LE METEORINE - lezioni di dignità -

21 marzo 2019 ore 01:49 segnala
Ammetto che non ne avevo mai sentito parlare. E francamente me ne vanto anche un po’! Una delle ricompense promesse da quel sottobosco di procacciatori di puttane che si fanno chiamare manager, alle ragazze che partecipavano compiacenti alle cene del “bunga bunga”, era di poter diventare una “meteorina”, cioè annunciatrice televisiva delle previsioni meteorologiche nell’infausto, sventurato e rovinoso Tg4 di Emilio Fede.

E in tante si prestavano, infatti, a partecipare sia ai dopocena, un po’ (forse) anche per necessità, ma principalmente per il miraggio della celebrità che tanto condiziona l’immaginario delle giovani generazioni. E’ così che si spiega anche l’enorme audience dei cosiddetti “talent” che lasciano sperare nel miraggio di poter raggiungere il successo in una sola notte e senza possedere alcun talento.



Ma non avevano previsto, questi fini strateghi, che ci potesse essere una ragazza non disposta a far tutto per i soldi. Proprio non rientra nella loro forma mentis! Qualcuna che fosse in grado di inquadrare il contesto squallido nel quale si era ritrovata in seguito ad una serie di eventi e ad uno schema ormai consolidato che strumentalizza il corpo delle donne. Qualcuna che non stesse al gioco come troppe fanno, senza dignità, ma che fosse addirittura in grado di prendere le distanze e rifiutare queste proposte. Qualcuna che fosse in grado di sottrarsi.

Dopo otto anni costellati di cavilli legali e l'ennesimo rinvio del processo, si è pensato che questo non bastasse più ed era necessario passare a metodi più drastici per dissuadere questa ragazza dal raccontare quello che sapeva, che aveva visto, a cominciare da occultismo e satanismo. L’hanno imbottita di veleno, in puro stile della mafia russa, guarda caso cari amici del vecchio nano.

Cara Imane, so che purtroppo non leggerai queste mie parole, ma spero che la tua tragica fine possa servire a far riflettere qualcuno. Mi auguro soprattutto che le tue (di parole) possano far capire che anche in un paese mafioso ci può essere qualcuno che non cede alla corruzione dilagante. Grazie per questa tua lezione di dignità.

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Ammetto che non ne avevo mai sentito parlare. E francamente me ne vanto anche un po’! Una delle ricompense promesse da quel sottobosco di procacciatori di puttane che si fanno chiamare manager, alle ragazze che partecipavano compiacenti alle cene del “bunga bunga”, era di poter diventare una...
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MARIO MARENCO

18 marzo 2019 ore 23:24 segnala
Ieri ci ha lasciati un genio assoluto. Un cane sciolto che si dedicava allo spettacolo per puro diletto, visto che era soprattutto un architetto famoso.
Tuttora imitato da tanti, ma inutilmente perché la sua principale qualità era l’improvvisazione. La sua era una comicità surreale, raffinata, straordinaria, irriverente ma mai volgare.
A chi obietta che non ha mai raggiunto una notevole popolarità vorrei ricordare che purtroppo la popolarità e la bravura spesso non vanno di pari passo. Il valore di un genio può essere riconosciuto solo da un altro genio. Lui era fuori legge, fuori ordinanza, fuori registro, assolutamente unico.



Aveva un repertorio insolito costituito da innumerevoli personaggi ironici, satirici, deliranti, sicuramente avanti 50 anni su tutto e su tutti. A me piace ricordare soprattutto i numerosi personaggi creati per “Alto Gradimento” che era a sua volta una trasmissione shock all’interno della radiofonia in doppiopetto degli anni '70: la Sgarrambona, il Colonnello Buttiglione, il Poeta Marius Marengo, Vinicio, il Professor Aristogitone, Verzo ecc.
“Era un vero intellettuale, nel senso che faceva funzionare l’intelletto.” (Renzo Arbore)
Addio Mario Marenco, ci manchi già !

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Ieri ci ha lasciati un genio assoluto. Un cane sciolto che si dedicava allo spettacolo per puro diletto, visto che era soprattutto un architetto famoso. Tuttora imitato da tanti, ma inutilmente perché la sua principale qualità era l’improvvisazione. La sua era una comicità surreale, raffinata,...
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MANETTE – la voce del mare -

14 marzo 2019 ore 16:54 segnala
Distesa di sabbia fredda e bagnata sotto i piedi.
Mare grosso si specchia nei tuoi occhi, mentre chiedi
perché hai quel turbinio angoscioso in fondo all’anima.
Nel cuore, il ricordo di un amore fuggito, forse, a Panama.
Ai polsi, hai queste invisibili manette. Quasi una magia.
Sul petto, cicatrici che accarezzi con struggente nostalgia.



Come può aver scordato tutto? Si sa, ci affezioniamo ai nostri carcerieri.
Di cosa son fatte le anime? Te lo domandi spesso, ma restano misteri.
Dal giorno in cui ha preso quel biglietto di sola andata
la tua vita non ha più senso, si è di colpo fermata.
Non ti resta altro che quel buffo portachiavi, il suo profumo,
delle foto sbiadite e la sua voce in testa, invadente come fumo.

Erano soltanto le idee, la vostra droga. Insieme, beati,
vi fumavate musica ed emozioni. Stretti, abbracciati.
La pelle d’oca vi regalava vibrazioni profonde.
I brividi si inseguivano come, ora, queste onde.
La solitudine può essere un’amica affettuosa,
aiuta ad avere uno sguardo distaccato su ogni cosa.

Di sentirsi prigioniero, chi è saggio, presto smette.
Credimi, te la do io, la chiave delle tue manette.
Questa, invece, serve a chiudere per sempre la porta sul passato.
Ritrova il gusto della vita, concentrati sul presente. Sull’attuale stato
I giorni belli presto torneranno ! Non lo dico con sarcasmo,
ma tu devi ritrovare la curiosità e l’entusiasmo.

Devi rifarti una vita. Ma questo non significa soltanto
iniziare una nuova relazione amorosa, quanto
ricominciare in mille modi, ma senza farti mettere al guinzaglio !
Devi trovare la tua strada. Hai la vita davanti. Non è un abbaglio.
Riscopri i tuoi interessi. Finisci quel libro, me lo prometti?
Riprendi a fare sport, il resto verrà da se. Basta che non smetti.

Pensaci: se non credi in te, come possono farlo gli altri?
Fai ordine fuori e dentro. Fatti trovare. Basta esser scaltri.
Ora fermati qui con me, su questa spiaggia.
Non essere impaziente, vedrai, l’amore viaggia.
La primavera, ormai, è vicina. E questo ti diverte.
Aspettiamola insieme, io e te, a braccia aperte.

Firmato: IL TUO AMICO MARE


© Tutti i diritti riservati.



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Distesa di sabbia fredda e bagnata sotto i piedi. Mare grosso si specchia nei tuoi occhi, mentre chiedi perché hai quel turbinio angoscioso in fondo all’anima. Nel cuore, il ricordo di un amore fuggito, forse, a Panama. Ai polsi, hai queste invisibili manette. Quasi una magia. Sul petto,...
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DREAMS

12 marzo 2019 ore 03:14 segnala


Ci abituiamo da piccoli a sognare:
un giocattolo più colorato,
la maglietta firmata da Ronaldo,
il vestito da supereroe.

Passiamo tutta la vita a sognare:
un amore stupendo,
un lavoro dignitoso,
un viaggio indimenticabile.



Infondo, i sogni non costano niente:
una vincita alla lotteria,
un’auto più potente,
un’amante con le tette più grosse.

Finchè scopriamo che dream
è l’anagramma di merda.
E da allora, a titolo precauzionale,
ci rassegniamo a vivere senza più sognare.

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« video » Ci abituiamo da piccoli a sognare: un giocattolo più colorato, la maglietta firmata da Ronaldo, il vestito da supereroe. Passiamo tutta la vita a sognare: un amore stupendo, un lavoro dignitoso, un viaggio indimenticabile, « immagine » I sogni non costano niente: una vincita a...
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CANZONE RUFFIANA – l’arpa celtica -

08 marzo 2019 ore 21:56 segnala


Questa sì, che è la notte giusta,
affido i miei pensieri ad una busta.
Lo sento, qui tutto cambierà.
E’ solo una questione di abilità
nel fare un puzzle con le parole
e poi sparpagliarle come viole.

Scriverò questa canzone e tu l’ascolterai
e finalmente ad incontrarmi ti deciderai.
Arriverà dritta fino alla tua finestra.
Invadente e ruffiana come il centrodestra.
Mi consentirà di sbalordirti, non te ne libererai.
Negli angoli più intimi te la ritroverai !

Ti sembrerà di raggiungere la luna.
Sarà il mio regalo, il tuo portafortuna.
Qui ci metto un sax che fa sempre effetto.
Se hai qualche consiglio, io lo accetto.
Un puzzle non si completa in due minuti.
Se sei d’accordo, però, eviterei gli acuti.



Mi darà l’ispirazione giusta la mia gatta.
Nella nostra partita, lei sarà la matta.
E’ vero, a volte sono un po’ infantile,
forse sarà perché sono nato in aprile.
Gli uomini del Toro sono strani,
fanno lunghi voli, come aeroplani.

Finalmente ti strapperò l’applauso.
Ah! se solo sapessi suonare il flauto.
Sei tu, l’unica spettatrice che mi interessi
ma non mi va più, di restare solo connessi.
Lo sai, scrivo sempre per diletto
ma anche per portarti a letto.

Ora ci vorrebbe un basso e un’arpa celtica
che favorirebbero la spinta pelvica.
Per ora mi accontenterò di dirti che mi piaci
e, per il momento, ti inonderò di baci.
Abitare il tuo cuore è il mio obiettivo
anche a costo di fare l’abusivo.


© Tutti i diritti riservati.
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« video » Questa sì, che è la notte giusta, affido i miei pensieri ad una busta. Lo sento, qui tutto cambierà. E’ solo una questione di abilità nel fare un puzzle con le parole e poi sparpagliarle come viole. Scriverò questa canzone e tu l’ascolterai e finalmente ad incontrarmi ti deciderai. Arr...
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IL FATUO MAGICO – diffida, di chi non ha dubbi -

07 marzo 2019 ore 00:15 segnala
Ti presenti sempre con lo sguardo torvo,
la faccia truce, che sembri quasi un corvo.
La voce impostata e senza esitazioni.
Non hai rispetto. E verso chi si oppone, tuoni.
Ti meravigli che ancora ci sia qualcuno
che a te non si inchini, completamente prono.

Non c’è un argomento sul quale non ti esprimi.
Lo fai talmente tanto, e con tutti i climi,
che non ti resta neanche il tempo per riflettere.
Lo sapessi fare ! Infatti spari cazzate a chiare lettere.
Pretendi di parlare di cultura e di studiare la Pietà,
ma tu fai pietà! E non conosci neppure le basi della civiltà.



Un fake, al tuo confronto è oro colato,
eppure in tanti ci cascano o hanno già abboccato !
Non hai mai dubbi. Usi un linguaggio per adulti.
Membro di giurie, discetti, ingiuri, insulti.
Il problema è che questo atteggiamento
conquista sempre più seguaci, poichè cruento.

Con la polemica hai costruito un personaggio
che ti ha consentito di lavorare solo il primo maggio.
Sei sempre al centro di un’accesa polemica.
Re del diverbio, bestemmi più della bomba atomica.
Tu non saprai mai ascoltare, omuncolo affannato a blaterare.
Opini su tutto, offendi. Ti vedrò bene solo disteso nelle bare.

Eppure, devo ammettere, sai fingere di esser sicuro,
e la gente si lascia abbagliare. Soffre il fascino del duro.
Palesemente misogeno, riesci a sedurre le signore.
Ma le donne non amano il garbo e la classe a tutte l’ore?
La foga indecente con cui parli e ti affretti a zittire tutti
è la prova certa che non credi neanche tu, a quel che rutti.

Sei solo un povero schiavo ma ti comporti da padrone.
Mascheri bene, ma sei del tuo re, il più squallido adulatore.
Varie condanne civili e penali hai collezionato:
ingiuria, diffamazione e truffa ai danni dello Stato.
Infatti poi sei stato anche premiato dall’elettorato
e a una brillante carriera amministrativa avviato.

Finchè trovasti la tua vera vocazione. Altro che critico !
Avevi tutte le carte in regola per essere un politico.
Sapessi almeno da che parte stare ! Ti manca solo anarchico:
infatti hai militato dal partito comunista fino a quello monarchico.
Sempre a caccia di incarichi, che poi diserterai. Non importa, si vedrà.
Basta che se magna ! Ti candidi dove capita. Ti allei pure con l’aldilà!

Hai una tale passione per l’arte e le mignotte
che fai aprire i musei anche di notte
per consentire alle tue amiche di visitarli.
Ma è il trasformismo la tua arte. E’ chiaro, mentre parli,
che sei abilissimo a dimenticare i tuoi fallimenti.
Come gli italiani, che tornano a votarti, e son contenti !

Tu dici di tutelare il nostro patrimonio culturale.
In realtà ti preoccupi solo del tuo, e questo va molto male.
Narcisista, presuntuoso, impreparato, ti dissero ieri.
Lo ricordi? Anche superficiale. Tu vali meno di due Zeri.
Un altro acuto osservatore ti definì con sole due parole.
Tu resterai per sempre il “fatuo magico”. Vanitoso sole.


© Tutti i diritti riservati.

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Ti presenti sempre con lo sguardo torvo, la faccia truce, che sembri quasi un corvo. La voce impostata e senza esitazioni. Non hai rispetto. E verso chi si oppone, tuoni. Ti meravigli che ancora ci sia qualcuno che a te non si inchini, completamente prono. Non c’è un argomento sul quale non ti...
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SCHERZO su base COUNTRY - viva il clero ! -

05 marzo 2019 ore 01:15 segnala


Ero sulla Highway 18, venivo da Santa Monica,
Lei faceva l’autostop, ma sembrava una monaca.
Io, il vento nei capelli, lanciato sul coupè.
Salì senza salutare: vado alla Route 33.



Disse, che musicaccia ascolti?
Sei archeologico, senti ‘sto pezzo qui !
Incassai il colpo. Pensai, detto da una suora,
me ne sbatto. La mando alla malora!

Era un rap irritante, m’immaginai l’artista.
Vuoi mettere col country? Tenevo un occhio alla pista,
con l’altro ero su di lei. C’aveva un paio di stivali,
li piazzò sul cruscotto, mostrando i suoi arsenali.

Due cosce lunghe e sode. La vidi nuda, lesto.
Ero pronto ad accostare e a dirle tenga il resto.
Pago cash o hai anche il POS? No, questo non lo dico.
Rompiamo già all’inizio e mi dà del bolscevico !

E se la sfiorassi lì? Meglio un altro approccio.
Bacino sulla guancia? Così sembro un bamboccio.
Prese lei l’iniziativa. Sdraiata sulle mie gambe,
giocò con il mio cambio. Adoro le cose strambe.

Correndo insieme, nel sole, durò vari chilometri.
Modestamente, mi difendo anche a centimetri !
Non piove mai in California. A volte ti sorprende il clero.
Non me lo sarei mai aspettato. Stasera accendo un cero.


© Tutti i diritti riservati.
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« video » Ero sulla Highway 18, venivo da Santa Monica, Lei faceva l’autostop, ma sembrava una monaca. Io, il vento nei capelli, lanciato sul coupè. Salì senza salutare: vado alla Route 33. « immagine » Disse, che musicaccia ascolti? Sei archeologico, senti ‘sto pezzo qui ! Incassai il colpo....
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ELOGIO DELL’INUTILE – una vana invettiva -

02 marzo 2019 ore 16:00 segnala
In quest’Occidente ricco e viziato
si è sempre in cerca di un mercato,
per combattere la noia con lo shopping,
e magari dimenticarsi anche del mobbing.
Vivon di corsa ma nessuno sa dove sta andando,
eppure io vedo che stanno accelerando !

Nell’Occidente piatto ed ammalato,
tutti inseguono solo quel che è pregiato,
costoso, esclusivo. Abbagliati dall’apparenza.
Schiavi della competizione ai limiti della decenza.
Vanno dai chirurghi per rifarsi il look,
ma si guardan bene dal leggere un book !

Nell’Occidente grasso ed opulento,
bisognerebbe andare a passo più lento.
Sarebbe il caso di fermarsi, fissarsi negli occhi,
e magari guardarsi anche dentro. Ma che sciocchi !
Danno a ogni cosa un prezzo ed un valore.
Perfino le donne, ti chiedono “fatti” e non il cuore.

In Occidente, distratti, annoiati dal benessere,
son tutti indaffarati a curare ‘sto malessere,
perché si accorgon che era gratis, il meglio nella vita
solo quando, oramai, gli è scivolata fra le dita.
Sognano un albero che fruttifichi monete,
ma non riuscirebbe mai a saziare la loro sete.



In Occidente trascurano l’essenza per la forma
e sono pronti a truffare per soldi. Ormai è la norma.
Tutti perennemente insoddisfatti.
Chissà da quanto non li vedi stupefatti.
Dovrebbero imparare l’arte dell’ozio,
riscoprire i bisogni più autentici. Lontani dal negozio.

In Occidente seguono il gossip, ma condannano i guardoni
perché il loro vero desiderio è sottomettersi, proni,
ma non lo confesseranno mai, più ipocriti di un prete !
E ancora sognano un albero che produca monete.
Perfino il linguaggio è pieno di termini economici,
di metafore che riportano al denaro. Ma che comici !

Nell’occidente conformista e omologato
sono tutti sui social e si affidano al fato,
perché non sanno più sorridere alla gente
ma la considerano solo se in veste di cliente.
E voglion sognare un albero che produca monete,
per poi nasconderle nelle loro stanze segrete.



In Occidente le cose essenziali si sono ormai nascoste.
Sarebbe necessaria una riflessione. Darsi delle risposte.
Soffrono di nevrosi, che deriva dal volere sempre più
e restano delusi se non l’ottengono quaggiù,
perché inseguono tutto quel che è materiale
ed ignorano l’esistenza di ciò che è spirituale.

In Occidente, il perdigiorno di tanta letteratura,
non ha più voce. La sua è una vita proprio dura !
Chi perde tempo è visto con tale negatività
che non ha più diritto di parola. E’ trattato senza pietà
perché è un avventuriero dello spirito. Non programma.
Si offre alla casualità degli eventi. Brucia, come fiamma !

Nell’Occidente l’ossessione per l’utilità,
ha reso insulsa l’idea stessa di inutilità,
che è considerata solo come un disvalore.
Ma le cose più pregiate sono inutili. Guarda un fiore !
Inutile vuol dire solo che non se ne ricava un interesse
monetizzabile, quantificabile. Come se piovesse !

In Occidente tutti si lagnano della vita frenetica
ma in realtà vivono una vita organizzata, così schematica,
che non contempla alcun imprevisto. Trasparente.
Io credo, invece, che l’inutile sia molto rilevante.
Mentre questi si scambiano regali all’infinito,
che, ormai, gli durano il tempo di un nitrito !

In Occidente sono tutti al passo con i tempi,
ma del ritmo delle stagioni, fanno scempi.
Si fingon tutti giovani. Si muovono solo in branco.
Affogano nei luoghi comuni, peggio di un saltimbanco.
Anche stanotte sogneranno un albero che produce denaro,
ma io credo che non gli resti che affidarsi a San Gennaro !


© Tutti i diritti riservati.

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In quest’Occidente ricco e viziato si è sempre in cerca di un mercato, per combattere la noia con lo shopping, e magari dimenticarsi anche del mobbing. Vivon di corsa ma nessuno sa dove sta andando, eppure io vedo che stanno accelerando ! Nell’Occidente piatto ed ammalato, tutti inseguono solo...
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I CAPELLI UNTI - la deriva -

28 febbraio 2019 ore 13:49 segnala
La settimana scorsa, durante una seduta del Parlamento Europeo, un deputato belga, Guy Verhofstadt, ha fatto un intervento rigoroso, un’analisi storica precisa e da brivido sulla deriva della nostra Italia, nell’ultimo ventennio.
Il suo è stato un intervento di quasi 10 minuti, fatto volutamente in italiano (eccellente, pur con qualche comprensibilissimo errore), evidentemente con l’obiettivo di inquadrare la triste accusa che avrebbe rivolto alla fine a Giuseppe Conte.
E cioè quella di essere un burattino nelle mani di Salvini e di Di Maio. Non voleva limitarsi ad offenderlo, ma offrire una riflessione a tutti gli italiani. Io, infatti, mi sono vergognato di essere nato in Italia ed ho provato pena per quella amara scena.



Successivamente, mi è capitato di leggere commenti all’accaduto su uno di questi social, francamente non ricordo neppure quale fosse. In particolare mi ha lasciato allibito, se non sconvolto, il post istintivo, superficiale e pedestre di una tipa che commentava quell’intervento così puntuale.
Questa fine analista politica, come tanti altri, lo so bene, si soffermava solo ed esclusivamente su aspetti estetici che riguarderebbero quel deputato. I suoi capelli unti, la giacca troppo corta ed altre amenità del genere. Sono certo che non ha provato neppure minimamente ad ascoltare, se non addirittura a capire, quello che stava dicendo Verhofstadt.

E purtroppo questo è lo specchio della nostra epoca. Si valuta tutto solo ed esclusivamente dal punto di vista estetico, da come appare, da come sembra, dalle prime impressioni epidermiche che ci trasmette. Nessuno si sofferma ad analizzare, ad approfondire, a capire quello che viene detto.

Continuiamo così, facciamoci del male !

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La settimana scorsa, durante una seduta del Parlamento Europeo, un deputato belga, Guy Verhofstadt, ha fatto un intervento rigoroso, un’analisi storica precisa e da brivido sulla deriva della nostra Italia, nell’ultimo ventennio. Il suo è stato un intervento di quasi 10 minuti, fatto volutamente...
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PUZZLE DI PIXEL

26 febbraio 2019 ore 22:23 segnala
Infondo, cos’è una foto digitale, se non un puzzle di pixel?























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Infondo, cos’è una foto digitale, se non un puzzle di pixel? « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine »
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