BALLATA DEL (s)TRONFIO

23 dicembre 2018 ore 23:21 segnala


Matteo racconta frottole,
saltando fra le trottole,
in equilibrio strano
proprio come un villano.
Rapisce la tua attenzione
con sguardo tronfio e allocuzione.

Ogni giorno ne inventa una
per piacere alla tribuna.
Raccogliere i suoi consensi
come i vecchi circensi.
Ti conduce in luoghi inesplorati
pieni di promesse e candidati.

Sempre attento ad i sondaggi
per evitar lancio di ortaggi.
Venderebbe anche la madre,
affogherebbe pure il padre,
per un applauso in più.
Peggio di belzebù !



Twitta tutto ciò che la gente
vuol sentire, poiché non abbiente.
Approfitta dell’ignoranza
per navigare nell’abbondanza.
Non ha il senso della misura
e non teme una brutta figura.

Perché sa sempre rialzarsi,
come in una catarsi.
Rimuove gli incidenti di percorso
con la grazia che ha solo un orso.
Non sa cosa sia la coscienza,
infatti rifiuta l’accoglienza.

Tanto la gente, poi, dimentica
nella stessa maniera, identica,
di quando Mussolini
compiva abomini
trasformandosi da socialista
a conservatore e poi fascista.


© Tutti i diritti riservati.
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« video » Matteo racconta frottole, saltando fra le trottole, in equilibrio strano proprio come un villano. Rapisce la tua attenzione con sguardo tronfio e allocuzione. Ogni giorno ne inventa una per piacere alla tribuna. Raccogliere i suoi consensi come i vecchi circensi. Ti conduce in luoghi i...
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TI SOGNO OGNI NOTTE

19 dicembre 2018 ore 21:20 segnala


In pochi gli credevano, eppure Paolo era in grado di sublimare l’amore, l’attrazione fisica. Che tristezza gli mettevano quegli uomini rozzi, triviali, pedestri, che usavano il sesso come solo modo per scaricare le tensioni della giornata. Quelli che lo vedevano esclusivamente da un punto di vista materiale. Guarda che tette! Che culo che c’hai ! Famme ‘na pompa! Aggia chiavà!

Lui, invece, riusciva a crearsi delle fantasie molto articolate, ricche di particolari. Era un osservatore nato. Ad esempio: gli capitava di intravedere una giornalista che leggeva il telegiornale? Subito la analizzava dettagliatamente. Non solo da un punto di vista estetico. E magari si innamorava della sua voce. Calma, bassa, leggermente roca, che trovava estremamente sensuale. Era un tipo auditivo. Per lui, queste sfumature potevano assumere una importanza maggiore della stessa intimità.



Ed infatti anche con lei era stato capace di inventarsi una serie di appuntamenti rituali in cui le notizie che Francesca leggeva non avevano davvero nessuna importanza. Avrebbe potuto leggere qualsiasi cosa, perché l’attenzione di Paolo era tutta concentrata su mille altri dettagli che la riguardavano: le pause, gli ammiccamenti, i momenti in cui sembrava che partecipasse maggiormente alla notizia, gli sguardi rivolti al regista che doveva mandare in onda il filmato.

Ma il momento culmine era quando lei si riavviava distrattamente i capelli, quasi infastidita. Paolo la adorava. Infatti era arrivato a sognarsela ogni notte. Ormai da quasi due mesi ! Per Paolo l’innamoramento era questo, fatto di impalpabili particolari. Ma che per lui potevano diventare davvero molto significativi. Altrimenti, tanto valeva scegliersi una puttana, in tangenziale. Basta un quarto d’ora. Ti sfoghi, la paghi e tutto finisce lì. Invece fra Paolo e Francesca non sarebbe finita lì. Non doveva finire lì. Perché lui voleva incontrarla davvero. Doveva solo riuscire a scavalcare lo schermo di quel maledetto televisore.

E sarebbe stata sua, per sempre!
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NUDA

17 dicembre 2018 ore 23:08 segnala


Ma spiegami, tu davvero pensi di conoscerla solo perché l’hai vista nuda?
Davvero credi di sapere tutto di lei solo perché si è tolta i vestiti?
Sei convinto di possederla solo perché hai sfiorato la sua pelle e penetrato il suo corpo?



Ok, allora parlami delle sue emozioni, dei suoi sogni da bambina, delle sue ferite, delle sue conquiste, dei suoi tormenti inascoltati. Raccontami le sue aspettative, le sue incertezze, il suo sconfinato bisogno di amore. Sai dirmi chi o cosa le ha spezzato il cuore, anni fa, quando tu non c’eri? Ti ha confidato cosa la appassiona veramente? Sai come le piace coccolarsi quando è da sola? Cosa riesce a donarle serenità?

E soprattutto, sai dirmi se tu sei riuscito a regalarle almeno un brivido, uno straccio di pelle d’oca, un ricordo incancellabile?
O solo liquido seminale?

Amico mio, tu non la conosci affatto !
Per te lei è come un libro di cui hai visto appena la copertina.
Fortunatamente non tutti gli uomini sono come te, che devi assolutamente ostentare virilità, quasi a voler convincere te per primo ! E come un sub che si ferma ad un solo metro di profondità neghi a te stesso l’ebbrezza di immergerti in un’altra anima.
Una relazione vera, è un’altra cosa, credimi !
E’ conoscere i suoi percorsi mentali, riuscire a comunicare anche senza parlare, sentire di conoscerla da sempre, raggiungere un’intesa profonda con lei ed arrivare ad apprezzarla nonostante i suoi piccoli difetti.
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« video » Ma spiegami, tu davvero pensi di conoscerla solo perché l’hai vista nuda? Davvero credi di sapere tutto di lei solo perché si è tolta i vestiti? Sei convinto di possederla solo perché hai sfiorato la sua pelle e penetrato il suo corpo? « immagine » Ok, allora parlami delle sue emozi...
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MARRAKECH

16 dicembre 2018 ore 11:15 segnala


Qui il sogno delle mille e una notte diventa realtà, tra il lusso dei sultani e un fascino impalpabile. Un miscuglio di modernità e Medioevo che sopravvive per fini turistici. Ho ancora negli occhi i palmeti, il colore rosso del Gueliz, i volti di gente semplice e spontanea.



L'incredibile piazza Djemaa El-Fna, vero ingorgo di umanità sopravvissuta al Medio Evo. dove ancora arrivano carovane di nomadi dal deserto, insieme ai pullman dei turisti. Incantatori di serpenti, indovini, cantastorie, ammaestratori di scimmie, maghi, acrobati, venditori d’acqua, giocolieri, lettori del Corano, mangiafuoco, allevatori di scorpioni. Un universo di gente che si inventa un mestiere per incassare qualche dirham, e lo realizza su questo palcoscenico che è un autentico teatro popolare.



O il labirinto del Souk ricco di suggestioni sorprendenti, dove è impensabile seguire un itinerario prestabilito. L'unica è vagare fra botteghe e bancarelle, lasciandosi trasportare dagli invisibili sentieri di un disordine carico di umanità. Ma non è mai pericoloso. Contrattare davanti ad una tazza di tè è d’obbligo anche perché è nella loro cultura e tradizione. Sottrarsi significherebbe deluderli.



O il quartiere dei tintori di pelli di montone e di cammello che vengono trattate e pestate con le mani e con i piedi in grandi vasche, emanando un odore nauseabondo, per cui i turisti vengono “protetti” offrendo loro delle foglie di menta da annusare per tutto il tempo.



La straordinaria arte di essere solidali e la gioia di vivere quasi senza averne un motivo, mettono sinceramente un po’ in imbarazzo. Gli occidentali avrebbero molto da imparare, anche dai berberi del deserto. Quando riusciremo a considerarli nostri fratelli? Al limite nostri cugini, ma mai nemici!



Rivedo le donne velate e le ragazze più audaci. Rivedo i sorrisi di bambini che non avevano molto per ridere, eppure mi sembravano sereni.
Tenere dentro di me i colori, i sapori, gli odori e il silenzio di quei posti mi servirà a non impazzire fra gli ammalati di “benessere”.

Viaggiare è vivere !
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CUL DE SAC

13 dicembre 2018 ore 12:44 segnala
E’ triste doverlo ammettere, ma i nostri attuali amministratori:



la marionetta telecomandata



o chi per primo è riuscito a far piangere anche il muro…




portano a rimpiangere lo sguardo ottuso di Matteo Renzi !



se non addirittura le sparate di “celoduro”



o perfino chi si è ridotto a cercare visibilità in questo modo !




Per concludere non resta che una riflessione:

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E’ triste doverlo ammettere, ma i nostri attuali amministratori: « immagine » la marionetta telecomandata « immagine » o chi per primo è riuscito a far piangere anche il muro… « immagine » portano a rimpiangere lo sguardo ottuso di Matteo Renzi ! « immagine » se non addirittura le...
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UNA FOTO RACCONTA - flash e brividi -

29 novembre 2018 ore 00:41 segnala


Stanotte ho ritrovato una tua foto. Lo ammetto,
mi ha spalancato un oceano di emozioni.
Ricordi? Andavamo in Turchia, eravamo sul traghetto,
ma a me sembrava di volare. Pensa che visioni !
Tu, splendida, fissavi ispirata l’orizzonte.
Estasiata, con quello sguardo affascinante.

Ti amavo, avevi un’energia contagiosa.
Sicuramente è la mia foto più preziosa.
Sul retro, poi, c’è la tua dedica da brivido.
Mi capivi più di tutti, avevi un ingegno vivido.
Fra noi non c’era bisogno di parola detta.
Davvero sembrava la relazione perfetta.

Pensa che ti rimpiange pure il gatto.
Finalmente l’ho trovata. Era nello scrigno più protetto.
Ha dovuto resistere a un trasloco
e al mio disordine, che non è roba da poco !
Ora è di nuovo qui con me. E nella mente risuoni !
Senza dubbio è il più prezioso dei tuoi doni.



A quel tempo eri magra da fare invidia.
Femmina che il suo charme irradia.
Questa foto parla. Fa rivivere i giorni più felici.
Noi eravamo molto più che amici.
Eri vera! Non era chiaro solo agli allocchi.
Impossibile truccare la luce dei tuoi occhi.

Che vortice di flash e brividi ! Ricordi il narghilè?
Ma perché ci lasciammo io e te?
Lo so, a separarci fu l’abitudine, mia Queen !
Oggi non vivo più triturato dalla routine.
Forse potremmo ricominciare. Che voglia di abbracciarti !
Sicuro, la mia più grande fortuna fu incontrarti.

Vengo da nebbie fitte e celibato
ma di tutte le relazioni che ho sfasciato
la nostra mi brucia più. Con le altre non ti mischio.
Non so scordarti. Eri l’avventura, il tuono, il rischio.
In una parola: travolgente. Quanto ho perso allontanandoti da me !
Ormai ne sono certo, io son fatto per te !



© Tutti i diritti riservati.
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« video » Stanotte ho trovato una tua foto. Lo ammetto, mi ha riaperto un oceano di emozioni. Ricordi? Andavamo in Turchia, eravamo sul traghetto, ma a me sembrava di volare. Pensa che visioni ! Tu, splendida, fissavi ispirata l’orizzonte. Estasiata, con quello sguardo affascinante. Ti amavo, av...
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PEZZI DI MERDA

18 novembre 2018 ore 23:08 segnala
Può un programma di intrattenimento della Rai, peraltro condotto da Serena Dandini che un tempo stimavo, contenere uno sketch dove la protagonista, Angela Finocchiaro, in veste di “fatina” rivolgendosi a delle bambine, afferma "ricordatevi sempre che gli uomini sono tutti dei pezzi di merda, anche tuo papà”?



Sembra incredibile, ma la risposta è si. E’ accaduto poche sere fa. La cosa ha avuto non pochi effetti, troppo spesso fuori misura perché la reazione più istintiva e quindi sbagliata ad una gratuita banalità del genere è proprio, come hanno fatto tanti utenti sul web, rispondere con epiteti ed apprezzamenti all’indirizzo delle donne forse ancora peggiori e via via per altre elevate disquisizioni che di filosofico non hanno davvero nulla.

Una banalità del genere non andrebbe neanche commentata se non per spiegare a quelle bambine, ma anche a troppe donne adulte che evidentemente non lo hanno ancora compreso, che generalizzare è sempre un errore che non porta mai a niente. Bisognerebbe far capire che non esistono categorie, quindi neanche "gli uomini" e "le donne" soprattutto se vengono contrapposti come in una battaglia.

Gli esseri umani sono tutti unici ed irripetibili e da ciascuno di loro (uomo o donna) è lecito aspettarsi comportamenti decisamente negativi come che si distinguano in modo encomiabile. Demonizzare una categoria generalizzando è comunque sbagliato. Arrivare ad insegnarlo a dei bambini è da criminali.
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Può un programma di intrattenimento della Rai, peraltro condotto da Serena Dandini che un tempo stimavo, contenere uno sketch dove la protagonista, Angela Finocchiaro, in veste di “fatina” rivolgendosi a delle bambine, afferma che “i maschi sono tutti dei pezzi di merda”? « immagine » Sembra...
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18/11/2018 23:08:20
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LA SFIDA PIU’ DIFFICILE

05 novembre 2018 ore 19:09 segnala


In una società che prevede corsi di formazione anche per fare il netturbino, perché per fare i genitori non c’è bisogno di nessun patentino, nessun corso di specializzazione?

Chiunque può cimentarsi in quella che è la sfida più difficile in assoluto: educare, essere da guida ad un figlio. Non limitarsi a metterlo al mondo. Ed, infatti, i risultati sono sotto gli occhi di tutti!

Non dico che bisognerebbe insegnare loro un decalogo predefinito ed immodificabile di insegnamenti da impartire, ma almeno dare dei rudimenti di pedagogia, per consentire ai genitori di capire in anticipo come il bambino reagirà a tutte le cazzate che faranno regolarmente, a 360°!

Ovviamente tutto questo si riflette non solo sulle famiglie che sono sempre più allo sbando, ma sull’intera società all’interno della quale si inseriscono giovani che hanno dovuto subire un’educazione improvvisata e quindi sbagliata.

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« immagine » In una società che prevede corsi di formazione anche per fare il netturbino, perché per fare i genitori non c’è bisogno di nessun patentino, nessun corso di specializzazione? Chiunque può cimentarsi in quella che è la sfida più difficile in assoluto: educare, essere da guida ad un ...
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IL PRIMO SORSO DI BIRRA - il varo -

01 novembre 2018 ore 14:04 segnala
Niente è come il primo sorso di birra.
Gustarla così amara, spumeggiante, ghiacciata.
Il resto la finisci solo perché è lì. Saresti un pirla
a lasciarla dopo che l’hai già pagata.

Niente è come la prima bici che hai avuto
da bambino. Esploravi quella sensazione di libertà
col ginocchio sbucciato e ti sentivi cresciuto.
Avevi l’illusione di esser grande, di aver raggiunto la maturità.

Niente è come il primo bacio che le hai dato.
Quel sapore ti rimarrà come un fantastico desìo.
Ma non le promesse che l’hanno accompagnato,
quelle, si sono perse per sempre nell’oblio.




Niente è come la prima gita scolastica.
Colazione al sacco e partitella sulla sabbia, per ginnastica.
Poi la prima canna di nascosto dai docenti.
ed una sensazione di vuoto, una strana attesa verso gli assenti.

Niente è come la prima volta in casa sua. Eri scolaro.
Lei disegnò sul vetro due cuori intrecciati. E dallo studio della geografia,
passaste a quello della mappa dei suoi nei. Fu come un varo.
Dopo ti sentivi già più navigato. Però, che allegoria!



Niente è come il giorno in cui, finalmente,
ti danno l’agognata patente.
Ora il mondo ti aspetta, anzi, lo conquisti.
Alla tua volontà si arrende. Siamo autisti !

Niente è come il primo viaggio in solitario.
Fare esperienze, mettersi in gioco, improvvisare.
L’avventura non c’è solo nei libri. Addio vita sedentaria.
Mezzi, incontri, sudore. Senza sapere verso dove, l’importante è andare.




Eppure in tanti preferiscono avere delle consuetudini,
rimanere schiavi di noiose abitudini,
anziché inventare la propria vita liberamente
solo perché trovano tutto ciò rassicurante.

Ma chiunque spera di inciampare in un imprevisto, inconsciamente.
Di trovare uno spiraglio, nel muro delle abitudini, con una vista contagiosa.
Perché sono proprio le novità il sale della vita! Decisamente.
Una routine tutta cadenzata e prevedibile è davvero spaventosa!



Come chi resta ancorato alle proprie misere certezze
solo per paura di rischiare. E finisce per fare il callo alle amarezze
dicendo: “Abbiamo sempre fatto così ! Perché cambiare?”
Chi non si rinnova, muore dentro ! Le novità, sta certo, sono un affare.




© Tutti i diritti riservati.
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« immagine » Niente è come il primo sorso di birra. Gustarla così amara, spumeggiante, ghiacciata. Il resto la finisci solo perché è lì. Saresti un pirla a lasciarla dopo che l’hai già pagata. Niente è come la prima bici che hai avuto da bambino. Esploravi quella sensazione di libertà col ginoc...
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MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO VOTATO

30 ottobre 2018 ore 13:52 segnala


La vergognosa vicenda del gasdotto di San Foca mi ha portato a fare una riflessione.

La carica di onorevole non è affatto prestigiosa, anzi è assolutamente insignificante, visto che non è basata su un percorso di formazione culturale (come avviene per un medico, un giurista o un architetto ecc), ma solo sui voti ottenuti con promesse false a cui hanno abboccato in massa persone in difficoltà e portate dall’esasperazione a credere ormai a tutto.

Quindi anche un analfabeta o un mafioso può diventare onorevole in poco tempo, purchè sappia raccontare palle meglio e più degli altri.

Fare il politico è come fare l’attore di film porno, non c’è bisogno di studiare!

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« immagine » La vergognosa vicenda del gasdotto di San Foca mi ha portato a fare una riflessione. La carica di onorevole non è affatto prestigiosa, anzi è assolutamente insignificante, visto che non è basata su un percorso di formazione culturale (come avviene per un medico, un giurista o un arc...
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30/10/2018 13:52:52
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