I CAPELLI UNTI - la deriva -

28 febbraio 2019 ore 13:49 segnala
La settimana scorsa, durante una seduta del Parlamento Europeo, un deputato belga, Guy Verhofstadt, ha fatto un intervento rigoroso, un’analisi storica precisa e da brivido sulla deriva della nostra Italia, nell’ultimo ventennio.
Il suo è stato un intervento di quasi 10 minuti, fatto volutamente in italiano (eccellente, pur con qualche comprensibilissimo errore), evidentemente con l’obiettivo di inquadrare la triste accusa che avrebbe rivolto alla fine a Giuseppe Conte.
E cioè quella di essere un burattino nelle mani di Salvini e di Di Maio. Non voleva limitarsi ad offenderlo, ma offrire una riflessione a tutti gli italiani. Io, infatti, mi sono vergognato di essere nato in Italia ed ho provato pena per quella amara scena.



Successivamente, mi è capitato di leggere commenti all’accaduto su uno di questi social, francamente non ricordo neppure quale fosse. In particolare mi ha lasciato allibito, se non sconvolto, il post istintivo, superficiale e pedestre di una tipa che commentava quell’intervento così puntuale.
Questa fine analista politica, come tanti altri, lo so bene, si soffermava solo ed esclusivamente su aspetti estetici che riguarderebbero quel deputato. I suoi capelli unti, la giacca troppo corta ed altre amenità del genere. Sono certo che non ha provato neppure minimamente ad ascoltare, se non addirittura a capire, quello che stava dicendo Verhofstadt.

E purtroppo questo è lo specchio della nostra epoca. Si valuta tutto solo ed esclusivamente dal punto di vista estetico, da come appare, da come sembra, dalle prime impressioni epidermiche che ci trasmette. Nessuno si sofferma ad analizzare, ad approfondire, a capire quello che viene detto.

Continuiamo così, facciamoci del male !

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La settimana scorsa, durante una seduta del Parlamento Europeo, un deputato belga, Guy Verhofstadt, ha fatto un intervento rigoroso, un’analisi storica precisa e da brivido sulla deriva della nostra Italia, nell’ultimo ventennio. Il suo è stato un intervento di quasi 10 minuti, fatto volutamente...
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28/02/2019 13:49:03
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Commenti

  1. lovecinema 28 febbraio 2019 ore 15:37
    Ricordo che la cosa non mi piacque. Ognuno può sostenere qualsiasi tesi ma con termini propri, senza offendere, ancor più quando sei di un altro paese. Persino Tajani, Berlusconiano al calor bianco, che presiedeva quella seduta, la interruppe per un attimo, suggerendo di non usare linguaggi sconvenienti. Quindi, indifendibile la tipa con in capelli unti, sbaglia il belga a chiamare burattino il capo del governo italiano.
  2. twin.soul 28 febbraio 2019 ore 21:31
    @lovecinema Quando si dice la verità, poco conta la forma con cui la si dice. D’altra parte Verhofstadt non ha bestemmiato, ma si è limitato a constatare la realtà dei fatti.
    A mio avviso tu fai lo stesso errore della tipa dei capelli unti: ti soffermi sulla forma estetica e ignori il contenuto.
  3. lovecinema 01 marzo 2019 ore 15:12
    Quindi quando Berlusconi definiva La Merkel culona inchiavabile io non dovevo prestare attenzione alla forma, ma al contenuto o quando ha chiamato Schulz, Kapò, quello era un soffermarsi alla forma. Modi di vedere...
  4. twin.soul 01 marzo 2019 ore 17:34
    @lovecinema Ancora non ci capiamo.
    Anche “culona inchiavabile” è un giudizio estetico soggettivo, superficiale. Non analizza, non approfondisce. E’ solo una esternazione pedestre di un primitivo con la clava. Quasi un rutto. Come lo è quello di una decerebrata che, rinunciando a ragionare – se ne ha la facoltà - si limita a dire “Ha i capelli unti.” ad uno che ti sta facendo una analisi politica agghiacciante.

    Io non mi illudo neppure di poter riuscire a ragionare con uno che sta ruttando.
    Comunque, perché fare altri esempi quando abbiamo quello di Verhofstadt che ha analizzato (eccome !!!) la situazione italiana e che è già abbastanza desolante?

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