COS’E’ LA NORMALITA' ?

09 agosto 2018 ore 23:18 segnala
In genere fingono compassione e partecipazione non appena sentono che qualcuno è stato colpito da una malattia grave, dolorosa, invalidante.
O ancor più se sentono nominare quello che per definizione è “il mare incurabile”.
Subito, il tono della loro voce si fa triste, improvvisamente recuperano una sensibilità e una profondità d’animo insospettate.
Alcuni arrivano anche a fare riflessioni filosofiche sul senso della vita che mai e poi mai ti saresti aspettato da loro.
Spesso arrivano a simulare anche le lacrime.
Hanno imparato a farlo. E ci riescono anche molto bene.



Chissà perché, invece, se si tratta di malattie psichiatriche, le stesse persone trattengono a stento il riso. A volte scoppiano a ridere perfino in presenza del malcapitato.
Tutta la finta sensibilità di cui sopra, svanisce improvvisamente. Non c’è niente da fare, colui che viene volgarmente definito “pazzo” suscita da sempre ilarità nella maggioranza delle persone.
I problemi mentali non ispirano alcuna solidarietà. I matti vengono emarginati da sempre. Quasi che la loro malattia fosse una colpa, oggi esattamente come ieri ed avantieri.



Perfino i parenti del malato di mente sono portati, dalla carogneria generale, a nascondere la cosa, a vergognarsene quasi.
Gli esempi noti, che riguardano personaggi celebri, sarebbero innumerevoli. Sì, perché la follia e l’ispirazione creativa sono sempre andate a braccetto. In ogni forma d’arte.
Gli scrittori Charles Baudelaire, Edgar Allan Poe, il poeta Dino Campana, il matematico premio Nobel John Nash, la scrittrice inglese Virginia Woolf, la scultrice francese Camille Claudel, i pittori Vincent Van Gogh, Edvard Munch fino alla rockstar Sinead O’Connor sono solo alcuni.



Per non parlare della marea di poveri pazzerelli anonimi che, almeno, a partire dalla legge Basaglia, non vengono più isolati dal resto del mondo e rinchiusi in strutture agghiaccianti dove, è intuitivo, non potrebbero mai e poi mai recuperare una condizione “normale”!
Ma cos’è normale?
E dove inizia un disturbo mentale!
Te lo sei mai chiesto?



Quindi, per riassumere: se ad ammalarsi è un polmone, un cuore, un intestino, si deve piangere. Se invece si ammala un cervello, si ride.
E’ questo il livello di sensibilità corrente, ancora oggi, nel terzo millennio !
Si, perché, come dice De Andrè, avere un pazzo nei paraggi serve ad esorcizzare, serve a prendere le distanze, serve a sentirsi “normali”. E questo è davvero molto, molto rassicurante.
A titolo precauzionale !
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In genere fingono compassione e partecipazione non appena sentono che qualcuno è stato colpito da una malattia grave, dolorosa, invalidante. O ancor più se sentono nominare quello che per definizione è “il mare incurabile”. Subito, il tono della loro voce si fa triste, improvvisamente recuperano...
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09/08/2018 23:18:25
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Commenti

  1. domin.azione 09 agosto 2018 ore 23:38
    io dico che la normalità è solo un fatto statistico legato alla maggioranza.
    Per me anormale fra i normali è più facile solidarizzare con i presunti pazzi che con i presunti sani. In fondo da vicino nessuno è normale.
  2. twin.soul 10 agosto 2018 ore 00:48
    @domin.azione Hai ragione. La maggioranza, fra le mille colpe, ha anche questa.
    E’ vero, non ci avevo pensato: osservato da vicino, nessuno è normale!
    Proprio perché sembrano normali solo se si mimetizzano nella massa.
  3. Shine37 10 agosto 2018 ore 08:33
    I malati meritano rispetto in qualsiasi caso ,sia che abbiano patologie fisiche o mentali. Non ho mai riso per le disabilita’ altrui e credo che per tutti coloro che si definiscono “ normali” sia una cosa istintiva provare sgomento e tristezza per le persone afflitte da questi stati cosi’ incresciosi.
    Forse ,quello che noi definiamo matto ,vive piu’ serenamente della persona razionale perche’ vive in un mondo tutto suo e non si cura dei problemi della quotidianita’. Altra cosa sono le patologie come la depressione, gli attacchi di panico, l’anoressia e la bulimia che creano voragini nell’anima.
    Alda Merini, magnifica poetessa afflitta da sindrome bipolare che aveva conosciuto gli orrori dell’internamento in manicomio, sosteneva che i matti che aveva conosciuto erano simpatici. I veri dementi li ha incontrati fuori .
  4. twin.soul 10 agosto 2018 ore 12:05
    Grazie per la tua riflessione, @Shine37 .
    La condivido pienamente come si intuisce dal post.
    E’ bello notare che in un blog, a ferragosto, si possa arrivare a parlare perfino di questi temi e non solo del caldo torrido o di ricettine del giorno e di cuori infranti.
    Hai ragione, la Merini l’avevo dimenticata nella lista dei pazzerelli con una marcia in più !
  5. ministrel71 10 agosto 2018 ore 19:23
    La normalità non esiste, non è una frase fatta,i pregiudizi ci sono anora oggi persino tra gli addetti ai lavori della sanità mentale. Le persone possono cambiare solo se lo desiderano e lavorano sul proprio orgoglio e vanità, ovvero riflettere e fermarsi a pensare ma a parlare si è bravi tutti, sono i fatti che contano.
  6. twin.soul 10 agosto 2018 ore 23:47
    @ministrel71 Col mio post volevo dimostrare proprio quello: che la normalità non esiste.
    E sottolineare che sarebbe opportuno essere più comprensivi e solidali con chi soffre di disturbi mentali invece di emarginarli.
  7. Shine37 11 agosto 2018 ore 07:28
    @twin soul. Grazie a te per aver aver postato un tema interessante e ricco di spunti di riflessione. Caldo e ricettine in questo periodo sono argomenti inflazionati e un po’ banali. Non avendo il cuore infranto, non saprei cosa scrivere :rosa

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