vi presento il mio padrone

29 agosto 2009 ore 17:18 segnala

ecco Pippo, luce degli occhi miei :-)   no, no, ho scritto bene, il padrone è lui ! quando lo sgrido, mi guarda con quegli occhietti furbi e finisce a fare come gli pare !

sono distratta

21 luglio 2009 ore 16:38 segnala

che ci posso fare !

come su un treno

04 aprile 2009 ore 23:56 segnala

così mi sembra sia questo viaggio nel cosidetto virtuale. Siamo tutti in una carrozza che, per un bizzarro motivo, viene staccata dalla motrice per un po' di tempo e messa a "decantare" in un binario morto. Riprenderà la sua strada prima o poi ma, nel frattempo, ci facciamo compagnia.  Persone che non conoscevo sono diventate amiche (e non virtuali), volti che avevo solo immaginato sono diventati familiari, così come le voci.

Inevitabilmente si lega in modo diverso, a volte non si lega affatto. Empatie e antipatie, le due facce della medaglia, ma così va nella vita; non si può piacere a tutti, niente di strano.  Bhè, buon viaggio signori e signore o buona permanenza a chi ancora sosta assieme a me. :bye

19 marzo

19 marzo 2009 ore 14:46 segnala
festa del papà o del babbo come dicono in toscana. Generalmente detesto le feste a tema, quelle comandate, ma per questa faccio una eccezione. Sarà perchè l' ho perso che ero bambina, sarà perchè mi è mancato ogni singolo giorno della mia vita oppure perchè, così diversi fisicamente, eravamo così simili caratterialmente.  I ricordi sono incredibilmente così vividi, belli e brutti che siano.  Belli di quando eri forte, sano e burlone. Brutti negli anni bui della malattia.  Ti lascio una foto papà, che sono certa ti farà sorridere.

la mia Cina

03 marzo 2009 ore 23:55 segnala
dante, te l'avevo promesso; non ho sonno, mille pensieri mi frullano in testa, allora approfitto per raccontarti un pò della mia Cina. Forse quella Cina non c'è più, almeno non nelle grandi città. L'ultima volta che ci sono andata era circa 10 anni fa e, da allora, moltissime cose sono cambiate. Niente più divise blue alla mao (quando ci andavo io quasi tutti gli uomini non più giovani la indossavano), niente più milioni di biciclette, ormai le città sono trafficate di auto come new york.  Soprattutto mi colpivano le città piccole che sembravano ferme al medioevo, i mercati, le case del thè, i bambini (stupendi), la timidezza e il pudore delle donne, i ritmi di lavoro lentissimi nelle fabbriche, la curiosità per i miei capelli biondi. Difficile condensare tutti i ricordi in una pagina di blog, impossibile; sono come lampi che mi passano davanti e così diversi fra loro.  Mi piaceva il cibo, sublime direi, mi piacevano i pranzi luculliani che preparavano nelle mense delle fabbriche (ma solo per noi e per pochi dirigenti loro), non mi piacevani i rutti a tavola !!!  mannaggia, che spettinate che mi davano !! Mi piacevano gli odori nei mercati, così diversi dai nostri, mi piacevano i visi dei vecchi e vederli giocare a mah-jong davanti a casa.  E poi le impalcature delle case nuove, anche dei grattacieli, fatte solo di bambù; sembravano fragilissime. Mi piacevano i vicoli e gli scorci delle zone vecchie delle cittadine.  Mi faceva schifo la prima colazione, non ce la facevo proprio e avevo imparato a portarmi il nexcafè con me ovunque. Nelle grandi città, come shanghai o canton non c'erano problemi: alberghi bellissimi e breakfast occidentale, ma quando andavo nelle piccole cittadine dove c'erano le fabbriche, gli alberghi erano terribili, a volte l'acqua corrente per poche ore al giorno e la prima colazione era a base di anguille o ravioli o schifezze simili e non ce la facevo proprio !!  Bhè, forse è meglio che ti faccia vedere qualche foto. Ho fatto un album con alcune foto, vallo a vedere se ti fa piacere

dal cantico dei cantici

03 marzo 2009 ore 23:40 segnala
L'amore mio è bianco e vermiglio,
e si distingue fra diecimila.
 Il suo capo è oro finissimo,
le sue chiome sono crespe,
nere come il corvo.
I suoi occhi paiono colombe in riva a ruscelli,
che si lavano nel latte,
montati nei castoni di un anello.
Le sue gote sono come un'aia d'aromi,
come aiuole di fiori odorosi;
le sue labbra sono gigli,
e stillano mirra liquida.
Le sue mani sono anelli d'oro,
incastonati di berilli;
il suo corpo è d'avorio lucente,
coperto di zaffiri.
 Le sue gambe sono colonne di marmo,
fondate su basi d'oro puro.
Il suo aspetto è come il Libano,
superbo come i cedri.
Il suo palato è tutto dolcezza,
tutta la sua persona è un incanto.
Tal è l'amore mio, tal è l'amico mio,
o figlie di Gerusalemme

 

era così bello...

18 febbraio 2009 ore 17:01 segnala

...lasciare un blog sempre vuoto, nulla scritto. Mannaggia, ma chi me lo fa fare di scrivere ? E poi manco so che scrivere !! :sbong   non sono poetessa, se non in vernacolo, non sono intellettuale, non ho alcuna verità da sbandierare, non piango per amori non corrisposti...... sarò mica anormale ? :nono1  

bhè, metterò qualche foto (sempre che mi riesca, il che non è detto)