Purtroppo...molto triste

16 novembre 2016 ore 22:50 segnala


Un figlio non è la salvezza a volte è la fine
per il figlio

"abbiamo fatto un figlio nella speranza di..."


Purtroppo
sempre attuale ...riposto questo blog dopo aver chiacchierato con alcune utenti...preoccupate, inermi, rassegnate, e si sfogano in chat...

giorno e notte qui...triste triste


il figlio...non voluto

Lui era il figlio unico, cresciuto in una famiglia premurosa ed abbiente.
Giorgio (nome di fantasia) era raramente sfiorato da un “no” nessun turbamento interiore, intelligente ed acuto, analitico, tutto gli veniva facile.
Al primo anno di liceo poteva benissimo frequentare corsi più avanzati, invidiato ed ammirato da tutti , insegnanti, compagni, amici di famiglia, quell’invidia piena di ammirazione del voler essere come o meglio di lui.
Nessuno però sapeva cogliere quel senso di frustrazione, impotenza, che lo aveva assalito da quella sera…
Solo l’insegnate di lettere aveva colto, nel suo modo di rispondere e di intervenire quella rabbia interiore.
Ma quando lo fece notare agli altri componenti del consiglio di classe venne presa per visionaria frustrata.
Quella sera…
Seduto sulle scale come era solito fare nei momenti di relax distrattamente sfogliava un fumetto di fantascienza, i genitori seduti nel salone non si accorsero della sua presenza…
I suoi occhi sfioravano le immagine con le nuvolette ma le sue orecchie erano tese verso il chiacchierare dei genitori, parole piene di rabbia, anche se all’apparenza una normale discussione tra marito e moglie.
Accuse e ripicche…poi all’improvviso la mamma, alzando un poco il tono di voce,
“ vedi, rivolgendosi al marito, tu sei orgoglioso di tuo figlio, ma ricordati non avrebbe mai dovuto nascere, tu mi hai costretto ad averlo per il tuo orgoglio maschile ma quando ho avuto lui io ho perso te, ci ha rovinato la vita..(urlando)”
Il padre senza dire una parola si alzò usci in giardino…
Giorgio, scivolò in camera sua…
I giorni seguenti Giorgio per la prima volta finse di non stare bene (in effetti era sconvolto) e chiese di poter rimanere a casa da scuola,mai successo prima, era la sua grande passione il sapere…
Passarono tre quattro giorni, al suo rientro tutti si affrettarono a chiedere come stava, mai aveva fatto giorni di assenza, lui con calma rispondeva sempre allo stesso modo “capita a tutti di stare poco bene” nascondendosi dietro ad un sorriso di circostanza.
Quel giorno era in programma il tema di italiano, l’insegnate aveva preparato una sola traccia ,come sempre, era il suo metodo.
Propose alla classe “ La vita ogni giorno è una sorpresa, la trovi se la cerchi, sviluppa il concetto di sorpresa nel tuo quotidiano.”
I ragazzi si guardarono tra di loro, molti con aria soddisfatta altri dubbiosi, ma sapevano che quella sarebbe stata la traccia.
Giorgio si passò una mano tra i capelli e con l’altra picchiettava la biro sul foglio ancora bianco…diede uno sguardo all’insegnante…
Ed i pochi secondi scrisse:
“ Io sono un aborto, un aborto che vive, non esiste peggior sorpresa che non quella di dover vivere quando si è morti.
Sono stato creato gratis ma il prezzo della vita ?”
Chiuse il foglio…si recò alla cattedra e chiese di poter chiamare a casa…
Stava di nuovo male.


Ho scritto questo pezzo dopo essere stato partecipe di una chiacchierata con amici il cui contenuto ad un certo punto mi ha portato a riflettere sul perché di certi atteggiamenti genitoriali e dei loro figli…
tr.le

2d6a82b0-11a7-4397-aa74-dffeb13a045e
Un figlio non è la salvezza a volte è la fine per il figlio "abbiamo fatto un figlio nella speranza di..." Purtroppo sempre attuale ...riposto questo blog dopo aver chiacchierato con alcune utenti...preoccupate, inermi, rassegnate, e si sfogano in chat... giorno e notte qui...triste...
Post
16/11/2016 22:50:21
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    7

Commenti

  1. pcwik 17 novembre 2016 ore 06:20
    I figli aiutano la coppia, mettendo a nudo la loro fragilita'....
  2. trenolento 17 novembre 2016 ore 08:53
    @pcwik grazie per il commento...detto bene ma dopo?
    buona giornata
  3. bialy 17 novembre 2016 ore 09:24
    Se potessi vorrei dire a quel ragazzo che non è affatto un aborto. I genitori, sono determinanti nella vita ed hanno il potere di farti sentire accettato o escluso in questo mondo. Che cosa brutta rinnegare un figlio...che squallore umano...se potessi direi a Giorgio queste parole: ringrazia i tuoi genitori per averti introdotto in questa vita, perdona le loro debolezze e considerali come due distinti signori nulla di più. Non cercare in loro quell'amore che non trovi perché questo ti condizionerà la vita. Tu sei il nuovo, loro il vecchio, acchiappa il futuro con gli occhi, mordi la vita con la tua giovinezza e sentiti vivo felice di esserlo perché se porterai gratitudine a questa vita Lei ti saprà ricompensare come neppure immagini. Stare bene ed essere felice è un tuo diritto, non dimenticarlo mai.
  4. vagarsenzameta 17 novembre 2016 ore 10:33
    Siamo tutti aborti viventi,se questo puo' servire a tirare su' chi si perde per strada,ma purtroppo so per esperienza che quando il senso della futilita e la morte si avvinghiano alla nostra pelle poco possono fare parole,trattati filosofici,scienziati,amici ,l'incognita ci sia di sostegno in questi casi,per esperienza vissuta parlo,grazie per questo post intenso e realistico all'estremo.
  5. pcwik 17 novembre 2016 ore 16:45
    ..Il dopo e' fatto di responsabilita',io credo che in ogni coppia ci sia un momento doloroso in cui ci si trova nudi uno di fronte all'altro e' un paradosso se volgliamo ma ora sanno la verita'.
    Spero solo che provino ancora un pizzico di attrazione e di curiosita' uno dell'altro Per il bene del ragazzo che e' un essere pensante come loro.Che non diventi una pura responsabilita' civile e per loro stessi .
    Non siamo aborti viventi
    Non vorrei essere caduto in un dolcificante pensiero non era nelle mie intenzioni.
  6. trenolento 17 novembre 2016 ore 20:42
    @pcwik @vagarsenzameta @bialy grazie per i commenti completano ed arricchiscono il post..

    e grazie anche a tutti coloro che hanno letto.

    :rosa
  7. vagarsenzameta 17 novembre 2016 ore 20:49
    @pcwik Siamo fabbriche su due gambe,e come tutte le fabbriche purtroppo oltre al prodotto finito rilasciamo delle volte anche dei residui spesso velenosi e pericolosi spesso senza rendercene conto.
    C'e un grosso lavoro di fino da fare sull'animo umano per arrivare ad un equilibrio accettabile e scoprire l'umanita attraverso i fumi densi che ci avvolgono....scusi lo sfogo inappropriato,ma come diceva Funari,quanno me scappa me scappa.
  8. trenolento 17 novembre 2016 ore 20:55
    e siamo nati cosi...
    http://blog.chatta.it/trenolento/post/toc-toc.aspx
  9. winterfoxy 17 novembre 2016 ore 21:12
    La tragicità della vita ma sempre vita, essere vivi, essere qui in questo mondo è comunque un dono. Detto questo i figli non servono a cementare le relazioni, non hanno alcuna funzione in questo senso, al massimo possono completare, ricordiamoci che i figli non sono "nostri", sono "loro". La qualità del genitore è quella di dare la vita ed insegnare loro a viverla, come lo faranno è una loro scelta. Mi piace ripetermi che io vivo "con" i miei figli non "per" i miei figli. Grazie per questa storia che fa riflettere. Buona serata.
  10. pcwik 17 novembre 2016 ore 22:51
    @vagarsenzameta condivido pienamente cio' che dici se si parla in generale a lunga scadenza sul miglioramento dell'essere umano ,ma se devi consigliare o dare un tuo parere ad una coppia mi piace il finale di @winterfoxy "La qualita' del genitore e' quella di dare la vita e insegnare ....ecc.....ecc."
    P.S. Scrivi molto bene @vagarsenzameta non devi scusarti
  11. trenolento 17 novembre 2016 ore 23:05
    si può insegnare molto...differente riuscire a trasmettere...
  12. pcwik 17 novembre 2016 ore 23:14
    E' vero.....in questo caso io preferisco trasmettere che insegnare non ho esperienza in merito
  13. winterfoxy 18 novembre 2016 ore 14:56
    Credo che la parola "insegnare" dia un'idea di lasciare un segno, se poi si riesca o meno questo è un altro discorso. Come genitore conta non perdersi a guidare la vita dei figli dove noi vogliamo che vadano, quanto dare loro gli strumenti per realizzare ciò che loro vogliono ed andare dove loro ritengano di voler andare. Questo è davvero difficile ma gratificante.
  14. tex.965 18 novembre 2016 ore 16:58
    L'insaziabile bisogno umano di dare la colpa delle nostre frustrazioni al nostro simile.... :rosa
  15. trenolento 18 novembre 2016 ore 21:16
    @pcwik @winterfoxy @tex.965 @bialy
    grazie per i commenti
    Li hai accolti nel nido
    a 3 anni li porti in braccio all'asilo
    alle elementari li accompagni per mano
    alle medie gli stai di fianco
    alle superiori li segui
    poi spiccano il volo
    ma sapranno sempre che il loro nido è li..
  16. bialy 19 novembre 2016 ore 10:36
    @trenolento Insegnare a volare. Solo questo dobbiamo fare. In questo modo il nido ci sarà sempre anche quando non ci saremo più

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.