Il mostro in casa

17 agosto 2015 ore 11:18 segnala



Come ogni mattina lei era li…

Vi trascorreva ore ed ore seduta su quella panchina, solo saltuariamente alzavo lo sguardo…

In quel parco dove ogni giorno passavo per la passeggiata terapeutica ..lei era sempre li..dignitosa con la sua busta dell esselenga con l’immancabile baguette che usciva attraverso il manico giallo…un giallo che sapeva della sua vita.
Passavo frettoloso ed apparentemente incurante di ciò che avveniva intorno a me, quell’incuranza curiosa nello scoprire ogni giorno piccoli segreti racchiusi nelle ombre, nei colori, nei rumori e nei grandi silenzi.

Come ogni mattina lei era li…

Seduta che torturava quel dito anulare della mano sinistra, rigirava l’anello nuziale, sfilava e rimetteva nervosamente, quelle continuo sfregamento le procurava anche un pallido rossore. che lei massaggiava delicatamente quasi a lenirne il dolore.
Vestiva in modo sobrio, gonna sempre lunga, camicetta a maniche lunghe, scarpe basse, raramente portava pantaloni.
Quel frenetico movimento delle mani una nell’altra spesso si interrompeva e le sue mani scivolavano sulle braccia o sulle gambe…ed ad ogni passaggio sembra sentire dolore…
Solo una volta i nostri sguardi si sono incrociati, un mio sorriso di saluto corrisposto con un repentino abbassamento degli occhi, non la conoscevo ma

Come ogni mattina lei era li…

Non sapevo a che ora arrivasse, e neppure l’ora in cui se ne sarebbe andata, passarono giorni quella panchina era sempre occupa solo da lei la sua seconda casa pensai…in tanti passavano davanti ed in quei rari momenti che la trovavi vuota nessuno osava sedersi anche se era la sola libera, quasi che tutti sapessero, la lasciavano libera.
Ma sapere cosa?
Uno dei giorni successivi arrivai con un poco di anticipo in lontananza scorsi la panchina vuota, sorpreso ed incuriosito passai per un altro vialetto, non so perché lo feci…forse perché

come ogni mattina lei NON era li…

ritornai per la solita strada, davanti a me tra tante persone intente a passeggiare, correre, bambini in bicicletta, cani sguinzagliati, scorsi una sagoma di donna claudicante…
come ogni mattina lei era li..si sedette sulla sua panchina..busta gialla baguette che sporgeva..sempre gli stessi movimenti.

Le mani torturavano quel dito anulare, passavano lentamente sul suo corpo tra smorfie di rifiuto e di dolore…a pochi passi da lei non so se volutamente o meno quella fede nuziale cadde e rotolò verso di me…la raccolsi mi avvicinai quello sguardo quell occhio tumefatto, quella gonna leggermente alzata che lasciava intravedere lividi sul polpaccio..quel tentativo brusco di scansarsi a quello che a lei parve un gesto di prepotenza come se volesse evitare ogni contatto fisico…

Gli dissi signora è suo…quel viso con quell occhio nero non lo scorderò mai..no mi rispose non è più mio…NON DOVEVA FARMI QUESTO..SFIORANDOSI IL VISO E MOSTRANDOMI LE BRACCIA NERE DI LIVIDI…QUI TUTTI SANNO LEI NO...QUI TUTTI MI EVITANO ANCHE PER PAURA DEL MOSTRO CHE HO DENTRO LE MURA…

DALLA MATTINA SUCCESSIVA LEI NON ERA PIU’ LI…

Adesso vive finalmente serena lontano DAL MOSTRO

CHI SA ABBIA IL CORAGGIO DI PARLARE…
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« immagine » Come ogni mattina lei era li… Vi trascorreva ore ed ore seduta su quella panchina, solo saltuariamente alzavo lo sguardo… In quel parco dove ogni giorno passavo per la passeggiata terapeutica ..lei era sempre li..dignitosa con la sua busta dell esselenga con l’immancabile baguette...
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17/08/2015 11:18:43
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Commenti

  1. 18otto18 17 agosto 2015 ore 11:38
    Complimenti...colpisci sempre. :rosa
    credo che ogni commento sia suoperfluo
  2. lalla.gg 11 novembre 2015 ore 00:14
    Complimenti per la tua sensibilità, più ti leggo e più ti ammiro.
  3. Stellacadente59 25 novembre 2015 ore 09:38
    Coraggio di Parlare!Grazie sei sensibile tantissimo!Ti stimo molto!!!
  4. Umbrasia 15 gennaio 2016 ore 21:18
    Colpita! Resto in silenzio, conosco gli occhiali da sole......
  5. lunanera.y 28 gennaio 2016 ore 23:51
    Non ci sono parole.....
  6. Senti.Mento 04 febbraio 2016 ore 20:25
    Grazie per avermi riportata a questo racconto, incantevole.
  7. trenolento 04 febbraio 2016 ore 20:28
    @Senti.Mento purtroppo non è solo un racconto, triste realtà.
  8. Senti.Mento 04 febbraio 2016 ore 20:55
    Questo è duro da scoprire.
    Lascia profonda tristezza, bisognerebbe agire ed aiutare certe vittime di malvagità umana a non sentirsi sole.
  9. STREGHETTA60 08 ottobre 2016 ore 18:25
    Sembra di riconoscere in quella donna, me ...tanti anni fa...
    in un tratto si è fatto freddo intorno a me e sento dei brividi di paura ....ancora
    ricordi tristi ...che pensavo di averli scacciato via una volta scapata del mostro
    ..ma certi ricordi rimango infilati nel cervello ...e creano dei incubi ...
    Per fortuna ho avuto la forza di volare via da lui e timida percorro
    il lungo filo della vita ....
    Penso alle donne che non hanno il coraggio e fanno la fine della donna dalla tua storia ...
    Ogni giorno si sente come un mostro vince davanti alla fragilità d'una donna ...
    Mi hai emozionata con ..il tuo scritto ...sai toccare i cuori ...
    Complimenti ...
  10. VR.Sibilla 12 novembre 2016 ore 22:00
    Solo il coraggio della disperazione ti fa dire basta alla violenza che subisci giorno dopo giorno, la paura ti paralizza e quando ormai sei "morta" dentro, quando peggio di così non può essere, allora affronti il mostro e...sia quel che sia...qualcuna sopravvive....e rinasce a nuova vita....33 anni da allora....
  11. Janellaz 07 novembre 2017 ore 18:21
    con parole semplici hai trattato un argomento molto complesso...inoltre c'è sempre molta poesia nascosta fra i righi...nonostante la tristezza del fatto accaduto.
  12. trenolento 07 novembre 2017 ore 21:23
    @Janellaz :rosa

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