HIC ET NUNC ?

23 luglio 2018 ore 17:48 segnala
Oggi, paradossalmente, i telefoni amplificano la sensazione di insoddisfazione permanente, tipica dell’uomo moderno.
Invece di inseguire il “qui ed ora”, li vediamo tutti attaccati ai telefoni perché non sono mai dove vorrebbero essere nè con chi vorrebbero essere.



Attendono con ansia una notifica, controllano ogni 5 minuti whatsapp o le altre messaggerie, pubblicano sui social l’ultima foto scattata e chiamano nevroticamente parenti ed amici.
Sta diventando una vera patologia molto diffusa. Si, perché l’uso smodato degli smartphone sta condizionando pesantemente le nostre vite.



Tutto ciò si tramuta in ansietà, frustrazione, impazienza, paura, rimpianto, rabbia, stress !
Ormai, si può senz’altro dire che creano dipendenza !
Basta !
Ci vuole un’altra vita !

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Oggi, paradossalmente, i telefoni amplificano la sensazione di insoddisfazione permanente, tipica dell’uomo moderno. Invece di inseguire il “qui ed ora”, li vediamo tutti attaccati ai telefoni perché non sono mai dove vorrebbero essere nè con chi vorrebbero essere. « immagine » Attendono con...
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IL PUDORE VA IN VACANZA ?

20 luglio 2018 ore 14:29 segnala
Sarà proprio vero che il comune senso del pudore è innato in ciascuno di noi, come vogliono farci credere?



Se solo osserviamo una spiaggia in estate con tante persone seminude che si crogiolano al sole cospargendosi il corpo di oli, incuranti degli sguardi di centinaia di altre persone, o meglio, soddisfacendo la propria sfrenata voglia di esibizionismo, sembrerebbe proprio di no.



Ancor meno se pensiamo che una di quelle stesse ragazze, in un altro contesto (mettiamo un ufficio postale) se noterà che qualcuno osa posare lo sguardo sul suo ginocchio, quasi certamente tirerà giù sdegnata la sua gonnellina ostentando un esagerato pudore miracolosamente ritrovato.



Credo si possa dire che anche il pudore è solo una convenzione, una ignobile recita, una farsa che la società ci obbliga a recitare.



Questa non vuole assolutamente essere una considerazione bacchettona per censurare i costumi più disinibiti, quanto un’invocazione a smettere di fingere un pudore che non esiste più da tempo. Perché non è possibile che anche il pudore vada in vacanza!
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Sarà proprio vero che il comune senso del pudore è innato in ciascuno di noi, come vogliono farci credere? « immagine » Se solo osserviamo una spiaggia in estate con tante persone seminude che si crogiolano al sole cospargendosi il corpo di oli, incuranti degli sguardi di centinaia di altre...
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IL PAPALAGI

13 luglio 2018 ore 23:37 segnala


Questo librettino illuminante, pubblicato in Occidente grazie all’intercessione del Premio Nobel per la letteratura Hermann Hesse, racchiude le acute riflessioni di un vecchio saggio orientale delle isole Samoa, durante il suo primo viaggio nella vecchia Europa “civilizzata”.

In realtà voleva essere un diario privato. Non aveva intenzione di pubblicarlo. Il suo obiettivo era mettere in guardia i suoi conterranei, dal rischio di uniformarsi ad uno stile di vita frenetico e aberrante – figlio dal “progresso” – osservato durante questo viaggio in diversi paesi dell’Europa, che risale ad oltre un secolo fa. Dovrebbe farci capire che esistono altre possibili vite, rispetto a questa nella quale siamo rimasti invischiati.



Il suo stupore davanti alle abitudini scellerate degli occidentali, alla finta vita e alle troppe carte, all’esistenza stessa delle banche, al modo di vestirsi, ai “cassoni di pietra” dovrebbero farci riflettere.

Le sue descrizioni sbigottite davanti alla centralità del denaro, al rapporto del Papalagi (ovvero l’uomo occidentale) col tempo che non gli basta mai, e sul lavoro che gli ha tolto il tempo, sul rapporto possessivo e insensato nei confronti della natura, sull’egoismo e sulla sua “malattia del pensare”, dovrebbero portarci a rivedere un po’ tutto.

Per tornare ancora ad emozionarci davanti ad un arcobaleno e non solo per una cascata di monete d’oro.
Prima che sia troppo tardi !

L’ANIMATORE TURISTICO

12 luglio 2018 ore 16:57 segnala


Quella dell’animatore turistico è una figura emersa in tempi relativamente recenti, di pari passo con la desertificazione delle menti dei contemporanei, che sentono il bisogno di “essere animati” da qualcuno, altrimenti si annoiano.
Basta fare una full immersion in un villaggio turistico, anche solo per un giorno o due (è dura da reggere! lo so….) per rendersi conto di come vengono organizzati i “tempi morti”.
Ma perché morti?
Possibile che restare con se stessi per mezz’ora spaventi così tanto?



Fiorello, ad esempio, ha cominciato proprio facendo l’animatore turistico, ed è responsabile, a mio avviso, di aver trapiantato in televisione i metodi di intrattenimento demenziali dei villaggi turistici.
Ed è una colpa grave, perché ha condizionato pesantemente l’evolversi (o meglio l’involversi) dello “spettacolo” televisivo negli ultimi anni. Fino ad arrivare ai livelli attuali.
Il suo sorriso ebete, quasi felice di esserlo, ostentato sempre, qualunque cosa gli accada attorno, è offensivo all’intelligenza umana.

LA CELEBRAZIONE DEL NULLA

09 luglio 2018 ore 17:42 segnala


E’ impressionante notare come oggi si arrivi a celebrare anche le nullità. E’ incredibile constatare come i media continuino a raccontare falsità. Come la morte riesca ad appiattire i meriti e porti ad utilizzare gli stessi identici aggettivi roboanti per chiunque. Senza minimamente considerare i meriti effettivi accumulati nel corso di una carriera.

Come si arrivi a parlare di film mediocri, se non addirittura imbarazzanti, come di qualcosa che sarebbe riuscito a fotografare un’epoca. Ma possibile che questi non sanno che proprio in quell’epoca, ci sono state cose ben più nobili, edificanti, costruttive, impegnate (anche se so bene che oggi il termine suona quasi dispregiativo) delle pernacchie e delle veline in questione?

E c’è anche un’aggravante: quando si ha la fortuna di nascere figli d’arte e circondati da personaggi veramente di spessore, si dovrebbe avere il dovere morale di ispirarsi a loro e non di svaccare in modo vergognoso col solo obiettivo di fare incassi record, facendo leva sugli istinti peggiori del pubblico, invece che tentare di raffinarne il gusto. Come dovrebbe essere il fine ultimo dell’arte!



L’arte non deve mai tentare di farsi popolare.
E’ il pubblico che dovrebbe cercare di diventare artistico !

(Oscar Wilde)
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UNDER CONSTRUCTION

04 luglio 2018 ore 13:45 segnala


Amo tutto ciò che è “Under construction”, in corso di svolgimento, in fase di realizzazione. Riesce a motivarmi. A darmi energia, volontà, grinta, determinazione. E’ bello constatare i piccoli progressi quotidiani di un programma prefissato.



Mi piace tuffarmi in un “Work in progress”. Sentirmi circondato da tutto ciò che serve a renderlo attuato, completato. In qualsiasi campo. Adoro progettare, immaginare, pianificare per poi realizzare concretamente.



Al contrario, tutto quello che è già ultimato mi intristisce, mi spaventa, mi fa sentire demotivato, spaesato, deluso non da come si è concretizzato un progetto, ma dal fatto di non poterci più mettere mano.



Se penso al passato, ad esempio, i periodi nei quali mi sono sentito più carico, positivo, realizzato, sono senz’altro quelli quando era in atto una qualche metamorfosi profonda, in cui mi sono impegnato nella realizzazione di un progetto anche a lunga scadenza, in cui mi sono trovato a costruire qualcosa di nuovo.
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« video » Amo tutto ciò che è “Under construction”, in corso di svolgimento, in fase di realizzazione. Riesce a motivarmi. A darmi energia, volontà, grinta, determinazione. E’ bello constatare i piccoli progressi quotidiani di un programma prefissato. « immagine » Mi piace tuffarmi in un “Wo...
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02 luglio 2018 ore 21:07 segnala


Dando un’occhiata ai vari blog di questo sito, risulta subito evidente un particolare, una costante che li accomuna: le donne si esprimono principalmente attraverso i puntini sospensivi ! Si, proprio così.

Non si capisce se lo facciano perché non riescono proprio a trovare le parole per completare una frase, o perché vogliono attirare l’attenzione del lettore più sprovveduto facendogli intuire proibitissimi scenari che non vengono mai e poi mai rivelati !

Ora, io non ho niente contro i puntini sospensivi, che hanno una loro riconosciuta dignità all’interno della punteggiatura, ma solo contro chi li utilizza così di frequente e a sproposito denunciando, purtroppo, una pochezza di idee spaventosa !

Ma c’è anche un’aggravante: se qualcuno si permette di fare un’osservazione in contrasto con i concetti espressi viene immediatamente bloccato. La critica non è ammessa. Si è qui solo per collezionare “like” che evidentemente aiutano ad illudersi di essere davvero molto interessanti.

Dev’essere una malattia molto contagiosa, quella dei puntini sospensivi, perchè colpisce quasi tutte le donzelle del web che provano a mettere nero su bianco i loro pensieri.

Anzi, nella maggior parte dei casi, i pensieri li mettono bianco su nero, visto che preferiscono regolarmente dei lugubri (o, nelle pretese, “fascinosi” o, peggio ancora, morbosi?) sfondi neri abbinati a caratteri spesso altrettanto scuri, che rendono la lettura molto, molto faticosa.
In questi blog, è come brancolare nel buio più fitto !



Ma che importa?
Quello che conta è l’estetica, la veste grafica, le suggestioni che si riescono a trasmettere. Mica il contenuto ed ancor meno le idee..............................
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« video » Dando un’occhiata ai vari blog di questo sito, risulta subito evidente un particolare, una costante che li accomuna: le donne si esprimono principalmente attraverso i puntini sospensivi ! Si, proprio così. Non si capisce se lo facciano perché non riescono proprio a trovare le parole pe...
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PASCOLI, GIOVANNI, PASCOLI !

01 luglio 2018 ore 10:17 segnala


Benvenuti signori !
Un attimo di attenzione, per cortesia !
Il nostro dovrà essere un lavoro di squadra.
Organizziamoci come segue:
Carlo, per cominciare Eschilo da quella Porta.
Vittorio, saremo affiancati dagli Alfieri
ma questa non sarà una Battaglia, Romano!
Anche se Mario metterà in riga i Soldati,
e Giordano, monterà sul cavallo Bruno
mentre Benedetto porterà la Croce.
Non appoggiarti a quella pianta, Antonio, è Spinosa !
Umberto, ci faremo guidare dall’Eco.
Giorgio, ti ho detto di non mettere le dita in Bocca !
Ugo tieni presente che l’orizzonte è Foscolo, stamattina.
Raffaele, tu continua a seguire La Capria,
mentre Giacomo starà attento ai Leopardi !
Emilio, Salgari su per quella scala, ma attenzione che è Euripide !
Alberto ! Ti ho detto Bevilacqua e non protestare !
Italo, ti vedo un po’ Calvino, dopo ti consiglio un ottimo shampoo.
Lei intanto Pascoli, Giovanni. Pascoli insieme a quegli Agnelli,
in direzione degli Alberoni in fondo alla valle,
proprio sotto quell’Arpino maestoso.
Pasquale ! Tu intanto organizza una grande Festa davanti al Campanile !
che sarà poi Annunziata da Lucia col megafono.
Ormai saremo vicini alla meta, mi raccomando !
A questo punto basterà che Carlo bussi alla Porta.
Giovanni, non mostrarle la Verga. Sai che è molto sensibile !
E’ meglio che vada avanti tu, Tommaso. Appena apre, offrile un Fiore !
Mentre Giovanni e le altre sei partono col balletto sincronizzato !



Perfetto.
Sarà sicuramente un successo!
Vai con la musica!
Katie Melua - The closest thing to crazy

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« immagine » Benvenuti signori ! Un attimo di attenzione, per cortesia ! Il nostro dovrà essere un lavoro di squadra. Organizziamoci come segue: Carlo, per cominciare Eschilo da quella Porta. Vittorio, saremo affiancati dagli Alfieri ma questa non sarà una Battaglia, Romano! Anche se Mario metter...
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COMPRO ORO

30 giugno 2018 ore 14:44 segnala
E’ vero, ci si abitua a tutto. Purtroppo.
Ma l’errore è proprio lì.

Io non ci riesco ad abituarmi a tutto. Ad accettare le mode, gli stili di vita imposti, la manipolazione delle menti.

Non riesco ad abituarmi a vedere le persone telecomandate dalla televisione attraverso la pubblicità che alimenta la competizione anche fra la povera gente che viene fatta sentire inadeguata se solo non riesce a stare al passo con i tempi.



Non riesco ad abituarmi al ritorno di Orietta Berti che imperversa sulle reti televisive dispensando la sua preziosa saggezza. E ancor meno riesco ad abituarmi all’autocelebrazione di Albano che continua a raccontarci la sua vita come fosse quella di un santo omettendo regolarmente di ricordare il fallimento registrato in qualità di padre, visto che è arrivato a “smarrire per strada” una figlia! (no! questo è un altro post, scusate!)



Ad esempio, voi vi siete abituati all’invasione dei “Compro oro”? Vi siete chiesti come si giustifica questa diffusione di ricettatori legalizzati che spuntano e prosperano ad ogni angolo di strada?



E’ un ambito, quello dei compro oro, senza una regolamentazione. Strozzinaggio libero. Si calcola che nel settore, in Italia, fanno parte tra i 5 mila e gli 8 mila operatori, per un giro d’affari di 3 miliardi l’anno.



Questo fenomeno dilagante ha generato un mercato sommerso che ha amplificato i casi di ricettazione e di riciclaggio. Per non parlare del prestito su pegno e di tutta una serie di pratiche che violano regolarmente la legge.

Che fare?
Non finanziarli.
Boicottarli, tanto per cominciare!
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E’ vero, ci si abitua a tutto. Purtroppo. Ma l’errore è proprio lì. Io non ci riesco ad abituarmi a tutto. Ad accettare le mode, gli stili di vita imposti, la manipolazione delle menti. Non riesco ad abituarmi a vedere le persone telecomandate dalla televisione attraverso la pubblicità che...
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30/06/2018 14:44:51
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BREVE INVITO A RINVIARE IL SUICIDIO

29 giugno 2018 ore 03:57 segnala


C’è una casa da arredare dove non hai ancora abitato.
C’è un sentiero dove non hai meditato.
C’è uno stadio dove non hai ancora gareggiato.
C’è un corteo nel quale non ti sei indignato.
C’è una pista dove non hai sgommato.
C’è una strada sterrata con un coro di cicale che non ti ha assordato.

C’è un fiore che non hai ancora annusato.
C’è un aquilone che non hai lanciato.
C'è un orizzonte che non hai fotografato.
C’è un falò nel quale, a squarciagola, non hai cantato.
C’è un tramonto che non ti ha incantato.
C’è una sera ventosa in cui il mare non ti ha schiaffeggiato.

C’è una lettera che non hai ancora ricevuto.
C’è un disco che non ti ha ancora emozionato.
C’è un consiglio che non hai ascoltato.
C’è un libro che non ti ha ancora catturato.
Ci sono foto che, con la pelle d’oca, non hai sfogliato.
C’è un ricordo così bruciante da farti sentire provato.

C’è un volo in cui non ti sei ancora imbarcato.
C’è una moschea dove non hai pregato.
C’è un mercato arabo dove, davanti a un tè, non hai contrattato.
C’è il ronfare del gatto che ti fa sentire coccolato.
C’è una tavola di amici, ma tu hai occhi solo per lei. E’ come fossi bendato.
C’è una notte che fate le quattro, ma le hai soltanto parlato.

C’è “un fruscio di ragazze a un ballo”, che non ti ha inebriato.
Ci sono labbra che non hai ancora baciato.
C’è una festa dove, strafatto, non hai ancora ballato.
C’è un corpo di donna che non hai ancora amato.
C’è il solo sguardo che, dentro, ti fa sentire scavato.
C’è la notte in cui nasce tuo figlio. E tu non hai neanche dormito.



Per tutto questo ed altro ancora, il suicidio va assolutamente rinviato !
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« video » C’è una casa da arredare dove non hai ancora abitato. C’è un sentiero dove non hai meditato. C’è una via dove non hai ancora gareggiato. C’è un corteo nel quale non ti sei indignato. C’è una pista dove non hai sgommato. C’è una strada sterrata con un coro di cicale che non ti ha assorda...
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