L’ARTE DELL’OZIO

08 gennaio 2018 ore 13:05 segnala
Libro decisamente lontano dal modo di vedere e di “sentire” occidentale, dove siamo dominati da questi tempi frenetici e dalla necessità di essere sempre al passo con i tempi.
Perder tempo può, invece, essere un’arte. Hermann Hesse, consapevole che per un occidentale è difficile anche solo accostarsi a quest’idea (e lo scriveva quasi un secolo fa!), suggerisce un apprendimento graduale e metodico dell’ozio.
Il vagabondo con la chitarra ha riempito pagine e pagine di letteratura (vedi “Sulla strada” di Jack Kerouac). Oggi, invece, ha un significato esclusivamente negativo, sfavorevole.



Alla fine, chi è, il vagabondo? E’ un avventuriero dello spirito che si offre alla casualità degli eventi. Non programma. Mentre oggi si esclude l’imprevisto, proprio perchè è tutto organizzato, ora per ora, compreso il tempo libero.
Questa mania di programmare è una delle principali fonti delle nevrosi. Perché c’è sempre qualcosa che non va secondo i programmi, ed è lì che scatta lo stress.

Il problema è essere sempre proiettati ad avere “di più”.
Ma quel di più può essere anche qualcosa di spirituale, non necessariamente solo materiale!

90078847-e14c-42ca-af97-b03ae47f067d
Libro decisamente lontano dal modo di vedere e di “sentire” occidentale, dove siamo dominati da questi tempi frenetici e dalla necessità di essere sempre al passo con i tempi. Perder tempo può, invece, essere un’arte. Hermann Hesse, consapevole che per un occidentale è difficile anche solo...
Post
08/01/2018 13:05:04
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.