HELL IN HIGH HEELS

22 aprile 2018 ore 13:55 segnala


Sera di maggio frizzante e ruffiana. Nell’aria un disco di Tom Waits.
La luna è piena, su nel cielo. Ci incontriamo al multisala.
Il fascino della divisa mi intriga. Mi dà un senso di protezione.
Tu hai rinunciato anche al calcetto, solo per me.
Sono in ritardo, è vero, ma so che mi aspetterai.
Conosco bene le armi della seduzione !

Il vento caldo mi accarezza i capelli,
diffondendo la scia del mio profumo, dietro me.
Un fedele tacco dodici e una minigonna da oltraggio al pudore,
mi spalancheranno tutte le porte, lo so già! Non saprei farne a meno.
Sono certa che non resisterai al mio charme.
Che gusto, vederli sbavare questi seduttori ! L’atmosfera è proprio ok.



A giudicare dall’auto extra-lusso, sembri un tipo molto interessante!
Mi corri incontro. Il suono ritmato del mio passo, mi dà sicurezza.
Gioco serrato di sguardi, fra noi. Cerchi d’essere brillante. Mi corteggi,
La mano attorno alla vita. “Da bere cosa prendi?” Mi ubriachi di parole.
Ma ti confondi per l’emozione. Reciti la tua parte, ma io studio la mia!
Ti osservo. Sei uno spettacolo! Che cosa non faresti, a questo punto?

Nel buio della sala cerchi un contatto intimo, mi sfiori proprio lì!
Il tuo respiro affannoso sul mio collo. Poi scivoli sul seno.
Ti lascio fare, adoro sentirmi desiderata.
Eccitato a mille, sei ormai in mio potere. Anche la divisa vola via.
Ma guardati ! Non ti resta un briciolo di dignità.
Lanciato come sei, verso il miraggio di una scopata.

Dici: “E’ la nostra notte, baby, sono in fiamme, senti la mia passione!
Non frenare il desiderio ! Allarga le tue ali e fammi volare.
Vai giù, voglio essere il tuo magnum, proprio qui, nell’ombra della sala.”
Ma io ti dò picche, soldatino! I tacchi alti son da stronze, non lo sai?
No, non sono bacchettona. Non ho neppure le mie cose.
Ma sono pazza solamente di me stessa. Ed accecata dalla vanità.


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« video » Sera di maggio frizzante e ruffiana. Nell’aria un disco di Tom Waits. La luna è piena, su nel cielo. Ci incontriamo al multisala. Il fascino della divisa mi intriga. Mi dà un senso di protezione. Hai rinunciato anche al calcetto, solo per me. Sono in ritardo, è vero, ma so che mi aspett...
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IL DESERTO MORALE

19 aprile 2018 ore 17:10 segnala


Nonostante l’interpretazione strepitosa di Elio Germano, questo film si rivela una grande occasione persa. Si apre andando a scomodare addirittura Dario Fo e Enzo Jannacci per la colonna sonora. Passa poi da un’impostazione grottesca della storia, che potrebbe far ben sperare, ad una seconda parte da cestinare senza appello, con una sceneggiatura che si arrampica sugli specchi per riuscire a trovare un finale degno.

Mentre sarebbe bastato, e forse sarebbe stato anche più interessante, se il film avesse preso un’altra piega. Avesse, cioè, decretato il fallimento da un punto di vista umano di questo truffatore seriale, magnate della finanza, facendolo emarginare dagli stessi emarginati con i quali è costretto a convivere perché condannato ai servizi sociali per frode fiscale. Evidenziandone quindi il deserto morale, la latitanza di doti umane.

Si sarebbe dimostrata così l’incapacità di un personaggio così avido (interpretato dall’ottimo Marco Giallini) ed abituato a valutare il prossimo solo attraverso l’entità del conto in banca e la materialità, di stabilire empatia e di relazionarsi con degli esseri umani che ormai non posseggono più nulla al di fuori della loro vita e della loro fragile sensibilità.

Divertente, a mio avviso, la triste morale che questo personaggio tentacolare, Tempesta, riesca a corrompere e scoparsi perfino l’assistente sociale alla quale è stato affidato nella speranza di una redenzione. Ci riesce solo grazie all’ostentazione di lusso, potere e delle sue sterminate proprietà (sebbene risulti ufficialmente senza fissa dimora) davanti alle quali anche un personaggio apparentemente puro e combattivo è destinato a crollare.

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« immagine » Nonostante l’interpretazione strepitosa di Elio Germano, questo film si rivela una grande occasione persa. Si apre andando a scomodare addirittura Dario Fo e Enzo Jannacci per la colonna sonora. Passa poi da un’impostazione grottesca della storia, che potrebbe far ben sperare, ad una...
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IL LUSSO IMMATERIALE - ode alla solitudine e al mare -

18 aprile 2018 ore 03:52 segnala




Ho il mare come unico dirimpettaio. Conosco la burrasca, rispetto la tempesta.
Non rinuncerei al profumo del camino acceso. Né ai libri, cibo per la mente.
Mi oriento col sole o la lunghezza delle ombre. Con i segnali della natura.
Perdo spesso la cognizione del tempo, mi concentro solo sul presente.
Non vedo mai “L’isola dei famosi”, ma vi partecipo idealmente.
Questo è un privilegio, un dono che ho conquistato negli anni.



Ascolto le leggende che narra il vento, la melodia cangiante della risacca.
Non ho giornate cadenzate, monotone, ripetitive. Cerco l’imprevisto.
Essere solitari e naufraghi fa apprezzare un porto sicuro.
Accarezzo la mia gatta, mi insegna tanto e mi regala armonia.
Di notte osservo incantato la luna ed il cielo stellato. Mi aiutano a riflettere.
E’ un vantaggio, un lusso immateriale riservato a pochi. Non vi rinuncio più.



Lavoro sempre per sottrazione. Mi concentro sull’essenza, sullo spirito.
Faccio a meno di tutto il superfluo, in modo assolutamente indolore.
Sento sempre più il legame con la terra, ne assaporo gli umori.
Non mi mancano le città. Non vivo in tensione fra urgenza ed attesa.
Gira placido un disco sul piatto, toccando le corde più profonde.
E’ una benedizione vivere così, entro in contatto col mio io interiore.



Non inseguo il denaro. Quello che nutre l’anima non è mai in vendita.
Non voglio essere al passo con i tempi. Voglio realizzare
quello che augura questa splendida poesia: coltivarmi, crescere, stupirmi.
Senza essere distolto da mille abbagli, da tante urla, da troppi inganni
che mi farebbero perdere di vista quei traguardi. Come sa bene
chi è costretto ad affannarsi in città, e corre senza sapere verso dove.



TI AUGURO TEMPO

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guadarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler
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« video » « immagine » Ho il mare come unico dirimpettaio. Conosco la burrasca, rispetto la tempesta. Non rinuncerei al profumo del camino acceso. Né ai libri, cibo per la mente. Mi oriento col sole o la lunghezza delle ombre. Con i segnali della natura. Perdo spesso la cognizione del tempo, m...
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IPOCRISIA DISTILLATA

15 aprile 2018 ore 14:28 segnala




Nei giorni scorsi con mia grande sorpresa, su questo blog ho subito per la prima volta l’implacabile taglio della censura. Avevo letto qualcosa in post di altri utenti, ma non sapevo bene a cosa si riferisse, cosa prendesse di mira.
Hanno censurato un mio post intitolato “SESSO E COCCOLE” (probabilmente segnalato da qualche bigotto moralista) solo perché supportavo un ragionamento, peraltro ironico e scherzoso, pubblicando la foto di uno splendido culo femminile, ed una gif stilizzata, in bianconero, che lasciava solo intuire qualcosa di hot, definite entrambe indecenti!



Orrore !!! Un culo nudo!
E’ mai possibile che, nel 2018, dobbiamo ancora vergognarci del nostro corpo? Avete forse nostalgia dell’epoca vittoriana, quando “per pudore” erano così ottusi da arrivare a coprire perfino le gambe dei tavoli perché potevano suscitare cattivi pensieri, potevano risultare “sconvenienti” o addirittura eccitanti o provocanti? Critichiamo l’Islam per il burqua e per le ristrettezze culturali legate alla sfera sessuale. Facciamo ironia se sentiamo che in Iran hanno censurato le mammelle della lupa nel logo della AS Roma, eppure ci indigniamo ancora per un culo nudo!

Dice: “Ma la definizione di indecente ed osceno è contenuta nel Codice!” Non ha nessuna importanza cosa dice la legge, in merito. In una società civile, le norme legali dovrebbero andare al passo con i tempi, con la morale corrente. Oggi tutti si lamentano ipocritamente della presunta perdita dei valori che caratterizzerebbe la società contemporanea ed il comportamento delle giovani generazioni. Ma vi siete mai chiesti se questi cosiddetti valori siano davvero innati nell’essere umano, o sono soltanto una convenzione sociale?



Se solo ci spostiamo nel tempo o anche di latitudine scopriamo che quello che qui è vietato, lì era obbligatorio, o viceversa ! C’erano morali nel Medioevo che oggi non sono assolutamente riconosciute. Le società sono tante, in continua evoluzione e spesso in contrasto fra loro. Parlando dell’Italia, ad esempio, il divorzio o l’aborto sono solo conquiste recenti. Poco più di un decennio fa perfino il delitto d’onore era autorizzato dalla norma scritta! La legge sullo stupro, considerato finalmente reato contro la persona, è ancora più recente.

Anche se siamo fortunatamente dotati di libero arbitrio, è innegabile che il giudizio altrui condiziona pesantemente la nostra morale; così come la morale delle persone influenza la società stessa. Non dobbiamo dimenticare che sono gli uomini a scrivere le leggi, non un essere superiore, e trincerandosi su posizioni antiche si crea una società chiusa e inamovibile.



Io credo che, troppo spesso, quelli che si lamentano delle immagini osè, coloro che di giorno fanno i moralisti di facciata, di notte vanno a puttane, se non a trans, dimostrando di essere laureati in ipocrisia distillata!



In genere l’alibi dei moralisti è sempre lo stesso: dicono di voler preservare la purezza dei minorenni dal trauma di dover vedere immagini così scandalose come quelle di un corpo umano completamente nudo (!).
A mio avviso un minore non si scandalizzerà affatto e proprio di niente, almeno fino a che gli adulti non gli avranno trasmesso tutti i loro tabù, le loro fobie, le loro inibizioni, le chiusure mentali che una religione sessuofobica ci ha trasmesso, se non imposto.

Ad esempio adesso vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse, perché mai, nel terzo millennio, non dovrei poter pubblicare un’immagine spinta, audace come quella di queste fiche riprese in primo piano.



Osceno è ostentare potere e ricchezza.
Oscena è la violenza di ogni genere, ad ogni livello.
Osceno è comportarsi da razzisti.
Osceni sono i politici e gli amministratori corrotti.
Osceno è lo sfruttamento del lavoro minorile.
Osceno è non rispettare la natura, dare fuoco alle foreste.
Osceno è essere pronti a qualsiasi compromesso in nome del denaro.
Osceni sono i preti pedofili.
Osceno è restare indifferenti davanti ai barconi dei migranti che affondano.
Osceno è manipolare le masse, attraverso la pubblicità.
Osceno è dichiararsi fascisti senza sapere neppure cosa significhi.
Osceno è non rispettare gli anziani.
Osceno è calpestare i più deboli.
Osceno è il Jobs Act.
Osceno è chi è convinto di sapere sempre cosa si fa e cosa non si fa, come ci si deve comportare, e ritiene anche di doverlo imporre agli altri.
Osceno è essere conformisti senza dignità, senza riuscire ad avere la libertà di scegliere.
Oscena è la televisione con la spettacolarizzazione del dolore e i reality.
Osceno è il giornalismo che sguazza nelle tragedie umane.
Oscena è la volgarità dei dibattiti urlati senza la capacità di ascoltare l’interlocutore.
Osceno è Vittorio Sgarbi che blatera su qualunque argomento con una arroganza inqualificabile.
Osceno è abbandonare un cane sull’autostrada, o avvelenare i gatti randagi.
Osceni sono maghi e veggenti che resistono ancora nel terzo millennio.



Osceni sono troppi comportamenti degli umani, a cui ci siamo tristemente assuefatti, non l’esposizione del loro corpo nudo!
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« immagine » « video » Nei giorni scorsi con mia grande sorpresa, su questo blog ho subito per la prima volta l’implacabile taglio della censura. Avevo letto qualcosa in post di altri utenti, ma non sapevo bene a cosa si riferisse, cosa prendesse di mira. Hanno censurato un mio post intitola...
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SUOR TORQUATA

12 aprile 2018 ore 21:59 segnala
(Oggi, in una concessionaria auto: tre personaggi)



VENDITORE RINALDO - Signorina si accomodi, due minuti e sono da lei.
SIGNORINA SIMONA - Faccia pure, la aspetto, intanto do un’occhiata a queste auto usate.
VENDITORE RINALDO - Sa, il mio collega è ammalato …… oggi ci sono solo io in concessionaria!
SUOR TORQUATA - Siamo nelle mani del Signore!
VENDITORE RINALDO - Dicevamo Suor Torquata: la valutazione del suo usato è 5400 euro. E’ tenuta bene, non c’è che dire! Ma, purtroppo, le grosse cilindrate non hanno mercato…
SUOR TORQUATA - Ah … volevo chiederle …. cosa significa SUV?
VENDITORE RINALDO - E’ un acronimo traducibile più o meno con “veicolo utilitario sportivo” e identifica una categoria di autoveicoli dall’assetto rialzato e con trazione integrale…
SUOR TORQUATA - Trazione integrale … permanente?
VENDITORE RINALDO - Potrà scegliere fra permanente o inseribile a mano.
SUOR TORQUATA - E il motore è 16 valvole?
VENDITORE RINALDO - Sì, certo, è un motore turbo dell’ultima generazione!
SUOR TORQUATA - Intercooler?
VENDITORE RINALDO - Intercooler.
SUOR TORQUATA - Eh! Sennò chi se lo sente il Vescovo? E… ce l’ha il contagiri?
VENDITORE RINALDO - Mi faccia vedere un attimo Suor Torquata … sì, ce l’ha!
SUOR TORQUATA - E per quanto riguarda il confort?
VENDITORE RINALDO - E’ il top della categoria, le assicuro!
SUOR TORQUATA - No, perché il Cardinale, prima, aveva un fuoristrada, ma era così spartano! I sedili, sono riscaldati?
VENDITORE RINALDO - Sì, d’altra parte ha scelto la versione più accessoriata! Se anche non ci fossero stati, li potevamo aggiungere come optional!
SUOR TORQUATA - E il climatizzatore? Suor Addolorata ci tiene tanto…
VENDITORE RINALDO - Automatico, bizona! Il massimo.
SUOR TORQUATA - E … i vetri elettrici, ci sono anche dietro?
VENDITORE RINALDO - Naturalmente, Suor Torquata!
SUOR TORQUATA - E il navigatore satellitare?
SIGNORINA SIMONA - (brontolando fra sè) … ma guarda questa!
VENDITORE RINALDO - Su vetture di questo livello, ormai, lo mettono di serie…



SUOR TORQUATA - Ah! non se ne può più fare a meno, giovanotto!
SIGNORINA SIMONA - (fra sè) Sì, per rintracciare la mappa della volta celeste!
VENDITORE RINALDO - Diceva, signorina?
SIGNORINA SIMONA - No niente, mi scusi…
VENDITORE RINALDO - Dunque direi che è tutto, Suor Torquata. Scontata e detratto il valore dell’usato, viene 71800 euro.
SUOR TORQUATA - Eh! Vorrà dire che faremo un sacrificio!
VENDITORE RINALDO - Preferisce avere un finanziamento? Ci sono delle ottime condizioni in questo periodo!
SUOR TORQUATA - No, pagheremo in contanti.
VENDITORE RINALDO - Quanto mi lascia in acconto?
SUOR TORQUATA - Vanno bene ventimila euro?
VENDITORE RINALDO - Sì, certo, Suor Torquata!
SUOR TORQUATA - Sono in questo sacchettino …. sa, i nostri risparmi li teniamo così .… Vatti a fidare delle banche!
SIGNORINA SIMONA - (fra sè) E già! …. il bue che dà del cornuto all’asino……
VENDITORE RINALDO - Un’ultima firmetta qui e …. mi lasci un recapito telefonico, così appena è pronta, la chiamo per la consegna!
SUOR TORQUATA - Ecco, questa è la lista dei cellulari di tutte le consorelle…
VENDITORE RINALDO - Allora, posso lasciar detto a chiunque?
SUOR TORQUATA - Ovvio! … d’altronde … la useremo un po’ tutte, come sempre!
SIGNORINA SIMONA Certo che non vi ha insegnato niente San Francesco!
SUOR TORQUATA - Come dice, signorina?
SIGNORINA SIMONA - Dico che dovreste vivere secondo gli insegnamenti di San Francesco, ed invece siete schiave del consumismo, più di tutti!
VENDITORE RINALDO - Ma come si permette?
SIGNORINA SIMONA - Come si permette questa, a dilapidare le offerte fatte da fedeli ingenui ed fiduciosi, per comprare un …… un autotreno come quello?
SUOR TORQUATA - I giovani d’oggi sono così istintivi ! Giudicano senza conoscere.
SIGNORINA SIMONA - Io so solo che preti e suore sono i più grandi parassiti che l’umanità abbia mai dovuto subire ! Per non parlare dell’inquisizione, delle torture, dell’oscurantismo clericale, della caccia alle streghe, dei preti pedofili … eh! … la lista sarebbe lunga!
VENDITORE RINALDO - Non posso tollerare questa intrusione in una trattativa privata!
SUOR TORQUATA - No, no! La lasci parlare, dobbiamo essere comprensivi…
SIGNORINA SIMONA - … grondate ipocrisia da fare ribrezzo…
SUOR TORQUATA - Cosa intende, signorina?
SIGNORINA SIMONA - Intendo, che avete quell’aria di essere gli unici depositari della verità, ed invece siete accecati da pregiudizi e falsità!
SUOR TORQUATA - Ma, sciocchina, molti fedeli hanno bisogno di una guida spirituale!
SIGNORINA SIMONA - Sì, e voi in cambio gli date miracoli e madonne che piangono, è vergognoso!
VENDITORE RINALDO - (a mezza voce, fra sé ) Beh, questo sarebbe vero …. al confronto Wanna Marchi sembra una benefattrice!



SUOR TORQUATA - … chi è questa Vannarchi?
VENDITORE RINALDO - Ah! una santa donna, sorella, …. ha fatto del bene al prossimo, lungo tutta la sua esistenza! Proprio come lei, del resto! Dovrebbe conoscerla.
SIGNORINA SIMONA - Anche lei ….. ma che uomo è? Non ha il coraggio di difendere le sue opinioni, che pena!
VENDITORE RINALDO - Vorrei vedere lei al mio posto!
SUOR TORQUATA - ah! Se ci fosse stata lei al suo posto, di certo non l’avrei comprato il mio SUV! Invece lei mi ispira fiducia, giovanotto!
VENDITORE RINALDO - La ringrazio, Suor Torquata, farò di tutto per non deluderla. Entro lunedì al massimo l’auto sarà qui, in concessionaria. Vedo, sul computer, che fa parte di uno stock di vetture che hanno già varcato la frontiera!
SIGNORINA SIMONA - Mi sembra l’avanzata delle Crociate!
SUOR TORQUATA - Cosa c’entrano le Crociate, ora, signorina?
SIGNORINA SIMONA - La vera epidemia del nostro tempo è la perdita della memoria!
SUOR TORQUATA - Mi spiace, ma lei ha le idee molto confuse!
SIGNORINA SIMONA - Sarà perché i miei riferimenti culturali sono Galileo e Giordano Bruno! Mi piacerebbe sapere quali sono i suoi …. Torquemada o i Borgia?
VENDITORE RINALDO - (a mezza voce, rivolto ruffianamente al pubblico) A me, invece, piacerebbe sapere a cosa servono quei profilattici che ho visto nel cruscotto dell’auto della religiosa...
Mah! C’est la vie! L’importante è vendere!

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(Oggi, in una concessionaria auto: tre personaggi) « immagine » VENDITORE RINALDO - Signorina si accomodi, due minuti e sono da lei. SIGNORINA SIMONA - Faccia pure, la aspetto, intanto do un’occhiata a queste auto usate. VENDITORE RINALDO - Sa, il mio collega è ammalato …… oggi ci sono solo io...
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SESSO E COCCOLE

11 aprile 2018 ore 15:27 segnala


Faccio fatica a entrare in sintonia
con chi scrive poesie idealizzando un rapporto a due.
Con chi parla di carezze e tenerezze, durante l’amplesso.
Con chi ha la rima facile fra amore e cuore.
Io amo la dolcezza. Mi piace lo scambio di coccole.
Ma questo è solo il primo atto, quello fuori dal letto !



Ma non appena si alza il sipario sul secondo atto…

IMMAGINE CENSURATA


… per me il sesso diventa una battaglia, una provocazione,
una sfida, una lotta, una competizione, un conflitto,
una prevaricazione reciproca, una zuffa da risolvere assolutamente.
Lo vedo come un istinto che deve essere ad ogni costo sedato.
Un impulso che deve essere immediatamente placato.
Come due animali che smaniano, si dimenano e si contorcono…

IMMAGINE CENSURATA


… finchè non trovano appagamento nell’orgasmo liberatorio.



Poi torno ad essere un romantico. Complicato e galante.
Ad avere questo senso di malinconia,
che mi fa coltivare la musica, l’arte e la poesia,
che mi fa commuovere per un tramonto.
E mi spinge a cercare prima l’intesa cerebrale,
perché il sesso senza amore, proprio non lo so fare !


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« immagine » Faccio fatica a entrare in sintonia con chi scrive poesie idealizzando un rapporto a due. Con chi parla di carezze e tenerezze, durante l’amplesso. Con chi ha la rima facile fra amore e cuore. Io amo la dolcezza. Mi piace lo scambio di coccole. Ma questo è solo il primo atto, quell...
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LA PANTERA E L’ELEFANTE

09 aprile 2018 ore 11:00 segnala


Come una pantera avanzavi ammaliante.
Ad un’attrice eri assomigliante.
Quella che sta con quell’attaccante!
Ti avvicinai un po’ esitante.
Cercai anche d’essere galante.
Mi sembravi una preda allettante.

Ti proposi della musica, dall’altoparlante.



Mi inchiodasti con uno sguardo penetrante.
Chiedesti: “Ma non ce l’hai un disco di Cocciante?”
Fui travolto dal tuo profumo inebriante.
Sono certo, portavi una terza abbondante.
Sognai che diventassi la mia amante.

Lanciavi segnali in modo provocante.
Sbirciavo l’impronta dell’olio abbronzante.
Mi dicesti: “Ma allora, sei un vero birbante!”
Indossavi una calza autoreggente.
e un occhiale da sole, molto elegante.
Eri decisamente affascinante.

Ti offrii un gelato comprato all’ambulante.
Accettasti. Mi sentii un gigante!
Lo gustammo nella piazzetta antistante.
Proprio di fronte all’edicolante.
Cominciasti a leccarlo avidamente.
M’immaginai una notte intrigante!

Avevi un portamento conturbante.
Fasciata, in quel corpetto aderente.
Magnifico il tuo culo, importante!
Trasmetteva un’energia impressionante.
Pensai ad un’intesa penetrante.
Scontata la metafora del serpente…

Mi dissi: “Sarà una relazione appagante.”
“Quando ti rivedo?” chiesi implorante.
Sognavo con te un viaggio itinerante.
Poi apristi bocca, e tutto diventò imbarazzante.
Eri di un conformismo agghiacciante.
Mi sembrava quasi un film allucinante.

Cominciasti a diventare assillante.
Eri proprio senza un’attenuante.
Anche il tuo accento era angosciante.
Ti rivelasti un’intollerante.
Detestavi ogni singolo migrante.
Scacciarli con le armi, ti sembrava esaltante.

Se ciò non fosse triste, sarebbe esilarante.
La tua mente era davvero aberrante.
Sparavi cazzate da benpensante.
Scoprii che eri anche figlia d’un furfante.
La tua ignoranza, poi, era un’aggravante!
Non conoscevi neppure Alighieri Dante.

Prendevi posizione in modo imbarazzante.
Dicevi banalità che ricordavano Almirante.
Mi sentivo la testa dolorante.
Immaginarti accanto era frustrante.
Ormai eri diventata asfissiante.
Decisi che a te, preferivo un elefante!



Sicuramente.
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« immagine » Come una pantera avanzavi ammaliante. Ad un’attrice eri assomigliante. Quella che sta con quell’attaccante! Ti avvicinai un po’ esitante. Cercai anche d’essere galante. Mi sembravi una preda allettante. Ti proposi della musica, dall’altoparlante. « video » Mi inchiodasti con ...
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A CASA TUTTI BENE (?)

08 aprile 2018 ore 12:35 segnala


Forse l’ultimo film di Muccino non merita neppure una recensione.
Ha la pretesa di essere un grande affresco generazionale, se non addirittura il seguito ideale dei grandi films neorealisti, ma si risolve in una serie di beghe familiari di basso livello.
In sintesi, un cast impressionante per una storia inconsistente.
Che tristezza dover constatare che quando non si ha proprio nulla da dire, l’unica è urlare !

Ma siamo proprio sicuri che questi stiano tutti bene?
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« immagine » Forse l’ultimo film di Muccino non merita neppure una recensione. Ha la pretesa di essere un grande affresco generazionale, se non addirittura il seguito ideale dei grandi films neorealisti, ma si risolve in una serie di beghe familiari di basso livello. In sintesi, un cast impressio...
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LA CORNICE DI UN VOLTO

06 aprile 2018 ore 18:20 segnala


Non sono particolarmente attratto
dall’aspetto fisico di una donna.
O meglio, antepongo al look, qualità meno materiali.
Più impalpabili, più rare.
Più difficili da individuare, più invisibili.



Come la sensibilità e l’anticonformismo.
La dolcezza ma anche il carattere e la cultura.
L’indole e la compatibilità col sottoscritto.
La disponibilità a lasciarsi sorprendere dalle novità.
Lo slancio vitale e una sana follia senza età.



Eppure, proprio come detesto i parrucchieri, così adoro i capelli
perché credo che siano la cornice ideale di un volto.
In ogni donna, lisci o ricci, bruni o biondi,
i capelli sono sempre affascinanti,
a condizione che siano lunghi e selvaggi.



Perché solo Sinead O’Connor,
al culmine della carriera e della giovinezza,
poteva permettersi di rinunciare ai propri capelli
e di ostentare sicurezza e temperamento
presentandosi al pubblico completamente rasata a zero!



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RIGOBERTO

05 aprile 2018 ore 11:32 segnala


Vendere collanine sulla spiaggia di Huatulco
era il tuo business.
Quattro anni bruciati troppo in fretta.
Bambino non eri stato mai.
Sguardo vispo e una simpatia contagiosa
per conquistare i turisti e ottenere pochi pesos.

Ti incontrammo diverse volte in pochi giorni.
Conoscevi tre lingue,
o almeno il necessario per attirare l’attenzione.
Ti destreggiavi come un mattatore.
Riuscivi a tener testa a una comitiva intera,
anche se di crescere non avevi avuto il tempo.



Oggi il tuo braccialetto è ancora qui, al mio polso.
Ormai sarai grande.
Chissà se sei riuscito a “correggere la fortuna”
o se ti sarai arruolato nella malavita.
Spero tu abbia trovato la tua strada
in un mondo che calpesta i deboli e corre verso il vuoto.

Di certo non ricorderai quei tuoi amici italiani
trovati per caso e persi troppo in fretta.
Collanine, perline e braccialetti
erano tutto il tuo campionario.
Ti chiamavi Rigoberto e avevi solo quattro anni,
nella primavera del 2001.



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« immagine » Vendere collanine sulla spiaggia di Huatulco era il tuo business. Quattro anni bruciati troppo in fretta. Bambino non eri stato mai. Sguardo vispo e una simpatia contagiosa per conquistare i turisti e ottenere pochi pesos. Ti incontrammo diverse volte in pochi giorni. Conoscevi tr...
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