LA CELEBRAZIONE DEL NULLA

09 luglio 2018 ore 17:42 segnala


E’ impressionante notare come oggi si arrivi a celebrare anche le nullità. E’ incredibile constatare come i media continuino a raccontare falsità. Come la morte riesca ad appiattire i meriti e porti ad utilizzare gli stessi identici aggettivi roboanti per chiunque. Senza minimamente considerare i meriti effettivi accumulati nel corso di una carriera.

Come si arrivi a parlare di film mediocri, se non addirittura imbarazzanti, come di qualcosa che sarebbe riuscito a fotografare un’epoca. Ma possibile che questi non sanno che proprio in quell’epoca, ci sono state cose ben più nobili, edificanti, costruttive, impegnate (anche se so bene che oggi il termine suona quasi dispregiativo) delle pernacchie e delle veline in questione?

E c’è anche un’aggravante: quando si ha la fortuna di nascere figli d’arte e circondati da personaggi veramente di spessore, si dovrebbe avere il dovere morale di ispirarsi a loro e non di svaccare in modo vergognoso col solo obiettivo di fare incassi record, facendo leva sugli istinti peggiori del pubblico, invece che tentare di raffinarne il gusto. Come dovrebbe essere il fine ultimo dell’arte!



L’arte non deve mai tentare di farsi popolare.
E’ il pubblico che dovrebbe cercare di diventare artistico !

(Oscar Wilde)
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09/07/2018 17:42:02
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Commenti

  1. leonardo2018 09 luglio 2018 ore 21:08
    Di coccodrilli e commenti alla morte di un personaggio noto ne abbiamo letto a migliaia, non dovremmo stupirci più di tanto se sono sempre celebrativi. Capisco comunque la tua insofferenza, è anche la mia, evito quindi di leggerli e ascoltarli.
    Per quanto riguarda Vanzina, se me lo metti dalla parte dei cattivi, cioè dalla parte opposta dei Fellini, Antonioni, Rossellini etc, allora, dalla sua parte devi mettere quasi tutti i film di Totò, peraltro moltissimi con la regia di Steno, suo padre. E anche quasi tutti i film di Alberto Sordi, di Nino Manfredi, di Gasmann ect. Praticamente quasi tutta la commedia all’italiana. Che oggi è celebrata, ma al tempo era fortemente criticata. Perfino la grande guerra di Monicelli che considero un grandissimo film, fu criticato aspramente. E’ vero che non erano volgari, perlomeno al nostro palato, ma la società che interpretavano non lo era . Quella dei Vanzina sì. Era l’epoca degli yuppies, della ricchezza ostentata, del drive in televisivo, delle parolacce in libertà. Se oggi non ci piace L’Italia è perché è figlia di quegli anni ottanta. Lui l’ha soltanto interpretata.
  2. twin.soul 09 luglio 2018 ore 23:44
    @leonardo2018 Scusa, ma per cominciare, Vanzina non l’ha solo interpretata, ma l’ha decantata, l’ha esaltata contribuendo a creare un stile di vita (credo proprio che il termine “stile” sia sprecato, nel suo caso, ma non me ne viene uno più adatto) a dare dei riferimenti sbagliati ad un’intera generazione. Davvero imbarazzanti. Certo l’ha fatto insieme ad altri, altrettanto ripugnanti per i quali sarà già pronto un altro coccodrillo celebrativo. Ma poi non va dimenticato che ha cavalcato l’onda per guadagnarci senza ritegno, come dico nel post.
    Credo che uno dei segni distintivi di un’opera d’arte sia proprio quello di non essere creata per piacere, ma per esprimere chi la fa. E non mi sembra proprio che si possa dire questo per i Vanzina !
    Non sono d’accordo neppure sui paragoni che fai. Sia Gassman che Manfredi (a mio avviso Sordi molto meno, ma è un giudizio personale), avendo al loro attivo tanti film, possono vantare degli autentici capolavori, ma hanno anche toppato in qualche circostanza. Prendi “Il sorpasso”, quello sì che si può dire rappresentativo di un’epoca. Ti fa sentire la sete di rinascita di un intero popolo attraverso il rombo dei motori ! E poi, vuoi mettere le loro capacità di recitazione con quella di Boldi e Christian De Sica (altro figlio d’arte che dovrebbe vergognarsi non poco!)
    Credo proprio che sarebbe ora di finirla con questo spreco di aggettivi: sono tutti grandissimi, tutti capolavori, ma scherziamo?
  3. leonardo2018 10 luglio 2018 ore 21:03
    Il cinema è veramente opinabile, c'è veramente poco di oggettivo, come ad esempio, il fatto che Christian De Sica, non è un comico. Ecco, questo credo che sia condivisibile da tutti.

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