notte vissuta serena come non mai, un senso di libertà mai assaporato prima, usci sicura dalla stanza da letto aveva dimenticato quella luce che filtrava dal fondo del corridoio intriso ancora dal profumo delle candele della sera precedente.
Il suo sguardo incurante e deciso scorse per terra una piccola parte di un foglio che spuntava da quella forte parete, si chinò incurante del contenuto, come fosse un foglio dimenticato dalla signora delle pulizie.
Lo raccolse uno sguardo fugace …LA SUA ULTIMA LETTERA…
Quella parete cosi spessa crollo dietro ad un pianto interminabile…
.Riuscì a scansarvi velocemente dietro quel fragore di ricordi, polveri rosse di mattoni sbriciolati invasero di nebbia quel corridoio ormai diventato una galleria insalubre…pensò serve una maschera, quella maschera che per anni aveva indossato e che finalmente pensava di non dover più usare…
Coraggio si disse tanto alla nebbia sono abituata…

ORMAI AVEVA DECISO

Passi decisi la portarono in cucina, sul tavolo ancora la bottiglietta di birra consumata la sera prima, prese quella lettera, istintivamente l’arrotolò, con delicatezza la fece scorrere nello stretto collo di quella che gli parve una simbologia d’amore, quella delicatezza che gli ricordava i suoi più bei momenti di intimità.

Con decisione si avviò alle finestra che dava sul canale, la gettò con violenza,quasi rabbia, tralasciando volutamente di chiuderla con la speranza affondasse in quelle acque melmose, ma dopo un istante riapparve erta con il suo collo galleggiante, dondolante, pensò lo sterco inizialmente non affonda..offesa come era da chi l’aveva tradita.

Rapidamente si vesti, scese di corsa il grande scalone di marmo,si fiondò fuori dal portone il traghetto era li pronto alla partenza nella ressa mattutina riuscì a salirvi, lungo il tragitto mai una sguardo verso il canale, assorta nei suoi pensieri trascorse quella giornata di lavoro stancamente, al contrario di tutti gli altri giorni dove il suo entusiasmo era quasi contagioso…nessuno dei colleghi ebbe il coraggio o la forza di chiedere.

Terminata stancamente la giornata di lavoro, si avviò verso la fermata del traghetto, stranamente in ritardo, seduta su di una panchina guardava distrattamente le piccole onde lasciata dai taxi motoscafi,improvvisa riapparve quel collo verde ciondolante,lo sterco galleggiava ancora;…rabbia rabbia solo rabbia …rientrata a casa una veloce doccia, un frutto…ed un tuffo nel letto ancora sfatto.

Attorcigliava freneticamente le coperte sino a formarne un cappio prese il cuscino al suo fianco lo avvolse stretto stretto in quel nodo scorsoio, lo lascio li cosi.

Usci da quella stanza sentiva freddo troppo freddo, l’autunno ormai era inoltrato, cercava un poco di tepore in quel salone dominato dal camino ancora spento, decise che era il momento di accenderlo, apri la grata che proteggeva la canna fumaria durante l’estate…un piccolo tonfo improvviso, spaventata raccolse ciò che il fumo gli aveva restituito.

Una scatola annerita, la apri con le mani sporche di fuliggine, TUTTE LE SUE LETTERE, contenuti dei suoi ricordi apparvero improvvisamente, la tenne stretta stretta tra le mani, usci in quel corridoio, improvvisa in fondo ad esso, la dove si ergeva quel muro spesso, una porta.

LA STANZA SEGRETA O SEGRETI DELLA SUA STANZA…?

Un sibilo ruppe quel silenzio, era la sveglia che segnava le 7 del mattino…

ERA SOLO UN SOGNO?

ORMAI AVEVA DECISO?

APRIRA' QUELLA PORTA.
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« immagine » Capitolo zero...diverrà un romanzo...??? Ormai aveva deciso. Non era il solito temporale estivo..quella sera il diluvio si scatenava dentro e fuori di lei. Fece appena in tempo a chiudere le finestre affinchè le candele che emanavano profumi di salvia e lavanda non si spegnessero....
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21/02/2016 20:56:19
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Commenti

  1. LadyDany.55 17 maggio 2017 ore 00:05
    Piu' che il sonno ha stimolato la mia curiosita', a quando i successivi capitoli? 😜
  2. trenolento 24 giugno 2017 ore 22:03
    @LadyDany.55 già a quando? ci sto lavorando ma il romanzare è una nuova sfida una "crescita" una "sfida"...la tua curiosità e pari alla mia :rosa
  3. LadyDany.55 24 giugno 2017 ore 23:54
    Ottimo allora rimarrò in tiepida attesa
  4. Ginevra.60 31 agosto 2017 ore 18:12
    Aprira la porta e sarà realtà.....non un sogno.....
  5. dolcestellanascente 01 dicembre 2017 ore 23:23
    avvincente ,dettagliata, avvolgente e non finisco più ...
    sei geniale e te lo dico sempre
    sarebbe bello poter arrivare a
    una pubblicazione delle tue
    creazioni , sarei io la prima
    a comprare più copie non mi
    stancherò mai di leggerti
    grazie ... dolce notte

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