PEZZI DI MERDA

18 novembre 2018 ore 23:08 segnala
Può un programma di intrattenimento della Rai, peraltro condotto da Serena Dandini che un tempo stimavo, contenere uno sketch dove la protagonista, Angela Finocchiaro, in veste di “fatina” rivolgendosi a delle bambine, afferma "ricordatevi sempre che gli uomini sono tutti dei pezzi di merda, anche tuo papà”?



Sembra incredibile, ma la risposta è si. E’ accaduto poche sere fa. La cosa ha avuto non pochi effetti, troppo spesso fuori misura perché la reazione più istintiva e quindi sbagliata ad una gratuita banalità del genere è proprio, come hanno fatto tanti utenti sul web, rispondere con epiteti ed apprezzamenti all’indirizzo delle donne forse ancora peggiori e via via per altre elevate disquisizioni che di filosofico non hanno davvero nulla.

Una banalità del genere non andrebbe neanche commentata se non per spiegare a quelle bambine, ma anche a troppe donne adulte che evidentemente non lo hanno ancora compreso, che generalizzare è sempre un errore che non porta mai a niente. Bisognerebbe far capire che non esistono categorie, quindi neanche "gli uomini" e "le donne" soprattutto se vengono contrapposti come in una battaglia.

Gli esseri umani sono tutti unici ed irripetibili e da ciascuno di loro (uomo o donna) è lecito aspettarsi comportamenti decisamente negativi come che si distinguano in modo encomiabile. Demonizzare una categoria generalizzando è comunque sbagliato.
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Può un programma di intrattenimento della Rai, peraltro condotto da Serena Dandini che un tempo stimavo, contenere uno sketch dove la protagonista, Angela Finocchiaro, in veste di “fatina” rivolgendosi a delle bambine, afferma che “i maschi sono tutti dei pezzi di merda”? « immagine » Sembra...
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LA SFIDA PIU’ DIFFICILE

05 novembre 2018 ore 19:09 segnala


In una società che prevede corsi di formazione anche per fare il netturbino, perché per fare i genitori non c’è bisogno di nessun patentino, nessun corso di specializzazione?

Chiunque può cimentarsi in quella che è la sfida più difficile in assoluto: educare, essere da guida ad un figlio. Non limitarsi a metterlo al mondo. Ed, infatti, i risultati sono sotto gli occhi di tutti!

Non dico che bisognerebbe insegnare loro un decalogo predefinito ed immodificabile di insegnamenti da impartire, ma almeno dare dei rudimenti di pedagogia, per consentire ai genitori di capire in anticipo come il bambino reagirà a tutte le cazzate che faranno regolarmente, a 360°!

Ovviamente tutto questo si riflette non solo sulle famiglie che sono sempre più allo sbando, ma sull’intera società all’interno della quale si inseriscono giovani che hanno dovuto subire un’educazione improvvisata e quindi sbagliata.

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« immagine » In una società che prevede corsi di formazione anche per fare il netturbino, perché per fare i genitori non c’è bisogno di nessun patentino, nessun corso di specializzazione? Chiunque può cimentarsi in quella che è la sfida più difficile in assoluto: educare, essere da guida ad un ...
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IL PRIMO SORSO DI BIRRA - il varo -

01 novembre 2018 ore 14:04 segnala
Niente è come il primo sorso di birra.
Gustarla così amara, spumeggiante, ghiacciata.
Il resto la finisci solo perché è lì. Saresti un pirla
a lasciarla dopo che l’hai già pagata.

Niente è come la prima bici che hai avuto
da bambino. Esploravi quella sensazione di libertà
col ginocchio sbucciato e ti sentivi cresciuto.
Avevi l’illusione di esser grande, di aver raggiunto la maturità.

Niente è come il primo bacio che le hai dato.
Quel sapore ti rimarrà come un fantastico desìo.
Ma non le promesse che l’hanno accompagnato,
quelle, si sono perse per sempre nell’oblio.




Niente è come la prima gita scolastica.
Colazione al sacco e partitella sulla sabbia, per ginnastica.
Poi la prima canna di nascosto dai docenti.
ed una sensazione di vuoto, una strana attesa verso gli assenti.

Niente è come la prima volta in casa sua. Eri scolaro.
Lei disegnò sul vetro due cuori intrecciati. E dallo studio della geografia,
passaste a quello della mappa dei suoi nei. Fu come un varo.
Dopo ti sentivi già più navigato. Però, che allegoria!



Niente è come il giorno in cui, finalmente,
ti danno l’agognata patente.
Ora il mondo ti aspetta, anzi, lo conquisti.
Alla tua volontà si arrende. Siamo autisti !

Niente è come il primo viaggio in solitario.
Fare esperienze, mettersi in gioco, improvvisare.
L’avventura non c’è solo nei libri. Addio vita sedentaria.
Mezzi, incontri, sudore. Senza sapere verso dove, l’importante è andare.




Eppure in tanti preferiscono avere delle consuetudini,
rimanere schiavi di noiose abitudini,
anziché inventare la propria vita liberamente
solo perché trovano tutto ciò rassicurante.

Ma chiunque spera di inciampare in un imprevisto, inconsciamente.
Di trovare uno spiraglio, nel muro delle abitudini, con una vista contagiosa.
Perché sono proprio le novità il sale della vita! Decisamente.
Una routine tutta cadenzata e prevedibile è davvero spaventosa!



Come chi resta ancorato alle proprie misere certezze
solo per paura di rischiare. E finisce per fare il callo alle amarezze
dicendo: “Abbiamo sempre fatto così ! Perché cambiare?”
Chi non si rinnova, muore dentro ! Le novità, sta certo, sono un affare.

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Niente è come il primo sorso di birra. Gustarla così amara, spumeggiante, ghiacciata. Il resto la finisci solo perché è lì. Saresti un pirla a lasciarla dopo che l’hai già pagata. Niente è come la prima bici che hai avuto da bambino. Esploravi quella sensazione di libertà col ginocchio...
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MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO VOTATO

30 ottobre 2018 ore 13:52 segnala


La vergognosa vicenda del gasdotto di San Foca mi ha portato a fare una riflessione.

La carica di onorevole non è affatto prestigiosa, anzi è assolutamente insignificante, visto che non è basata su un percorso di formazione culturale (come avviene per un medico, un giurista o un architetto ecc), ma solo sui voti ottenuti con promesse false a cui hanno abboccato in massa persone in difficoltà e portate dall’esasperazione a credere ormai a tutto.

Quindi anche un analfabeta o un mafioso può diventare onorevole in poco tempo, purchè sappia raccontare palle meglio e più degli altri.

Fare il politico è come fare l’attore di film porno, non c’è bisogno di studiare!

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« immagine » La vergognosa vicenda del gasdotto di San Foca mi ha portato a fare una riflessione. La carica di onorevole non è affatto prestigiosa, anzi è assolutamente insignificante, visto che non è basata su un percorso di formazione culturale (come avviene per un medico, un giurista o un arc...
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IL COLONIALISMO

29 ottobre 2018 ore 00:44 segnala
“La fine del ventesimo secolo ha visto scomparire il colonialismo, mentre si ricomponeva un nuovo impero coloniale.
Nel territorio degli Stati Uniti non c’è nessuna base militare straniera, mentre ci sono basi militari statunitensi in tutto il mondo.”
JOSE’ SARAMAGO



Temo che la colonizzazione è ancora pienamente in atto, ed è quella più subdola, quella culturale, attraverso il cinema, l'assuefazione all'uso delle armi, attraverso la pubblicità, gli stili di vita imposti ecc.
Abbiamo importato perfino Halloween, senza capire bene neanche cosa sia !

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“La fine del ventesimo secolo ha visto scomparire il colonialismo, mentre si ricomponeva un nuovo impero coloniale. Nel territorio degli Stati Uniti non c’è nessuna base militare straniera, mentre ci sono basi militari statunitensi in tutto il mondo.” JOSE’ SARAMAGO « video » Temo che la...
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FUORI MERCATO - il perdigiorno -

25 ottobre 2018 ore 16:12 segnala


Ci educano da bambini a spingere un carrello.
A sopportare un fardello.
La vuoi liscia o gassata?
In questa grande marmellata
delle offerte speciali
e degli sconti irreali.

Dei prodotti visti in tv
a cui non devi mancare mai più.
Perché vantaggi così, sono riservati a te soltanto.
Non vorrai mica rinunciare a tanto !
Non saresti più al passo con i tempi. Poi si annega,
rischi di sfigurare, col vicino o col collega.

“Stiamo in guardia come lupi, stiamo pronti ad azzannare
chi ci vuole programmare, per produrre e consumare.”

Pensa che fortuna che hai avuto, altrochè !
Noi te l’offriamo due per tre.
Non ha importanza se ti sembra una truffa
o non sai che fartene di tre chili di fuffa.
Devi far girare l’economia. Tu sei la nostra scialuppa.
Bisogna tenere alto il morale della truppa.



nell’assurda guerra del mercato che ci ha ridotto nella shit,
tutti inginocchiati a pregare verso Wall Street.
E non preoccuparti per pagare: sono comunque legnate.
Puoi scegliere se farlo con la carta o in comode rate.
E indebitarti anche fino alla pensione,
tanto poi sono cazzi tuoi, accattone.

“Stiamo in guardia come lupi, stiamo pronti ad azzannare
chi ci vuole programmare per produrre e consumare.”

Per pagare la fila è quella,
e ricordati che di te, vogliamo pure le budella.
Aspetta il tuo turno e smettila di protestare.
Segui la corrente, è vero solo ciò che appare !
Un po’ per volta ti ci abituerai. Sta certo, è così.
Tutto questo sarà tuo, devi solo firmare qui.

Che incubo devo aver fatto !
Volevano inculcarmi l’idea, di soppiatto
che l’economia è tutto. Mai più business, bonus, consulenti caimani,
fondi di investimento, affari, incentivi, dividendi, paradisi fiscali.
Basta ! Chiamatemi perdigiorno. Lasciatemi qui, a coccolare il gatto.
Voglio restare fuori mercato a vita. O ci divento matto.

“Stiamo in guardia come lupi, stiamo pronti ad azzannare
chi ci vuole programmare per produrre e consumare.”



© Tutti i diritti riservati.


Oltre che al virgolettato Cristiano De Andrè,
un grazie per l’ispirazione indiretta,
va a quell’autentico inno alla disobbedienza che è
“In fila per tre” di Edoardo Bennato.

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« immagine » Ci educano da bambini a spingere un carrello. A sopportare un fardello. La vuoi liscia o gassata? In questa grande marmellata delle offerte speciali e degli sconti irreali. Dei prodotti visti in tv a cui non devi mancare mai più. Perché vantaggi così, sono riservati a te soltanto. ...
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LAUREA IN UTOPIA

24 ottobre 2018 ore 03:29 segnala
Stasera ti voglio raccontare una storia che io avrei potuto immaginare solo narrata in un romanzo sudamericano del secolo scorso, uno di quelli da 500 pagine, quelli del realismo magico, carichi di pathos e “corazon”. Oppure avrebbe potuto essere la trama di un film idealista e un po’ irreale, uno di quelli in cui tutto combacia perfettamente, come per un disegno superiore. Probabilmente ne avrai già sentito parlare, ma forse non ne conosci alcuni dettagli. Prova a dedicarle solo pochi minuti.



Si può, oggi in Italia, tentare altre strade? Cercare soluzioni concrete a problemi urgenti invece di parlarsi addosso all’infinito in inutili tavole rotonde e supervertici, perdersi dietro una bieca propaganda populista, ed avere un’aridità d’animo tale da riuscire a ricondurre qualsiasi problema ad uno solo: quello economico?
E’ emblematica la vicenda di Riace, piccolo paese della Calabria, noto fino a ieri solo per i suoi bronzi, ormai decimato dall'emigrazione, dove si è tentato di dare una soluzione pratica e collaborativa al problema dei migranti.
Tutto ebbe inizio nel 1998, con l’arrivo di un barcone carico di 800 rifugiati curdi che non furono visti come un problema da combattere con le armi, ma come un’opportunità per far rinascere il piccolo borgo di Riace, ormai quasi disabitato a causa dell’esodo dei giovani.
Il suo sindaco, Mimmo Lucano, offrì ai migranti gli appartamenti abbandonati del comune spiegando che, se avessero voluto rimanere nel paese di pescatori, avrebbero dovuto seguire un corso di specializzazione e di inserimento al lavoro.



Poco per volta, venendosi incontro, sono riusciti a sviluppare un modello di integrazione apprezzato dalle organizzazioni umanitarie, studiato nelle università europee e raccontato perfino dal cinema grazie ad un documentario di Wim Wenders.
Purtroppo alla parola migrazione si associano spesso solo scenari allarmanti e problemi apparentemente irrisolvibili e si approfitta per costruirci su una propaganda elettorale menzognera, mentre l'esperienza di questo piccolo paesino ha dimostrato che possono esserci alternative valide.
Eppure anche la vicenda di Mimmo Lucano e del suo paese ha avuto un traumatico stop. Il sindaco è stato sospeso dall’incarico ed è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Inutile dire che il Sindaco ha avuto l’appoggio spontaneo e sincero di tutti i suoi cittadini.
Dopo l’arresto di Lucano è arrivato un altro duro colpo al modello di accoglienza di Riace: il ministero dell’Interno, infatti, ha disposto il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal comune.



E’ triste trovarsi in un paese dove frasi sacrosante espresse da Lucano, come: "Non si può restare indifferenti quando si vede qualcuno che muore" oppure: “ Non ho rispettato la legalità? Anche i nazisti rispettavano le leggi, ma è stato un dramma per l'umanità." che dovrebbero essere considerate scontate, vengono invece accolte come delle incredibili rivelazioni.
Il paese era diventato noto a livello mondiale per quello che viene chiamato il “modello Riace”, una politica di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo messa in atto nel corso degli anni.
Si perdono così un asilo nido multietnico, un laboratorio di artigianato, che attirava ad esempio turismo scolastico e multietnico. Molte persone avevano trovato un lavoro grazie ad una società senza pregiudizi.
Non è possibile che debba prevalere questa società della barbarie. Dove si valuta se un’idea è valida o meno solo dopo aver visto da chi proviene o, soprattutto, se porta vantaggi economici o meno (vedi le prese di posizione grottesche dei burattini oggi al Governo, specializzati in razzismo di Stato).



Il 27 ottobre, comunque, all’ex sindaco verrà conferita la laurea Honoris Causa in “Utopia 2018” dall’università del Bene Comune di Sezano, in provincia di Verona.
Lucano verrà premiato perché considerato “Testimone della resistenza politica, civile e intellettuale in nome dei diritti di tutti gli esseri umani e promotore di un mondo libero dalla xenofobia e dal razzismo che sembrano pervadere l’intera Europa” e di un mondo fraterno di comunità umane in pace fra loro e in armonia con la natura.



E’ vero, in questa storia non c’è un lieto fine, ma non puoi negare che c’è tanta speranza!
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Stasera ti voglio raccontare una storia che io avrei potuto immaginare solo narrata in un romanzo sudamericano del secolo scorso, uno di quelli da 500 pagine, quelli del realismo magico, carichi di pathos e “corazon”. Oppure avrebbe potuto essere la trama di un film idealista e un po’ irreale, uno...
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I VEGGENTI E GLI SPROVVEDUTI

22 ottobre 2018 ore 14:46 segnala


A volte mi soffermo sui tanti canali televisivi che trasmettono venditori, maghi, esoterici, esperti in numerologia, cartomanti, veggenti che offrono i loro “servizi”, per riflettere su come sia suggestionabile la gente e su come venga manipolata senza che si faccia una legge che la tuteli e che impedisca tutto questo (forse ricorderai il caso clamoroso di Wanna Marchi e dello stregone che la accompagnava.)



Altre volte mi domando se, vista la sprovvedutezza di tante persone, non sia il caso di parteggiare per i ciarlatani che almeno, hanno impiegato una vita per diventare tanto scaltri da riuscire a far credere di avere dei poteri magici.



Solo dall’inizio della crisi economica, l’occultismo ha avuto un’impennata del 500 %.
Ben 13 milioni di italiani si rivolgono regolarmente a maghi ed astrologi.
Vedono questa come l’unica (e forse la più concreta!) via di uscita dalla loro situazione.



E tu con chi stai, col lupo o con l’agnello?

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« video » A volte mi soffermo sui tanti canali televisivi che trasmettono venditori, maghi, esoterici, esperti in numerologia, cartomanti, veggenti che offrono i loro “servizi”, per riflettere su come sia suggestionabile la gente e su come venga manipolata senza che si faccia una legge che la tut...
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LA VENA CREATIVA

19 ottobre 2018 ore 23:15 segnala


Nel corso della loro carriera i Beatles hanno stabilito innumerevoli record, questo è noto.



Ma forse non tutti sanno che i loro principali componenti, John Lennon e Paul Mc Cartney, si sono anche distinti per un patto di solidarietà assolutamente unico nella storia del rock, che sta a dimostrare come anteponessero la passione per la musica rispetto ai potenziali profitti che ne avrebbero potuto ricavare.



Quando avevano meno di 20 anni ed il successo era ancora solo una speranza, stabilirono che ogni brano avessero composto, sarebbe stato firmato e depositato alla SIAE dal marchio di fabbrica Lennon-Mc Cartney, senza specificare chi fosse il vero autore. Quello che è più incredibile, è che mantennero questo accordo anche quando il successo divenne planetario, dimostrando di non essere davvero legati al Dio denaro.



Solo una parte dei successi del gruppo, vedi “A day in the life”, fu composto realmente a quattro mani. A conferma di ciò basta dire che ancora oggi, i fan più accaniti si interrogano e fanno supposizioni su chi fosse il vero autore di tante perla del repertorio dei Beatles.



Per esempio è noto che “Yesterday” e “Let it be” o “Michelle” “Eleanor rigby” sono opera di Paul Mc Cartney, mentre “Lucy in the sky with diamonds” “Norwegian wood” “Ticket to ride” e “Girl” sono di John Lennon.
A questo proposito può essere interessante analizzare il significato di “Nowhere man” di John Lennon che descrive, disorientato, le sensazioni di un artista che non riesce più a trovare la vena creativa.



A mio avviso, senza la genialità di John Lennon, forse i Beatles sarebbero rimasti solo una "boy band", ed avrebbero cantato “She loves you” all’infinito, ma questo è un altro discorso.



Nel corso degli anni c’è stata un’alternanza nella vena creativa dei due mostri sacri, con John psichedelico e rock e Paul decisamente pop-sentimentale. Ma questo non ha minimamente alterato il loro patto d’origine che fu rotto, ovviamente, solo allo scioglimento del gruppo.

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« immagine » Nel corso della loro carriera i Beatles hanno stabilito innumerevoli record, questo è noto. « video » Ma forse non tutti sanno che i loro principali componenti, John Lennon e Paul Mc Cartney, si sono anche distinti per un patto di solidarietà assolutamente unico nella storia del ...
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L’AGORA’ VIRTUALE – teatro magico -

16 ottobre 2018 ore 15:59 segnala


Ascolto le onde del mare. Mi narrano di te, delle tue albe.
Seduto qui a pensarti. Dove sarai, ora? Ti sfiorerai le gambe?
Sei in macchina, al lavoro o in piscina per un tuffo?
Mi hai perdonato? O di nuovo ti chiedi se bluffo?
Te lo ripeto ancora, chiudiamo quel discorso!
È un malinteso, di te sono orgoglioso, ma vienimi in soccorso.

Nell’era della comunicazione, non riusciamo più a comunicare.
Tutti affacciati ed esposti in vetrina, nell’agorà virtuale.
Ci manca il tatto, l’udito, il gusto. Le percezioni abituali.
Ci manca la possibilità di annusarci come fanno gli animali.



In un giorno come questo, il clima è dolce.
Chissà se anche tu sei sola al mare. O in palestra, sotto le docce.
Ecco, sulla sabbia ti ho scritto un bel messaggio.
Corri a leggerlo, prima che il vento se lo prenda in ostaggio!
Oppure chiamami adesso! Io sarò Manuel Fangio.
per raggiungerti e abbracciarti. Coi motori, lo sai, mi arrangio!

Nell’era della comunicazione, non riusciamo più a comunicare.
Tutti affacciati ed esposti in vetrina, nell’agorà virtuale.
Ci manca di sfiorarci, di toccarci. Le percezioni abituali.
Ci manca di graffiarci o accarezzarci come fanno gli animali.

Forse sarai indecisa se scrivermi, fare l’offesa o cosa dire?
Se esser comprensiva, distante o scherzosa. Cioè, come apparire?
Ma a me importa come sei. Tu mi hai notato che ero in penombra
ed io questo non lo dimentico. Ma ora non puoi dirmi sgombra!
Scappiamo insieme, andiamo a vivere in un faro.
Il tuo sogno. Soli io e te, anche senza denaro.



Nell’era della comunicazione, non riusciamo più a comunicare.
Tutti affacciati ed esposti in vetrina, nell’agorà virtuale.
Ci manca di assaporarci e di baciarci. Le percezioni abituali.
Ci manca di morderci, di leccarci come fanno gli animali.

Mi sembra appena ieri che ero un cuore solo.
In realtà io sarò sempre solo, ma con te un po’ mi consolo.
Sei riuscita a risvegliare in me la dolcezza, ma anche la baldanza.
Mi hai spalancato un mondo, sì, mi hai ridato speranza.
Ho fiducia in te ed anche tu mi apprezzi. Su tutto siam concordi.
Non vorrai che rimanga solo qualche foto, di tutti i nostri ricordi !

Nell’era della comunicazione, non riusciamo più a comunicare.
Tutti affacciati ed esposti in vetrina, nell’agorà virtuale.
Ci manca di ascoltarci e di sentirci. Le percezioni abituali.
Ci manca di sussurrare o chiamarci a distanza, come fanno gli animali.



Chissà se hai ancora quella voglia di tenerezza.
Annulla ogni distanza, ti basta una carezza!
E’ solo acqua passata, ora pensiamo a noi.
Voliamo insieme in mongolfiera, vuoi?
Riprendiamoci il tempo perduto, in un secondo.
Stasera c’è una luna che ipnotizza il mondo.



Nell’era della comunicazione, non riusciamo più a comunicare.
Tutti affacciati ed esposti in vetrina, nell’agorà virtuale.
Possiamo solo vedere profili fake e photoshop. E le percezioni abituali?
Ora c’è il “teatro magico”, lo schermo del pc. Di certo stanno meglio gli animali.

Mi ha chiesto dove sei, perfino il gatto!
Chissà se la notte, come me, sogni un contatto.
Dicesti, i viaggi più belli son quelli in cui consumi le scarpe.
E’ vero! A quando un viaggio insieme? Ricordati le mappe!
Faremo come vuoi, ci scambieremo mail sempre più spesso.
Io intanto ti sto preparando un regalo bellissimo, me stesso.


© Tutti i diritti riservati.
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« immagine » Ascolto le onde del mare. Mi narrano di te, delle tue albe. Seduto qui a pensarti. Dove sarai, ora? Ti sfiorerai le gambe? Sei in macchina, al lavoro o in piscina per un tuffo? Mi hai perdonato? O di nuovo ti chiedi se bluffo? Te lo ripeto ancora, chiudiamo quel discorso! È un malin...
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