GABRIELE SALVATORES

12 gennaio 2018 ore 21:00 segnala


Ho visto in questi giorni “Il ragazzo invisibile – Seconda generazione”, ultimo film di Gabriele Salvatores e non mi è piaciuto. Mi ha coinvolto meno della prima parte, che avevo trovato anche commovente, in certi frangenti.
Ma questo non basta certamente a ridimensionare la mia stima per Gabriele Salvatores, al quale non bastò un Premio Oscar, vinto nel ‘92 con “Mediterraneo”, per sentirsi arrivato, per perdere la sua voglia di sperimentare, di mettersi in gioco come fosse un ragazzino.



I suoi films che preferisco, oltre alla celebratissima trilogia della fuga, che potrebbe sicuramente essere considerata una quadrilogia sul viaggio, estendendola a “Puerto Escondido”, sono Sud (film di denuncia sociale) Nirvana (primo film italiano dalle atmosfere cyberpunk) Amnesia (sul mondo giovanile di Ibiza e su un delicato rapporto padre figlio) Io non ho paura (il feroce mondo contemporaneo visto dagli occhi di un bambino) Quo vadis, baby? (un noir dal finale unico, geniale ed indimenticabile) Come Dio comanda (secondo film tratto da un romanzo di Ammaniti).

In ognuno di questi Salvatores rischia mettendosi alla prova in un genere cinematografico sempre diverso, riuscendo comunque a stupire lo spettatore.
Adoro tutto il cinema di Gabriele Salvatores, dal più commerciale al più sofisticato, e lo stesso Salvatores come persona.
Ascoltarlo parlare in una sua intervista è semplicemente edificante.

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12/01/2018 21:00:45
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