PER DIVENTARE ETERNI

18 novembre 2019 ore 20:44 segnala


E’ sabato sera, finalmente.
Hai voglia di tuffarti fra la gente.
Lasciarti la scuola alle spalle.
Basta con tuo padre, le rotture e le palle !
Un tocco al trucco, un po’ di fard in più.
Questa è la notte che perdo ogni tabù.

Mi porti fuori con l’ape? Va bene, ok !
A patto che non ci sia anche lei.
Mi basta anche un bowling e una birra.
Sarebbero preziosi come mirra.
Nessuna voglia di pensare.
Vuoi solo lasciarti trasportare.

Ballare fino a non farcela più.
Mi prendi, mi fai sentir bagnata, giù.
E’ quello il gong. Sono viva, desiderata.
Al centro dell’attenzione. Perfino usata.
Ma so che spendo bene il mio tempo.
Sento che amo, nel frattempo.

Noi donne abbiamo un orologio interno.
Percepiamo meglio le fiamme dell’inferno
che ci aspetta. La sensazione che la vita
corre, ci calpesta e scivola fra le dita.
Abbiamo la certezza che la giostra, poi, si ferma.
Ma per diventare eterni c’è lo sperma !

NON BASTA LA SPA

03 novembre 2019 ore 02:24 segnala


Un giorno io ti incontrerò.
Di immaginarti forse smetterò.
Avrò la prova che esisti per davvero.
Ti inietterò come se fossi un siero.
Mi ipnotizzerai con le tue movenze.
Mi stregherai con le tue cadenze.

Poi entrerò in un tuo sogno di nascosto.
Non importa se sarà febbraio o agosto.
Sarà il mio modo per farmi ricordare.
Dimostrarti quanto ti voglio amare.
Proteggerti, coccolarti dolcemente.
Perché mi sei entrata nella mente !

Sarò strano, per me parte tutto dalla testa.
Non c’è bisogno di organizzare una festa.
Mi faccio guidare da un delirio di sensazioni
che scatenano sempre mille emozioni.
Più che vedere una donna, io la ascolto,
la annuso, la sfioro e avidamente la gusto.

Perché tutto questo non si può mascherare.
Non basta andare alla Spa e farsi camuffare
ogni difetto estetico e le smagliature.
Oppure cambiare ogni giorno acconciature.
L’armonia non la compri al mercato.
È come confondere il mare con un prato.

Se trascuri la presenza delle onde
rischi di spappolarti sulle sponde.
Invece io adoro l’intesa cerebrale.
È come una congiunzione astrale.
E ho sempre preferito le brune alle bionde.
Due occhi neri si insinuano come sonde.

Ti scavano nell’anima, non ti danno tregua.
Davanti a loro tutto si dilegua.
Non trovi più una via di scampo.
Quando li incrocio io spesso inciampo.
Perché mi fanno sentire completamente nudo.
Posso solo dirti ti amo, passo e chiudo.
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« immagine » Un giorno io ti incontrerò. Di immaginarti forse smetterò. Avrò la prova che esisti per davvero. Ti inietterò come se fossi un siero. Mi ipnotizzerai con le tue movenze. Mi stregherai con le tue cadenze. Poi entrerò in un tuo sogno di nascosto. Non importa se sarà febbraio o agosto....
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SAPER NUOTARE

21 agosto 2019 ore 21:58 segnala
Questo post non vuole essere né di destra né di sinistra.

E’ solo una considerazione oggettiva che francamente mi sorprendo di dover fare io, nel 2019, e non hanno fatto, secoli addietro, i padri fondatori delle democrazie di tutto il mondo. E neppure coloro che hanno faticosamente messo nero su bianco i trattati costituzionali che sarebbero l’esempio di convivenza civile e democratica e di progresso rispetto ad epoche oscure dominate da feroci dittature e guerre spaventose.

Possibile che ci sia dimenticati di fare la considerazione più elementare?

Come si può pensare di dare il voto a tutti senza prima mettere ogni singolo cittadino nelle condizioni di votare, di poter valutare, di scegliere, di distinguere fra roboanti promesse elettorali, ovviamente sempre molto allettanti, da più onesti e realistici programmi che includono anche qualche rinuncia da parte di ciascuno di noi?

Nulla è più facile che illudersi. Si sa, l’essere umano crede vero ciò che desidera. Infatti si arriva a confondere la politica col tifo. Mentre bisognerebbe essere in grado di distinguere fra la propaganda, gli slogan ingannevoli e una seria e ragionevole analisi della realtà.
Se un politico promette un milione di posti di lavoro, un elettore vaccinato si metterà a ridere, invece di correre a votarlo ! Questo per non fare esempi più recenti, più vicini a noi che potrebbero farmi accusare di essere di parte.

Dare il voto a tutti è come regalare il mare a chi non sa nuotare.
Non si può e non si deve fare.
Bisogna prima mettere ciascuno nelle condizioni di saper nuotare. Solo così sarà in grado di trovare un porto sicuro per sé e per questa burrascosa nave che è la politica.

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Questo post non vuole essere né di destra né di sinistra. E’ solo una considerazione oggettiva che francamente mi sorprendo di dover fare io, nel 2019, e non hanno fatto, secoli addietro, i padri fondatori delle democrazie di tutto il mondo. E neppure coloro che hanno faticosamente messo nero su...
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DOV’E’ L’ERRORE ?

17 agosto 2019 ore 21:22 segnala


La macchina bianca percorre una strada lunga e stretta.
Una mosca infastidisce l’uomo alla guida, che si affretta.
Gli vola vicino all’occhio destro. Poi, nessun ostacolo.
Dall’autoradio una musica araba inonda l’abitacolo.
Mario ha un appuntamento galante, ma è in ritardo.
E’ un caldo pomeriggio di maggio. E’ lei il traguardo !

Schiaccia l’accelleratore e il vento entra dal tetto apribile.
Annulla la percezione della campagna, che è solo visibile.
Lui si chiede se sia meglio telefonarle. Scusarsi, da codardo,
o confidare sul fatto che le donne sono sempre in ritardo.
Lei si chiama Paola, è di origini lucane, proprio come lui.
Si sono affascinati su una chat. Sono finiti i tempi bui !

Luogo dell’incontro è Castro. Lui, alla guida, non è cauto.
A un tratto si accende una spia rossa, sul quadro dell’auto.
Breve attimo di panico, ma è solo la portiera chiusa male.
Guarda che luce, invade il piccolo abitacolo ! Una luce astrale.
Lui sente l’acquolina in bocca. A destra, un campo di angurie.
Dietro una curva, finalmente il mare! Mario sogna dolci lussurie.

Breve sosta al self per la benzina.
Sarei venuto a conoscerti anche in Cina !
Un sorso di acqua tonica e poi via.
Da te mi aspetto molto più di una magia.
Un nuovo amore. E’ proprio quel che mi ci vuole.
Mentre attraverso un campo tempestato da viole.

Eccomi arrivato. Sei tu? Schegge di imbarazzo.
Ordiniamo due cioccolate calde, sul terrazzo.
A quel tavolino ci studiammo forse per tre ore.
Già ti vedevo posare per le mie foto. Dov’è l’errore?
C’era feeling e attrazione. E noi, nella cornice blu.
Ma ancora non capisco perché non ci vedemmo più.
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« immagine » La macchina bianca percorre una strada lunga e stretta. Una mosca infastidisce l’uomo alla guida, che si affretta. Gli vola vicino all’occhio destro. Poi, nessun ostacolo. Dall’autoradio una musica araba inonda l’abitacolo. Mario ha un appuntamento galante, ma è in ritardo. E’ un cal...
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LA COERENZA

28 luglio 2019 ore 20:39 segnala


Hai visto quello, che sguardo da duro !
E’ un vero uomo, me lo farei di sicuro.

Anche l’amico suo, coi muscoli scolpiti.
Secondo me ce li hanno solo i più arditi.
Il biondo invece ha un tatuaggio sulla coscia.
Come me la leccherei la sua brioscia !


Detto tra noi io mi farei pure quel facchino.
Certamente. Che mi frega se è abissino?
Io amo variare. Allargare gli orizzonti.
Me lo farei stanotte, pure sotto i ponti.
E che ne dici di quello coi capelli rasati?
Io me ne fotto se non sono laureati !

Non occorre un titolo per scopare bene.
Mi importa solo che funzioni il pene.

Io voglio un uomo che sappia condurre il gioco
e riesca ad accendermi come se fossi fuoco.
Io sogno un maschio che mi sbatta al muro.
Da lui mi farei fare di tutto, te lo giuro !


Uno così me lo tromberei nuda nei prati.
Voglio finire nel girone dei dannati.
Essere usata, concedermi a tutte l’ore.
Siamo femmine, non siamo mica suore
che lo fanno soltanto di nascosto,
gli anni bisestili, dispari, in agosto.

Ma purtroppo non ho superato la fase orale.
Fra il dire e il fare c’è un divario abissale.

Anch'io, quello che più amo sono i complimenti.
Pure volgari, che provengono dai meno abbienti.
Noi donne siamo vanitose, ci realizziamo con i like.
Io indosso sempre tacchi alti. Non esco con le Nike.

Perchè la verità è che non lo cerco né magro né grasso.
A me mi basta che tutti si voltino, quando passo !
Io ti dirò di più. Arrivo a fingere di infastidirmi
di chi fa apprezzamenti o cerca di parlarmi.

Noi donne siam fatte così, prendere o lasciare !
La coerenza è qualcosa che dobbiamo ancora imparare.



© Tutti i diritti riservati.
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« immagine » Hai visto quello, che sguardo da duro ! E’ un vero uomo, me lo farei di sicuro. Anche l’amico suo, coi muscoli scolpiti. Secondo me ce li hanno solo i più arditi. Il biondo invece ha un tatuaggio sulla coscia. Come me la leccherei la sua brioscia ! Detto tra noi io mi farei pure q...
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TI REGALO UN SORRISO

11 luglio 2019 ore 16:31 segnala
L’uomo bianco inciampò nell’uomo nero.
Gli disse spostati subito, con tono altero.
Vado di fretta e mi sporchi il marciapiede.
Sappi che l’Occidente spazio non concede
ai perdigiorno come te. Vattene adesso
o te ne pentirai. Da noi c’è il progresso !

Quello lo guardò senza capire le parole.
Ferito dal tono e spaventato dalla mole.
Pensò, possibile che l’umanità si sia persa?
Possibile che la sorte mi sia avversa?
Gli diede un’opportunità, guardandolo in viso.
Gli tese una mano, e gli regalò un sorriso.

Vengo da un mondo che non vi assomiglia.
Queste gambe hanno percorso molte miglia.
Vengo da situazioni a voi sconosciute
dove la pace e la dignità si son perdute.
Qui avete tutto ma non avete la pietà.
Distinguiti con un gesto di solidarietà !

Pensa ai tuoi antenati che emigravano
e la loro vita in una valigia legavano.
Prova a metterti dalla mia parte.
Noi non stiamo giocando a carte.
Per noi la posta in palio è la vita.
E voi dite che sono un parassita.

Io mi accontento a far lavori umili.
Se ci pensi, possiamo esservi utili.
Non chiediamo tanto. Ma il rispetto
che riservi al tuo cane è bene accetto.
Noi ci pieghiamo come una canna di bambù.
E tu dormirai meglio. Ora il finale mettilo tu !


© Tutti i diritti riservati.

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L’uomo bianco inciampò nell’uomo nero. Gli disse spostati subito, con tono altero. Vado di fretta e mi sporchi il marciapiede. Sappi che l’Occidente spazio non concede ai perdigiorno come te. Vattene adesso o te ne pentirai. Da noi c’è il progresso ! Quello lo guardò senza capire le parole. Ferito...
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LA COSCIENZA DI DIO

04 luglio 2019 ore 04:08 segnala
Io vorrei soltanto sapere cosa pensa Dio.
Se immaginava questo, quando cliccò “Avvio”.
Quando cominciò a far girare questo mondo.
Chissà se lo progettò piatto o rotondo?
Ma soprattutto se lo voleva equo o ingiusto.
Se voleva relegare anime in un luogo angusto.

Se ha previsto proprio lui tante disparità.
Ma è sicuro che era lui a parlare di pietà?
Il mondo sta diventando sempre più cinico.
Ormai è tutto apertamente un caso clinico.
Non ci si realizza più soltanto nell’”avere”.
Ma nella sofferenza altrui, nel vederli cadere.

Se parli di “essere” la gente oggi pensa a uno yogurt.
E sogna di cambiare la propria vita con un talent.
Si annoiano a vedere in tv, annegare gli immigrati.
Vorrebbero almeno vederli nel girone dei dannati
perché rompono l’armonia di una serata di festa
e inquinano il nostro amato mare con le loro gesta.

Secondo me qui c’è qualcosa che non va.
So bene che è molto difficile che accadrà,
vorrei tanto ritrovarmi Dio, occhi negli occhi.
Sia pure soltanto in un gioco di specchi
per capire davvero cosa cazzo pensa.
Ma ce l’avrà mai, Dio, una coscienza?


© Tutti i diritti riservati.

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Io vorrei soltanto sapere cosa pensa Dio. Se immaginava questo, quando cliccò “Avvio”. Quando cominciò a far girare questo mondo. Chissà se lo progettò piatto o rotondo? Ma soprattutto se lo voleva equo o ingiusto. Se voleva relegare anime in un luogo angusto. Se ha previsto proprio lui tante...
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UN UFO – sembra plastica -

19 maggio 2019 ore 00:03 segnala


Senti, amico mio, ci hai mai pensato?
Cosa ti intriga di più in una relazione?
Le labbra, i fianchi, il profumo di bucato?
Cosa ti attira, seducente, verso nuove persone?
Ok, ho capito, tu stai pensando al sesso.
Ti sembrerò un ufo, ma per me non è lo stesso !



Quello che più mi attrae, e mi da foga,
mi prende e, in qualche modo, mi droga
è quando, in una storia, al cuore bussano le emozioni.
La comunicazione umana. La più bella delle attrazioni.
Quella rara alchimia che si crea, quasi un bolero,
che ci regala la pelle d’oca. Raccontarsi per davvero.

Superare ingannevoli parvenze in via definitiva.
Quando e se, a gettare ogni maschera, si arriva.

Quel desiderio di voler conoscere della sua vita, tutto.
La fiducia che ci spinge a raccontarle di noi, fino al frutto.
La speranza di poterla incontrare ancora. Inviarle messaggini.
L’impressione e la voglia di averla già conosciuta, fin da bambini.
Avvertire anche da parte sua, partecipazione ed interesse autentico.
Trovare logico anteporre le sue esigenze. Delle mie, io mi dimentico!

Liberarsi dei ruoli e di tutto ciò che appariva.
Quando e se, a gettare ogni maschera, si arriva.

L’assoluta mancanza di imbarazzo, quando siamo in sua compagnia.
La sensazione di essere nel posto giusto. Con lei, scoprire l’anarchia.
Entrare in contatto con la sua anima, profondamente.
Sentirsi capiti anche se non parliamo. Apprezzati veramente.
Arrivare a scordarsi la fretta, gli impegni, per restare abbracciati.
Sentirsi davanti al partner piacevolmente disarmati.

Il coraggio di essere se stessi. Non stare sulla difensiva.
Quando e se, a gettare ogni maschera, si arriva.

Le rare volte in cui questa magia si realizza e viene corrisposta,
forse puoi credere di avere raggiunto per l’amore il nullaosta.
Il sesso può esser coinvolgente solo dopo questa fascinazione,
questo percorso di conoscenza reciproca, che ti fa star benone.
Non devi aver paura d’essere emotivo, altrimenti è solo ginnastica.
E, al confronto, non aggiunge neanche tanto. Sembra plastica.

Occorre ritrovare il piacere dell’autenticità, di una vita viva.
Quando e se, a gettare ogni maschera, si arriva.
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« video » Senti, amico mio, ci hai mai pensato? Cosa ti intriga di più in una relazione? Le labbra, i fianchi, il profumo di bucato? Cosa ti attira, seducente, verso nuove persone? Ok, ho capito, tu stai pensando al sesso. Ti sembrerò un ufo, ma per me non è lo stesso ! « immagine » Quello ...
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LE CANZONI SONO DIPINTI – brividi vissuti -

10 maggio 2019 ore 16:03 segnala


Vanno, vengono, ogni tanto si fermano
e noi continuiamo a limarle. Molte altre si scordano.
Le canzoni hanno vita propria, hanno un cuore.
Si disfano e si formano anche senza il loro autore.
Sono un puzzle di parole, uno spartito, un mix di note
ed ecco che cominciano a volare sulle valli più remote.

Poi entrano nelle case, nei negozi, te le senti addosso
girano per le strade, non rispettano neanche il rosso
perché sono libere e selvagge quanto un gatto.
Dicono: degli stop, delle barriere, me ne sbatto !
Di sicuro le canzoni sono qualcosa di impalpabile,
eppure le ricordano in milioni, quasi fossero favole.

Le peggiori sono soltanto un banale ritornello: trallallà
Ad altre bastano due accordi, una pennellata e voilà
ti sembra di ammirare un quadro ad olio, e voli lontano.
Che stile infantile ! Vorresti averlo scritto tu, quel brano
per quanto è semplice e lineare, eppure inarrivabile,
perfetto, poetico, autentico. Magari fossi così abile !

Oppure hanno uno stile ermetico, irreale, simbolista,
ti sembra una visione, ma non è mai una svista.
Una canzone è come un dipinto, in grado di evocare
quel che ognuno sente ma non saprà mai esternare.
Può fare gruppo, certe notti, tutti insieme al bar Mario
o farti tanta compagnia quando sei triste e solitario.

Alcune sono composte da due soli accordi: re e la,
e hanno una marcia in più, il genio sta nella semplicità.
Le canzoni si aspettano per mesi, come le cicogne,
ma proprio mai vengono annunciate dalle zampogne.
Infatti bisogna saperle scovare, sono come leggende,
hanno una rara capacità di sintesi, che ti sorprende.

Una canzone ci sopravvive e parla di noi, come per magia.
E’ illuminante. A volte può far guarire, serve come terapia.
Forse il termine italiano è troppo riduttivo: canzoni.
Basta dire che alcune hanno guidato le rivoluzioni !
Ti possono commuovere, esaltare, far pensare.
Colpire nel profondo, affascinarti, farti sognare.

Altre hanno un ritmo irresistibile, così travolgente
che ti spinge a ballare, anche se ti fa male un dente.
Alcune raccontano storie vere, aspre. Di brividi vissuti.
Altre hanno aiutato le masse alla conquista dei diritti.
Ma di certo lo senti se una canzone è scritta col cuore
perché allora ti regala la pelle d’oca, e più non muore.




© Tutti i diritti riservati.
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« video » Vanno, vengono, ogni tanto si fermano e noi continuiamo a limarle. Molte altre si scordano. Le canzoni hanno vita propria, hanno un cuore. Si disfano e si formano anche senza il loro autore. Sono un puzzle di parole, uno spartito, un mix di note ed ecco che cominciano a volare sulle...
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LE EVASIONI – dark song –

07 maggio 2019 ore 00:55 segnala


Ricordo che di te mi innamorai a prima vista.
D’istinto, non appena ti vidi correre in pista.
Tu non eri mai depressa nè lunatica.
Ti bastava un colpo secco con la natica
a tutti i problemi e alle amarezze.
Chi può dimenticar le tue prodezze?

Qualcuno dice che tu mi hai stregato,
perchè mi lasciasti di stucco, senza fiato
quella notte ballando nuda in spiaggia, al falò
finchè qualcuno, urlando, la polizia chiamò.
Accusa: atti osceni in luogo pubblico.
Te ne fregavi anche del credo cattolico.

Quella notte c’era una musica ossessiva
e tu mi scioccasti, mi portasti alla deriva.
Con te io non avevo più alcuna volontà,
mi dominavi completamente. Eri senza pietà.
Sapevi che ti avrei seguita ovunque.
Mi facevi evadere dalla noia, comunque.

Poi un giorno ti inventasti quel furto alla Coop
che, è ovvio, si rivelò solo un grosso flop.
Dicesti: stai tranquillo, ho studiato tutto io !
E invece poi sbagliasti ogni cosa, santo Dio.
La commessa capì che la pistola era ad acqua.
Se non ricordo male era il giorno prima di Pasqua.

E ancora proprio ieri: Stavolta è quella giusta,
vedrai che ogni cosa si risolve, si aggiusta !
Avevi preso di mira uno sportello bancomat.
Dicesti: stai pronto a brindare, sarà un festival !
Ascoltami bene, lo assalteremo con il lanciafiamme.
E invece ustionasti solo due bambini con le mamme.



Ora per colpa tua siamo finiti qui, in prigione,
anche se io continuo sempre a darti ragione.
Oggi mi hai passato un bigliettino di nascosto.
E’ un piano dettagliato per evadere ad agosto.
Tu mi hai guidato in un luogo chiamato inferno.
Eppure, te lo giuro, con te ci rimarrei in eterno.


© Tutti i diritti riservati.
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« video » Ricordo che di te mi innamorai a prima vista. D’istinto, non appena ti vidi correre in pista. Tu non eri mai depressa nè lunatica. Ti bastava un colpo secco con la natica a tutti i problemi e alle amarezze. Chi può dimenticar le tue prodezze? Qualcuno dice che tu mi hai stregato, perc...
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07/05/2019 00:55:24
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