LA PANTERA E L’ELEFANTE

09 aprile 2018 ore 11:00 segnala


Come una pantera avanzavi ammaliante.
Ad un’attrice eri assomigliante.
Quella che sta con quell’attaccante!
Ti avvicinai un po’ esitante.
Cercai anche d’essere galante.
Mi sembravi una preda allettante.

Ti proposi della musica, dall’altoparlante.



Mi inchiodasti con uno sguardo penetrante.
Chiedesti: “Ma non ce l’hai un disco di Cocciante?”
Fui travolto dal tuo profumo inebriante.
Sono certo, portavi una terza abbondante.
Sognai che diventassi la mia amante.

Lanciavi segnali in modo provocante.
Sbirciavo l’impronta dell’olio abbronzante.
Mi dicesti: “Ma allora, sei un vero birbante!”
Indossavi una calza autoreggente.
ed un occhiale da sole, molto elegante.
Eri decisamente affascinante.

Ti offrii un gelato comprato all’ambulante.
Accettasti. Mi sentii un gigante!
Lo gustammo nella piazzetta antistante.
Proprio di fronte all’edicolante.
Cominciasti a leccarlo avidamente.
M’immaginai una notte intrigante!

Avevi un portamento conturbante.
Fasciata, in quel corpetto aderente.
Magnifico il tuo culo, importante!
Trasmetteva un’energia impressionante.
Pensai ad un’intesa penetrante.
Scontata la metafora del serpente…

Mi dissi: “Sarà una relazione appagante.”
“Quando ti rivedo?” chiesi implorante.
Sognavo con te un viaggio itinerante.
Poi apristi bocca, e tutto diventò imbarazzante.
Eri di un conformismo agghiacciante.
Mi sembrava quasi un film allucinante.

Cominciasti a diventare assillante.
Eri proprio senza un’attenuante.
Anche il tuo accento era angosciante.
Ti rivelasti un’intollerante.
Detestavi ogni singolo migrante.
Scacciarli con le armi, ti sembrava esaltante.

Se ciò non fosse triste, sarebbe esilarante.
La tua mente era davvero aberrante.
Sparavi cazzate da benpensante.
Scoprii che eri anche figlia d’un furfante.
La tua ignoranza, poi, era un’aggravante!
Non conoscevi neppure Alighieri Dante.

Prendevi posizione in modo imbarazzante.
Dicevi banalità che ricordavano Almirante.
Mi sentivo la testa dolorante.
Immaginarti accanto era frustrante.
Ormai eri diventata asfissiante.
Decisi che a te, preferivo un elefante!



Sicuramente.
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« immagine » Come una pantera avanzavi ammaliante. Ad un’attrice eri assomigliante. Quella che sta con quell’attaccante! Ti avvicinai un po’ esitante. Cercai anche d’essere galante. Mi sembravi una preda allettante. Ti proposi della musica, dall’altoparlante. « video » Mi inchiodasti con ...
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09/04/2018 11:00:22
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Commenti

  1. leonardo2018 09 aprile 2018 ore 13:21
    Ti ricordo però che il culo di un elefante, non è così eccitante, quindi pensaci bene prima di cambiare, e poi l'elefante potrebbe rifiutare, infine vorrei dire che questo blog, seppur amatoriale, io lo trovo proprio geniale. Bravo!
  2. twin.soul 09 aprile 2018 ore 14:19
    @leonardo2018 Ahahahahah
    Era per sottolineare, una volta di più, che ad un corpo affascinante preferisco una mente pensante che sia in sintonia con la mia.
  3. NottediLuna.Piena 09 aprile 2018 ore 14:28
    @twin.soul ...e per fortuna che non ti piacciono le rime baciate !!!
    Esilarante ...colorito ....divertente ...intelligente !!!
  4. twin.soul 09 aprile 2018 ore 14:53
    @NottediLuna.Piena Infatti, a me non piacciono le rime. Perché troppo spesso la ricerca della rima, finisce per condizionare pesantemente, se non stravolgere, il senso di quello che si vuole esprimere.
    Sicuramente ti sembrerò presuntuoso, ma anche Paul Mc Cartney compose l’indemoniata “Helter Skelter” in poco più di mezz’ora, per dimostrare che non era poi così difficile scrivere nello stile di Pete Townshend dei rivali Who.

  5. LUNA.2404 09 aprile 2018 ore 17:03
    Sorrido ...
  6. sassy1 19 aprile 2018 ore 17:32
    allora leggiti le poesie di wislawa szymborska ne rimarrai incantato.
  7. twin.soul 19 aprile 2018 ore 20:40
    @sassy1 Conosco la Szymborska.
    Non benissimo, ma la conosco.
    Quali poesie mi consigli?
    E soprattutto, mi spieghi perchè la mia canzoncina te l'ha fatta tornare in mente?

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