Nikita VS Nikita = Gea

18 gennaio 2018 ore 15:57 segnala
non vi era molto da raccontare su quel primo mese di scuola, era al secondo anno delle medie, frequentava una scuola normale e gli insegnanti avevano chiamato già suo fratello per parlare di lei, lui aveva la tutela della sorella con la supervisione di Irina e delle assistenti sociali, anche se ufficialmente abitavano dalla nonna ormai lei passava sempre più tempo a casa della donna che per lei era una seconda madre e di Ivan, che tecnicamente sarebbe stato un grandioso fratellino (cosi lei avrebbe finito di essere la sorella minore) ma per il quale provava un'emozione più profonda.
La riunione fu per lei il riassunto dall'anno passato, e per il fratello solo l'ennesima inquisizione contro la strega che sua sorella non era certamente eppure i capi d'accusa erano i soldi, sufficienza nei confronti delle autorità su campo, nello specifico le insegnanti, sembrava dare ascolto solo alle bidelle, e tante altre cosette che, se Dimitri non avesse saputo già tutto a riguardo, lo avrebbero lasciato impietrito ma lui sapeva da dove veniva sua sorella, come era stata educata e si limitò a chiedere scusa ad ogni nuova accusa portata, guardandola storto ogni volta che porgeva delle nuove scuse.
impiegarono tutta la mattinata nel loro lento processo. fu spesso detto che stava rischiando l'espulsione, che stava dando un cattivo esempio, quanto lei fosse immorale e pericolosa. alla fine si aprì la porta ed entrò Irina sorridendo, il volto del fratello riprese 20 anni di vita e si alzò per lascia re il posto a sedere alla donna.
Il preside sorrise e tirò fuori un taglierino per la balsa "questo e altri erano in mano sua, non so dove la ragazza crede di essere ma sicuramente non serve venire a scuola armati" ma Irina scoppiò in una fragorosa risata "quando si andava a scuola una volta si portava il compasso, il taglia carte, il tempera matite e tanti altri gingilli, io personalmente avevo anche un taglierino di quelli a lama grande, quindi secondo i suoi metodo di misura l'intera scolaresca era praticamente una enorme squadra di terroristi estremisti. Ho fatto male a laurearmi avevo in mano il segreto per seminare il terrore e distruzione senza essere sospettata. Ora se volete scusarci dobbiamo andare, la ragazza deve frequentare delle lezioni domani, visto che oggi ci siamo trattenuti tanto. Credo che anche lei sarà intenzionato a lavorare" un'occhiata di traverso ai presenti poi afferrò la mano della ragazza e tirandola "un taglia balsa? stai scherzando? non siamo a casa di tuo padre nel collegio dove ti aveva ficcata, sto facendo fatica a venirti dietro e tuo fratello tra poco non riuscirà più a farlo! se perdiamo la tua tutela sai cosa succederebbe?" e fino a casa calò il silenzio totale, schiacciante.

Non vi fu molto di cui parlare, tutti sapevano bene perchè si comportava cosi, tutti tranne lei che passava il tempo a chiedersi cosa fosse sbagliato e cosa no. A "casa" non doveva pensare a cosa fosse etico o morale, ma cosa convenisse fare per ottenere qualcosa. Decise di rinnovare la solita promessa, chiudere un'abitudine e farsene delle altre.

naturalmente fu facile ripromettersi di farlo, ma abituarsi a farlo è stato un processo molto piu lungo dato il fatto che tutti non facevano altro che ricordarle chi fosse, fu cosi che prese la palla al balzo tirando fuori dal dimenticatoio il nome che sua madre le aveva regalato.
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non vi era molto da raccontare su quel primo mese di scuola, era al secondo anno delle medie, frequentava una scuola normale e gli insegnanti avevano chiamato già suo fratello per parlare di lei, lui aveva la tutela della sorella con la supervisione di Irina e delle assistenti sociali, anche se...
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