CUBA

13 febbraio 2018 ore 14:08 segnala


Se si vuole fare davvero un viaggio nell’isola di Cuba, si deve anzitutto evitare Varadero e tutti i posti più “in” costruiti dagli occidentali, che altro non sono che la triste riproduzione di villaggi turistici già esistenti in ogni angolo del globo. Toccate con mano l’ospitalità del popolo cubano, scegliete le case particulares e farete una full immersion in una realtà a misura d’uomo, unica al mondo, frutto di 50 anni di Rivoluzione socialista. Unica non significa né migliore né peggiore, significa diversa. Qui, e solo qui, è in via di realizzazione un modello di società alternativo a quello capitalista, altrove solo teorizzato.



Per riuscire a capire la realtà che abbiamo di fronte, è necessario inquadrare storicamente la questione. Da sempre l’atteggiamento degli USA, nei paesi del Centro America, era (proprio come è ancora oggi !) quello di saccheggiarli metodicamente. Di considerarli solo delle colonie da sfruttare. La politica yankee era dappertutto la stessa: depredare in modo sanguinario. Lo fecero a Santo Domingo, ad Haiti, lo fecero ovunque. Poi intervennero a Panama; organizzarono la guerra sporca contro il Nicaragua. Appoggiavano regimi molto duri, in tutto il Centro America, come a El Salvador o in Guatemala con l’obiettivo di tenere tutto sotto controllo ed impedendo, di fatto, lo sviluppo di quei paesi, impossessandosi di tutto quanto c’era di prezioso.



E’ quello che avveniva anche a Cuba negli anni ’50, dove la dittatura di Batista, con i suoi loschi traffici ed i suoi assassinii, era largamente appoggiata dagli Usa. Ma quello dove vi trovate è l’unico angolo di mondo dove tutto questo non riuscì, non fu portato a compimento. Perché qui i cubani si resero protagonisti di una Rivoluzione storica riscattando la loro terra da una sorta di colonialismo statunitense e liberandola dalla dittatura di Batista guidati dalle gesta eroiche del Che Guevara e dei suoi compagni.



Ma l'eredità lasciata da Batista e dai compari yankee era molto pesante. A quel punto i problemi da affrontare erano molteplici: c’era il 30% di analfabeti, mancanza di scuole, mancanza di assistenza medica, mancanza di previdenza sociale, di impiego.



Furono stabilite delle priorità, come è giusto che sia, creando un sistema che permette l’accesso universale alla salute e all’educazione. Un modello che ha permesso a Cuba di raggiungere l’alfabetizzazione generale, sradicare determinate malattie, garantire l’accesso all’acqua potabile e la salute pubblica di base, con bassi livelli di mortalità infantile e alta speranza di vita.



Il sistema educativo cubano è oggi il migliore dell’area latinoamericana e dei Caraibi. Non lo afferma qualche polveroso bollettino veterocomunista ma l’istituzione guida del neoliberismo internazionale, la Banca mondiale. Il Paese dedica all’insegnamento il 13% del proprio bilancio nazionale. Si pensi che in Italia, nel terzo millennio, non si va oltre il 4,6% !



Per non parlare dell’impegno di Cuba sul fronte della salute, non solo per sé ma per tutto il pianeta. Mentre da noi alcuni blaterano in modo insensato di chiudere le frontiere per bloccare i virus, Cuba, raccogliendo il plauso delle Nazioni Unite, ha inviato 165 medici e infermieri in Africa per combattere il virus Ebola.



Non male, specie se si considera che il Paese è sottoposto da oltre cinquanta anni a un blocco economico ed a continui attentati e atti di vero terrorismo da parte della massima potenza mondiale, gli Stati Uniti.



Nonostante un embargo che dura da oltre mezzo secolo (per chi non lo sapesse, Trump lo ha rinnovato, annientando il gesto saggio e lungimirante di Barack Obama) gli obiettivi raggiunti dalla Rivoluzione in mezzo secolo sono innegabili, anche se convivono con un degrado (ad esempio, i vecchi palazzi fatiscenti nel centro de L’Avana, abbandonati dai fiancheggiatori di Batista) che altro non è che il risultato dell’ostracismo americano dal quale Fidel e i suoi sono riusciti a resistere stoicamente più che in una guerra tradizionale.



Il danno economico subito da Cuba a causa del “bloqueo” ’è incalcolabile ed ha dimensioni internazionali, dato che colpisce anche il commercio cubano con Paesi terzi e la possibilità di investimenti esteri nell’isola.



Per chiudere, tre domande:
1 - Se non ci fosse stata la Rivoluzione, cosa sarebbe oggi Cuba, se non ancora il postribolo degli Stati Uniti come era ai tempi di Batista?
2 - Come si spiegano le centinaia di migliaia di cittadini cubani che hanno fatto la fila per quattro giorni per omaggiare la salma di Fidel Castro, se questi era un dittatore e non ha, invece, guidato una Rivoluzione appoggiata dal popolo, che ha oggettivamente migliorato le condizioni di vita dei cubani?
3 - Quali obiettivi avrebbe raggiunto l’organizzazione societaria alternativa al capitalismo messa in piedi dal Lider Maximo a Cuba, se non avesse dovuto subire un embargo pavido e ottuso per oltre mezzo secolo?



L’America ci guarda
non proprio con affetto.
Apparentemente placida ci osserva.
Ma in fondo io sospetto
che l’America ha paura.
Altrimenti non si spiega come faccia
a vedere in uno Stato in miniatura
questa orribile minaccia!
(Daniele Silvestri – Cohiba)

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« immagine » Se si vuole fare davvero un viaggio nell’isola di Cuba, si deve anzitutto evitare Varadero e tutti i posti più “in” costruiti dagli occidentali, che altro non sono che la triste riproduzione di villaggi turistici già esistenti in ogni angolo del globo. Toccate con mano l’ospitalità d...
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13/02/2018 14:08:30
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Commenti

  1. poitispiego 13 febbraio 2018 ore 15:01
    Bellissimo post, complimenti.
  2. NottediLuna.Piena 13 febbraio 2018 ore 16:53
    Sai che abitualmente non amo commentare pubblicamente, ma questo post (adesso capisco che ti abbia anche impegnato per parecchio tempo!) merita davvero un pubblico plauso...sei stato in grado di farmi “sentire” e “toccare” una realtà a me finora sconosciuta ed “estranea” (se non per le informazioni che i media ci forniscono, sapientemente dosate, riviste e rielaborate).
  3. twin.soul 13 febbraio 2018 ore 17:37
    @poitispiego Ti ringrazio! Ho solo la sensazione di essere fuori contesto in questo blog dove pochi si avventurano a parlare di politica e società....
  4. twin.soul 13 febbraio 2018 ore 17:39
    @NottediLuna.Piena E’ verissimo, purtroppo il controllo dei media e la disinformazione sono una delle armi più utilizzate ai nostri tempi !
  5. NottediLuna.Piena 13 febbraio 2018 ore 17:42
    @twin.soul Sei ampiamente fuori contesto, ma non è detto che sia un male... anzi...
  6. twin.soul 13 febbraio 2018 ore 18:13
    @NottediLuna.Piena Hasta siempre, Comandante !
  7. NottediLuna.Piena 13 febbraio 2018 ore 18:19
    @twin.soul Patria o muerte!
  8. NottediLuna.Piena 13 febbraio 2018 ore 18:27
  9. paulnow 14 febbraio 2018 ore 23:09
    Da ragazzo di sinistra ti ringrazio di questo post e di come hai descritto magnificamente Cuba.... Per rispondere alle tue domande... Se non ci fosse l'embargo e cuba fosse uscita dal suo guscio... Oggi ci sarebbero più paesi che seguirebbero il suo esempio... Solo che questo tipo di pensare che rappresenta i veri concetti del comunismo.... va contro quelli che sono gli interessi economici...
    Anche xchè più l'istruzione è alta più la ricchezza sarebbe redistribuita in un modo maggiormente omogeneo.....
  10. paulnow 14 febbraio 2018 ore 23:14
    Inoltre a Cuba si ci fa prima attenzione all'essere umano che a gli interessi economici... Noi ormai viviamo in un mondo ( vedi Italia) dove l'interesse economico viene prima di tutto...
  11. twin.soul 15 febbraio 2018 ore 19:25
    @paulnow Già, credo proprio che siamo sulla stessa lunghezza d'onda !

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