IL FATUO MAGICO – diffida, di chi non ha dubbi -

07 marzo 2019 ore 00:15 segnala
Ti presenti sempre con lo sguardo torvo,
la faccia truce, che sembri quasi un corvo.
La voce impostata e senza esitazioni.
Non hai rispetto. E verso chi si oppone, tuoni.
Ti meravigli che ancora ci sia qualcuno
che a te non si inchini, completamente prono.

Non c’è un argomento sul quale non ti esprimi.
Lo fai talmente tanto, e con tutti i climi,
che non ti resta neanche il tempo per riflettere.
Lo sapessi fare ! Infatti spari cazzate a chiare lettere.
Pretendi di parlare di cultura e di studiare la Pietà,
ma tu fai pietà! E non conosci neppure le basi della civiltà.



Un fake, al tuo confronto è oro colato,
eppure in tanti ci cascano o hanno già abboccato !
Non hai mai dubbi. Usi un linguaggio per adulti.
Membro di giurie, discetti, ingiuri, insulti.
Il problema è che questo atteggiamento
conquista sempre più seguaci, poichè cruento.

Con la polemica hai costruito un personaggio
che ti ha consentito di lavorare solo il primo maggio.
Sei sempre al centro di un’accesa polemica.
Re del diverbio, bestemmi più della bomba atomica.
Tu non saprai mai ascoltare, omuncolo affannato a blaterare.
Opini su tutto, offendi. Ti vedrò bene solo disteso nelle bare.

Eppure, devo ammettere, sai fingere di esser sicuro,
e la gente si lascia abbagliare. Soffre il fascino del duro.
Palesemente misogeno, riesci a sedurre le signore.
Ma le donne non amano il garbo e la classe a tutte l’ore?
La foga indecente con cui parli e ti affretti a zittire tutti
è la prova certa che non credi neanche tu, a quel che rutti.

Sei solo un povero schiavo ma ti comporti da padrone.
Mascheri bene, ma sei del tuo re, il più squallido adulatore.
Varie condanne civili e penali hai collezionato:
ingiuria, diffamazione e truffa ai danni dello Stato.
Infatti poi sei stato anche premiato dall’elettorato
e a una brillante carriera amministrativa avviato.

Finchè trovasti la tua vera vocazione. Altro che critico !
Avevi tutte le carte in regola per essere un politico.
Sapessi almeno da che parte stare ! Ti manca solo anarchico:
infatti hai militato dal partito comunista fino a quello monarchico.
Sempre a caccia di incarichi, che poi diserterai. Non importa, si vedrà.
Basta che se magna ! Ti candidi dove capita. Ti allei pure con l’aldilà!

Hai una tale passione per l’arte e le mignotte
che fai aprire i musei anche di notte
per consentire alle tue amiche di visitarli.
Ma è il trasformismo la tua arte. E’ chiaro, mentre parli,
che sei abilissimo a dimenticare i tuoi fallimenti.
Come gli italiani, che tornano a votarti, e son contenti !

Tu dici di tutelare il nostro patrimonio culturale.
In realtà ti preoccupi solo del tuo, e questo va molto male.
Narcisista, presuntuoso, impreparato, ti dissero ieri.
Lo ricordi? Anche superficiale. Tu vali meno di due Zeri.
Un altro acuto osservatore ti definì con sole due parole.
Tu resterai per sempre il “fatuo magico”. Vanitoso sole.


© Tutti i diritti riservati.

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Ti presenti sempre con lo sguardo torvo, la faccia truce, che sembri quasi un corvo. La voce impostata e senza esitazioni. Non hai rispetto. E verso chi si oppone, tuoni. Ti meravigli che ancora ci sia qualcuno che a te non si inchini, completamente prono. Non c’è un argomento sul quale non ti...
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SCHERZO su base COUNTRY - viva il clero ! -

05 marzo 2019 ore 01:15 segnala


Ero sulla Highway 18, venivo da Santa Monica,
Lei faceva l’autostop, ma sembrava una monaca.
Io, il vento nei capelli, lanciato sul coupè.
Salì senza salutare: vado alla Route 33.



Disse, che musicaccia ascolti?
Sei archeologico, senti ‘sto pezzo qui !
Incassai il colpo. Pensai, detto da una suora,
me ne sbatto. La mando alla malora!

Era un rap irritante, m’immaginai l’artista.
Vuoi mettere col country? Tenevo un occhio alla pista,
con l’altro ero su di lei. C’aveva un paio di stivali,
li piazzò sul cruscotto, mostrando i suoi arsenali.

Due cosce lunghe e sode. La vidi nuda, lesto.
Ero pronto ad accostare e a dirle tenga il resto.
Pago cash o hai anche il POS? No, questo non lo dico.
Rompiamo già all’inizio e mi dà del bolscevico !

E se la sfiorassi lì? Meglio un altro approccio.
Bacino sulla guancia? Così sembro un bamboccio.
Prese lei l’iniziativa. Sdraiata sulle mie gambe,
giocò con il mio cambio. Adoro le cose strambe.

Correndo insieme, nel sole, durò vari chilometri.
Modestamente, mi difendo anche a centimetri !
Non piove mai in California. A volte ti sorprende il clero.
Non me lo sarei mai aspettato. Stasera accendo un cero.


© Tutti i diritti riservati.
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« video » Ero sulla Highway 18, venivo da Santa Monica, Lei faceva l’autostop, ma sembrava una monaca. Io, il vento nei capelli, lanciato sul coupè. Salì senza salutare: vado alla Route 33. « immagine » Disse, che musicaccia ascolti? Sei archeologico, senti ‘sto pezzo qui ! Incassai il colpo....
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ELOGIO DELL’INUTILE – una vana invettiva -

02 marzo 2019 ore 16:00 segnala
In quest’Occidente ricco e viziato
si è sempre in cerca di un mercato,
per combattere la noia con lo shopping,
e magari dimenticarsi anche del mobbing.
Vivon di corsa ma nessuno sa dove sta andando,
eppure io vedo che stanno accelerando !

Nell’Occidente piatto ed ammalato,
tutti inseguono solo quel che è pregiato,
costoso, esclusivo. Abbagliati dall’apparenza.
Schiavi della competizione ai limiti della decenza.
Vanno dai chirurghi per rifarsi il look,
ma si guardan bene dal leggere un book !

Nell’Occidente grasso ed opulento,
bisognerebbe andare a passo più lento.
Sarebbe il caso di fermarsi, fissarsi negli occhi,
e magari guardarsi anche dentro. Ma che sciocchi !
Danno a ogni cosa un prezzo ed un valore.
Perfino le donne, ti chiedono “fatti” e non il cuore.

In Occidente, distratti, annoiati dal benessere,
son tutti indaffarati a curare ‘sto malessere,
perché si accorgon che era gratis, il meglio nella vita
solo quando, oramai, gli è scivolata fra le dita.
Sognano un albero che fruttifichi monete,
ma non riuscirebbe mai a saziare la loro sete.



In Occidente trascurano l’essenza per la forma
e sono pronti a truffare per soldi. Ormai è la norma.
Tutti perennemente insoddisfatti.
Chissà da quanto non li vedi stupefatti.
Dovrebbero imparare l’arte dell’ozio,
riscoprire i bisogni più autentici. Lontani dal negozio.

In Occidente seguono il gossip, ma condannano i guardoni
perché il loro vero desiderio è sottomettersi, proni,
ma non lo confesseranno mai, più ipocriti di un prete !
E ancora sognano un albero che produca monete.
Perfino il linguaggio è pieno di termini economici,
di metafore che riportano al denaro. Ma che comici !

Nell’occidente conformista e omologato
sono tutti sui social e si affidano al fato,
perché non sanno più sorridere alla gente
ma la considerano solo se in veste di cliente.
E voglion sognare un albero che produca monete,
per poi nasconderle nelle loro stanze segrete.



In Occidente le cose essenziali si sono ormai nascoste.
Sarebbe necessaria una riflessione. Darsi delle risposte.
Soffrono di nevrosi, che deriva dal volere sempre più
e restano delusi se non l’ottengono quaggiù,
perché inseguono tutto quel che è materiale
ed ignorano l’esistenza di ciò che è spirituale.

In Occidente, il perdigiorno di tanta letteratura,
non ha più voce. La sua è una vita proprio dura !
Chi perde tempo è visto con tale negatività
che non ha più diritto di parola. E’ trattato senza pietà
perché è un avventuriero dello spirito. Non programma.
Si offre alla casualità degli eventi. Brucia, come fiamma !

Nell’Occidente l’ossessione per l’utilità,
ha reso insulsa l’idea stessa di inutilità,
che è considerata solo come un disvalore.
Ma le cose più pregiate sono inutili. Guarda un fiore !
Inutile vuol dire solo che non se ne ricava un interesse
monetizzabile, quantificabile. Come se piovesse !

In Occidente tutti si lagnano della vita frenetica
ma in realtà vivono una vita organizzata, così schematica,
che non contempla alcun imprevisto. Trasparente.
Io credo, invece, che l’inutile sia molto rilevante.
Mentre questi si scambiano regali all’infinito,
che, ormai, gli durano il tempo di un nitrito !

In Occidente sono tutti al passo con i tempi,
ma del ritmo delle stagioni, fanno scempi.
Si fingon tutti giovani. Si muovono solo in branco.
Affogano nei luoghi comuni, peggio di un saltimbanco.
Anche stanotte sogneranno un albero che produce denaro,
ma io credo che non gli resti che affidarsi a San Gennaro !


© Tutti i diritti riservati.

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In quest’Occidente ricco e viziato si è sempre in cerca di un mercato, per combattere la noia con lo shopping, e magari dimenticarsi anche del mobbing. Vivon di corsa ma nessuno sa dove sta andando, eppure io vedo che stanno accelerando ! Nell’Occidente piatto ed ammalato, tutti inseguono solo...
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I CAPELLI UNTI - la deriva -

28 febbraio 2019 ore 13:49 segnala
La settimana scorsa, durante una seduta del Parlamento Europeo, un deputato belga, Guy Verhofstadt, ha fatto un intervento rigoroso, un’analisi storica precisa e da brivido sulla deriva della nostra Italia, nell’ultimo ventennio.
Il suo è stato un intervento di quasi 10 minuti, fatto volutamente in italiano (eccellente, pur con qualche comprensibilissimo errore), evidentemente con l’obiettivo di inquadrare la triste accusa che avrebbe rivolto alla fine a Giuseppe Conte.
E cioè quella di essere un burattino nelle mani di Salvini e di Di Maio. Non voleva limitarsi ad offenderlo, ma offrire una riflessione a tutti gli italiani. Io, infatti, mi sono vergognato di essere nato in Italia ed ho provato pena per quella amara scena.



Successivamente, mi è capitato di leggere commenti all’accaduto su uno di questi social, francamente non ricordo neppure quale fosse. In particolare mi ha lasciato allibito, se non sconvolto, il post istintivo, superficiale e pedestre di una tipa che commentava quell’intervento così puntuale.
Questa fine analista politica, come tanti altri, lo so bene, si soffermava solo ed esclusivamente su aspetti estetici che riguarderebbero quel deputato. I suoi capelli unti, la giacca troppo corta ed altre amenità del genere. Sono certo che non ha provato neppure minimamente ad ascoltare, se non addirittura a capire, quello che stava dicendo Verhofstadt.

E purtroppo questo è lo specchio della nostra epoca. Si valuta tutto solo ed esclusivamente dal punto di vista estetico, da come appare, da come sembra, dalle prime impressioni epidermiche che ci trasmette. Nessuno si sofferma ad analizzare, ad approfondire, a capire quello che viene detto.

Continuiamo così, facciamoci del male !

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La settimana scorsa, durante una seduta del Parlamento Europeo, un deputato belga, Guy Verhofstadt, ha fatto un intervento rigoroso, un’analisi storica precisa e da brivido sulla deriva della nostra Italia, nell’ultimo ventennio. Il suo è stato un intervento di quasi 10 minuti, fatto volutamente...
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PUZZLE DI PIXEL

26 febbraio 2019 ore 22:23 segnala
Infondo, cos’è una foto digitale, se non un puzzle di pixel?























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Infondo, cos’è una foto digitale, se non un puzzle di pixel? « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine » « immagine »
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INCANTO – wandering –

22 febbraio 2019 ore 14:24 segnala
Che gusto, esplorare su due ruote !
E’ un vero piacere con le strade vuote.
Sento sull’asfalto, della gomma l’attrito.
La catena si assesta. Bello quel graffito !
Il silenzio è rotto solo da un leggero vento
e dal canto degli uccelli. Mentre avanzo lento.

Toh! guarda c’è una ranocchia.
Ieri ha piovuto. Sai che pacchia!
Giornata tipicamente autunnale,
né caldo né freddo. Un martedì bestiale.
Niente smog, nè motori a scoppio.
Con questi profumi, non serve neanche l’oppio.



E’ chiuso l’unico bar di questa baia.
Mentre un cane alla sua ombra abbaia.
Un pescatore non si è ancora pentito
e continua a fare danni al creato.
Una farfalla bacia il suo fiore,
mentre sgangherato passa un trattore.

Che tristi, gli alberi spogli in autunno !
La vita li sta lasciando, sono in affanno.
Le foglie ci regalano gli ultimi colori
che mutano perenni, non appena le sfiori.
Giallo senape, rosso tramonto. E’ così ogni anno !
Poi marrone terra bruciata, lì dove torneranno.



Ehi! Ma questa pare davvero una piscina !
Proprio qui, lungo la riva, così vicina.
Sembra quasi coperta, come fosse una stanza.
Si sentono gli echi, anche a distanza.
Tre pareti di roccia e un mare verde, già profondo.
Assenza di vento e calma piatta, sullo sfondo.

Una signora lascia fiori sul ciglio della strada,
in memoria del figlio schiantato in moto, alla rugiada.
C’è un pedalò dimenticato, poi un grido disumano.
Mi volto e, difficile da credere, è un gabbiano !
Un vecchio in carrozzella gioca con un gatto.
Ne elemosina l’attenzione, ma quello insegue un ratto.

Odore di stoppie arse e un volo di gazze ladre.
E mi rivedo in campagna con mio padre.
Vortice di ricordi. Torno rapido all’infanzia.
Vince, chi raccoglie la più grossa arancia.
La profondità del mare è abissale.
Mi equilibra e riconduce all’essenziale.

Un mondo di insetti nutre gli uccelli.
Un camper di tedeschi si ferma per un selfie.
Intenso profumo di mare e di salsedine.
Però, non è poi così male questa solitudine !
Una pubblicità sbiadita offre un trapianto.
Ma di cosa potrei aver bisogno, in quest’incanto?


© Tutti i diritti riservati.

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Che gusto, esplorare su due ruote ! E’ un vero piacere con le strade vuote. Sento sull’asfalto, della gomma l’attrito. La catena si assesta. Bello quel graffito ! Niente smog, nè motori a scoppio. Con questi profumi, non c’è bisogno d’oppio. Toh! guarda c’è una ranocchia. Ieri ha piovuto. Sai che...
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CONSIGLI UTILI - la frusta -

20 febbraio 2019 ore 14:14 segnala
Ragazzo mio devo darti dei consigli.
L’esperienza va trasmessa ai figli.
Ti serviranno a non sprecare giorni,
a mettere a fuoco tutti i contorni.
Non confondere mai le albe coi tramonti.
Sembrano uguali, ma é come tuffarsi dai monti.



Distingui sempre la politica dal tifo.
Oggi è davvero raro, in questo schifo.
Credi sempre e solo in te stesso.
Io, te lo giuro, non ho mai smesso.
È il solo modo per non sprofondare,
e, in questo pazzo mondo, galleggiare.

Non lasciarti mai contagiare dalla fretta.
D’esser superficiali, è ora che si smetta.
Non farti travolgere dalle mode.
Credimi, è la più grossa frode.
Non inseguire mai il denaro.
Al mondo, c’è tanto di più raro!

Impara a stare solo con te stesso.
Ti aiuterà molto, molto spesso.
Non dovrai elemosinare compagnia,
nè ubriacarti in una squallida osteria.
Saprai distinguere una donna da una troia.
Una relazione non serve per fuggir la noia.

Diffida di chi una maschera indossa.
Solo chi è vero ti darà una scossa.
Ragazzo mio, ti spiego anche le donne.
Ti servirà quando ti renderanno insonne
perché non capirai le loro isteriche reazioni
e le sentirai urlare forte come tuoni.

Hanno un talento speciale, queste donne.
Sono abilissime ad usar le loro gonne
per recitare un copione tutta la vita,
rendendola una finzione unica e infinita.
In genere corrono da chi il portafogli spalanca.
Badano all’apparenza, all’auto, al conto in banca.

Tu punta su te stesso e guarda avanti, figlio mio,
perché se ci crederai, una sera, un fruscio
ti farà capire che lei è la donna giusta.
La riconoscerai perché non ha la frusta.
Troppe si vantano di avere una sensibilità.
Di solito non è vero, ma qualcuna un’anima ce l’ha.


© Tutti i diritti riservati.

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Ragazzo mio devo darti dei consigli. L’esperienza va trasmessa ai figli. Ti serviranno a non sprecare giorni, a mettere a fuoco tutti i contorni. Non confondere mai le albe coi tramonti. Sembrano uguali, ma é come tuffarsi dai monti. « immagine » Distingui sempre la politica dal tifo. Oggi...
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IO SONO MIA

16 febbraio 2019 ore 18:16 segnala


Ultimamente il cinema e la televisione, evidentemente a corto di idee inedite, saccheggiano a piene mani la vita di musicisti famosi, proponendone però delle biografie molto lacunose.
E’ accaduto l’anno scorso con Fabrizio De Andrè e poi al cinema con i Queen. Ci riprovano quest’anno con la vita tormentata di Mia Martini e, se sono bene informato, accadrà presto anche con Lucio Battisti.
In sostanza questi film si reggono solo sulla musica stessa. C’è una sceneggiatura debole ed imprecisa che fortunatamente viene interrotta da brani musicali celeberrimi che subito fanno partire la pelle d’oca almeno a chi, come me, è un musica-dipendente.



Nel caso specifico, sono anche un fan appassionato di Mia fin da bambino. Ricordo che mi commuovevano le sue intense interpretazioni ed i testi profondi che sceglieva, e sorprendevo i miei chiedendo i suoi dischi in dono piuttosto che quelli di personaggi apparentemente più indicati alla mia età.
Dicevo che la sceneggiatura è fragile e incompleta. Infatti latita, ad esempio, la figura di Ivano Fossati che pure è stato centrale nel percorso di Mimì sia nella vita privata che artisticamente, come compositore di almeno due album.
Di positivo, si salva soltanto il - comunque tardivo - sdoganamento della figura e del valore di molti testi di Franco Califano, finalmente rivalutato come troppo spesso accade a chi abbandona questa valle di lacrime. Ma attenzione! Il Califfo non ha escluso il ritorno…

Chissà se gli sceneggiatori col tempo impareranno a rappresentare la vita di un artista in modo compiuto e non macchiettistico come si riesce a fare solo con una biografia scritta e autorizzata dall’interessato! Mimì pare ci credesse…. sentite qua….

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« immagine » Ultimamente il cinema e la televisione, evidentemente a corto di idee inedite, saccheggiano a piene mani la vita di musicisti famosi, proponendone però delle biografie molto lacunose. E’ accaduto l’anno scorso con Fabrizio De Andrè e poi al cinema con i Queen. Ci riprovano quest’anno...
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DELIZIATI - l’ultima utopia -

13 febbraio 2019 ore 11:40 segnala


Ti sei mai chiesto cosa unisce i popoli
di ogni lontanissima metropoli?
Non parlo dei bisogni primari
né dei moderni loschissimi affari.
Quale attività, tutti hanno sempre svolto?
Da cosa ciascuno si sente coinvolto?

E’ qualcosa che ognuno sente di esprimere.
Da cui ogni uomo non si può esimere.
A tutte le latitudini , in ogni epoca
e puoi star certo che nessuno deroga.
Dall’Alaska al Congo, ce ne sarebbero di esempi !
Dalla Russia al Brasile. Fin dalla notte dei tempi.

Io quando, con la fantasia, voglio sognare
un mondo anarchico e tutto da amare,
vado su Radio Garden e il suo sito.
E’ vero, sono un ascoltatore accanito.
A me la società dell’immagine mi stanca.
Sempre mi tengo lontano dalla calca.

Puoi ascoltar la rumba ed il sirtaki, il folk
il country, la fusion, i mariachis, il rock,
il tango, il jazz, la classica, la polka,
fino al ritmo ancestrale di mamma Africa.
Lasciati trasportare dalla batteria.
La musica è l’ultima possibile utopia.



Lì non trovi bandiere, né colori, né confini.
E’ un unico grande abbraccio, coi violini.
Scordati per sempre menate patriote.
Siam tutti uguali. Deliziati con le sette note.
Ti stai chiedendo dove va l’accento?
Che importa, basta esser contento !

E questo sito, sempre ci riesce a pieno.
Tu l’entusiasmo non tenere a freno,
perché la gioia di condividere la musica
risale a prima della guerra punica.
Inebriati con la chitarra ed ogni strumento
e lasciati trasportare, libero nel vento.

In un mondo in guerra, con scenari di morte,
dove dominano interessi, e vige la legge del più forte,
lì non ci sono classi, né odio, nè carestia.
Mentre ancora ai bambini si insegna la geografia
sempre e solo in base ai confini politici.
E capisci che di ideali sono tutti stitici.

Puoi zoomare su ogni angolo del pianeta.
Hai migliaia di radio. L’arpa, l’anima ti quieta !
Puoi immaginare di essere un globetrotter,
e come Marco Polo viaggiare sulle rotte.
Apprendere nuovi linguaggi e stili di vita.
Non importa se è gente incolta o istruita,

perchè da ognuno qualcosa si impara,
e non è il caso di mettersi in gara.
Le differenze son per tutti una risorsa.
Basta globalizzazione, che nutre solo la borsa
di alcuni privilegiati miopi e autarchici.
Il mondo è di tutti, non degli oligarchici.

© Tutti i diritti riservati.



Mercoledì 13 febbraio ‘19
Giornata Mondiale della Radio
Voce di dialogo, tolleranza, pace.
UNESCO – ottava edizione -
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« immagine » Ti sei mai chiesto cosa unisce i popoli di ogni lontanissima metropoli? Non parlo dei bisogni primari né dei moderni loschissimi affari. Quale attività, tutti hanno sempre svolto? Da cosa ognuno si sente coinvolto? E’ qualcosa che ognuno sente di esprimere. Da cui ogni uomo non si p...
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NEL CRATERE - una farsa molto seria -

10 febbraio 2019 ore 16:42 segnala
In questa Italia populista e sciatta,
nazional popolare, meschina, coatta,
stanno massacrando la cultura.
Questa sembra davvero una congiura.
Pare che la realtà imiti i cinepanettoni.
E si arriva perfino a dar fuoco a dei barboni.

Poi mandano Lino Banfi all’Unesco.
Lo so, detto così sembra farsesco.
Che cosa ne penserebbe Eduardo
di questo fosco paese bastardo,
dove il governo taglia i fondi alla cultura
e ci fa smarrire in una selva oscura?



E pensi ai poster che avevi in camera da piccolo.
John Lennon, Hermann Hesse, Che Guevara. Era un circolo!
Ora hanno Fabrizio Corona e nella mente solo i dollari,
simboli che non possono che spingerti alla collera,
perché così si confonde il giusto e lo sbagliato
e a troppi non resta che affidarsi al fato.

E non capisci perché l’informazione è così omologata.
Competono solo per il ritmo con cui viene comunicata.
Ma cos’è questa fretta, che mi trasmette angoscia?
Hai 24 ore per approfondire e mi mostri la coscia?
Ci vogliono appiattire sul pensiero unico
ed io di questo non sono affatto euforico.

Eppure basterebbe copiare da Rai 5 o Radio 3
o rispolverare il celebre 3131 affinchè
si ritorni ad uno spazio vero, di riflessione,
per contrabbandare le idee, ma quelle buone,
come facevano, perfetti, Ciampa e Guzzi
invece di farti desiderare la Jacuzzi.

Con le parole si può e si deve fare la rivoluzione.
Oggi invece, dei giovani la cultura, la formazione,
a lacrime morbose e sproloqui della De Filippi, è affidata !
Pierpaolo, le tue sì eran parole luminose ! Eri una tata
scomoda, tagliente, senza padroni. Per questo ti fecero tacere.
Qui si mira all’appiattimento in basso, giù infondo, nel cratere.

Molti, spesso, si lamentan della fuga di cervelli.
Ma io credo che non vanno via solo per i soldi, quelli.
Se oggi vivessero qui Michelangelo o Leonardo
si cercherebbero un’altra patria, un altro traguardo.
Fuggirebbero da dove si rivaluta Mussolini
e rigurgiti fascisti celebrano assassini.

Attenti, questi cercano di cancellare la memoria !
Vogliono farci dimenticare anche la storia.
E’ uno schema già usato nel passato
per mettere in secondo piano il primato
della ragione e della scienza
con i nazionalismi e la loro indecenza.



© Tutti i diritti riservati.
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In questa Italia populista e sciatta, nazional popolare e vergognosamente coatta, stanno massacrando la cultura. Questa sembra davvero una congiura. Pare che la realtà imiti i cinepanettoni. E si arriva perfino a dar fuoco a dei barboni. Poi mandano Lino Banfi all’Unesco. Lo so, detto così sembra...
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